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[Nic Pizzolatto] True Detective (HBO)

L'America non vive di soli hamburger ma anche di una grassissima infornata annuale di serie tv di tutti i generi, dal tentacolare procedural a piccole grandi epiche.

[Nic Pizzolatto] True Detective (HBO)

Messaggioda Bramo » martedì 20 maggio 2014, 23:36

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True Detective è a mio parere una delle migliori serie televisive americane degli ultimi anni. Non a caso, prodotta e trasmessa da quella HBO che con Game of Thrones ha dimostrato di essere una rete televisiva assolutamente di qualità.
8 episodi da un’ora ciascuno per la prima stagione, tutti scritti dal romanziere italoamericano Nic Pizzolatto e tutti diretti dal regista Cary Fukunaga (che ha pure piazzato un piano sequenza di 6 minuti nella quarta puntata, prima volta per una serie tv, pare), True Detective è una storia complessa, stratificata, che richiede pazienza, una certa predisposizione all’esoterico e al lovecraftiano e la passione per le storie che pongono domande interessanti, senza per forza fornirti le risposte sicure e precise con spiegone finale.
Rust Cohle e Martin Hart sono due investigatori che nel 1995 indagano sulla misteriosa morte di una giovane, trovata nuda, legata in posizione di preghiera sotto un grande albero e con delle specie di corna di cervo in testa. Da questa indagine, soprattutto grazie all’intuito del filosofeggiante e cupo Rust, si aprono una serie di inquietanti strade possibili, che portano verso una spirale di omicidi, strani culti e follia disumana alla quale però è difficile avvicinarsi davvero. Se non a scapito di perdere tutto.
La vicenda si gioca su 3 timeline: il presente (2012), in cui il caso viene riaperto per un nuovo omicidio dai connotati simili e in cui i due protagonisti sono chiamati a raccontare cosa successe quasi vent’anni prima; il 1995, in cui si svolge l’indagine interessata; e il 2002, quando un elemento particolare fece riaccendere nuove ipotesi a Rust, portandolo ad una crisi col compagno e con il dipartimento intero.
E’ difficile spiegare a parole lo spessore della serie, della storia intessuta. Il suo bello non sta tanto nel misterone che avvolge la storia, che serve più che altro come atmosfera insieme agli splendidi ed evocativi paesaggi della Louisiana. Sta nel come questo mistero permea la storia, mostrando come la follia e l’efferatezza umane cerchino spesso giustificazioni, si rifugino in idoli afferenti all’inconoscibile e a strani culti per poter dare libero sfogo ai propri pericolosi istinti.
Perlomeno questa è una traccia lasciata in me. Non dando risposte precise, la serie può anche essere goduta credendo che qualcosa di strano ci sia davvero. Certo è da lodare il citazionismo per niente fine a se stesso, che mette al centro del mistero Carcosa e il Re Giallo, figure prese di peso dalla narrativa di Lovecraft e di Poe. A tal proposito, fornisco link ad un breve approfondimento della questione. Se volete evitare qualunque tipo di informazione sulla serie non leggete l'ultimo paragrafo, che comunque non spoilera praticamente nulla.
Non è neanche (solo) questo, comunque, il pregio della serie. E’ l’intrecciarsi, lo svolgersi, il perdersi delle vite dei personaggi che vediamo sullo schermo ad essere dannatamente importante. E in questo senso gli attori si prendono una grossa fetta di merito. Matthew McConaughey in primis: mi è diventato un mito dalla sua particina in The Wolf of Wall Street, e già mi sto gasando per la sua interpretazione in Interstellar, ma è qui che giganteggia senza pari. Un mostro di bravura nell’interpretare un uomo ossessionato dal suo passato, dalle sue perdite, dalla sua volontà di scoprire la verità sul caso a cui sta lavorando. Un filosofo dark nelle prime puntate, che diventa sempre più taciturno con il procedere della narrazione. La sua doppia versione nel passato e nel presente è da applausi a non finire. Molto in gamba anche Woody Harrelson, visto lo scorso anno in Now You See Me e nelle due pellicole di Hunger Games, che rende bene l’idea del poliziotto duro, padre di famiglia duro, che però ha alcune debolezze non da poco che lo portano sull’orlo del baratro.
Michelle Monaghan (Kiss Kiss Bang Bang, Somewhere della Coppola e Source Code) interpreta la moglie di Martin, e la sua parte assume col tempo molto più spessore di quanto si potesse immaginare.
Il cast principale, insomma, è composto da attori cinematografici di un certo livello, il che contribuisce sicuramente alla qualità della serie, visto infatti che le interpretazioni fornite sono di gran classe e rendono alla perfezione quella complessità umana che Pizzolatto voleva emergesse dalla sua storia.

