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[Disney/Marvel Studios] Daredevil - Jessica Jones (Netflix)

L'America non vive di soli hamburger ma anche di una grassissima infornata annuale di serie tv di tutti i generi, dal tentacolare procedural a piccole grandi epiche.

Re: [Marvel Studios] Progetto Defenders (Netflix)

Messaggioda Bramo » mercoledì 29 luglio 2015, 22:04

Daredevil - Season 1

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La terza serie televisiva targata Marvel è anche la prima a non venir trasmessa sulla ABC (per quanto sia stata prodotta anche coi soldi della rete Disney), venendo distribuita sulla piattaforma Netflix.
La prima stagione di Daredevil infatti è stata rilasciata in un'unica soluzione sul celebre sito americano di contenuti televisivi, che sta preparandosi a sbarcare anche in Italia il prossimo autunno e che in patria è già stato responsabile di prodotti importanti come House of Cards. Come da tradizione di Netflix, quindi, tutti i 13 episodi della season 1 sono stati resi disponibili in un colpo solo, lasciando poi la libertà ai propri abbonati di decidere dove e quando vedersi i vari "capitoli" del serial.

Uso "capitoli" non a caso, perché Daredevil si presenta come una storia quanto mai unitaria e coesa, un lungo racconto che lo spezzettamento in episodio rende più simile ai capitoli (appunto) di un romanzo piuttosto che alla fusione di narrazione orizzontale e verticale tipica della serialità televisiva.
Questo è senz'altro uno dei motivi che me l'hanno fatto apprezzare molto. L'altro è l'atmosfera: io non ho (ancora e decisamente colpevolmente) letto il ciclo di Devil scritto da Frank Miller, ma è questa l'atmosfera che mi immagino di respirare tra quelle pagine: hard-boiled, ambientazione quasi sempre notturna, demoni interiori, dubbi esistenziali, un giustiziere credibile e tormentato. La serie è stata in grado di regalarmi tutte queste emozioni, e molte altre, grazie ad una trama che fa presto dimenticare di star guardando una serie con un supereroe protagonista e ti cala invece in un mondo molto concreto, fatto di criminali comuni, un quartiere che cade a pezzi, corruzione, soldi che ungono ingranaggi e fanno marcire il buono che ancora c'è. E un uomo che decide di intervenire in modo diretto in tutto questo, al di fuori della legge e mettendosi in gioco in prima persona. Il fatto che quest'uomo, in abiti civili, sia un avvocato rende tutto molto ironico :)
La prima stagione di Daredevil mi ha ricordato molto l'approccio di Christopher Nolan a Batman in Batman Begins: un giustiziere solitario che interviene mosso da un forte senso di giustizia, muovendosi nell'oscurità e che senza particolari poteri esce semplicemente di notte per spaccare la faccia ai cattivi. Certo, Matt Murdock qualche potere ce l'ha, considerando i 4 sensi che ha iper-sviluppato per sopperire alla mancanza della vista, ma sono abilità diverse e meno appariscenti dei superpoteri di un Superman o di un Thor.
Altro parallelo tra la pellicola di Nolan e Daredevil è che entrambi si prendono tutta la propria durata per raccontare le origini dell'eroe: i 13 episodi del serial sono infatti tutti tasselli per la formazione di Matt e per la sua maturazione come eroe. In ogni puntata il protagonista parla con qualcuno, o si scontra con una situazione molto forte che lo fanno riflettere su quanto sta facendo, e da tutto ciò ne esce fortificato e più consapevole, Anche simbolicamente la cosa viene sottolineata, visto che per tutta la serie il Diavolo di Hell's Kitchen ha come costume solo una tuta nera e una bandana che gli copre la parte superiore del viso, e solo a fine stagione sfoggia il suo costume completo e caratteristico, con cornini e tutto quanto.

