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[George R. R. Martin] Il Trono di Spade (HBO)

L'America non vive di soli hamburger ma anche di una grassissima infornata annuale di serie tv di tutti i generi, dal tentacolare procedural a piccole grandi epiche.

Re: [George R. R. Martin] Il Trono di Spade (HBO)

Messaggioda Valerio » martedì 21 maggio 2019, 02:12

8x06: The Iron Throne

Premessa che, siccome sono io, mi sento assolutamente di dover fare. Come entità del fenomeno, come intensità e capacità di coinvolgimento di massa non ho alcun dubbio che Game of Thrones sia il tanto disiato Erede_Di_Lost. Opere diverse, anche se con qualche punto di contatto (Hodor! Hodor!), ma diverse appunto. Perché Game of Thrones è, prima di ogni altra cosa, un adattamento. O almeno, adattamento lo è stato fino a un certo punto. Poi è successo quel che è successo, e il resto è Storia della televisione. Nel bene e nel male. Dico male perché come accaduto nel 2010 ai tempi del finale di Lost, anche questa volta il pubblico ha reagito allo spettacolo in maniera a dir poco imbarazzante. La petizione, le lamentele, le critiche anche puntuali trasformate in una dimostrazione di immaturità emotiva, diseducazione visiva, bestialità critica. Mi sono sentito fortemente in imbarazzo dal sentimento morboso di quella minoranza rumorosa che in queste ultime settimane ha tenuto banco, criticando un prodotto del quale non si era in grado di distaccarsi realmente, giocando a fare i furbi dissacratori. E dimostrando, alla fine dei giochi, non amore per questa serie, ma attaccamento, incapacità di lasciarla andare, di rendersi conto di ciò che si è visto.

Io, ad esempio, la mia disillusione già l'ho avuta più o meno un lustro fa. Prima seguivo la serie, insieme ai libri. Apprezzavo tutto, trovavo interessante l'affresco generale, anche se non ero certo un fan di casate & tattiche. Poi lessi il quarto e quinto libro, capii che Martin non avrebbe scritto nient'altro, notai che la storia l'aveva fatta impelagare, e che gli sceneggiatori si erano trovati nella condizione di doverla completare loro, basandosi su vaghi appunti. A partire dalla quinta stagione ci fu quindi la svolta: trame sfrondate, concetti ridimensionati una volta capito che non avrebbero portato da nessuna parte, un mirabile e onorevolissimo lavoro di rattoppo. Un cambio di passo, ma anche di stile, di focus, ci si era affidati a un "impostore". Me la sono messa via allora, GoT non sarebbe stato perfetto. Se prendi una saga concepita da un maniacale medioevista esperto di tattiche e genealogie e irrimediabilmente arenato, gliela strappi di mano e la affidi a due... scrittori/registi cinematici ottieni questo: le sottotrame tecniche, l'autocompiaciuta strategia politica, tutto il sottobosco affascinante ma fuffoso passa in quarto piano, e ci si concentra su altro, sulle immagini, sulla regia, sul montaggio, sulla fotografia. E' così che questi due narrano, e non c'è niente di male perché lo fanno a meraviglia. Molto male è che ci sia dovuto essere questo avvicendamento, questo cambio brusco, molto male è che in corso d'opera sia successo quel che è successo. Ma ce ne dovevamo lamentare anni fa, ora è tempo di godere di ciò che abbiamo avuto, perché sul piano cinematografico è tanta ma tanta roba.

The Iron Throne comincia con una lunga sequenza di silenzio, un aftermath intenso, pesante, toccante. Immagini potenti, regia perfetta. Lo scorticato che passeggia, i gemelli sepolti, Daenerys che pare abbia le ali, Tyrion che butta la spilla per terra. Una messinscena bellissima, un'esecuzione perfetta che porta in tv epica vera, come non se ne vedeva dai tempi di Peter Jackson. Ora la diamo per scontata questa roba, perché siamo focalizzati su altro, ma sono certo che qualità del genere si farà rimpiangere molto presto. Poi c'è la morte di Daenerys e Drogon che brucia il trono, riempiendo la scena con i suoi movimenti lenti che sottolineano il pathos di ogni momento.

Poi c'è l'assemblea dei Lord col riassetto sociale e politico del continente. E ovviamente l'asino casca qui, evidenziando quanto il lavoro di costruzione certosino di Martin non sia in alcun modo trasponibile su schermo. Il riassetto c'è, è bello e ha senso, ma non avviene attraverso calcoli machiavellici, brillanti manovre politiche e colpi di scena dinastici. Avviene in modo semplice, a suon di frasi a effetto, semplificazioni narrative, colpi di scena e una spolverata di umorismo. Di nuovo, la sublime maestria politica la si doveva andare a chiedere a Martin, questi sono cinematografari, e non ti fanno l'intrigo genealogico, ti fanno il consiglio di Elrond. Col buffo Gimli e tutto. E, ripeto, va bene così. Ma passiamo in rassegna la conclusione delle storyline più importanti.

Bran. Il percorso di disumanizzazione avuto l'ha portato dritto dritto sul trono, e in un certo senso questo ha spezzato la ruota. La "magia" al potere, con una spruzzata di libere elezioni. Pochi potevano aspettarsi un esito del genere per Bran, e in effetti ha senso. Pulito e poetico, sorprendente il giusto ma non scioccante.

Sansa. I sette regni diventano sei e Sansa sale al trono di un Nord indipendente, dimostrando acume e completando il percorso che da scemetta sognatrice l'ha trasformata in regina astuta. Anche qui, niente da dire. Che il personaggio fosse "salvo" era abbastanza prevedibile, e l'esito risulta naturale.

Arya. Tiene fede al suo desiderio di libertà ma lo rielabora in altra forma, improvvisandosi esploratrice e abbandonando la strada della vuota violenza. Se consideriamo che più a ovest di Westeros al massimo c'è Valinor, anche questo esito è soddisfacente e ricco di spunti. Sarebbe stato meglio prepararlo un po' meglio negli anni scorsi, magari dando un pelo di attenzione in meno alla sua parentesi come assassina nella Casa del Bianco e del Nero, che era un'idea affascinante ma decisamente troppo insistita e narrata in modo confusionario.

Jon. Fa la figura dell'ottusone, poi si fa manipolare da Tyrion, fa quello che deve fare perdendo tutto, si fa esiliare e diventa un bruto. La felicità prima o poi sarà possibile anche per lui, ma quanto abbiamo visto non sembra essere un arco particolarmente soddisfacente per questo "protagonista". Però facendo due più due, capacissimo che proprio questo alone di sfiga che lo avvolge vada riletto come la caratteristica costituente di questo "anti-eroe". Lui e Daenerys ci sono stati venduti come gli eroi della storia, ma non ne hanno mai avuto realmente le caratteristiche: instabile lei, ridicolo lui. Jon era l'erede al trono ma non sapeva niente, non sapeva mai un accidente di niente, un comandante a cui nessuno è stato fedele, un re che si è inginocchiato a una pazza, uno che parlava come un deficiente, aveva la faccia di un deficiente e alla fine fa la figura del povero deficiente, facendo una cosa buona, ma lasciando la gloria ad altri. Figura insipida, squallida, un po' tragica, molto tenera. E col senno di poi questa mia difficoltà a connettermi a lui potrebbe essere sempre stata maledettamente voluta. O forse è solo un brutto personaggio, chi lo sa. Sono combattuto.

Tyrion. Il personaggio che in seconda stagione aveva visto la sua massima espressione come Primo Cavaliere, torna al posto che occupava all'epoca. Ci torna dopo un iter travagliato e doloroso, e - ammettiamolo - non avremmo mai voluto un finale diverso per lui. Niente da recriminare, davvero.

Samwell. Farne l'autore della storia è molto bello. Vederlo sedere come Maestro nel consiglio ristretto pure, anche se questo implica che abbia cambiato le regole riguardanti la castità dei Maestri, portando anche un risanamento dell'Ordine. Probabilmente non sapremo mai in cosa consisteva di preciso il complottone che Martin aveva costruito per la sottotrama della Cittadella, ma amen, è sottinteso che a pericolo finito la questione sia già in automatico superata.

Davos. Personaggio ottimo, interpretato da un attore meraviglioso. Pur essendo nato come punto di osservazione per le mosse di Stannis e avendo quindi perso il suo ruolo dopo esser diventato il maggiordomo di Jon, è sempre riuscito a stare in scena senza risultare pesante o inutile. Un uomo saggio che nel nuovo assetto mondiale fa comodo esista.

