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[Micol Beltramini] Vieniminelcuore

Qui è dove si parla di storie, di storie che parlano di cose che magari non sono successe davvero ma che potrebbero anche o che sono successe tanto tempo fa. Quel che è certo è che spesso ci toccano più di quanto non facciano le storie vere di cui siamo testimoni tutti i giorni.

[Micol Beltramini] Vieniminelcuore

Messaggioda DeborohWalker » domenica 03 aprile 2011, 02:28

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Un paio d'anni fa durante una passeggiata sul Web andai a sbattere nel blog di Micol Beltramini: elemento in grado di attirare la mia attenzione, è la ex di Roberto Recchioni. È stata sufficiente la lettura di un paio di post per far passare in secondo piano questo fattore gossipparo, rimanendo affascinato dal contenuto dei suoi scritti e dal suo stile; si tratta infatti di una scrittrice, con all'attivo un romanzo (la favola adulta Cornflakes) e un libricino che raccoglie racconti brevi (dal titolo Vieniminelcuore, omonimo del libro appena uscito di cui vi parlo qui).
Il successo editoriale lo raggiunge però con le due "guide turistiche" 101 cose da fare almeno una volta nella vita e I 101 luoghi più romantici di Milano
, nelle quali presenta il capoluogo lombardo sfoggiando comunque una forte capacità di coinvolgere emotivamente il lettore in un tipo di libro solitamente "freddo".

Il motivo per cui questo Vieniminelcuore può permettersi di saccheggiare il titolo di una pubblicazione precedente dell'autrice è che all'interno si possono trovare alcuni racconti tratti da esso, assieme ad alcuni post del blog e ad articoli per riviste sempre scritti dall'autrice. Un vero e proprio zibaldone tenuto assieme da una sorta di Giovane Holden al femminile, nel quale Micol ripercorre il suo passato nel corso di una sola giornata saltando di palo in frasca riuscendo comunque a far sembrare naturali tutti i "riciclaggi" di cui sopra.
La tematica principale sono le relazioni sentimentali e sessuali della protagonista, ma sarebbe limitante ridurre il romanzo a tutto ciò, dato che prende in considerazione tutti gli aspetti della vita di Micol, dalla turbolenta relazione con la madre alle visite in fumetteria, dagli amici agli aneddoti più bizzarri.
A disturbare la ragazza nel suo vagabondare mentalmente (e non solo) c'è una scritta verde, forse la sua coscienza, che mette in discussione le sue scelte e le sue riflessioni; non basterà però a tenere a freno lo spirito deciso della ragazza e la sua lingua dalla battuta sempre pronta.
Una lettura frizzante, leggera ma allo stesso tempo in grado di far pensare e sognare. Secondo me merita una possibilità.

Dato che comunque un brano tratto del libro può valere più di cento recensioni, copio qui uno stralcio che credo sia particolarmente efficace per il pubblico sollazziero:
Al contrario di ciò che pensano in molti, la parola nerd non è sinonimo di sfigato. Oddio, anche lì: dipende. Se la vostra idea di sfigato assomiglia a un tizio cresciuto tra gli anni ottanta e gli anni novanta, che sa a memoria un delirio di film e che ha almeno una passione specifica a scelta tra cinema, fumetti, videogiochi e tecnologia, allora sì: il nerd è uno sfigato. Questo non significa che non sia intelligente. Di fatto, uno dei motivi per cui sono così attratta dai nerd è che sono tra le persone più intelligenti, stimolanti e piene di immaginazione che possa capitarvi di incontrare. Solo che in genere usano tutte queste qualità esclusivamente all'interno del loro habitat, e sono relativamente inadatti alla vita sociale. Però, a patto di saperli comprendere e apprezzare per quello che sono, sono meravigliosi. E c'è anche questa cosa: una volta che ne hai amato uno, particolarmente se ci hai vissuto insieme, poi non riesci più a tornare indietro. Potrà sembrarti un sollievo, all'inizio, uscire con qualcuno a cui non frega niente di andare a vedere il quarantasettesimo Alien contro Predator, che non ha mai giocato a D&D e che se gli parli della modalità multiplayer di Halo 3 ti chiede per favore di tradurre; potrà sembrarti una benedizione che costui non possieda due computer fissi e un portatile della Apple, tutti assolutamente indispensabili, più due hard disk esterni di cui uno dedicato esclusivamente al porno; potrai addirittura esultare nel venire a sapere che non è iscritto a nessun social network, che non ha un blog, non chatta, e sarai forse persino contenta di sapere che ascolta banale musica pop anziché rock&roll, elettronica o colonne sonore di anime giapponesi in lingua originale; eppure sulla lunga distanza le cose cambieranno, e Nerdolandia finirà col mancarti più di quanto credi. L'assenza di una collezione di milletrecento vinili, in una casa, comincerà a sembrarti indice di scarsa passione; il fatto che lui ti dedichi tutto il suo tempo anziché passare la giornata a scaricare updates per il suo Iphone finirà con l'annoiarti terribilmente; il botta e risposta standard del dopocinema - “ti è piaciuto?” “sì, e a te?”- ti metterà addosso un'ansia terrificante. Da ultimo, non potendoti più addormentare al suono del Nintendo DS, comincerai a soffrire d'insonnia.