I personaggi principali sono tutti efficaci e recitano davvero bene. L'interprete di Matt regala un'interpretazione riuscita, simpatico nei panni civili e spietato nelle ronde notturne. Riesce ad essere credibile anche nelle mosse più agili, nonostante di giorno lo vediamo muoversi a tentoni. Il suo amico e socio Foggy Nelson è un trionfo di divertimento e spontaneità, uno splendido contraltare alla cupezza generale della serie, l'elemento ironico che ci ricorda l'impronta Marvel. Ma anche lui sarà credibile quando verrà mostrato arrabbiato, deluso, distrutto.
Karen Page è molto carina, e interpreta bene il ruolo di segretaria intraprendente.
Vincent d'Onofrio nei panni di Wilson Frisk è spettacolare, infine: già il fatto di introdurre il cattivo solo dalle conseguenze delle sue azioni sulla città nei primissimi episodi, per farlo esordire fisicamente solo a stagione avanzata, è geniale. Ma è proprio quando iniziamo a vederlo agire che l'attore dimostra tutto il proprio valore, consegnandoci un villain unico, in cui tutto (dalla silhouette ad ogni singola espressione del volto, dal tono di voce al suo passato) sono costruiti in modo tale da apparire come una persona tranquilla e tormentata, che mostra la propria violenza latente solo in rare circostanze. Meraviglioso.

La spiegazione di alcuni passaggi importanti del passato dei personaggi viene spiegata con flashback sempre legati in modo intelligente a quanto accade in quello specifico episodio. Così facendo ci sono anche passaggi importanti (come la nascita dell'amicizia tra Matt e Foggy) che vengono mostrati solo a stagione inoltrata, e lo trovo un modo non lineare di raccontare davvero adorabile, che rompe con il mostrare tutto in modo ordinato come se gli spettatori fossero troppo stupidi per affrontare un modo diverso e più "artistico" di raccontare i vari aspetti di una storia.

Daredevil si pone, all'interno dell'universo Marvel, come qualcosa di diverso da quanto visto sinora, sia al cinema che in televisione. Pur profondamente immerso nel Cinematic Universe, il mood lo differenzia dalle altre produzione della Casa delle Idee, ed è un cambiamento positivo perché si cuce perfettamente indosso a questo personaggio in particolare.
Sono lieto del successo che la serie ha avuto e del fatto che ci sarà una seconda stagione. E attendo con curiosità AKA Jessica Jones, seconda serie Marvel che verrà distribuita su Netflix entro la fine del 2015 e che comporrà il secondo tassello del cosiddetto "Progetto Defenders". E no, stavolta non la aspetto solo per la presenza nel cast di David Tennant ;)
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Re: [Marvel Studios] Progetto Defenders (Netflix)

Messaggioda peter parker » mercoledì 02 settembre 2015, 18:51

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Re: [Marvel Studios] Progetto Defenders (Netflix)

Messaggioda peter parker » giovedì 03 settembre 2015, 07:13

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Re: [Marvel Studios] Progetto Defenders (Netflix)

Messaggioda peter parker » martedì 15 settembre 2015, 22:21

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Re: [Marvel Studios] Progetto Defenders (Netflix)

Messaggioda peter parker » venerdì 02 ottobre 2015, 22:25

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Re: [Marvel Studios] Progetto Defenders (Netflix)

Messaggioda peter parker » lunedì 12 ottobre 2015, 22:18

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Re: [Marvel Studios] Progetto Defenders (Netflix)

Messaggioda Bramo » lunedì 30 novembre 2015, 23:29

Jessica Jones - Stagione 1

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Netflix è finalmente sbarcato anche in Italia.
La rete on demand contiene su licenza vari film e soprattutto numerose serie televisive, fruibili (a seconda del tipo di abbonamento che si stipula) in definizione standard o in HD e su uno o più dispositivi.
L’avvento di Netflix permette però di godere anche delle serie prodotte dallo stesso colosso americano (perlomeno di quelle i cui diritti non sono stati venduti a suo tempo ad altre reti) che per la prima volta sono disponibili anche in italiano contemporaneamente alla data di rilascio statunitense, che, ricordo, comprende la pubblicazione di tutti gli episodi di una stagione in un colpo solo.
Il primo serial a beneficiare di questa novità è Jessica Jones, secondo prodotto televisivo nato dalla collaborazione tra Netflix e Marvel (passando, quindi, per i soldi e gli sforzi produttivi della ABC disneyana).
Dopo l’alta qualità con cui il primo esperimento in tal senso (Daredevil, ora disponibile sulla piattaforma anche doppiato in italiano) ha stupito moltissimi spettatori, sia seguaci della Marvel sia generici, e gran parte della critica, le aspettative per questo nuovo tassello della costola televisiva del Cinematic Universe erano a dir poco vertiginose.
E, per quanto mi riguarda, non sono state affatto deluse.