Brienne. Altro arco chiuso molto bene. Brienne grazie a Jamie assurge a un ruolo di rilievo a corte, e contraccambia ripristinandone l'onore nel libro della guardia reale. Simmetrico, struggente e poetico. Certo, Tormund rimane in circolazione, ma ormai è acqua passata :P Interessante pure che si siano ricordati di confermare Pod nel ruolo dell'attendente.

Yara e gli altri Lord. Ecco, Yara. Assurge a protagonista solo nel quarto/quinto libro dopo esser stata un personaggio di sfondo. La serie ha avuto grosse difficoltà a gestirla, dovendola tenere in giro senza aver mai niente da farle fare di importante. Sparito Theon, per Yara c'è solo un cameo di scarsa importanza e un po' me lo aspettavo. Mi aspettavo meno di veder rispuntare i lord minori come Robyn Arrin, Edmure Tully, o il nuovo principe di Dorne. Tutta quella gente è ovviamente rimasta sullo sfondo in attesa di essere riutilizzata a convenienza e finalmente il momento è arrivato. E ovviamente nota di merito per Bronn. Nei libri "spariva dalla vita di Tyrion" dopo essersi rifiutato di difenderlo al processo, qui si è confermato un "fan favorite" arrivando persino a sedere nel consiglio ristretto.

Infine, qualche riflessione sulla struttura. Molti hanno trovato questo finale anticlimatico. Lo è assolutamente, e per fortuna. Non penso che avrei tollerato in un solo episodio una battaglia finale e la chiusura dell'intera vicenda. Si è preferito concepire questa stagione finale come un maxi-filmone di oltre sette ore, una singola unità narrativa: due episodi di prologo, altri tre dedicati alle due battaglie principali e infine un triste e lento epilogo che occupa per intero la sesta parte. Uno schema che trovo davvero molto equilibrato, anche se solo dopo aver osservato la cosa in prospettiva. La questione mitologia/metafisica mi lascia ancora qualche dubbio. Chiedevo a gran voce un ultimo colpo di coda magico che potesse dare equilibrio alla cosa. Non sono stati gli Estranei redivivi, ma è stata Daenerys. Ghiaccio e poi Fuoco, come da titolo originale. E ci sta, si crea una bella simmetria, con Jon Snow in mezzo a essersi dovuto occupare di entrambe le minacce. Sento però che qualcosa ancora manca e andava approfondito. Non le inflazionatissime profezie. Mai amate quelle, artifici narrativi fastidiosi, confusionari e fin troppo malleabili. Avrei preferito due parole in più sulla guerra tra R'hollor, il Dio della Luce, e il suo nemico il Dio Estraneo, in che modo questo tema avesse trovato corrispondenza nello scenario "materiale". E qualcosa in più sulle anomale stagioni. Sentire per tutta la serie che l'inverno sta arrivando, associarlo agli Estranei per analogia (a torto, dato che gli squilibri stagionali precedono la nascita di quei mostri) e poi avvertire che non è più un problema è... brutto. Il settimo libro si sarebbe dovuto intitolare A Dream of Spring, Martin stesso aveva promesso di risolvere in qualche modo il tema delle stagioni prima o poi, e quel ciuffo d'erba che vediamo inquadrato alla fine sembrerebbe volerci dire qualcosa. Ma che senso ha? L'inverno durerà ancora anni e anni. Né gli Estranei ne avevano il controllo. Sì, decisamente due parole in più non avrebbero fatto male. Sarebbe stato sicuramente più interessante di Pod che va a puttane nella terza stagione, per dire.

Bel finale e bella stagione. Bella opera, nel complesso. Avrebbe potuto essere ancora migliore con una direzione creativa più salda, le idee più chiare sin dal principio, meno fuffa nel mezzo e una mitologia con qualche albero genealogico o zombie di meno e qualche idea originale di più, ma nel complesso non penso che creerò petizioni per fixare questi aspetti. Certo è che GoT ha dimostrato che la divisione qualitativa tra grande e piccolo schermo non sussiste, e ad oggi è possibile portare in tv un fantasy della madonna e far breccia nel cuore del pubblico. Pure troppo nel cuore, a mio avviso. Le reazioni che ho letto sono quelle degli innamorati non ricambiati: rabbia, sconcerto, possesso, scarsa lucidità. Personalmente non penso di essermi mai realmente innamorato di questi personaggi o del mondo in cui si muovevano, ma di aver adottato una prospettiva a volo d'uccello, più cinica, lucida e diversamente coinvolta. E non me ne sono pentito. L'amore vero, quello folle, irrazionale, ossessivo, monomaniacale ormai l'ho vissuto con Lost, l'unica serie che fu capace di farmi passare una notte a passeggiare per la città a smaltire il carico emotivo. Ma quello è stato nove anni fa, altra epoca, altro incanto.
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Re: [George R. R. Martin] Il Trono di Spade (HBO)

Messaggioda Franz » martedì 21 maggio 2019, 08:22

Mie 2 lire autistiche (poi leggerò i commenti altrui): Io sono molto soddisfatto, senza troppi sperticamenti. Credo che il finale rimetta in prospettiva l'andamento di tutta la stagione, che a conti fatti ha una ottima struttura. Il merito delle scelte (chi muore, chi regna, chi va, chi resta) credo sia arbitrario, indipendentemente dalle preferenze di ciascuno; in questo senso credo che a me sarebbe andato bene tutto, dato che non parliamo di un giallo (dove lo svolgimento definisce il finale) ma di un racconto "di formazione" (dove lo svolgimento sí, insegna, ma la volontà/morale piega il destino). Questo è un finale dove prevale la linea per cui tutti abbiamo sempre tifato (la correzione dello status quo, peraltro allegoria dell'attualità) e questo non è sufficiente per caratterizzarlo come "buonista", non piú di quanto lo sia stato sin dal prologo (dove abbiamo tifato per un disertore prima di, e addirittura contro, Ned Stark).
DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!

:solly:
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Re: [George R. R. Martin] Il Trono di Spade (HBO)

Messaggioda Pangur Ban » martedì 21 maggio 2019, 14:51

La penultima puntata me lo sono rivista tre volte e l'ultima me la rivedrò di nuovo questa sera. Senza partecipare a social e senza seguire discussioni, avevo immaginato in tempi non sospetti che il trono di spade avrebbe finito per essere distrutto. Quando qualche anno fa ho saputo che un drago aveva contribuito a forgiarlo, ho pensato: "Sta a vedere che un drago contribuirà a distruggerlo", e così è stato! Ma è l'unica cosa che ho azzeccato. :D

https://www.wired.it/play/televisione/2 ... rocalcare/
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Re: [George R. R. Martin] Il Trono di Spade (HBO)

Messaggioda Don Homer » mercoledì 22 maggio 2019, 08:06

Finisce una serei che bene ente male ha lasciato un impronta nella televisione moderna. Vabbè:

Allora, bella l'immagine di Approdo del Re coperta di cenere.

Tyrion trova i cadaveri dei gemelli incestelli. Commovente, pero è abbastanza ridicolo vedere che ai due bastava spostarsi di qualche metro per salvarsi XD

Vabbè la Danana ormai è completamente fusa e fa un discorso che Hitler levati, cosi Jon dopo una veloce chiacchierata con Arya e Tyrion si convince di doverla ammazzare.

Scena veloce e senza pathos, ho apprezzato pero la scena con Drogon.

Per il resto sorvoliamo sulle incongruenze (gli Immacolati che lasciano Jon entrare armato, il fatto che Verme Grigio non uccida Jon e Tyrion subito e i Dotraki che si calmano) e passiamo al concilio.

Rivediamo Robyn cresciuto e Zio Edmure, Gendry, più il nuovo principe kebbabaro di Dorne, quattro tipi sconosciuti e.....Sam ? Ma non dovrebbe essere un guardiano ? Vabbè momento ilare con Emure che fa l'idiota e tutti che ridono per la proposta di Sam.

E arriviamo al momento clou, dove su proposta di Tyrion (ricordiamocelo ancora prigioniero) viene istituito il Sacro Romano Impero, con Bran a capo (WTF?), Sansa ottiene l'indipendenza del Nord (e tutti muti, boh) e Tyrion nonostante negli ultimi anni abbia fatto solo disastri viene nuovamente fatto Primo Cavaliere. Sarà contento Tywin che ora è anche il legittimo proprietario di Castel Granito.

Insomma finale dolceamaro, in cui gli Immacolati partono in villeggiatura a Naath, Jon di nuovo nei guardiani (di cosa se i polaretti sono morti tutti e i Bruti sono tutti amici), Arya esploratrice e un concilio ristretto che pare la versione fantasy del governo italiano (Bronn Lord dell'Altopiano e Mastro del Conio, ma si può ?). Si prospettano tempi bui per Westeros.

