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[Niccolò Ammaniti] Anna

Qui è dove si parla di storie, di storie che parlano di cose che magari non sono successe davvero ma che potrebbero anche o che sono successe tanto tempo fa. Quel che è certo è che spesso ci toccano più di quanto non facciano le storie vere di cui siamo testimoni tutti i giorni.

[Niccolò Ammaniti] Anna

Messaggioda Bramo » venerdì 02 settembre 2016, 23:16

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Niccolò Ammaniti era uno dei miei scrittori italiani preferiti: uno stile pazzone al servizio di trame dissacranti ma mai prive di riflessioni sull'umanità e la società.
Poi l'ho un po' perso di vista, e il suo romanzo Io e te e la raccolta di racconti Il momento è delicato li ho saltati bellamente, senza un perché.
Ora, 7 anni dopo l'ultima sua cosa letta, ho preso in mano il suo lavoro più recente (2015), cioè questo Anna, che già dal titolo era doveroso per me leggerlo :asd:
Pur avendo letto la trama, comunque, mi sono trovato con qualcosa di molto diverso da quanto mi aspettavo, e anche dai precedenti dell'autore.
A sorpresa Anna è infatti un romanzo di fantascienza distopica, ambientato in un'Italia dell'immediato futuro, in un mondo colpito da un virus mortale che ha ucciso l'intera popolazione mondiale tranne i bambini sotto i 14-15 anni.
L'omonima protagonista del libro è proprio una quattordicenne che ha dovuto adeguarsi nel vivere e sopravvivere in una realtà molto diversa da quella che conosciamo, dove i bambini non sono stati in grado di costituire una società coerente ma si sono divisi in tribù, preda dei più forti e di chi crea credenze superstiziose.

La trama, per quanto sia la fiera del già visto che rielabora anche poco di quelle istanze prese dalla narrativa di genere, si fa leggere abbastanza avidamente, e la scrittura di Ammaniti rende anche facile affezionarsi ad Anna... il problema è che non si capisce dove il romanzo voglia andare a parare, quale sia il messaggio di cui il libro è portatore. Nè attraverso la missione (ritrovare il fratellino rapito) né attraverso gli incontri né alla fine della storia ci sono elementi che possano scuotere l'animo del lettore. Certo, sono toccanti le pagine sul dolore della perdita e fanno riflettere quelle sul disfacimento della società moderna, ma appaiono come bei quadri, descrizioni ben fatte, che creano il contesto in modo adeguato, ma oltre a preparare il campo non fanno e non devono fare. Il quid dovrebbe esserci poi, ma non l'ho individuato, e in una storia come questa, presentata in questo modo, io non mi accontento della sola avventura avventurosa. Specie da un autore acuto come Ammaniti.
Ma di fatto altro non ho avuto: ho avuto un bel contesto, belle descrizioni, una bella protagonista... ma anche tante sfighe per lei che manco Pollyanna e un finale aperto.
Peccato :(
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...

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