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[Nick Hornby] Tutta un'Altra Musica

Qui è dove si parla di storie, di storie che parlano di cose che magari non sono successe davvero ma che potrebbero anche o che sono successe tanto tempo fa. Quel che è certo è che spesso ci toccano più di quanto non facciano le storie vere di cui siamo testimoni tutti i giorni.

[Nick Hornby] Tutta un'Altra Musica

Messaggioda Bramo » domenica 17 luglio 2011, 15:00

Oh, bene.
Questo libro parla della Tana del Sollazzo.
Ma anche del Papersera. O del Comicus. O di qualunque altro forum tematico presente in internet.
Sarebbe riduttivo dire così, ma è sicuramente la prima cosa che ho pensato leggendolo.
Ovviamente c'è molto di più, in questo recente libro del grande Hornby , autore che ormai sta diventando tra i miei preferiti in assoluto assieme a Gaiman e Benni.
Qui troviamo i due temi principi dei suoi romanzi: la musica e le relazioni interpersonali, soprattutto d'amore.
La musica si incarna nell'istrionico personaggio di Tucker Crowe, cantante anni '80 che da anni si è ritirato dalle scene senza apparente motivo, pochi mesi dopo la pubblicazione dell'album Juliet che viene idolatrato come un disco splendido per la rabbia e la disperazione contenute all'interno, conseguenza della fine dell'amore tra Tucker e una certa Julie.
Solo osservando Tucker Crowe si può capire che anche se la musica è importante il personaggio ci dice molto di più: è un fallito di prima categoria, uno sfacia-famiglie, un disadattato, uno che non sa tenere insieme un rapporto sano con una donna e che fatica a uscire dall'alcoolismo e dalla depressione. Solo qui il libro potrebbe contenere già molto di cui essere soddisfatti, specie per chi conosce lo stile irresistibile con cui Hornby racconta le sue storie.
Ma c'è di più.
C'è Duncan. E Annie, ovviamente.
Duncan è un grandissimo fan di Tucker Crowe, ma questo non basta: è maniacalmente appassionato del cantante e di ciò che ha fatto, possiede tutti gli album, i bootleg, le registrazioni dei concerti, non si fa scappare nessuna notizia, fa i tour per i luoghi cardine della vita dell'ex-rocker. Follia, specie pensando che ormai nessuno si fila più Tucker Crowe, è un nome dimenticato, nella storia del rock figura solo marginalmente... Duncan è iscritto a un forum, in internet, in cui insieme a poche decine di atri fan duri e puri come lui parla e parla continuamente di Tucker, dalle recensioni agli album alle discussioni su dove può essere ora.
Follia. Peccato che io un po' mi ci rivedo in questo tipo qua, un po' sfigato, che passa tutto il tempo libero in fissa solo su una passione d'elite (diciamo così, và) e che la spende soprattutto su un forum tematico. Ok, non raggiungo questi eccessi, ma è innegabile che mi sento toccato da questo tema.
Buona parte del romanzo, infatti, Hornby la spende facendo riflettere sul tema dei forum e di internet in generale, su come questo condizioni le persone e sulle conseguenze del poter coltivare le proprie passioni insieme a un sacco di persone non raggiungibili normalmente. Se questo ha componenti positive, ne ha anche negative e le evidenzia più volte Tucker Crowe che per questa manciata di fan adoranti per lui non riserva altro che disprezzo e derisione.

E Annie? Secondo me è lei la vera protagonista, la moglie di Duncan che pensa di aver buttato la sua vita sposandosi con un uomo innamorato più della sua passione che di lei. E infatti alla prima occasione lo lascia.
Annie e Tucker Crowe sono i viatici principali attraverso cui l'autore ci fa pensare alla vita in generale, a come la utilizziamo, alla componente importante che su di essa hanno le passioni, le relazioni con gli altri, i rimpianti verso il passato e l'incapacità di cambiare le cose che non vanno.
L'ironia di Hornby non manca, ma tra i suoi romanzi che ho letto è quello dove la malinconia prevale rispetto alle battute. E di tanto. Il finale stesso, che vorrebbe essere un segnale di speranza per le vite di questi due personaggi (Duncan a modo suo non ha bisogno di cambiare, è felice così, e anche questo è triste, anche se pure lui impara qualcosa e matura durante il romanzo) in realtà mantiente un alone di tristezza maturate nelle pagine precedenti e che è difficile cancellare o rivalutare.
Da segnalare le ultime due pagine, in cui Hornby riesce a immedesimarsi perfettamente nello stile degli utenti da forum riportando alcuni post dal forum su Tucker, un'emulazione così perfetta che quando nel finale esplode con il post della niubba di turno e con il "Dio santo" di un utente esperto non mi sono trattenuto dal ridere.

Un romanzo importante sulla vita e tutto quello che ne concerne, soprattutto su quanto fa male guardarsi indietro e vedere che non c'è niente che salveresti.

Ah, il titolo originale è Juliet, Naked, come il titolo del nuovo album di versioni demo che arriva a Duncan all'inizio del romanzo. Non capisco perchè la Guanda debba banalizzare in questo modo dei titoli così belli.
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Re: Nick Hornby: Tutta un'Altra Musica

Messaggioda bacci88 » domenica 17 luglio 2011, 15:12

Uhhh questo ce l'ho in lista da tempo, e comunque adesso lo devo leggere assolutamente! ;)
Me ne hanno parlato benissimo in molti... (una persona dal vivo in realtà, gli altri sono commenti che ho letto su internet :D ) e comunque conoscendo un po' Hornby e i gusti di Bramo credo che andrò sul sicuro pure qui :)
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