Bello Brienne che finisce la pagina di Jaimie sul librone. Carino pure l'easter egg sul libro "Le cronache del ghiaccio e del fuoco" , con tanto di Tyrion non menzionato (sgarbo a Zio Martin ? Chi lo sa).

Jon che si ricongiunge a Spettro e ai Bruti e parte verso il vero Nord mi pare un epilogo giusto per lui.


And now the watch is really ended XD
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Re: [George R. R. Martin] Il Trono di Spade (HBO)

Messaggioda Sommo Zotnam » mercoledì 22 maggio 2019, 15:20

Dirò la mia sulla serie in generale, prima di entrare nello specifico nel finale.
Sì, questa serie, lo han detto tutti, è a tutti gli effetti il nuovo Lost, sia per quel che ha significato per molti appassionati e spettatori, sia per la lore che ha creato, il livello di fidelizzazione, di attaccamento ai personaggi a cui ci si è affezionati, di teorie, di aspettative, di delusioni, di amore e rabbia che ha generato, di critiche e polemiche su un finale divisivo di cui si parlerà/discuterà/litigherà per anni e su risposte non date, o date in maniera insoddisfacente...e sia per lo spartiacque che ha rappresentato, un nuovo modo di vedere le serie tv, un nuovo termine di paragone, l'aver dimostrato di saper portare un qualcosa di spettacolarmente cinematografico sul piccolo schermo. C'è un prima e un dopo Lost, così come c'è un prima e un dopo Game of Thrones. Così come c'è un prima e un dopo "A song of ice and fire", che per quanto incompleta resta l'unica vera epica fantasy a distinguersi davvero da Tolkien, più di Shannara, più di Narnia, più delle Cronache del Mondo Emerso, Martin ha davvero reinterpretato e sovvertito le regole del fantasy classico, stabilendo un nuovo punto di riferimento.

E sì, è vero, le responsabilità del meglio e del peggio della serie sono equamente distribuite tra gli showrunner, oggi così bistrattati e oggetto di ridicole petizioni "per non fargli far danni altrove" ma senza i quali questa serie non ci sarebbe proprio stata in quanto primi e unici a volerle dare una possibilità, e Martin, che non è stato ai patti - anche se non certo per sua volontà - portando alla brusca rottura dell'equilibrio delle prime stagioni, in cui autori di libri e serie riuscivano a compensarsi e migliorarsi a vicenda, rendendosi a vicenda più fruibili e godibili. Però sarebbe sciocco pensare che tutto peggiori dalla fine dell'equilibrio tra libri e serie: molti limiti e difetti, per quanto inizialmente si vedessero meno, ci sono sempre stati. In alcuni casi comprensibili e giustificabili, in altri no. Sin dalla prima stagione. Forse anche per il fatto che si navigava a vista e non sapeva ancora nessuno, manco gli autori, manco Martin stesso, dove si sarebbe andato a parare finché i libri successivi non uscivano, non lo nego. Forse per il fatto che nei libri possiamo vedere e sentire i pensieri dei personaggi e nella serie no, quindi a volte abbiamo dovuto interpretare senza una bussola certi atteggiamenti e altre volte al contrario è stato tutto esplicitato in maniera rozza o didascalica. Forse per la scelta per me poco comprensibile di non inserire mai flashback (quanto avrebbe fatto bene una stagione di pausa interamente ambientata durante la Ribellione di Robert, anche per riprendere fiato e dare tempo a Martin? Ma mi rendo conto che sarebbe stata troppo difficile da realizzare, con attori nuovi e tutto. Forse avrebbero dovuto pensarci prima, ma chi avrebbe potuto prevederlo che i libri non sarebbero arrivati in tempo, quando tutto iniziò?). Ma facciamoci caso: sin dalla prima stagione c'erano in nuce questi problemi. Il non raccontare mai troppo approfonditamente il passato, la storia di Rhaegar e della ribellione, se non in quattro frasi buttate lì, è stato un errore, tant’è che quando sono state riprese ha messo a dura prova la memoria di molti. La scelta, sin dalle prime due stagioni, di non parlare quasi mai degli elementi metafisici/mitologici della serie, profezie ecc, è stato forse un altro errore. Se oggi ci ritroviamo con cose non spiegate, o spiegate male, o aperte all'interpretazione, è perché non hanno seminato bene nelle stagioni precedenti. Perché è dalle prime stagioni che avrebbero dovuto essere introdotte. A volte han tagliato troppo, a volte, col senno di poi, troppo poco. Così ci ritroviamo una seconda stagione che introduce tutta una serie di personaggi e temi (da Lightbringer a Salladhor Saan a Quaithe, per citarne solo alcuni) che poi non saranno ripresi. Roba buttata lì e poi abbandonata. E sembra tutto più povero, dopo.

Poi ci sta un altro elemento. Le aspettative. Non appena abbiamo saputo che i libri non sarebbero arrivati prima del finale (e chissà se mai arriveranno) molti, io per primo, hanno caricato la serie di un fardello in più: raccontarci la fine di una storia iniziata alla fine degli anni 90 in una saga cartacea. Volevamo che la serie facesse ciò che i due libri mancanti dovevano fare: darci un finale, darci le risposte. Già gli anni di attesa per i libri han creato una grandissima aspettativa: sono fioccate millemila teorie, alcune anche belle e credibili e forse persino idee migliori di quelle che Martin stesso ha in mente, per certi casi. Perché i fan hanno avuto anni per maturarle e affinarle, complici i ritardi nell’uscita dei libri. Figuriamoci per la serie: grosso errore è stato dividere la stagione finale in due stagioni finali rispettivamente da 7 e 6 episodi l'una. Errore ancor più grave è stato far passare due anni tra settima e ottava stagione, facendo ancor più fioccare teorie e far crescere a dismisura le aspettative. Anche fosse stato il finale migliore, con questi presupposti avrebbe deluso molti. Sarebbe stato più sensato e secondo me anche strategicamente più opportuno far passare due anni tra la sesta stagione, che pur con un finale aperto dava una sensazione di compiutezza, e una eventuale settima stagione magari extralong da 10 o 13 episodi. Magari più organica ed equilibrata: molte delle delusioni (anche mie) su come si sono risolte queste trame sono date dalle false aspettative generate dalla settima stagione, che si è fin troppo dilungata su certi aspetti, in primis Estranei e Night King. Calcando troppo su di loro, non poteva non deludere il (voluto) anticlimax. E ciò poteva essere evitato facilmente. E magari si poteva togliere spazio a molte cose trascurabili per lasciare spazio invece ad altro, a qualcosa che preparasse meglio a certe svolte senza che sembrassero troppo brusche o illogiche. Perché la velocità delle ultime svolte fa sì che anche quelle logiche e spiegabili sembrino troppo forzate e senza senso, perché anche quando un senso ce l'hanno non lasciano neanche il tempo di cercarlo e trovarlo, e di certo non alla prima visione, e a volte neanche ad una seconda visione, ma a una terza e a mente freddissima.

