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[P.L. Travers] Mary Poppins

Qui è dove si parla di storie, di storie che parlano di cose che magari non sono successe davvero ma che potrebbero anche o che sono successe tanto tempo fa. Quel che è certo è che spesso ci toccano più di quanto non facciano le storie vere di cui siamo testimoni tutti i giorni.

[P.L. Travers] Mary Poppins

Messaggioda Bramo » martedì 29 aprile 2014, 22:36

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[seconda immagine "rubata" da qua: http://spettacolospettacolare.blogspot. ... nelle.html]

La fascetta non perdona! :P
Che è come dire: non ci si poteva far scappare l'occasione dell'uscita nelle sale cinematografiche di un film come Saving Mr. Banks, che racconta il dietro le quinte sulla realizzazione del film Mary Poppins, per ripubblicare il libro da cui è stato tratto il celebre musical a scrittura mista di Walt Disney, con tanto fascetta che reclama proprio la pellicola con Tom Hanks e Emma Thompson.
Io non ho mai odiato le fascette: cavalcare questo tipo di "onde" non è un male, IMHO, visto che l'obiettivo è quello di vendere un libro :) Ma anche i detrattori di questo tipo di operazioni perdoneranno tale azione alla Rizzoli, che edita una versione del tutto appagante del libro della Travers: si tratta di un elegante cartonato con sovracoperta lucida al prezzo di soli 10 euro (che per un'edizione così sono un prezzo onestissimo), all'interno ci sono le illustrazioni originali di Mary Shepard e in coda al volume viene presentata una postfazione di Antonio Faeti datata 1994. Un'edizione a metà tra il popolare e il lussuoso che accontenta tutti, fa la sua bella figura estetica in libreria e ha un eccellente rapporto qualità-prezzo.

