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[Disney/Mutant Enemy] Agents of S.H.I.E.L.D. (ABC)

L'America non vive di soli hamburger ma anche di una grassissima infornata annuale di serie tv di tutti i generi, dal tentacolare procedural a piccole grandi epiche.

Re: [Disney/Mutant Enemy] Agents of S.H.I.E.L.D. (ABC)

Messaggioda max brody » giovedì 08 dicembre 2016, 15:51

Giacché la 4° stagione è suddivisa in due (tre?) slots collegati ma anche autoconclusivi, ritorno alla vecchia suddivisione stagionale dei commenti.

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Ebbene dunque, le cose stanno così: al quarto anno di vita, AoS è diventata grandicella, e l'adolescenza è subentrata all'infanzia. Ora è una serie "ribelle", nel senso adolescenziale del termine appunto, con personaggi che fanno i capricci ma alla fine abbassano la cresta, però cioé fankulo i vekki. L'epicentro della serie è sempre la Bennet, ma questa ha mantenuto il look emo visto nel finale della S3 e sbotta ripetutamente contro tutti.
Non solo: la trama, che sostanzialmente non aveva più niente da dire una volta conclusa la fiabetta di "Skye", ora non è + mica robetta x bimbi, ora spacca di brutto, yo. Infatti nonpiùSkye-DaisyJohnson-Quake si accompagna ora nientemeno che a Ghost Rider, qui nella sua seconda incarnazione Robbie Reyes, cioè un ispanico macho che fa le corse con la macchina veloce & furiosa. [Ma i fans di NICHOLAS CAGE non si preoccupino: Blaze non è ancora ufficialmente epurato dal continuum. Oppure lo è l'attore, ma non il personaggio.]
Il Rider e Margherita Scossa fanno un sacco di casini e combattono il male controvoglia (sono emo) facendo tardi la sera, tagliandosi o spegnendosi le siga sul braccio e alzando il dito medio al governo (cazzo vuole quel ladro?) durante fughe sulle auto sobbalzanti infuocate. Questo almeno finché i ceffoni di Coulson non li rimettono in riga. Ma la dark age colpisce pure Mack, che vive un momento "evil", e Yo-Yo, che all'inizio fa la ragazza interrotta.

Come suggerisce il titolo di questa prima parte di stagione, Reyes è il co-protagonista a tutti gli effetti. Il personaggio è reso abbastanza bene, in linea con le poche pretese di innalzamento (vabbè) del target. Il suo drammone personale non può che coinvolgere ogni ispanico povero con un fratello disabile. Gli effetti speciali sono discreti e il demone, grazie pure ad un minuscolo theme apposito abbastanza orecchiabile, non fa una brutta impressione. Certo, alla fin della fiera "Ghost Rider" non fa praticamente nulla di concreto e sono più gli altri a girargli intorno che lui a fare scena. Tuttavia Gabriel Luna riesce a mantenere costantemente una espressione triste-troll, dimostrando di avere ben appreso la lezione del grande Cage.

Il resto del cast mantiene una propria ragion d'essere, nonostante tutto: Fitz-Simmons stanno bene, quindi gli autori cercano di metterli in difficoltà a più riprese, ma non riuscendoci granché. Coulson è diventato negli anni il buon, vecchio padre di famiglia che cerca di tenere unite persone che scappano da tutte le parti. May non fa quasi nulla e soltanto nel cliffhangerino conclusivo scopriamo perché. Il dottore per fortuna non esagera in inglesate simpaticone e viene oscurato dalle due new entry del team: il nuovo direttore dello SHIELD, Jeffrey Mace, ovviamente coinvolto in una sottotrama politica inutile; e Aida (/e':da/), l'androide senziente che, "a sorpresa", nasconde dei segreti. Per la gioia dei miei occhi, Aida è interpretata dall'adorabile Mallory Jensen, l'indimenticata Queen Madalena di Galavant.

Per il resto, questo nuovo AoS fighetto "ruba" il proprio plot da quel che tira al momento (e incorpora questo elemento della materia che non si crea/distrugge ma si trasforma da altro nella storia): il misticismo di Strange ( il Darkhold!), i robot umani di Westworld (Aida e May), i personaggi drammaticoni dei Marvel Neftlix (con tanto di giubbetti di pelle neri). Per i nerd della serie (??) e dell'MCU, ecco la dark matter di Agent Carter S2, rimasta in sospeso con la cancellazione della serie e ora trasportata ai nostri giorni.

Stilisticamente la serie prosegue con la sua nuova tendenza perfettina in linea con i fumetti di recente produzione (pure citati). I dialoghi mantengono l'impostazione "standard" introdotta nella S3 e sono sempre estremamente fighetti e di immediata comprensione. La scrittura è sempre pulitissima e lineare, anche quando cerca di essere sporca e frastagliata. Personalmente non ho ancora deciso se questa impostazione mi piaccia o meno: mi trovo un po' nel mezzo.