I mali erano presenti già dal finale della quarta stagione, che è stata tuttavia bellissima ed ha rappresentato per tanti, dagli appassionati "seri" al pubblico di massa, il vero boom di questa serie, il momento in cui è diventata un fenomeno di culto attirando l'attenzione un po' di tutti. Eppure è dall'episodio finale della stagione che inizia il declino. Tyrion, personaggio fondamentale, da lì in poi non sarà più lo stesso. Fu un errore degli autori trasformare Shae in un personaggio adorabile, simpatetico e innamorata di Tyrion, il che ha reso la sua svolta finale poco sensata, cosa che nei libri non era. Errore poi quello di non menzionare la verità su Tysha, la prima moglie di Tyrion. Quel colpo di scena è ciò che cambia profondamente il personaggio nei libri, dandogli una svolta dark e vendicativa. Nella serie invece il personaggio non ha una direzione, non è né carne né pesce, e il suo uccidere Tywin non solo non è ben giustificato, ma non ha neanche vere conseguenze, così come il suo mantenere intatto l'amore per i fratelli, quando invece nei libri arriva a odiare anche loro. Forse nei libri la fase "dark vendicativa" sarà solo una parentesi, e tornerà l'amore di Tyrion almeno per Jaime, forse sapendo che nei libri si sarebbe "redento" alla fine gli han risparmiato la parentesi oscura poco digeribile nella serie. Fatto sta che è stata gestita male, ed ha portato a quattro stagioni di un Tyrion sprecato e mal gestito. Così come è stato gestito male Ditocorto ed è stato gestito male Varys. L'eunuco ha semplicemente perso gran parte del suo potenziale, mente per Ditocorto hanno fatto peggio: pur di far fare qualcosa a Sansa nella stagione, pur di far sì che Ramsay stuprasse qualcuno a cui gli spettatori sarebbero stati affezionati invece di una sconosciuta a cui non eravamo affettivamente legati - nei libri Ramsay stupra un'amica d'infanzia di Sansa spacciata per Arya, amica che nella serie praticamente non esiste - han fatto fare a Ditocorto una cosa totalmente illogica. Non aveva senso che la desse in sposa a Ramsay, e infatti da allora Sansa non si fiderà più di lui. A cosa serve da quel momento Ditocorto? A nulla: nel momento in cui la sua principale pedina non si fida più di lui, non ha più potere, eppure per ben due/tre stagioni rimane ancora sullo sfondo, in coma, finché non arriva una fin troppo rimandata eutanasia con un colpo di scena telefonatissimo. Uno spreco. Per non parlare della trama di Dorne, un compitino svolto con svogliatezza e noia, mal pensata e peggio realizzata, in una confusione generale che rispecchia la confusione di quarto e quinto libro di Martin. Con Dorne e i Greyjoy (Yara ed Euron, intendo), gli autori non han mai capito bene cosa farci. E, cosa grave, gli spettatori lo han percepito perché non son riusciti neanche a nascondere la loro confusione e poca ispirazione. Così come troppa confusione è stata fatta con Melisandre, i suoi poteri, il resuscitare la gente, il Dio della Luce e la sottotrama Corvo con Tre Occhi/Figli della Foresta/Estranei. Non abbiamo mai capito perché Melisandre fosse convinta che fosse Stannis il prescelto, così come il resuscitare Jon è stato frettoloso e facilone (anche nei libri sarà resuscitato ma lì andrà diversamente…però i libri non ci sono ancora). Così come la sottotrama di Bran e gli elementi metafisici che lo circondano non è mai stata molto approfondita, con spiegazioni buttate lì, mezze frasi, cose e personaggi a caso (ciao Meera, addio Meera), cose spiegate approssimativamente o proprio non spiegate, origini e motivazioni e predestinazioni approssimative e così via. Ma anche questo è frutto del peccato originale della serie: non avendo mai davvero puntato su tre elementi cardine dei libri, ossia profezie, passato e sovrannaturale (dei, religione, leggende, mitologia, metafisica ecc) sin dall’inizio, non possiamo stupirci se una volta che questi elementi vengono successivamente introdotti sia sempre in maniera forzata e superficiale. Il che non lo rende meno sbagliato, sia chiaro.

La quinta e la settima stagione sono e restano le peggiori della serie (pur avendo entrambe buoni momenti, talvolta anche eccellenti), e non a caso sono seguite da sesta e ottava stagione il cui scopo principale è rattoppare i danni delle stagioni che le hanno precedute. E così la sesta deve riprendere personaggi abbandonati, chiudere con imbarazzo le sottotrame dorniane, dare un senso e un’organicità alla confusione precedente. La settima ha lo stesso scopo, nelle prime puntate si occupa di tagliare con l’accetta tutti i rami secchi, dai Greyjoy ai Dorniani ai Tyrell, ma lo fa in maniera confusa, approssimativa, frettolosa e quasi con l’aria infastidita da questa incombenza, stile lista della spesa. Tant’è che ancora non si è capito bene che senso abbia avuto il rapimento di Yara, a cui all’inizio della stagione seguente pongono rapidamente fine per passare oltre e pensare ad altro. Tutte cose poco ponderate, poco ragionate, poco pianificate. Che infastidiscono e talvolta fanno incazzare. E qui arriviamo alle dolenti note: l’ottava stagione. Che pure, secondo me, malgrado tutto non sarà così “infedele” ai libri di Martin. Penso che sia la settima a discostarsene maggiormente, e che il passare da una penultima stagione così diversa dai libri finali a un’ultima stagione così simile ad essi sia stato un ennesimo errore, perché è risultata una virata ancora più traumatica, specie dopo le false aspettative volutamente portate dalla settima. I voli pindarici dei personaggi e degli eventi e il loro allontanarsi dal canone martiniano ha reso più indigesto il loro tornare alla linea di Martin nel finale, ma l’errore è stato prima: se non ci si fossero allontanati troppo, non sarebbe stato così indigesto il loro riavvicinarsi. È un difetto tipico della duplice natura della serie, in parte a sé stante, in parte adattamento di libri altrui: a volte sbaglia nel discostarsi troppo dalla fonte originale, a volte sbaglia ad assomigliarle troppo. A volte avrebbe dovuto evitare di discostarcisi troppo, specie se poi ci si è riavvicinata, a volte invece avrebbe dovuto avere il coraggio di mantenere coerente il discostarcisi fino alle estreme conseguenze. Fermo restando che ogni adattamento e traduzione in qualche misura "tradisce", è difficile capire cosa cambiare, cosa tenere, cosa togliere, quando e quanto essere fedeli o infedeli ai libri, specie a libri non usciti, quindi non è tutta colpa degli showrunner, perché è un’impresa e una fatica improba che non augurerei al mio peggior nemico. Ma è comunque un dato di fatto che sono stati fatti molti errori di valutazione, anche grossi.

Insomma, l’ottava. Se pure molte delle critiche si basano sul “come”, è fuor di dubbio che la maggior parte dei difetti della stagione secondo i detrattori è da attribuirsi al “cosa”, ossia agli eventi veri e propri, alla scelta di risolvere le trame in un certo modo. Ossia, semplificando, 1) Arya che uccide il Night King 2) Jaime che lascia il porto sicuro di Brienne per morire insieme a Cersei 3) Daenerys che impazzisce e massacra una miriade di innocenti 4) Bran che diventa re 5) in generale, l’ignorare in toto le profezie (dal Principe che fu Promesso al Valonqar e così via). Sono eventi che hanno scosso molto anche me. Anche perché pure io avevo le mie teorie e le mie aspettative. La serie, c’è da dire, col tradire le aspettative ha fatto la sua fortuna, dalla morte di Ned Stark in poi. I critici obiettano a tale argomentazione sostenendo che un conto è il sovvertire le aspettative, un altro è essere incoerenti. Ma allo stesso tempo se una cosa è complessa e contraddittoria e non va nel modo in cui ero certo che andasse non vuol dire che sia incoerente. Jaime è più incoerente quando torna da Cersei o è più incoerente quando la lascia alla fine della stagione precedente solo per affrontare i morti? Ed è incoerente col Jaime dei libri o col Jaime della serie fino ad allora? La frasetta di Jaime a Tyrion sul “non me ne è mai fregato tanto della gente” nella 8x05 è davvero da intendere come grandissimo tradimento del personaggio, come molti han detto puntando il dito? O forse quando parlava con Brienne del motivo per cui ha ucciso il Re Folle stava dando un senso col senno di poi al suo gesto che forse in realtà era tutt’altro che eroico (d’altronde stava salvando SUO PADRE TYWIN prima che “il popolo”)? O va da intendersi come una frasetta scherzosa su cui non soffermarsi più di tanto? E del resto un conto è quando hai una seria possibilità di salvare vite con un solo colpo di spada (a Jaime sono sempre piaciute le soluzioni semplici), un altro quando ormai tutto è perduto e puoi solo cercare di salvare chi ami? Tutte versioni parimenti giuste, tutte interpretazioni adeguate. Eppure la rabbia per le aspettative tradite è tale che molti, in rete e altrove, han dato per scontate le peggiori interpretazioni, che abbiano dato a quella frasetta di Jaime nella 8x05 un valore eccessivo rispetto a quel che davvero significava, come fosse senza beneficio del dubbio la prova di un tradimento del personaggio, degli sceneggiatori, una prova di sciatteria. E non è detto. Per quanto mi riguarda, invece, a me la mancanza del Valonqar ha infastidito una cifra. Ed è vero che nella serie non l’hanno manco messa, quella profezia, e per me infatti è stato un errore (della quinta stagione, ricordiamolo: per una volta fanno l’eccezione al divieto di flashback, e manco ne approfittano per bene? Un’ennesima occasione sprecata). Ed è vero che può essere interpretata in molti modi (mentre muoiono insieme le mani di Jaime sono sul suo collo, e soprattutto la profezia non dice che quelle mani la volessero morta o fossero animate da odio, nei libri potrebbe addirittura essere lei a chiedergli di ucciderla, stile eutanasia o “non farmi prendere viva da loro”). Ma il problema è che io ho caricato questa scena di un’aspettativa superiore per un motivo molto semplice: speravo che la serie mi rivelasse una cosa che i libri devono ancora rivelarmi. Martin non me lo ha detto, chi era il Valonqar, e non so se me lo dirà mai: speravo quindi che me lo dicessero almeno Benioff e Weiss. E forse, tra le righe, me lo hanno detto, chissà. Ma il problema è questo: nei piani originali non doveva essere così. Il patto era: Martin mi avrebbe detto chi era il Valonqar, D&D avrebbero adattato la scena, e magari appunto l’avrebbero fatta finire diversamente come in effetti è stato, e non mi avrebbe infastidito tanto. Perché avevo già una versione della storia che mi dava le risposte, ossia i libri. Nella serie avrei registrato la differenza, magari con stupore, ma sarei passato oltre senza troppi malumori. E invece mancavano le risposte, mancavano i libri, e speravo che D&D fossero i supplenti di Martin, cosa che non sono mai stati tenuti ad essere.

