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[Tiziano Sclavi] Dellamorte Dellamore

Qui è dove si parla di storie, di storie che parlano di cose che magari non sono successe davvero ma che potrebbero anche o che sono successe tanto tempo fa. Quel che è certo è che spesso ci toccano più di quanto non facciano le storie vere di cui siamo testimoni tutti i giorni.

[Tiziano Sclavi] Dellamorte Dellamore

Messaggioda Bramo » sabato 15 ottobre 2011, 22:41

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Francesco Dellamorte, guardiano del cimitero della città di Buffalora (inesistente paese del Nord Italia), si trova alle prese con un'epidemia che coinvolge i morti del camposanto, la maggior parte dei quali entro 7 giorni dal decesso escono dalle tombe sottoforma di zombie (o, come li chiama il protagonista, ritornanti).

Da questa trama-base, forse nemmeno originalissima a ben vedere, Tiziano Sclavi costruisce un romanzo inusuale, criptico, a tratti metafisico, che a un certo punto mette quasi in secondo piano proprio lo spunto dei ritornanti. Questo in funzione di uno svolgimento della trama che vede accrescere sempre di più il disagio, il mal di vivere e il disorientamento di Dellamorte nei confronti dell'esistenza grazie a un certo rapporto con l'altro sesso e con alcune altre persone che incontra quali politici, medici e... morti, ovviamente.
Il capolavoro massimo che emerge dal libro è proprio la figura del protagonista: non a caso Francesco Dellamorte è il prototipo dal quale nascerà pochi anni dopo il personaggio e l'opera più famosi di Sclavi, quel Dylan Dog che in questo 2011 festeggia i 25 anni di vita editoriale. In Dellamorte Sclavi riversa le sue inquietudini, il suo modo di vedere il mondo, la propria visione delle cose. Ne risulta un personaggio che fa dell'indifferenza la sua bandiera (le descrizioni del libro si premurano spesso di sottolineare lo sguardo impassibile di Dellamorte, sia mentre è al telefono che mentre spara in testa a un ritornante), un personaggio quasi cinico che in realtà dimostra di avere ancora spazio dentro di sè per la ricerca e l'accoglienza dell'amore, per il quale sarà disposto a fare grandi sacrifici. Insomma, un'anima dannata, costretta a vedersela con un fenomeno inspiegabile che lo impegna quasi ogni notte in compagnia di Gnaghi, il suo assistente minorato mentale che si esprime solo tramite grugniti.
E tra confronti con la morte, i defunti, l'amore e i vivi che incontra per "portarsi avanti col lavoro", verso la fine la confusione di Francesco raggiungerà il limite.
L'abilità di Sclavi è quella di aver costruito con naturalezza un character complesso, che fosse oscuro e indifferente alla vita quanto pronto ad accogliere i sentimenti che invece celebrano la vita stessa... e il tocco di classe, infine, è stato poi quello di dotare tale personaggio di un'ironia nera che colpisce spesso con frasi fulminanti.

Una cosa che contraddistingue il romanzo è lo stile di scrittura usato da Sclavi: l'autore piega la narrazione romanzesca al linguaggio del fumetto e soprattutto del cinema, creando un misto tra la lettura di un copione cinematografico, le didascalie delle vignette e la pagina di un libro. Il libro spesso descrive la scena come se fosse scritta da un regista per lo scenografo, con indicazioni come "Dellamorte viene verso di noi" o "vediamo Dellamorte di spalle, e noi guardiamo con lui il sole tramontare" o cose del genere. Non mancano spesso scritte come "voce fuoricampo" a farci capire che quello che stiamo per leggere è un pensiero di Dellamorte, che magari si interpone e incastra con la frase che sta invece per dire ad alta voce. Inutile dire che una tecnica così inusuale è uno dei valori aggiunti del libro, dal momento che questo tipo di scrittura è stimolante e rende la regia del libro decisamente cinematografica a visiva.
Inoltre intervallano il libro 12 illustrazioni di Angelo Stano, vale a dire il copertinista di Dylan Dog, come a suggellare ancora di più la linea rossa che collega il personaggio di Francesco Dellamorte con l'indagatore dell'incubo di casa Bonelli.

Il libro è stato pubblicato nel 1991 dalla casa editrice Camunia, cioè dopo la nascita di Dylan, ma in realtà il romanzo era stato scritto da Sclavi 8 anni prima e in questo senso Dellamorte ispirò DD. Nel 1994 uscirà la versione cinematografica del film, che diventerà un piccolo cult per i fan di film horror.
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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