Allora, dopo aver tirato più e più volte delle sane crapate contro il muro, comincerai a chiederti cos'è che ti manca tanto del dividere la vita con un nerd, in particolare del tipo fumettista. E capirai questo: ogni sceneggiatore, disegnatore, ma anche solo appassionato di fumetti, è stato un tempo un bambino meraviglioso. Un bambino nato con una voglia di vivere che non gli è mai stata nella pelle, con in testa universi che avrebbero fatto impallidire il nostro; senonché a un certo punto qualcosa è andato storto, e quel bambino meraviglioso, ferito e annoiato dalla vita, ha deciso che piuttosto che adattarsi e diventare come gli altri – in una parola: crescere – tutto sommato gli conveniva separare i due mondi: quello al di fuori, in cui investire il minimo delle energie vitali; e quello nella sua testa, vivo di concetti fulgidamente opposti quali Bene e Male, pullulante di donne dalle tette enormi ma al tempo stesso intelligenti, emozionanti e devote, in cui i nemici sono sempre concreti e agiscono secondo piani razionali, e le decisioni importanti, fatte le debite riflessioni, vengono prese d'impulso, con il coraggio di vincere o perdere; un mondo tendenzialmente ordinato, in cui le brutture siano sempre risolvibili o estirpabili, così che si possa tornar tutti a mangiare torta di mele, consapevoli di cosa è davvero importante; un mondo, soprattutto, che ci sia sempre speranza di salvare, o quantomeno di veder progredire giorno dopo giorno, anche per merito tuo.

E allora capite che non c'è gara. Perché quel bambino, chiuso nella pancia del fumettista, aspetta da sempre di incontrare la bambina chiusa nella mia; e una volta che quei due matti si sono visti e riconosciuti diventa impossibile tenerli lontani. Che gliene può importare, a loro, se la vita pratica tra i rispettivi involucri è un completo disastro?


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Re: Micol Beltramini: Vieniminelcuore

Messaggioda Franz » domenica 03 aprile 2011, 06:31

Avevo già letto quello spezzone da qualche parte...
Comunque ha fatto una copertina acchiappanerd, questo è certo.
DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!

:solly:
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Re: Micol Beltramini: Vieniminelcuore

Messaggioda Bramo » domenica 03 aprile 2011, 12:32

Ero già attirato dal libro, perchè ne avevo sentito parlare nel blog di Recchioni, avevo indagato di conseguenza, ero arrivato al blog dell'autrice, e in libreria leggendo la trama e sfogliandolo mi intrigava abbastanza.
Il booktrailer e lo stralcio dal libro inseriti da Deboroh mi istigano ancora di più alla lettura, non penso sia niente di che ma potrebbe essere qualcosa di interessante effettivamente :)
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