Certo, io partivo molto prevenuto, in senso positivo, verso Jessica Jones. Pur conoscendo solo di fama il personaggio (grazie soprattutto all’amica di Anna, Clara, che la scorsa Lucca ha glorificato la serie Alias e mi ha permesso di sbirciare l’omnibus Panini che si è comprata), ero ancora galvanizzato da Daredevil e in più, da bravo Tennant-addicted, non potevo restare indifferente alla presenza del buon David nei panni del cattivo.
Partiamo proprio da lui: me ne frego di essere tacciato come “di parte”, David Tennant offre una perfomance davvero di rilievo, che tra quelle in cui ho potuto ammirarlo è seconda solo all’interpretazione del Decimo Dottore. Per quanto intenso sia nella miniserie The Escape Artist, per quanto convincente sia nei panni del detective Hardy in Broadchurch, in nessuno dei due casi l’attore ci regala un personaggio che resta così tanto nella memoria come con Killgrave, il crudele manipolatore di menti che ha una vera e propria passione/ossessione per Jessica Jones, aspirante e poi ex supereroina, ora investigatrice privata.
Tennant, a ben vedere, il cattivo l’aveva già interpretato: in Harry Potter e il Calice di Fuoco era il folle Barty Crouch Jr., ma le esigenze di copione hanno relegato il suo screen time a poche, significative scene, che hanno quindi limitato l’impronta che l’attore poteva dare al personaggio e alla pellicola.
In Jessica Jones invece l’attore ha tutto lo spazio che gli serve per dar vita al villain che impersona, e a mio parere lo fa più che bene. In rete c’è chi lo indica come il miglior cattivo di supereroi dopo il Joker di Heath Ledger, io non mi spingo a tanto (anche perché trovo imparagonabili i due personaggi) ma certamente Tennant ha fornito un’ottima prova, che difficilmente poteva essere migliore. Il timore che incute anche solo con la voce e la silhouette nell’ombra, nei primi episodi, la vasta gamma di espressioni facciali, la capacità di passare in maniera credibile da persona tranquilla, quasi giocosa, a terribile pazzo psicotico ne fanno un villain perfettamente a metà tra un malvagio realistico e un cattivo da fumetto.
Ed è proprio questa caratterizzazione, che trovo geniale e riuscita, è quella che lo contraddistingue dal Wilson Frisk interpretato da Vince d’Onofrio in Daredevil, che puntava invece tutto sul realismo. Due facce diverse, ma altrettanto iconiche e funzionali, del male di questo universo narrativo, che comunque trovano vari punti di contatto.

Anche la protagonista fornisce un’ottima prova. Personalmente ho adorato la Jessica Jones interpretata da Krysten Ritter (Big Eyes, Veronica Mars, Non fidarti della str**** dell'interno 23, Una Mamma per Amica, Breaking Bad), ragazza con attitudine punk che gira sempre con felpa con cappuccio tirato in testa, stivaletti neri e giacca di pelle, che su ubriaca ogni sera, che è scontrosa con tutti e dice parolacce a spron battuto. Rischiare di fare una macchietta poco credibile e stereotipata era facile, ma la sceneggiatura riesce a rimanere sempre sul giusto filo del rasoio, non esagerando mai troppo su questi punti, delineando così un’antieroina che trovo fantastica.
Ho apprezzato, inoltre, la sua controversa storia d’amore con Luke Cage, e l’interpretazione di quest’ultimo.

Per quanto riguarda la trama, infine, c’è invece qualche sbavatura. Non tanto nella gestione della “guerra fredda” tra Jessica e Killgrave, che viene portata avanti secondo me in maniera ottima, quanto nell’equilibrio e nell’importanza che viene data al resto dei personaggi. Intorno a Jessica gravitano vari altri personaggi, dalla migliore amica Trish al vicino di casa, dall’agente speciale Simpson all’avvocatessa che spesso commissiona casi alla protagonista, ma generalmente tutti questi vengono integrati poco nella macrotrama, lasciandoli a sottotrame che pur proseguendo in maniera coerente a loro stesse e parallela alla principale per tutti gli episodi, spesso e volentieri risulta “appese” rendendo poco armonico il disegno generale. È fondamentalmente questo il motivo per cui, tra Daredevil e Jessica Jones, tendo a preferire leggermente il primo, che si è dimostrato più coeso nella scrittura complessiva della propria stagione.
Jessica Jones risulta comunque riuscito sotto il profilo puramente narrativo: l’atmosfera hard-boiled, già molto presente in Daredevil al punto da distanziare nettamente la serie dall’etichetta “cinecomics”, viene qui abbracciata in tutto e per tutto: grazie soprattutto al lavoro della protagonista, il genera narrativo in questione spadroneggia (soprattutto nei primi episodi), con tanto di monologhi interiori fuori campo di Jessica e colonna sonora in cui abbondano le note del sax, che storicamente incornicia musicalmente scene di pedinamenti e indagini notturne. Un’atmosfera che personalmente adoro e che ho trovato perfettamente inserita negli elementi prettamente marvelliani che comunque non mancano.