Ho letto in giro molte critiche da parte soprattutto di appassionati dei libri, come se ci fossero due fazioni, Martin vs Showrunner, due scuole di pensiero, due tifoserie, con interviste decontestualizzate spacciate - spesso in malafede - per pistole fumanti che dimostravano l'esistenza di presunti grandissimi conflitti tra loro, ai limiti del dispetto. Tutto bello, tutto giusto, ma la verità è una sola: noi non sappiamo quando Martin finirà i libri, non sappiamo se Martin finirà i libri, e soprattutto non sappiamo come Martin finirà i libri. Non sappiamo cosa avverrà. Non importa quanto ne siamo convinti: i libri non ci sono, e quindi ogni ipotesi è valida, liberi tutti. E però questo fa sì che tutti noi, me compreso, che i libri li abbiamo letti, abbiamo un’idea di come dovrebbe andare a finire, dagli indizi e tutto il resto. E quindi un sacco di gente (me compresa, confesso) ha creduto di conoscere Martin meglio di Martin stesso, di sapere come e meglio di lui come concluderà i libri (a ‘sto punto diciamoglielo come finiscono, così magari finisce di scriverli prima, verrebbe quasi da dire, ironicamente). Però appunto molti sono convinti che il libro andrà coerentemente in un modo e che qualsiasi cosa che si discosti da tale idea sia un sovvertimento, un tradimento di Martin e un dispetto a lui o ai lettori/spettatori, un “due più due fa cinqueh”. Gli irritanti “behind the scenes” con le farneticazioni dei due autori non hanno aiutato: la loro frase sul motivo per cui han scelto Arya è stata interpretata dai fan in un modo che non è assolutamente detto sia quello giusto, ossia che “inizialmente doveva essere Jon ma per renderla meno scontata e più sorprendente abbiamo scelto Arya”. No, non dicono così, dicono altro. Non han mai detto ciò di cui li si accusa. Il che, ripeto, non vuol dire che non sia così eh. Magari davvero Martin aveva scelto Jon, doveva essere Jon, e loro per capriccio e per shockare e stupire han scelto Arya in barba alla coerenza. O magari Martin svia come suo solito. Chi ha ragione? Non possiamo dirlo, e chi è sicuro che sia andato in un modo piuttosto che nell’altro mente, perché la risposta giusta è “BOH?”. Io inizialmente dicevo “magari la minaccia estranea non è finita, magari la sottotrama di profezie, Azor Ahai, principi, stagioni, figli della foresta e corvo triocchiuto non è finita”, e poi quando mi son reso conto che mi sbagliavo ho gridato anche io agli “sceneggiatori criminali assassini stupratori dei libri”, istintivamente e a caldo, non lo nego. Però poi a freddo resta il fatto che *non è detto* che sia andata così, solo perché mi aspetto FORTEMENTE una cosa e solo perché è molto probabile e sarebbe molto coerente che andasse in un certo modo. Resta il fatto che io non lo so, non so niente, manco fossi Jon Snow. Nessuno di noi lo sa. Eppure negli anni ognuno di noi si è creato un suo headcanon, un suo GoT “personale” a cui è affezionato. Ci siamo spacciati per studiosi e investigatori e forse lo siamo stati anche. Forse siamo stati fanfictionari, forse ci abbiamo azzeccato. Per questo ognuno ha maturato le sue granitiche certezze, soprattutto riguardo i libri. Da chi è SICURISSIMO che il Night King sarà il nemico finale, anche se il NK nei libri non c’è se non come una leggenda totalmente diversa. Da chi è SICURISSIMO che gli Estranei saranno sconfitti nel finale e non prima, e che saranno sconfitti da Jon Snow con una spada di fuoco, nei libri. Da chi è SICURISSIMO che Stannis nei libri non farebbe mai nulla di discutibile (tipo far sacrificare sua figlia Shireen), da chi è SICURISSIMO che Daenerys non impazzirebbe, non diverrebbe una dittatrice sanguinaria, non sterminerebbe mai innocenti già arresi, a chi è SICURISSIMO che Jaime non tornerebbe mai ad amare Cersei, gli stessi che erano SICURISSIMI che Jaime in realtà tornava a King's Landing con l'intento di uccidere Cersei, assurdamente convinti che non avrebbe avuto problemi ad uccidere la donna incinta di suo figlio (cioè, per loro è insensato che torni da lei per amore ma è sensato che uccida lei e la sua progenie? Manco a dire "poi scoprirà che non è mai stata incinta o non lo è più e la ucciderà per altri motivi, dalla gelosia al tradimento all'accontentare Cersei stessa", come pensavo io). E in tutto ciò non sappiamo se le profezie non si siano avverate, magari in altra maniera (la stessa storia di Lightbringer potrebbe essere una metafora e non una spada fisica, con i tre tentativi di forgiarla da parte di Azor Ahai che rappresentano le tre “minacce finali”: secondo la leggenda, la spada non si forgia quando la raffredda nell’acqua, e infatti gli Estranei non erano lo scopo finale; la spada non si forgia quando infilza il cuore di un leone, e infatti i Lannister non erano il vero nemico; la spada si forgia solo quando uccide la sua amata Nissa Nissa sacrificando il suo amore, e infatti il destino di Jon/PrincipePromesso si compie quando uccide l’amata Daenerys, salvando tutti dalla vera minaccia). Quindi tutto ciò che dico potrebbe essere giusto come una cazzata. Potrebbero aver rispettato le profezie senza esplicitarle, o potrebbero essersene fregati. Non lo sapremo mai finché i libri non escono.

È questo il finale di serie che dobbiamo aspettare, quello dei libri, non un rifacimento della stagione finale: tra l’altro, proprio perché le basi “deludenti” sono state poste fin dalla prima stagione, tanto varrebbe rifarla da capo. Ma non ha senso: è un adattamento, con tutti i suoi meriti e demeriti. Un adattamento che, ora lo dico, in certi (rari) casi ha adattato certe cose persino meglio che nei libri, rendendo certe cose più organiche e sensate e meglio rese, complice anche Martin che, supervisionando e scrivendo alcune puntate, ha avuto l’occasione di correggere alcuni suoi errori e ingenuità. Certo, c’è chi dice che la famigerata petizione “è per dare un segnale che la HBO non ignorerà”. Il segnale che ha avuto sono i 20 milioni e passa che han visto l’ultima puntata, 19 milioni in più di chi ha firmato la petizione. Questo conta. I numeri. C’era un solo e unico modo per “lanciare un segnale” (ma poi per cosa? Per punire D&D? Per vendicarsi? Per evitare che “facciano danni altrove”, malgrado non ci sarebbe proprio stato un GoT senza di loro? Avremmo preferito non averlo proprio che soffrire così alla fine? Però ok, facciamo finta che vada bene, in fondo certe cialtronate che han fatto gridano effettivamente vendetta): e questo segnale era non guardare l’ultima puntata. Boicottarla. In fondo era la penultima puntata ad aver scatenato il malcontento, no? Tanto valeva non guardare l’ultima: sì, il completismo e tutto, “siamo arrivati fino a qui, a ‘sto punto…”, ma tanto in qualche modo, al peggio per vie traverse, i "petizionisti" sarebbero comunque riusciti a vederla, magari tempo dopo. Ma nell’immediato avrebbero dato un grosso segnale di delusione e distacco. Alla HBO avrebbero perso share, soldi, ecc. E invece la 8x06 è la puntata più vista di sempre, addirittura più della 8x05. Certo, i petizionisti diranno che molti l’hanno vista appositamente per criticarla, o con disincanto, molti erano scontenti ma ormai erano arrivati alla fine e quindi a ‘sto punto tanto valeva vedere pure l’ultima, molti l’han vista sperando migliorasse e poi son rimasti delusi, molti apprezzavano addirittura la 8x05 ma la 8x06 gli ha fatto schifo e persino coloro a cui era piaciuta fino a quel punto si sono ricreduti e l’hanno odiata. Tutto giusto, tutto può essere. Ma l’hanno vista. Il segnale è stato positivo. HBO e D&D chiudono in attivo e non potevano sperare di meglio. Forse bisogna arrendersi: non è una gara a chi grida più forte. E penso sia un bene, tutto sommato. Anche se fosse per la causa migliore, quella della petizione mi sembra un precedente pericoloso.