Momenti pazzeschi, scene memorabili, dialoghi da trip mentali che ricordano tanto il buon Alan Moore o il Grant Morrison più ispirato e una sigla perfetta e stupenda completano un quadro difficilmente replicabile. Ma una seconda stagione ci sarà, anche se dovremo dire addio ai protagonisti. True Detective, infatti, è pensata come una serie antologica, dove ogni stagione vede personaggi diversi interagire con un filo comune, che presumo sia la coda di assassinii legati a Carcosa che si snoda per la Louisiana degli ultimi 20 anni. Se da una parte questo stratagemma rende gli 8 episodi della prima stagione un’opera a sé stante senza che un seguito della storia di Rust e Martin rovini la perfezione narrativa vista sin qui, dall’altro lato il timore è che difficilmente il buon Pizzolatto riesca a trovare un protagonista carismatico quanto McConaughey.
Staremo a vedere, ma per ora obbligo tutti a investire 8 ore della vostra vita per vedere il fottuto capolavoro degli anni ‘10. E senza aspettare la versione italiana (prevista su Sky Atlantic per il prossimo settembre), visto che l’accento di McConaughey è da sentire assolutamente!
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Re: [Nic Pizzolatto] True Detective (HBO)

Messaggioda DeborohWalker » mercoledì 21 maggio 2014, 02:14

Bramo ha scritto:True Detective è probabilmente una delle serie televisive americane degli ultimi anni.

No, dai, diciamo pure che lo è sicuramente. :P

(che ha pure piazzato un piano sequenza di 6 minuti nella quarta puntata, prima volta per una serie tv, pare)
,
Questa è una sparata di cui si bullano fin troppo spesso, immotivatamente.
Ci sono diversi esempi e, anzi, il guinness per il pianosequenza più lungo appartiene a un serial poliziesco indiano con ben 111 minuti.
Ma si sa, per gli americani tutto ciò che è fatto fuori dagli USA non esiste.
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Re: [Nic Pizzolatto] True Detective (HBO)

Messaggioda Bramo » mercoledì 21 maggio 2014, 08:19

DeborohWalker ha scritto:
Bramo ha scritto:True Detective è probabilmente una delle serie televisive americane degli ultimi anni.

No, dai, diciamo pure che lo è sicuramente. :P

Lol!
Corretto, rendendo la frase un po' più pregna di significato :P

DeborohWalker ha scritto:
Bramo ha scritto: (che ha pure piazzato un piano sequenza di 6 minuti nella quarta puntata, prima volta per una serie tv, pare)
,
Questa è una sparata di cui si bullano fin troppo spesso, immotivatamente.
Ci sono diversi esempi e, anzi, il guinness per il pianosequenza più lungo appartiene a un serial poliziesco indiano con ben 111 minuti.
Ma si sa, per gli americani tutto ciò che è fatto fuori dagli USA non esiste.

Eh, io mi sono fidato di quanto letto da qualche parte in Rete. Infatti ho messo "pare" :P Non fatico a credere che ci siano già state altre serie tv che abbiano goduto di un piano sequenza (111 minuti???)