Jessica Jones è la riconferma del fatto che la Marvel può essere anche qualcosa di diverso dagli esiti “fracassoni” e più prevedibili, pur apprezzabili, visti al cinema negli ultimi anni, e proseguita televisivamente con Agents of S.H.I.E.L.D. Poter godere di una piattaforma “altra” come Netflix ha favorito quel distacco di genere e atmosfere per questo “braccio” dell’universo narrativo Marvel, che resta perfettamente innestato in quella unico e generale conosciuto nei lungometraggi cinematografici ma che, almeno a Hell’s Kitchen, ha dimostrato di poter realizzare anche un tipo di racconto più raffinato, “sporco” e meno per tutti, allargando così il proprio raggio d’azione e bacino d’interesse.
Un esperimento riuscito, quindi, e anche se secondo me Daredevil funzionava leggermente meglio, Jessica Jones non è certo qualificabile come un passo indietro, rimanendo invece la riconferma del valore e dello spessore di questo filone.
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Re: [Marvel Studios] Progetto Defenders (Netflix)

Messaggioda max brody » giovedì 03 dicembre 2015, 13:50

Bramo ha scritto:Jessica Jones - Stagione 1

Bellino.
Ma non mi è sembrato molto hardboiled (e per fortuna, altrimenti non lo avrei guardato; è anche il motivo per cui titubo dinanzi a Daredevil).

A differenza di Bramo, che era prevenuto in positivo perché adorava il fumetto, io ero prevenuto in negativo perché quando i buoni vogliono far vedere che sanno essere trasgressivi di solito si rendono ridicoli.
In buona parte sono stato smentito. Non del tutto, perché qualche momento patetico non è mancato, ma nel complesso il prodotto è stato buono.

Scendiamo nei particolari.

Tennant. Non posso dire che l'aspetto più intrigante della sua interpretazione non abbia risieduto nella modulazione della voce perché, avendolo seguito in italiano, io ho ascoltato soltanto Alessandro Quarta, non so quanto indicato per un ruolo del genere (e cribbione, uno come Tennant merita un doppiatore ufficiale!). Comunque ottimo (ma era facile).

Ritten. Ottimo il lavoro di Giuppy Izzo nei suoi panni; e ottimo il lavoro di lei stessa nei panni di Jessica, un personaggio che porta il mio nome preferito e ha un carattere che detesto ma dal quale mi faccio sempre trascinare come uno zerbino (colpa degli occhioni e delle labbrucce).

Altri. Ottime le veterane Rossi e Trinity, al servizio di un personaggio imbarazzante. Bene Rebecca De Mornay, nei panni dell'ombra di sé stessa. Ottime pure le tre biondine, Trish (con Monica Ward) in testa. Il tossico e la sorella scema, invece, dopo un certo percorso narrativo (che non dico essere stato interessante, ma almeno è stato tangibile) sono stati buttati via alla bell'e meglio con un paio di dialoghi stupidotti (o tradotti male). Percorso inverso per Luke Cage, che per 3/4 della stagione si è limitato a trombare e a far vedere che era ben oliato, ma alla fine ha avuto un ruolo e ha offerto un minimo di supereroismo allo show. Però i doppiaggi suo e di Simpson (personaggio poco incisivo) mi sono parsi un poco affettati.
Discordo dal Bramini quand'egli afferma che tutti questi character di contorno siano stati poco integrati nella macrotrama: infatti penso che l'apice della stagione sia stato il twist degli episodi 9 e 10, quando tutte le sottotrame principali hanno converso e buona parte del cast si è riunito dinanzi a Killgrave.