Quindi, cosa penso alla fine di tutto? Cosa penso del finale? Mi ha confuso. Gli ultimi due episodi mi hanno fatto arrabbiare. Subito dopo aver visto la penultima puntata ho pure commentato a caldo dicendo “dieci anni rovinati”, deluso e amareggiato. Poi l’ho rivista a freddo, più volte, non per farmela piacere apposta ma per capire meglio, per giudicarla aldilà delle mie sovrastrutture. Ho fatto la stessa cosa anche con l’ultima puntata. E su entrambe le puntate ho un giudizio bipolare: le reputo allo stesso tempo un capolavoro e una cagata pazzesca. Contemporaneamente. A seconda delle cose su cui scelgo di soffermarmi. Non è un non voler ammettere che una cosa mi piace o non mi è piaciuta, è proprio che suscitano sensazioni contrastanti, tradiscono e deludono ed è proprio quel che volevano trasmettere. Ed è un finale che devo valutare come serie, non come libri. Senza pensare alle mie aspettative, a quel che ci ho visto e ci ho letto in questa o quella scena. Senza dare per scontato che sia tutto frutto di svogliatezza e improvvisazione, per quanto a volte lo sia. E anche così, rimangono comunque difetti notevoli. Rimangono comunque elementi di sciatteria, svogliatezza e sceneggiatura discutibile, confermo. Ci sono cose ottime e cose pessime in questi episodi finali. A volte prevalgono le une, a volte le altre. Ma si può raggiungere un punto di equilibrio alla lunga, che me le fa accettare, e talvolta rivalutare. Ma solo se tengo in considerazione entrambe le cose, il meglio e il peggio. Perché anche nei tempi migliori c’era il peggio, e anche nei tempi peggiori c’era il meglio, e come serie devo valutarla in toto e in blocco, non dividendola tra prime quattro e ultime quattro stagioni, ma come opera unica.

Passiamo al mio commento sulla 8x06 in particolare. Molto sottotono e anticlimax, ma riconosco che è voluto. È una scelta, non uno sbaglio: una scelta che non mi fa impazzire, magari. Ma è quel che volevano dire gli autori, e forse anche Martin, chissà. Non è mai stato Il Signore degli Anelli. Chi si aspettava il fantasy epico è rimasto deluso. Martin ha sempre voluto fare l’anti-Tolkien, pur amandolo. Ha preso il romanzo fantasy e ne ha sempre sovvertito le regole. Lo ha sempre fatto, giocando molto su anticlimax e inganni, su montare aspettative e tradirle volutamente. Ha innalzato eroi e gli ha fatto fare una fine misera. Ha preso persone rette e giuste e le ha corrotte mostrando i loro difetti e la loro falsità. Ha smontato sempre epica, gloria, onore, miti, profezie, leggende. Siamo stati tutti ingannati, ma era quel che volevano. E ci fa male, ma sono le regole del gioco di Martin. Quello che è un errore vero, invece, è l’eccessiva frettolosità e semplificazione, cosa che neanche un voluto anticlimax giustifica fino in fondo.

Anche la 8x06 ha cose che mi sono piaciute e cose che mi hanno irritato. Straordinario e struggente Peter Dinklage nella scena in cui un Tyrion in lacrime scopre il fato di Jaime e Cersei, da pelle d’oca. Bello anche il discorso di Tyrion e Jon, molto metatestuale, come se fosse diretto ai fan di Daenerys. Una persona per cui Martin e D&D ci han fatto tifare, ce l’han resa adorabile, ci han fatto simpatizzare per lei, innamorarci di lei e crudelmente ora ci rivelano il loro trucco. L’ennesima pugnalata, dopo Ned, le Nozze Rosse e tutto il resto, una cifra stilistica della serie da sempre. Bello, nel discorso di Tyrion, il far notare che una persona che ha fatto sempre le battaglie giuste contro gente malvagia, senza sbagliare praticamente mai, trova difficile capire quando effettivamente le sue battaglie sono sbagliate. Bello il discorso stile “Prima vennero per gli schiavisti ed io non dissi nulla…”. Brutto però il dialogo finale tra Jon e Daenerys. Mi sarei aspettato una giustificazione del suo gesto da parte della Khaleesi. Avrei sperato che almeno provasse a razionalizzare il perché avesse ucciso innocenti dopo aver *già vinto*. Così non è stato, ed è stata un’occasione sprecata: quella sì, sciatteria da parte degli sceneggiatori. Si può provare a interpretare il suo pensiero da una mezza frase, forse: Cersei si faceva scudo con loro, lei vuole essere temuta (e rispettata, da un popolo per lei estraneo di gente che non la amerà né accetterà mai, che non vede più come “persone”), quindi era un gesto lucidamente crudele ma dimostrativo per far sì che nessuno, in futuro, avrebbe usato la tattica degli scudi umani contro di lei, durante le sue future conquiste, perché dopo quel gesto avrebbero capito che quel giocare sporco non l’avrebbe fermata o intimidita, nessuno avrebbe usato più la pietà come arma per indebolirla, insomma “colpirne un milione per educarne miliardi”. Ma è comunque una spiegazione che devo interpretare, e va bene non essere didascalici, ma nel finale un approfondimento in più ci stava. Sono tra quelli a cui Daenerys come personaggio e la sua (ir)resistibile ascesa non han mai convinto sin dalla primissima stagione, mi ha sempre puzzato, fatto pensare che ci fosse qualcosa di profondamente sbagliato e ipocrita in lei. Ma resta il fatto che anche se non considero quella della Khaleesi una vera “svolta”, l’hanno gestita comunque male e frettolosamente. E almeno per chi credeva in lei, spendere due parole in più sarebbe stata la cosa giusta e rispettosa da fare. Così non è stato.

Anche Drogon che non ammazza Jon e vola via mi ha infastidito. Non perché volessi morto lui o Jon, ma perché sembra forzato. Eppure possibili spiegazioni ci sono. Intanto c’è da dire una cosa: non è vero che il fatto che Jon fosse Targaryen non è servito a niente. Jon è riuscito a superare la guardia di Drogon, avvicinarsi a Daenerys e ucciderla proprio perché di sangue Targaryen. Nessun altro avrebbe potuto farlo: il suo sangue e il suo retaggio rendevano solo lui il “prescelto” capace di compiere tale impresa. Allo stesso tempo si può dire che, alla morte di Dany, Drogon non l’abbia ucciso per quel motivo, come se i draghi avessero un blocco mentale ad uccidere i Targaryen: sì, in passato i draghi li hanno uccisi, ma sempre su ordine di altri Targaryen, durante le loro lotte intestine, mai di loro iniziativa, mi pare. Mancando Daenerys a dare ordini a Drogon, il drago non è riuscito a ucciderlo per il blocco genetico-mentale che glielo impediva e forse proprio per questo ha bruciato tutto, trono compreso: per sfogare la sua frustrazione nel non poterlo uccidere (non penso alla teoria che Drogon sapesse che era “colpa” del Trono se Daenerys era morta). O forse Drogon è stato ingannato dalle lacrime di Jon: aveva percepito in lui l’amore per Daenerys, ha percepito la sua sofferenza e il suo dolore quando la teneva in braccio morta, avrà quindi dedotto -sbagliando- che non poteva essere stato lui a ucciderla, scagionandolo. Tutto può essere, ma non viene esplicitato. Non voglio dire che siano teorie giuste, non voglio neanche dire che siano errori o sbagli degli autori, però resta la mancanza di una spiegazione univoca, e ciò è frustrante, non ci posso far niente.