Ad ogni modo, primato o non primato, come mi sono sforzato di esprimere qui sopra i meriti della serie sono ben altri... :)
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Re: [Nic Pizzolatto] True Detective (HBO)

Messaggioda Slask » domenica 27 luglio 2014, 02:41

DeborohWalker ha scritto:
Bramo ha scritto:True Detective è probabilmente una delle serie televisive americane degli ultimi anni.

No, dai, diciamo pure che lo è sicuramente. :P

(che ha pure piazzato un piano sequenza di 6 minuti nella quarta puntata, prima volta per una serie tv, pare)
,
Questa è una sparata di cui si bullano fin troppo spesso, immotivatamente.
Ci sono diversi esempi e, anzi, il guinness per il pianosequenza più lungo appartiene a un serial poliziesco indiano con ben 111 minuti.
Ma si sa, per gli americani tutto ciò che è fatto fuori dagli USA non esiste.


Bè ma qui non è questione di lunghezza. Quei 6 minuti sono semplicemente micidiali per come sono stati realizzati... e in generale la regia di Fukunaga nel corso della serie è stata magnifica..
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Re: [Nic Pizzolatto] True Detective (HBO)

Messaggioda Bramo » giovedì 25 giugno 2015, 18:07

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È cominciata la seconda stagione di True Detective!
Grazie all'impegno di Sky Atlantic, peraltro, quest'anno arriva da noi in contemporanea con gli Stati Uniti :)

Cosa dire di questo 2x01, dall'evocativo titolo di The Western Book of the Dead? Leggendo alcuni commenti in Rete, non mancano le voci insoddisfatte, deluse o quantomeno perplesse. Tutto nasce ovviamente dall'inevitabile confronto con la fenomenale prima stagione, al cui cospetto questo primo episodio effettivamente ne esce un pochetto sminuito. Ma il confronto, ora come ora, non ha assolutamente senso di esistere: confrontare l'impianto generale della season 1 con un singolo episodio è atteggiamento poco accorto, e anche il paragone 1x01/2x01 regge solo apparentemente, giacché non necessariamente deve sussistere un parallelo o una simmetria tra opening.
La critica che più mi sento di condividere è sull'appeal dei protagonisti: fin dal principio il Rusty di Matthew McConaughey e il Martin di Woody Harrelson catturavano l'attenzione dello spettatore grazie ad una caratterizzazione fenomenale, cosa che i 4 attori principali di questo nuovo capitolo della serie non sono in grado di fare con la stessa caratura.
Ma anche qui, è una critica con riserva, per quanto mi riguarda: se nel corso dei prossimi episodi i personaggi verranno sviluppati come si deve, avranno poco da invidiare (qualcosa sì, secondo me, ma con con Matthew sono di parte ormai) ai protagonisti della scorsa stagione, viste le basi assolutamente intriganti da cui si parte.

L'approccio di Nick Pizzolatto è diverso, comunque: niente flashback incrociati e la sceneggiatura non lancia lo spettatore in medias res. Invece l'episodio viene costruito come un lungo prologo, sulla falsariga di quanto avverrebbe nei primissimi capitoli di un romanzo, per introdurre i luoghi, il "retroterra" dei protagonisti, il tappeto narrativo... e poi iniziare veramente con la storia vera e propria, a partire dall'ultima scena dell'episodio. Un nuovo omicidio dai tratti strani, che per varie motivazioni coinvolge e riunisce contemporaneamente Ray Velcoro (Colin Farrell), un poliziotto corrotto, disilluso, dai grandi baffoni e con una certa propensione a menare le mani e ad ubriacarsi; Frank Semyon (Vince Vaughn), un imprenditore che flirta pesantemente con disonestà e case di gioco; Ani Bezzerides (Rachel McAdams), poliziotta integerrima in lotta con la sorella nell'industria del porno e con il padre santone di una comunità pseudo-religiosa; e infine Paul Woodrugh (Taylor Kitsch), ex-militare e ora agente della stradale con alcuni traumi post guerra.
I personaggi, come dicevo, hanno tutti una base fortemente interessante: ognuno ha i suoi pesanti demoni da portarsi appresso e, se sviluppati coerentemente alle premesse, potrebbero essere degli animi altamente promettenti per le scintille che possono scatenare.