E veniamo al plot.
Ho apprezzato il cross-over con DD nel finale, ma di tale finale, debbo dire, ho apprezzato quasi soltanto quello. Peccato, perché, partito in modo quasi patetico (imbarazzante il nascondere Tennant per quasi tre puntate), il serial aveva poi ingranato alla grande conducendomi con interesse al summenzionato twist.
Gli ultimi tre episodi invece hanno smorzato un po' il mio entusiasmo. Alla fine pensavo che il recupero del tormentone delle cuffiette potesse servire a risolvere la situazione, almeno per dare una parvenza di circolarità al tutto, invece la situazione si è risolta da sola con modalità alquanto discutibili.

Ora, se queste sono state discutibili perché il serial è trasgressivo e vuole essere discutibile, non discuto. Ma se, come penso, sono state discutibili perché così si faceva prima, le discuto eccome. Non credo che eliminare Killgrave sia stata 'sta gran trovata, perché la sottotrama delle pastigliette non è (per ora) alquanto invitante (già due puntate dedicate a Simpson sono state una discreta sofferenza). E perché non credo che si possa dire che egli abbia scelto di farsi uccidere (come pensa Jessica), dato che nell'interpretazione della scena clou nulla dava a intendere che quello fosse il suo obiettivo.

Insomma, temevo che JJ potesse risolversi in una mezza boiata sul piano estetico, e su questo sono stato smentito: non sono stati le parolacce e il sesso a tutti costi il difetto di questa serie, e la regia ha anche offerto alcune soluzioni di gradevole fattura (e pure la sigla è bella). Dalla trama invece non sapevo cosa aspettarmi, conoscendo poco il fumetto di partenza, ma alla fine posso dire che fra Killgrave e le pastiglie io avrei scelto ancora il primo. Mica può essere finita così.
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Re: [Marvel Studios] Progetto Defenders (Netflix)

Messaggioda Bramo » giovedì 03 dicembre 2015, 21:48

max brody ha scritto:è anche il motivo per cui titubo dinanzi a Daredevil).

Non titubare più!

max brody ha scritto:A differenza di Bramo, che era prevenuto in positivo perché adorava il fumetto

Mi permetto di correggerti giusto per amor di verità: come scritto nel post, ero prevenuto in positivo per Tennant e per quel poco che sapevo sul fumetto di partenza, che non ho mai letto ma solo sfogliato e sentito parlarne bene da persona di fiducia.

max brody ha scritto:(e cribbione, uno come Tennant merita un doppiatore ufficiale!).

Vero! E voto Iansante! ;)

max brody ha scritto:Comunque ottimo (ma era facile).

;)

max brody ha scritto:Discordo dal Bramini quand'egli afferma che tutti questi character di contorno siano stati poco integrati nella macrotrama: infatti penso che l'apice della stagione sia stato il twist degli episodi 9 e 10, quando tutte le sottotrame principali hanno converso e buona parte del cast si è riunito dinanzi a Killgrave.

Il problema è che secondo me proprio quel momento ha un po' mostrato la debolezza nella caratterizzazione di quei comprimari.

max brody ha scritto:Gli ultimi tre episodi invece hanno smorzato un po' il mio entusiasmo. Alla fine pensavo che il recupero del tormentone delle cuffiette potesse servire a risolvere la situazione, almeno per dare una parvenza di circolarità al tutto, invece la situazione si è risolta da sola con modalità alquanto discutibili.

Qui concordo: anche gli ultimi episodi hanno tanti elementi positivi, ma la gestione di Kilgrave e della sua fine non mi ha convinto per niente, soprattutto il finale.

max brody ha scritto:Ora, se queste sono state discutibili perché il serial è trasgressivo e vuole essere discutibile, non discuto. Ma se, come penso, sono state discutibili perché così si faceva prima, le discuto eccome.

:rotfl: :rotfl:

max brody ha scritto:E perché non credo che si possa dire che egli abbia scelto di farsi uccidere (come pensa Jessica), dato che nell'interpretazione della scena clou nulla dava a intendere che quello fosse il suo obiettivo.

Qui credo tu abbia equivocato... o magari ho capito male io. Ma io avevo inteso che la scelta di Kilgrave di farsi uccidere sia una bugia inventata ad hoc dall'avvocatessa come difesa legale per Jessica, il modo geniale per non farla arrestare per omicidio. Quando la vittima è uno psicopatico che ti può controllare con la sua mente, elementi corroborati da numerosi testimoni, ecco che questa tesi diventa straordinariamente credibile. Ma noi sappiamo che non è andata così.

max brody ha scritto:ma alla fine posso dire che fra Killgrave e le pastiglie io avrei scelto ancora il primo. Mica può essere finita così.

