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[Joan G. Robinson] When Marnie Was There

Qui è dove si parla di storie, di storie che parlano di cose che magari non sono successe davvero ma che potrebbero anche o che sono successe tanto tempo fa. Quel che è certo è che spesso ci toccano più di quanto non facciano le storie vere di cui siamo testimoni tutti i giorni.

[Joan G. Robinson] When Marnie Was There

Messaggioda Zangief » venerdì 13 giugno 2014, 03:55

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Nel 1967 Joan G. Robinson scrisse quello che di lì a poco sarebbe divenuto un classico per l'infanzia britannica; e a quanto pare anche di quella nipponica, se è vero che lo Studio Ghibli ne ha tratto un film su diretto suggerimento di Miyazaki, e nella postfazione al libro la figlia della Robinson ricorda un giapponese che si era perso nelle cittadine dello Yorkshire cercando la "Little Overton" del libro...
La storia ci vede seguire la vacanza estiva della giovane Anna, orfana di entrambi i genitori e di recente anche della nonna, presa in custodia dalla signora Preston. Anna è apatica e non pare dimostrare interesse verso le dimostrazioni d'affetto - neanche verso la "zia" - o lo stare in gruppo; cosa che preoccupa la signora Preston, che la manda da una coppia di suoi conoscenti per l'estate. Giunta a Little Overton, seppure bene accolta dai coniugi Anna fatica a farsi amici della sua età, e le sue giornate consistono in peregrinazioni senza meta tra le spiagge paludose della cittadina, a volte con l'uso della barca del taciturno anziano Wuntermenny (nome assurdo che viene da "One too many", frase con cui la madre commentò che nome avrebbe dato al suo undicesimo figlio; cosa che lo rese bersaglio di bullismo feroce da parte dei coetanei, non bastasse l'affetto materno dimostratogli fin da subito...), con cui condivide un dialogo fatto di silenzi. Spesso passa accanto a una casa abbandonata, sulla cui finestra le pare di scorgere una giovane.
Finché non la incontra proprio, e dopo momenti in cui entrambe si chiedono se l'altra fosse un fantasma, Marnie, di famiglia ricca ma costretta in una prigione dorata e priva di amici, diventa la sua amica segreta. Le due concordano di non dire a nessuno della loro amicizia, e di concedersi una domanda a testa a turno sul conto dell'altra: si susseguono così incontri a notte fonda di nascosto dalle rispettive famiglie, in cui man mano l'amicizia si approfondisce; una volta Marnie invita persino Anna a casa durante una cena di gala, spacciandola per una mendicante. Anna diventa la persona più felice della terra... finché Marnie non sparisce improvvisamente dopo una notte di tempesta, e la casa in cui Anna era pure entrata più volte trovandola piena di gente torna abbandonata come era sempre stata.
Di lì a poco i Lindsay, una famiglia con bambini, vi si stabilisce, e Anna pare dimenticarsi poco a poco della sua prima vera amica; stringendo anzi amicizia, cosa che ora le viene più naturale, coi nuovi inquilini, in particolare con la giovane Priscilla. Nella stanza che era stata di Marnie, e che ormai Anna si convince di aver sognato, Priscilla trova un diario risalente alla Prima Guerra Mondiale...
Quanto segue sono SPOILER GALATTICI conditi da mie speculazioni sul film e visibili solo evidenziando volontariamente -non basta passarci sopra il mouse -, per cui leggete a vostro rischio e non dite che non vi ho avvisato:

Il diario è ovviamente di Marnie: in esso cita una scena di maltrattamenti al giovane Wuntermenny cui lei assiste dalla finestra senza poter intervenire, e successivamente descrive la sua amicizia con Anna, poi improvvisamente sparita.
Gillie, un'anziana signora amica della famiglia stabilitasi nella casa, poi chiarisce di essere stata amica di Marnie, il cui vero nome è Marianna. Anna è la nipote di Marnie, che le diede il nome usando l'ultima parte del suo come da giovane usava la prima per sé, e che sperava di poter accudire dopo una vita di fallimenti. Lo sclero temporale che ha reso possibile l'incontro tra le due non viene MAI spiegato, ed è parte del fascino del libro, che infatti si concentra più sui rapporti umani tra i personaggi. Anna alla fine perdona definitivamente la nonna che aveva accusato di averla abbandonata, e saluta Wuntermenny da lontano mentre torna a casa.
Purtroppo Marnie nel libro è la nonna morta all'inizio della storia, ma mi chiedo se il fatto che nella
pagina dei personaggi del film ci sia un'"anziana signora" che NON viene mostrata in volto né furbamente nominata non sia il sintomo che invece nel film Anna riuscirà a rivedere la nonna e amica che, pur avendole fatto guadagnare la capacità di aprirsi al prossimo, credeva di avere perso... :D

Il libro è delizioso, e mostra divinamente il lento passaggio di Anna da ragazzina introversa e convinta di non essere amata ad adolescente aperta e vivace. Chissà se lo tradurranno in italiano, ma mi sento di consigliarlo comunque in lingua originale: non è lunghissimo né difficile.
Chissà tra l'altro se, colla risonanza che gli darà il film Ghibli, la BBC non si deciderà a farne una versione live come fece ai tempi con The Borrowers...
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Re: [Joan G. Robinson] When Marnie Was There

Messaggioda Zangief » mercoledì 23 luglio 2014, 08:24

Alla fine nelle mie previsioni non ci ho preso, il finale è proprio quello del libro. Amen. :P
Comunque pare che il libro esca in italiano a Lucca per la Kappalab :D
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Re: [Joan G. Robinson] When Marnie Was There

Messaggioda LBreda » mercoledì 23 luglio 2014, 08:51

Ohbene.
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