Il nuovo setting è quello della California, territorio di Los Angeles, che va a sostituire quello assai caratteristico della prima stagione. È più metropolitano e, forse, meno evocativo sostituendo il panorama della Louisiana con l'autostrada tentacolare che è già un simbolo della nuova stagione, ma a me piace anche questa, di atmosfera, con le sue visioni notturne e con l'implicito significato che l'orrore si può nascondere in luoghi anche diversi tra loro.

Perché se c'è un filo rosso tra due stagioni che in comune hanno solo l'ideatore/sceneggiatore e il responsabile della colonna sonora, quello secondo me è la mitologia della serie. Serie antologica, certo, ma che un minimo comun denominatore deve pur averlo e io credo (e non penso di aver scoperto l'acqua calda) che sia il Re in Giallo e Carcosa. Il grottesco omicidio che chiude l'episodio credo che porti inevitabilmente da quelle parti lì, e non credo avrebbe molto senso catapultare gli spettatori in un tipo di orrore di diversa natura. O perlomeno, per quanto ben realizzato, io gradirei meno se non ci fossero collegamenti con la mitologia vista lo scorso anno.

Per quanto mi riguarda, primo episodio promosso: dalla nuova sigla (Nevermind di Leonard Cohen, uno wow che vi invito a sentire nel video che ho inserito in alto) ai personaggi, dalla location alla struttura narrativa. È ancora tutto da costruire, boyz, quel che ho visto finora mi ha convinto che di buon materiale per fare un'altra bomba ce n'è in abbondanza, vediamo se le prossime settimane mi daranno ragione.
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Re: [Nic Pizzolatto] True Detective (HBO)

Messaggioda Bramo » lunedì 29 giugno 2015, 22:31

IL 2x02 è un episodio lento... forse troppo.
Night Finds You è un titolo maledettamente bello ed evocativo, e d'altro canto si rivela pure azzeccato: almeno 3 su 4 protagonisti continuano a scendere nella spirale dei loro demoni interiori, e se poniamo la "notte" come metafora di quel nero che abbiamo dentro, ecco che tutto funziona.
Le indagini sul tipo trovato morto e con occhi e genitali martoriati proseguono e di elementi ne emergono anche molti, ma il fatto che queste ricerche avvengano su 3 fronti diversi e paralleli non aiuta molto la comprensione della trama, che ne risulta frammentata e di difficile sintesi,
Significativi anche gli approfondimenti sui protagonisti, soprattutto Velcoro e Semyon, quest'ultimo al centro della scena d'apertura che riporta un po' di quei dialoghi pseudo-filosofici che tanto mi piacevano nella scrittura di Pizzolatto della prima stagione. Vince Vaughn sta offrendo una performance attoriale di alto livello, che non pensavo potesse rendere così bene.
Colin Farrell sta facendo anch'egli un gran bel lavoro di caratterizzazione, per un personaggio forse convenzionale ma certamente sfaccettato e complesso. La completa disillusione raggiunta in questo episodio ( quando l'ex moglie gli annuncia che vuole impedirgli di rivedere il figlio), unitamente agli sprazzi di cose che veniamo a sapere sul suo passato, ne tracciano un ritratto disperato davvero riuscito. Il colpo di scena finale, che lo riguarda, spiazza decisamente anche se è tutto da verificare nel prossimo episodio: se fosse confermato, saremmo di fronte ad una scelta coraggiosa e interessante.