Eh, anch'io avrei avuto la preferenza che esprimi tu. :)
Certo che non è finita qui: minimo minimo Jessica tornerà nel crossover dei Defenders (se non godrà di una seconda stagione prima, come Daredevil), ma a meno di strani colpi di scena (che apparirebbero troppo forzati, a questo punto, considerando il manto di realisticità di cui si vestono le serie Netflix) Kilgrave non potrà tornare, quindi in tal caso Jessica si confronterà con qualche altro avversario. Per quanto, visto com'è stata improntata la prima stagione (la sfida di Jessica non è rivolta al bene del mondo, ma principalmente al suo e alla sua salvezza), non so quanto sarebbe efficace vederla alle prese con qualcosa che non la tocca personalmente, nonostante la sua attività la porterà ad affrontare numerosi casi del genere, come si intuisce dall'ultima scena.
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Re: [Marvel Studios] Progetto Defenders (Netflix)

Messaggioda max brody » venerdì 04 dicembre 2015, 10:49

Bramo ha scritto:Non titubare più!

Farò un tentativo prima di Natale...

Bramo ha scritto:Mi permetto di correggerti giusto per amor di verità: come scritto nel post, ero prevenuto in positivo per Tennant e per quel poco che sapevo sul fumetto di partenza, che non ho mai letto ma solo sfogliato e sentito parlarne bene da persona di fiducia.

I beg your pardon, Sir.

Bramo ha scritto:Vero! E voto Iansante! ;)

Anche Manfredi su Broadchurch non mi è dispiaciuto.
Il problema di Quarta è che sembra più isterico che cattivo.

Bramo ha scritto:Il problema è che secondo me proprio quel momento ha un po' mostrato la debolezza nella caratterizzazione di quei comprimari.

A loro discolpa, occorre dire che sono personaggi volutamente miserabili (la mossa di Hogarth era alquanto prevedibile).

Bramo ha scritto:Qui credo tu abbia equivocato... o magari ho capito male io. Ma io avevo inteso che la scelta di Kilgrave di farsi uccidere sia una bugia inventata ad hoc dall'avvocatessa come difesa legale per Jessica, il modo geniale per non farla arrestare per omicidio. Quando la vittima è uno psicopatico che ti può controllare con la sua mente, elementi corroborati da numerosi testimoni, ecco che questa tesi diventa straordinariamente credibile. Ma noi sappiamo che non è andata così.

Questa è la spiegazione ufficiale. Ma lo sguardo di Jessica mentre Hogarth la esponeva mi è sembrato essere rivelatorio (anche per lei).
Sarebbe un ribaltone molto interessante e che cancellerebbe il "lieto fine" della stagione.
Però, ripeto, la scena dello scontro finale non lasciava presagire nulla di tutto ciò. E se la cosa potrebbe avere comunque un senso narrativamente parlando, io non riesco a non pensare che si tratterebbe di una mossa furbetta appiccata a posteriori.
Ma magari è solo un mio film escogitato dal mio cervello per abbellire il season finale :P

Bramo ha scritto:Per quanto, visto com'è stata improntata la prima stagione (la sfida di Jessica non è rivolta al bene del mondo, ma principalmente al suo e alla sua salvezza), non so quanto sarebbe efficace vederla alle prese con qualcosa che non la tocca personalmente, nonostante la sua attività la porterà ad affrontare numerosi casi del genere, come si intuisce dall'ultima scena.

Per quanto le pastiglie dovrebbero essere un'altra questione personale, preferirei rivedere Jessica direttamente nei Difensori.
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Re: [Marvel Studios] Progetto Defenders (Netflix)

Messaggioda Bramo » sabato 05 dicembre 2015, 15:05

max brody ha scritto:
Bramo ha scritto:Qui credo tu abbia equivocato... o magari ho capito male io. Ma io avevo inteso che la scelta di Kilgrave di farsi uccidere sia una bugia inventata ad hoc dall'avvocatessa come difesa legale per Jessica, il modo geniale per non farla arrestare per omicidio. Quando la vittima è uno psicopatico che ti può controllare con la sua mente, elementi corroborati da numerosi testimoni, ecco che questa tesi diventa straordinariamente credibile. Ma noi sappiamo che non è andata così.