Pessimo, secondo me, il consiglio dei lord: bello rivedere Edmure Tully, che regala sempre bei momenti cringe sia dal funerale del padre e che anche stavolta non ha deluso (sì, ok, o era prigioniero dai Frey o a Castel Granito, lo han liberato, non lo han spiegato ma per una volta non mi infastidisce, non è importante, è un buco che possiamo chiudere da soli con le nostre spiegazioni senza problemi), bello anche rivedere Robin Arryn. Non dico che quella scena sia TOTALMENTE insensata. Ma è innegabile che troppe cose vengano date per scontate, ci sono troppi buchi, forzature, facilonerie che vorrebbero farci ingoiare senza fiatare, ma che avrebbero bisogno di essere digerite, specie in un episodio finale. Perché Immacolati e Dothraki dovrebbero sottostare al volere di un consiglio di lord? Perché dovrebbero riconoscere la loro autorità? Una mezza spiegazione implicita c’è, per carità. La frase di Sansa suggerisce che fuori da King’s Landing ogni lord abbia portato le proprie truppe, e che messi insieme sovrastano le forze di Verme Grigio, e quindi sono in una situazione di stallo. Ma penso che qualche parolina in più per spiegarlo non avrebbe fatto male: è l’ultima puntata ed è anticlimax, esplicitare certe cose non lo renderebbe didascalico per una volta. E non mi è piaciuto affatto che le lettere di Varys della puntata scorsa non abbiano avuto sbocchi: erano solo una cosa buttata là? Ne aveva scritta solo una, quella che ha bruciato? O i lord sono arrivati di corsa perché Varys li aveva avvertiti di Jon/Aegon, e per questo i due prigionieri (nano e bastardo) non sono stati giustiziati ma si è andati avanti a trattative per settimane? E alla fine si è acconsentito a riunire il consiglio dei lord e ad accettare di ascoltare le loro condizioni, a patto che Aegon/Jon non diventasse re per non scatenare una guerra con Immacolati, Dothraki, Isole di Ferro e Dorne? È una spiegazione che ci può stare, nella mia mente ha senso che sia andata così, ma di nuovo, qualche parola esplicita in più penso ci fosse dovuta. E così non è stato: male. Non mi è piaciuto per niente neanche il discorso di Tyrion per convincere i nobili a votare Bran: sembrava un’americanata, o il classico discorso da film Disney con frasi fatte. Qui si è sentita davvero la mancanza di Martin: vi immaginate se ci fossero stati libri, frasi e dialoghi a cui fare affidamento e da usare come base? Vi immaginate in tal caso come sarebbe stata migliore questa scena? Questa quindi è una colpa sia di D&D che, purtroppo, di Martin che non ha garantito materiale carteceo a cui appoggiarsi: era lui il re degli intrighi politici, delle trame di palazzo, della lenta tessitura del consenso. Senza di lui, inevitabilmente è tutto più appiattito, semplificato, banalizzato.

Ma veniamo agli esiti: la scelta di Bran mi ha fatto inizialmente storcere il naso, ma a freddo la accetto. Lui dice in sequenza “perché credi che sia venuto qui sennò?” e “io non voglio il trono”, alla stessa persona (Tyrion). Dando per scontato che non sia schizofrenico, ne deduco una cosa: non è stato un complotto di Bran per arrivare al Trono, non è la rivelazione di una sua ambizione segreta. Bran, semplicemente, è un osservatore che non può interferire, non può cambiare il futuro o il passato, come la storia di Hodor tristemente ci ricorda, perché tutto è già avvenuto: è prigioniero del fato, e il suo fato era quello. Allo stesso tempo mi faceva inizialmente storcere il naso che nonostante la distruzione del Trono ci fosse ancora un re: speravo nel ritorno dei Sette Regni indipendenti, o della nascita di una repubblica federale, una sorta di democrazia e non un’oligarchia. Ma la soluzione è molto “martiniana”: la proposta di Sam di far votare tutti e le risate generali all’assurdità della proposta sono sì un momento da comic relief, da "linea comica di Boris", ma sono anche un messaggio metatestuale che gli autori (e, penso, Martin) vogliono dare. È un po’ la risposta a tutti quelli che han davvero creduto che fosse così semplice passare semplicemente alla democrazia, un ridere di tutti quelli che lo han teorizzato, me compreso. È un modo per dirmi “STACCE”, e io abbozzo. Ci sta. E comunque non è un semplice ritorno allo status quo: il passare dalla monarchia per dinastie ereditarie all’eleggere ciclicamente (e all’unanimità!) un re di volta in volta scelto e votato dai e tra i lord riuniti è un cambiamento sostanziale. Un re supervisore e garante di una coalizione di lord. Non è un cambiamento totale, non è una totale distruzione della ruota, ma non è neanche solo un gattopardismo: Martin ci vuole dire che le soluzioni non sono mai semplici, che ci vogliono compromessi, che dobbiamo accontentarci della complessità, accettandola, per arrivare gradualmente al bene e al meglio. E Bran, che ora sembra – per quanto possa esserlo ormai uno come lui – più umano, pare essere meno prigioniero del fato e del futuro, pur mantenendo una parziale onniscienza, ed ha letteralmente il potere per gettare le basi per un futuro giusto, garantendo e assicurando che le cose vadano nella maniera più adeguata.

Da quella scena in poi, il finale è in discesa. E mi è piaciuto. Forse non redime puntata, stagione e serie, ma mi è piaciuto. Mi ha fatto commuovere e piangere Brienne che scrive sul Libro Bianco intere paginate con le imprese di Jaime, come lui avrebbe sempre voluto. È un finale giusto per il personaggio, che penso possa rendere un po’ giustizia al modo in cui è stato bistrattato nelle scorse puntate. Bello bello bello il Concilio Ristretto (vorrei una miniserie solo su di loro, li amo tutti), prevedibile ma bello il libro sulla Song of Ice and Fire. Bran dice in maniera sibillina che Jon era "esattamente dove doveva essere", quindi probabilmente il destino di Jon era quello, era in quel modo che ha salvato il mondo, vedremo nei libri se è così. Arya corona il sogno di cui parlava sin dalla sesta stagione (con l’attrice sua non-vittima). Bella la sequenza finale con il fato parallelo dei tre fratocugini Stark/Targaryen. E poi c’è Ghost e la carezzina quindi TUTTO È PERDONATO (ok no scherzo scherzo). Agrodolce, ma ci sta. E il fato finale di Jon, malgrado tutte le tragedie, non è così negativo. Il filo d'erba rappresenta il "dream of spring", e chissà quando ci riveleranno cosa è accaduto alle stagioni e perché stanno tornando alla normalità.

Concludendo, GoT è una serie che va valutata nella sua interezza. È una serie su cui va fatto un ragionamento a mente fredda. Rivedendo le puntate. E vedendole in sequenza, senza settimane (o due anni!) di attesa tra l’una e l’altra. E tutto sommato, alla fine della fiera, soppesando bene e male, come serie e come finale non è poi così male, non è tutto così brutto. Non è così ingiusto. È in puro stile GoT. I difetti li ho detti, li ho riconosciuti. Se li ritenete insormontabili ci sta. Se li ritenete trascurabili ci sta. Se li mettete in prospettiva, pur senza ignorarli, ci sta.

E non è necessaria una petizione per rifare la serie: abbiamo già un “altro” finale in cantiere. Quello di Martin, quello dei libri. Che anche se fosse sostanzialmente uguale a quello visto, ci spiegherà il background di certi eventi e certe scelte, rendendocele più digeribili. Questa serie è la versione condensata dei libri, la versione discount, ma resta meglio di gran parte delle serie in circolazione, finale compreso. E i libri la redimeranno ulteriormente, dandoci le risposte e l’appagamento che ci mancano ora, sarà come un compendium a questo finale. Pensate a quel che Martin potrà fare, se (SE) finirà i libri. Scaverà nella mente di Daenerys per spiegarcene la follia e la discesa agli inferi. Ci spiegherà il senso delle profezie e come andranno interpretate, ci sorprenderà per come le abbiamo male interpretate (ne sono quasi certo ormai). Ci darà il background che porta all’incoronazione di Bran, con premesse e conseguenze credibili, spiegate e approfondite.
Tutto sommato questa serie per me è promossa, in toto, anche il finale, nonostante tutto. È stata un pezzo di storia della tv. E ci mancherà.

PS: interviste agli attori rallentate o ascoltate al contrario, analisi della mimica facciale e linguaggio del corpo, interviste di mesi fa spacciate per interviste recenti, dichiarazioni tagliate e opportunamente modificate, silenzi e omissioni. Le hanno pensate tutte per cercare di interpretare il pensiero di Martin sulla serie, sul finale e su Benioff e Weiss, "D&D". Non era necessario scomodarsi. Ci ha pensato lui stesso, sul suo blog: http://georgerrmartin.com/notablog/2019 ... an-ending/

" David & Dan assembled a championship team. The directors were incredible as well. I should start naming names, but then I’d miss someone, there were so many. But I do need to mention David Benioff, Dan Weiss, Bryan Cogman (the third head of the dragon, as I said in the recent VANITY FAIR piece about him), and of course the great team at HBO, headed by Richard Plepler. Any other network, and GAME OF THRONES would not have been what it became. Most other networks, this series never gets made at all."