Nonostante i suoi tentativi di farsi notare, Agenti dello Scild continua a mantenere quell'aria da ultima ruota del carro marveliano che la contraddistingue e le continue pause nella messa in onda la fanno apparire ancora come la poveretta del gruppo. Anche per questo motivo continua a rimanermi simpatica. E fankulo gli snob.

Non essendoci più un serial tappabuchi per la stagione invernale, AoS ritornerà subito a Gennaio con la seconda parte della stagione, intitolata LMD.
Non solo: dal 13 Dicembre esordirà la prima webserie dell'MCU: Slingshot, un prequel di Ghost Rider avente per protagonista Yo-Yo Rodriguez. Yo, bella.


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Prima webserie dell'MCU, semi-prequel di Agents of Shield: Ghost Rider avente per protagonista Yo-Yo Rodriguez, decisa a firmare gli accordi di Sokovia... ma solo dopo aver ultimato una missione personale.
Vi compaiono tutti i membri del cast principale di AoS stagione 4 più Stan Lee... o chi ne fa le veci :P
Il primo episodio è diretto da Joe Quesada lui medesimo. "Special thanks" per molti nomi celebri della Marvel.


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Secondo blocco di episodi della season four, dedicato ai Life Model Decoy - cioè, alle versioni LMD dei protagonisti.
Sette episodi grosso modo tutti uguali in cui May e la sua nuova love story impossibile con Coulson predominano e fanno da deus ex machina. Sistemata l'invasione dei replicanti e scongiurata (per fortuna) la guerra dei quoti, tutto il cast si ritrova (inconsapevolmente, eccetto Daisy e Jemma) nel Framework, un mondo virtuale distopico in cui l'Hydra domina. Ne consegue che il terzo blocco di episodi si intitola Agents of Hydra.
Nonostante gli eventi visti in LMD me li sia già scordati, sebbene l'ennesimo ritorno dell'Hydra e di Ward non è che mi renda esattamente febbricitante, penso che questa nuova gestione della stagione regolare sia quella giusta, in questo mondo iperdinamico.


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Ed è finito anche il terzo lotto, che si porta via pure tutta la stagione.
Come l'intestazione lascia appena appena intendere, il set è quello distopico creato da Èda nel Framework, tutto tempeshtato di nazisti. Aida, per gli amici Ophelia, per tutti gli altri Madame Hydra, si tramuta da piccola povera lmd in una Hitler dei poveri, senza baffi e con la gnocca, tutta piena d'odio ma anche d'amore. Il personaggio diventa dunque patetico ma è interpretato sempre da Mallory Jensen e quindi ci piace.
Gli schieramenti di partenza si presentano interessanti: Daisy e Jemma sveglie, gli altri nazi inconsapevoli. Ma durano un niente: Coulson si risveglia subito, May impiega non molto tempo, così gli unici svalvolati restano Mack e Fitz. Logica ma terribile la sottotrama strappalacrime del primo, e ha pure un lieto fine (con doppio pianto carpiato) che avrei evitato; più interessante la discesa negli inferi nel secondo, che pure si salva in corner, ma con molta fatica. Nonostante tutto l'impegno, Fitz è cattivo dentro. Difficile non immedesimarmi.
E alla fine il terzo blocco (blocchetto, perché più corto dei primi due) è tutto qua: Fitz cattivissimo e gli altri che non si capacitano (più Mack e Yo-Yo che piangono). Risalutiamo Radcliffe e pure Triplett e il sempiterno Ward, tornato all'ovile dopo la scopacchiata con la Cesaroni. L'eroica morte di Mace/Patriot, invece, ci regala qualche secondo di sano dispiacere.

A titolo di cronaca, la stagione termina ufficialmente con un cross-over fra i tre blocchi ovvero con una reprise di Ghost Rider, con il motuto demone che torna a s-catenare l'inferno sui robo-russi. Catenon dimonio, dagli occhi di bragia, loro accennando il Darkhold raccoglie; batte col ferro qualunque s'adagia. Stavvi il Rider orribilmente, e ringhia; essamina le colpe ne l'intrata; giudica e manda secondo c'avvinghia. Dico che quando l'Aida malnata li vien dinnanzi, tutta si confessa; e quel conoscitor de le peccata vede qual loco d'universo è da essa; cignesi con catena tante volte quantunque gradi vuol che giù sia messa. E tanti saluti. Il suo scopo alla fine è quello di fornire un mini spieghino di continuity sincretistica for dummies e, soprattutto, di inguaiare Coulson in vista della prossima stagione. Che si farà, per fortuna: perché il lascito migliore di questa quarta stagione è proprio il cliffhanger spazio&temporale. E poi oh, a 'sto piacione di Coulson ormai siamo affezionati (vero Leo?).
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Ottimo lavoro.
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