Questa è la spiegazione ufficiale. Ma lo sguardo di Jessica mentre Hogarth la esponeva mi è sembrato essere rivelatorio (anche per lei).
Sarebbe un ribaltone molto interessante e che cancellerebbe il "lieto fine" della stagione.
Però, ripeto, la scena dello scontro finale non lasciava presagire nulla di tutto ciò. E se la cosa potrebbe avere comunque un senso narrativamente parlando, io non riesco a non pensare che si tratterebbe di una mossa furbetta appiccata a posteriori.
Ma magari è solo un mio film escogitato dal mio cervello per abbellire il season finale :P

E Hogarth che ne sapeva che Kilgrave volesse morire? Io ho interpretato lo sguardo di Jessica shockato perché non si aspettava quella linea di difesa, e visto che come dici tu stesso non ci sono segnali che facessero pensare che Kilgrave avesse tendenze suicide sono persuaso che sia la linea ufficiale.
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Re: [Marvel Studios] Progetto Defenders (Netflix)

Messaggioda Don Homer » martedì 08 dicembre 2015, 10:02

La serie di JJ mi è piaicuta abbastanza.

Tennant ottimo, un po meno l'attrice di Jones che comunque se la cava abbastanza. In genere rispetto a DD si vergogna meno di mostrare il lato paranormale delle situazioni e questo mi fa piacere, anche se ci sono alcune piccole incongruenze tipo la superforza di Jessica che funziona a seocnda dei casi o lo scetticismo riguardo i poteri di Killgrave quando vivono in un universo pieno di mezzi dei, supersoldati e tizi in armatura
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Re: [Marvel Studios] Progetto Defenders (Netflix)

Messaggioda LBreda » martedì 08 dicembre 2015, 12:44

Non è scetticismo, è dubbio. In un universo del genere è molto più facile usare una scusa di quel tipo per i propri comodi, ed è un bel casino per i tribunali.
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Re: [Marvel Studios] Progetto Defenders (Netflix)

Messaggioda max brody » martedì 08 dicembre 2015, 19:37

Bramo ha scritto:E Hogarth che ne sapeva che Kilgrave volesse morire? Io ho interpretato lo sguardo di Jessica shockato perché non si aspettava quella linea di difesa, e visto che come dici tu stesso non ci sono segnali che facessero pensare che Kilgrave avesse tendenze suicide sono persuaso che sia la linea ufficiale.

Non lo sapeva, ma potrebbe averci preso involontariamente.
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Re: [Marvel Studios] Progetto Defenders (Netflix)

Messaggioda LBreda » venerdì 11 dicembre 2015, 11:36

Finite di vedere entrambe. E piaciute molto entrambe.

La formula mi pare OTTIMA. Tredici episodi, belli lunghi, da vedere come e quando si vuole, e strutturati in maniera abbastanza libera come un unico grande filmone. Ho anche amato molto l'ambientazione, che risente degli effetti di ciò che è accaduto nella serie degli Avengers senza però necessitare di soldoni per farlo. Ed è particolare il concentrarsi su supereroi più "modesti" e forse a questo punto anche molto più interessanti.

L'unico difetto che ho trovato, comune a entrambe le serie, è la troppa frettolosità del finale. Tutto ciò che è utile a risolvere entrambe le situazioni avviene sostanzialmente nell'ultimissimo episodio delle due serie, e considerando che sono serie da tredici è un po' poco.

Preferita Daredevil, comunque.
E Tennant si riconferma un grandissimo attore.
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Re: [Marvel Studios] Progetto Defenders (Netflix)

Messaggioda peter parker » lunedì 14 dicembre 2015, 20:18

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Re: [Marvel Studios] Progetto Defenders (Netflix)

Messaggioda peter parker » martedì 29 dicembre 2015, 18:38

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Re: [Marvel Studios] Progetto Defenders (Netflix)

Messaggioda peter parker » giovedì 07 gennaio 2016, 16:03

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Re: [Marvel Studios] Progetto Defenders (Netflix)

Messaggioda peter parker » domenica 17 gennaio 2016, 17:55

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Re: [Marvel Studios] Progetto Defenders (Netflix)

Messaggioda Pangur Ban » lunedì 08 febbraio 2016, 16:29

Ho visto ieri la 1x06 di Jessica Jones. Così come per Daredevil, apprezzo il taglio realistico della serie.
Krysten Ritter in precedenza l'avevo seguita in Breaking Bad e nella prima stagione di "Non fidarti della str**** dell'interno 23".

Vorrei i poteri di Kilgrave solo per fare questo:

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