"And I’m writing. Winter is coming, I told you, long ago… and so it is. THE WINDS OF WINTER is very late, I know, I know, but it will be done. I won’t say when, I’ve tried that before, only to burn you all and jinx myself… but I will finish it, and then will come A DREAM OF SPRING.

How will it all end? I hear people asking. The same ending as the show? Different?

Well… yes. And no. And yes. And no. And yes. And no. And yes.

I am working in a very different medium than David and Dan, never forget. They had six hours for this final season. I expect these last two books of mine will fill 3000 manuscript pages between them before I’m done… and if more pages and chapters and scenes are needed, I’ll add them. And of course the butterfly effect will be at work as well; those of you who follow this Not A Blog will know that I’ve been talking about that since season one. There are characters who never made it onto the screen at all, and others who died in the show but still live in the books… so if nothing else, the readers will learn what happened to Jeyne Poole, Lady Stoneheart, Penny and her pig, Skahaz Shavepate, Arianne Martell, Darkstar, Victarion Greyjoy, Ser Garlan the Gallant, Aegon VI, and a myriad of other characters both great and small that viewers of the show never had the chance to meet. And yes, there will be unicorns… of a sort…

Book or show, which will be the “real” ending? It’s a silly question. How many children did Scarlett O’Hara have?

How about this? I’ll write it. You read it. Then everyone can make up their own mind, and argue about it on the internet."
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Re: [George R. R. Martin] Il Trono di Spade (HBO)

Messaggioda Don Homer » mercoledì 22 maggio 2019, 16:59

Eh che post enorme XD

Si concordo, i problemi principali della settima e l'ottava stagione sono nel numero ridotto di episodi, che ha notevolmente portato gli eventi ad essere compressi.

Sull'eliminazione di Tysha mi espressi a suo tempo.


Sommo Zotnam ha scritto: Nella serie invece il personaggio non ha una direzione, non è né carne né pesce, e il suo uccidere Tywin non solo non è ben giustificato, ma non ha neanche vere conseguenze, così come il suo mantenere intatto l'amore per i fratelli, quando invece nei libri arriva a odiare anche loro. Forse nei libri la fase "dark vendicativa" sarà solo una parentesi, e tornerà l'amore di Tyrion almeno per Jaime, forse sapendo che nei libri si sarebbe "redento" alla fine gli han risparmiato la parentesi oscura poco digeribile nella serie. Fatto sta che è stata gestita male, ed ha portato a quattro stagioni di un Tyrion sprecato e mal gestito.

Verissimo, ma il problema secondo me sta anche nel fatto che Tyrion per tre stagioni non è praticamente stato lui, ha solo bevuto e dato consigli sbagliati.

Così come è stato gestito male Ditocorto ed è stato gestito male Varys. L'eunuco ha semplicemente perso gran parte del suo potenziale, mente per Ditocorto hanno fatto peggio: pur di far fare qualcosa a Sansa nella stagione, pur di far sì che Ramsay stuprasse qualcuno a cui gli spettatori sarebbero stati affezionati invece di una sconosciuta a cui non eravamo affettivamente legati - nei libri Ramsay stupra un'amica d'infanzia di Sansa spacciata per Arya, amica che nella serie praticamente non esiste - han fatto fare a Ditocorto una cosa totalmente illogica. Non aveva senso che la desse in sposa a Ramsay, e infatti da allora Sansa non si fiderà più di lui. A cosa serve da quel momento Ditocorto? A nulla: nel momento in cui la sua principale pedina non si fida più di lui, non ha più potere, eppure per ben due/tre stagioni rimane ancora sullo sfondo, in coma, finché non arriva una fin troppo rimandata eutanasia con un colpo di scena telefonatissimo.

Verissimo, suo tempo mi lamentai pure di questo.

Purtroppo rientra sempre nell'ottica di semplificazione della storia, volendo chiudere tutto in pochi anni hanno dovuto per forza sforbiciare.


Uno spreco. Per non parlare della trama di Dorne, un compitino svolto con svogliatezza e noia, mal pensata e peggio realizzata, in una confusione generale che rispecchia la confusione di quarto e quinto libro di Martin. Con Dorne e i Greyjoy (Yara ed Euron, intendo), gli autori non han mai capito bene cosa farci. E, cosa grave, gli spettatori lo han percepito perché non son riusciti neanche a nascondere la loro confusione e poca ispirazione. Così come troppa confusione è stata fatta con Melisandre, i suoi poteri, il resuscitare la gente, il Dio della Luce e la sottotrama Corvo con Tre Occhi/Figli della Foresta/Estranei. Non abbiamo mai capito perché Melisandre fosse convinta che fosse Stannis il prescelto, così come il resuscitare Jon è stato frettoloso e facilone (anche nei libri sarà resuscitato ma lì andrà diversamente…però i libri non ci sono ancora). Così come la sottotrama di Bran e gli elementi metafisici che lo circondano non è mai stata molto approfondita, con spiegazioni buttate lì, mezze frasi, cose e personaggi a caso (ciao Meera, addio Meera), cose spiegate approssimativamente o proprio non spiegate, origini e motivazioni e predestinazioni approssimative e così via.


Verissimo.

La quinta e la settima stagione sono e restano le peggiori della serie

Per me la peggiore rimane la quinta. Perché al di la di tutto è una stagione in cui succede poco e nulla.


Pessimo, secondo me, il consiglio dei lord:

Più che altro mi ha stupito l'inutilità di Gendry, che manco ha scambiato mezza parola con Arya.


Bello bello bello il Concilio Ristretto (vorrei una miniserie solo su di loro, li amo tutti),

N'somma, Sam Gran Maestro e Bronn mastro del conio non si possono vedere dai XD




È questo il finale di serie che dobbiamo aspettare, quello dei libri, non un rifacimento della stagione finale: tra l’altro, proprio perché le basi “deludenti” sono state poste fin dalla prima stagione, tanto varrebbe rifarla da capo. Ma non ha senso: è un adattamento, con tutti i suoi meriti e demeriti. Un adattamento che, ora lo dico, in certi (rari) casi ha adattato certe cose persino meglio che nei libri, rendendo certe cose più organiche e sensate e meglio rese, complice anche Martin che, supervisionando e scrivendo alcune puntate, ha avuto l’occasione di correggere alcuni suoi errori e ingenuità. Certo, c’è chi dice che la famigerata petizione “è per dare un segnale che la HBO non ignorerà”. Il segnale che ha avuto sono i 20 milioni e passa che han visto l’ultima puntata, 19 milioni in più di chi ha firmato la petizione. Questo conta. I numeri. C’era un solo e unico modo per “lanciare un segnale” (ma poi per cosa? Per punire D&D? Per vendicarsi? Per evitare che “facciano danni altrove”, malgrado non ci sarebbe proprio stato un GoT senza di loro? Avremmo preferito non averlo proprio che soffrire così alla fine? Però ok, facciamo finta che vada bene, in fondo certe cialtronate che han fatto gridano effettivamente vendetta): e questo segnale era non guardare l’ultima puntata. Boicottarla. In fondo era la penultima puntata ad aver scatenato il malcontento, no? Tanto valeva non guardare l’ultima: sì, il completismo e tutto, “siamo arrivati fino a qui, a ‘sto punto…”, ma tanto in qualche modo, al peggio per vie traverse, i "petizionisti" sarebbero comunque riusciti a vederla, magari tempo dopo. Ma nell’immediato avrebbero dato un grosso segnale di delusione e distacco. Alla HBO avrebbero perso share, soldi, ecc. E invece la 8x06 è la puntata più vista di sempre, addirittura più della 8x05. Certo, i petizionisti diranno che molti l’hanno vista appositamente per criticarla, o con disincanto, molti erano scontenti ma ormai erano arrivati alla fine e quindi a ‘sto punto tanto valeva vedere pure l’ultima, molti l’han vista sperando migliorasse e poi son rimasti delusi, molti apprezzavano addirittura la 8x05 ma la 8x06 gli ha fatto schifo e persino coloro a cui era piaciuta fino a quel punto si sono ricreduti e l’hanno odiata. Tutto giusto, tutto può essere. Ma l’hanno vista. Il segnale è stato positivo. HBO e D&D chiudono in attivo e non potevano sperare di meglio. Forse bisogna arrendersi: non è una gara a chi grida più forte. E penso sia un bene, tutto sommato. Anche se fosse per la causa migliore, quella della petizione mi sembra un precedente pericoloso.

Vabbè ovvio che la HBO se ne frega, alla fine per loro è tutta pubblicità

I numeri parlano chiaro come dici tu, non c'è molto altro da dire.
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