L'ambientazione, con il suo insistere sull'atmosfera notturna e sulla tentacolare autostrada a più corsie sopraelevate, a me suscita l'effetto sperato dagli autori. E anche questa piccola cittadina, Vinci, tempio della corruzione e del malaffare&malessere di molti, mi intriga.
Si intuisce un substrato molto interessante, ma tutto è ancora troppo embrionale per essere davvero pienamente apprezzato. E per quanto l'atmosfera di cui sopra mi piaccia, essa sicuramente influisce sul ritmo narrativo lento che dicevo prima, ma che spero comunque si "sblocchi" in qualche modo nelle prossime settimane. Anche la prima stagione aveva ritmi rilassati e placidi, confacenti all'ambientazione, ma lì percepivo una lentezza diversa, resa meglio.
Proseguo con la speranza che si intraveda presto qualche elemento concreto della mitologia sottesa... :)
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Re: [Nic Pizzolatto] True Detective (HBO)

Messaggioda Daria » lunedì 06 luglio 2015, 15:32

Primo episodio visto e devo dire che concordo con molte osservazioni di Bramo.
Nonostante l'impatto sia completamente diverso rispetto alla prima stagione mi sento di promuovere questo 2x01. A dirla tutta mi convincono anche i protagonisti (eccetto Tailor Kitsch che non è abbastanza bello per essere monoespressivo) e le premesse di questo "prologo" che ci presenta i quattro personaggi principali e dà il via alla vicenda non sono affatto male. Già avverto quelle sensazioni contrastanti che avevo nella scorsa stagione, mi piace! E probabilmente è giusto che ci si discosti anche già nell'impostazione dalla vicenda di Rusty e Martin, data l'iconicità dei personaggi e la facilità con cui si ricade nei soliti stereotipi se si ricalcano formule di successo già viste.

Personalmente la Louisiana mi aveva rapito nella prima serie e sento un po' la mancanza di quei paesaggi, la sigla invece è fighissima XD
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Re: [Nic Pizzolatto] True Detective (HBO)

Messaggioda Bramo » lunedì 06 luglio 2015, 22:03

Brava Daria che è salita sul carrozzone dei commenti! ;)
Nel frattempo io mi sono visto la 2x03... mmm, qui la storia va avanti a super-rilento.
In questo episodio non c'è niente di veramente nuovo rispetto a quanto abbiamo visto nelle scorse due settimane: si ribadiscono gli intrighi della polizia di stato contro quella locale e corrotto di Vinci, si ritorna sulla vita da schifo di Velcoro ( trollatona il cliffhanger di settimana scorsa... dovrei legarmelo al dito, ma sono contento che non sia morto perché, benché riconosca la forza di un colpo di scena del genere, avrebbe tolto di mezzo un personaggio che apprezzo), si osservano gli affari di Frank andare sempre più a scatafascio... insomma, si va a infilare più in fondo nel muro quei chiodi già noti, si insiste su scenari già visti e assimilati. Move on, ora! Va bene l'atmosfera, il prendersi i propri tempi e scavare nei personaggi per restituirceli più veri e sfaccettati etc., ma così si sta esagerando. Non so, forse era così anche la prima stagione ma avendola recuperata tutta di filato ho avvertito meno questa lentezza esasperante, ma sta iniziando ad essere difficile seguire al ritmo di un episodio alla settimana questa storia :oO:
Perché se in un'ora ci si dedica solo ad osservare più a fondo i protagonisti mettendo solo un nuovo tipo mascherato che scappa senza farsi prendere e la conferma che Paul (sì, Daria, anche per me dei 4 protagonisti risulta il più debole) ha avuto un'esperienza omosessuale a proseguimento dell'indagine e dei vari misteri, le cose stanno andando un po' troppo lente.