Venendo al contenuto del libro... ammetto di essere rimasto perplesso, per almeno 3 motivi: dissonanze tra libro e film, divergenza rispetto al messaggio che mi aspettavo di cogliere e caratterizzazione della protagonista.
Il primo punto mi farà meritare dei fischi: quando mai un film Disney è fedele al libro o fiaba da cui è tratto? Chi più, chi meno, tutte le pellicole disneyane si discostano dall'originale, rielaborando seconda la poetica della company le trame, i personaggi e i temi. Ma chissà perché, ritenevo Mary Poppins un libro dal quale Walt e i suoi avessero attinto maggiormente alla fonte, senza discostarsene troppo. Forse tale convinzione mi veniva dalla consapevolezza di quanto difficile fosse la Travers quando si trattava di toccare la sua creatura... fatto sta che in questo libro c'è poco di quanto si rintraccia nel film. E mi spiace per la scrittrice inglese, ma la pellicola di Walt vince e stravince. Bert è un personaggio dalle grandi potenzalità, non sfruttate nel libro dove compare solo in un breve capitolo e invece esplorate in tutte le sue loro sfaccettature dall'interpretazione di Dick Van Dycke. La storia della vecchina che dà da mangiare ai piccioni è abbastanza fedele ma solo nel film trova un suo significato approfondito, qui è un episodio piuttosto asettico.
Il secondo punto mi ha frastornato. Da Saving Mr. Banks apprendiamo che nell'allegoria della Travers Mary Poppins arriva a salvare non tanto i ragazzini a cui fa da tata, quanto piuttosto il padre di questi, inglobato nella vischiosa rete della vita affannata e degli affanni lavorativi. Ammetto che questa chiave di lettura mi ha conquistato, perché da bambino non ci fai caso, ma poi cresciuto rivedi il film sotto questa luce e scopri che effettivamente calza a pennello, regalando un nuovo livello di fruizione. Poi leggo il libro... e scopro che il signor Banks compare sì e non in 2 scene assolutamente laterali, e il libro non si preoccupa minimamente di indagare la vita triste che l'uomo deve compiere. Certo, si dice che lavora nella City per "fabbricare soldi", ma la sua figura è tutt'altro che importante ai fini del racconto, a momenti è più presente il giardiniere della famiglia.
Non capisco quindi se il geniale punto di vista che dà il titolo al docu-film di quest'anno sia un'idea degli autori della recente pellicola, cucita addosso al Mary Poppins disneyano, oppure se è una verità storica che però la Travers non è certo riuscita a trasmettere su carta e per cui dovrebbe soli ringraziare che Walt abbia realizzato il film che tutti conosciamo.
Infine, la caratterizzazione di Mary Poppins. Julie Andrews aveva reso un'ottima interpretazione per questa bambinaia così stravagante e magica, dotata di un carattere un po' brusco e severo, da educatrice inglese di quegli anni, ma capace di mostrare chiaramente il suo lato umano e dolce, specialmente nelle avventure fantastiche in cui portava i due bambini. Nel libro, Mary Poppins è un'algida stronza, una terribile vanesia arrogante e inflessibile incapace di mostrare affetto e comprensione verso i bambini che le sono affidati, così come per quasi qualunque altra creatura a parte se stessa. È odiosa in una maniera che mi ha sconcertato. Faesti nella postfazione che citavo all'inizio pone l'accento sul fatto che a quei tempi le governanti dovevano essere molto severe per impartire ai bambinetti quell'educazione ferrea e dai valori incrollabili che ne avrebbe fatto dei diplomatici e degli uomini di potere anche in altre terre fuori dal Regno Unito, ma sempre proprietà dell'Inghilterra. E mi sta bene. Ma Mary Poppins è una governante sui generis, arriva volando con un ombrello, fa una quantità di cose straordinarie, ha la magia dalla sua parte... perché quindi affrontare delle così belle avventure mantenendo sempre quella rigidezza insopportabile?
Le ultime pagine, quando Michele e Giovanna (lol la traduzione che italianizza i nomi dei bambini e gli altri no -_- ) scoprono che Mary è andata via e si disperano, semplicemente non sono credibili nei confronti di una donna che sì li ha portati in situazione fantastiche oltre la loro immaginazione, ma era anche un'aguzzina con la scopa in culo.
Due parole sulle illustrazioni: la Shepard è brava e si vede, ma chiaramente sono disegni figli del loro tempo, con quello stile tipico dei racconti per l'infanzia del periodo, il che li rende un po' datati al colpo d'occhio. Ah, se vi ricordano lo stile dei disegni con cui sono illustrati i libri di Winnie The Pooh... è perché Mary Shepard è figlia di quel E. H. Shepard che si occupò dei disegni per i libri di Milne :) Pare che l'uomo fosse troppo impegnato per illustrare il libro della Travers, la quale ha scoperto per caso il talento della figlia e le ha assegnato il lavoro.


In sostanza, Mary Poppins è un discreto libro per ragazzini, arricchito da alcune situazioni fantasiose, surreali e anche divertenti, ma viziate da una certa impronta stilistica troppo rigida e soprattutto da una protagonista alquanto antipatica e incapace di attirare la partecipazione del lettore.
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Re: [P.L. Travers] Mary Poppins

Messaggioda Valerio » mercoledì 30 aprile 2014, 04:16

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Ma allora si fotta.
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Re: [P.L. Travers] Mary Poppins

Messaggioda LBreda » mercoledì 30 aprile 2014, 10:52

(comunque quella collana della Rizzoli penso sia una delle cose più estetiche presenti nelle librerie da un anno a questa parte)
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Re: [P.L. Travers] Mary Poppins

Messaggioda PORTAMANTELLO » mercoledì 30 aprile 2014, 18:41

Cmq, anche solo per la citazia lol che non ti aspetti da Bramo, best rece ever :asd:
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Re: [P.L. Travers] Mary Poppins

Messaggioda Bramo » domenica 04 maggio 2014, 21:19

PORTAMANTELLO ha scritto:Cmq, anche solo per la citazia lol che non ti aspetti da Bramo, best rece ever :asd:

:P

Ad ogni modo, finalmente comprendo meglio questa interpretazione qui: http://img3.wikia.nocookie.net/__cb20121102080114/lxg/images/1/10/Poppins-appears.jpg ;)
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