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[Francis Scott Fitzgerald] Il Grande Gatsby

Qui è dove si parla di storie, di storie che parlano di cose che magari non sono successe davvero ma che potrebbero anche o che sono successe tanto tempo fa. Quel che è certo è che spesso ci toccano più di quanto non facciano le storie vere di cui siamo testimoni tutti i giorni.

[Francis Scott Fitzgerald] Il Grande Gatsby

Messaggioda Bramo » martedì 07 maggio 2013, 22:31

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Bramo ha scritto:
Dottor Paperus ha scritto:Ho amato il libro e questo film odora tanto di capolavoro, anche solo per l'estetica.

Anche a me il libro piacque, ma lo lessi anni fa, non mi ricordo più niente. Non era neanche lungo, quindi magari prima dell'uscita del film lo vado a ripescare.

Detto, fatto! :P Ed esigo che Dottor Paperus arrivi a commentare! ;)

Avevo già letto qualche anno fa questo romanzo, scroccato dalla collezione di mia mamma nella collezione tascabile Mondadori dell’ormai defunta collana “I Miti” (vedi prima cover tra quelle qui sopra ;) ), ma in vista dell’uscita del film di Baz Luhrmann con Leonardo di Caprio, Tobey McGuire e Carey Mulligan me lo sono riletto in pochi giorni.
E’ un libro che si divora velocemente, infatti, complice la scrittura pulita e scorrevole di Fitzgerald che punta molto sui dialoghi e su un’adorabile inclinazione alla descrizione poetica dei sentimenti umani. Un po’ rigido quando si tratta di descrivere gli ambienti, lo stile dell’autore si salva dalla noia grazie alla narrazione in prima persona da parte del co-protagonista, Nick Carraway.
La storia, ambientata nell’America degli anni ’20, attraverso lo sguardo di Nick racconta di Jay Gatsby, giovane riccone che è solito dare feste sfarzose nella sua immensa villa da favola, alle quali accorrono giovani da ogni dove. Una figura immediatamente interessante, tanto per Nick quanto per il lettore, che inevitabilmente affascina per l’aura di mistero che pervade questa figura di cui, pian piano, scopriamo sempre di più, fino a svelarne il passato e le motivazioni.

Si potrebbe dire che Il Grande Gatsby sia una storia romantica. Oppure drammatica. Disperata, anche, ma non priva di venature di commedia. La realtà più profonda che ho individuato, tanto la prima volta quanto ora, è che il romanzo sia un affresco struggente e disincantato di una generazione precisa, quella a cui apparteneva e si riconosceva Fitzgerald stesso, vale a dire quella dei ruggenti anni ’20, la cosiddetta “età del jazz”, caratterizzata da un periodo di fasto e positività che si sarebbe scontrato pochi anni dopo con la Grande Depressione ma che, per il momento, probabilmente pareva non dover finire mai.
Ma oltre a questo taglio generale, la potenza del romanzo sta proprio nel protagonista e nel modo affascinante in cui è stato tratteggiato: il carattere più evidente è quello della solitudine, ancora più percepibile grazie al contrasto ottenuto dalla folla presente alle sue feste. E’ una solitudine poco sana, disperata, insoddisfatta, inguaribilmente legata al passato: la solitudine di un uomo che non ha fatto “move on” e che paga ogni giorno questo dazio. E quando sembra, durante il dipanarsi del romanzo, che anche da questo tortuoso modo di vivere la propria esistenza possa arrivare del buono, l’atmosfera rimane incerta, ancora più frustrante avendo la felicità a portata di mano.

Il Grande Gatsby è un buon libro, una piacevole lettura: non grido al capolavoro né lo inserisco nella mia top ten, ma è un romanzo interessante e che merita sicuramente una lettura.
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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Re: Francis Scott Fitzgerald: Il Grande Gatsby

Messaggioda Dottor Paperus » martedì 07 maggio 2013, 23:29

Oh, grida pure al capolavoro, stiamo parlando di uno dei più grandi romanzi della letteratura americana. :asd:

The Great Gatsby è un libro breve ma intenso, nostalgico e struggente, dallo stile secco eppure notevolmente evocativo (la prima descrizione di Daisy e Miss Baker nella casa di Tom Buchanan è praticamente un dipinto d'Art déco trasposto su carta).

Decisamente uno dei libri migliori che abbia mai letto.
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Re: Francis Scott Fitzgerald: Il Grande Gatsby

Messaggioda Blonde » venerdì 17 maggio 2013, 20:18

Uno dei miei libri preferiti. E obiettivamente uno dei capolavori della letteratura americana.
L'ho riletto in questi giorni in occasione dell'uscita del film che andrò a vedere nei prossimi giorni.
Ho ritrovato tutto quello che avevo già amato e anche qualcosa di più. Il personaggio di Jay Gatsby è magnifico nella sua struggente solitudine e nel suo utopico sogno di fermare il tempo, di vincere il caso, di affermare la potenza della volontà dell'uomo, e soprattutto di potere amare la donna che si ama.
Un libro meraviglioso che mi comunica ogni volta che lo riprendo in mano sensazioni splendide a tutti i livelli: l'amore, il destino, il jazz, i cocktail, l'America e il bisogno di essere grandi e insaziabili, c'è tutto un mondo nello stile impareggiabile di uno Scott Fitzgerald in stato di grazia.
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Re: Francis Scott Fitzgerald: Il Grande Gatsby

Messaggioda Daria » venerdì 17 maggio 2013, 21:51

L'ho letto da poco, in attesa di vedere il film!

Mi è piaciuto moltissimo, una scrittura comunicativa, che in pochi capitoli narra una storia densa di significati! Come dicevate, la solitudine e l'incomunicabilità sono i principali temi trattati e Gatsby è l'eroe perfetto di questa storia, nostalgico e romantico, nel senso letterale del termine, veramente un bel personaggio!

Dice bene Bramo, con cui mi trovo spesso d'accordo :D , che se si legge la storia, pensando al tempo in cui è scritta, si apprezza davvero l'atmosfera del libro!

Lettura scorrevole, piacevole, interessante!
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