Mi piace però l'importanza che ha il sesso nell'intrigo, e in particolare il sesso più "estremo", che dovrebbe sfociare la prossima settimana nella famosa scena di gang bang per la quale sono state assunte un po' di pornostar. Il che mi fa attendere con curiosità la prossima puntata :P
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Re: [Nic Pizzolatto] True Detective (HBO)

Messaggioda Don Homer » mercoledì 08 luglio 2015, 11:29

Che mi dite, è roba buona è un puttanaio come la quinta di GOT ?
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Re: [Nic Pizzolatto] True Detective (HBO)

Messaggioda Bramo » martedì 14 luglio 2015, 22:07

Con il 2x04 siamo già a metà percorso per questa seconda stagione di True Detective.
Abbiamo ormai in mano abbastanza elementi per iniziare ad emettere alcuni giudizi complessivi, e purtroppo personalmente trovo che siamo di fronte ad un lavoro significativamente meno brillante e vincente di quanto non fosse la prima stagione.
L’elemento di intrigo, con connivenze tra politici, appalti, forze dell’ordine e corruzioni poteva essere una buona idea per caratterizzare la storia, ma finora non ha aggiunto molto a quanto visto in altre serie incentrata sul tema. Vaughn porta avanti il grosso di questo aspetto e lo fa egregiamente, consegnandoci una prova attoriale realmente forte e convincente, ma non basta a mio avviso per rendere il tutto interessante.
Già meglio le indagini della coppia Velcoro-Bezzerides: lei in questo episodio viene approfondita con quella classica nota malinconica e disfattista che ben si adatta all’atmosfera di True Detective, lui prosegue nella sua strada da uomo bruciato, aspetto che continuo ad apprezzare alquanto.
Fa un buon salto di qualità anche Paul, coi suoi traumi e la sua indole che non riesce né a controllare né ad accettare.
Ma tutto questo non riesce a creare un puzzle organico: i pezzi, eccellenti di per sé, non convergono mai verso un insieme coeso e sensato, e l’indagine stessa sull’omicidio di Caspere resta sullo sfondo, pur proseguendo continuamente.
Il disequilibrio narrativo, poi, che ha portato dopo 4 puntate di investigazioni lente e concettuali alla scena adrenalinica e movimentata dell’ultimo quarto d’ora di questo episodio, non fa altro che acuire il senso di disorientamento per un caso ormai complicatissimo per la mole di elementi che ne fanno parte, per la quantità di personaggi invischiati e per tutti gli interessi in ballo: si fatica a tenere tutto a mente, si perdono i pezzi, e questo fa male alla fruizione del prodotto nel complesso.
Sulla suddetta scena conclusiva, comunque, copiosi applausi: girata magnificamente, riesce ad avere sullo spettatore un impatto non indifferente, e riesce anche a schierare i tre agenti contemporaneamente con una task force che ne testimonia l'affiatamento. Se la cavano tutti egregiamente… ma non bastano questi exploit di sceneggiatura, qualche finezza registica e dei personaggi ben caratterizzati, il tutto mixato con le atmosfere disilluse e sfocate tipiche della serie, per avere un prodotto compiuto e godibile.
Abbiamo ancora 4 puntate e tutto può succedere, e le impressioni venire ribaltate, ma per ora sono solo leggermente soddisfatto, al netto di tutte queste riserve che sussistono.
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Re: [Nic Pizzolatto] True Detective (HBO)

Messaggioda Bramo » martedì 28 luglio 2015, 21:27

Settimana scorsa non commentai il 2x05 -_-
Bramo, ma questa serie che un anno fa glorificavi non ti piace più, tanto da dimenticarti di passare di qua a dire la tua?
No, non è esattamente così: riconoscere che anche la seconda stagione di True Detective è esempio di grande televisione e di modo affinato di fare narrazione seriale sarebbe miope e ingiusto verso il lavoro di Pizzolatto. Ma non posso negare di essere preso molto molto meno rispetto alla prima stagione, dove il racconto era più serrato e, pur dando spazio ai drammi personali dei protagonisti, l'indagine era in primo piano.
L'episodio della scorsa settimana rappresenta pure una svolta sotto diversi aspetti: è il giro di boa che fa entrare la stagione nella sua seconda metà, tanto che cambia pure la sigla (è sempre Nevermind ma è cambiato il cut inserito... manco a dirlo, preferivo la versione precedente). Inoltre, visto che con la sanguinosa retata dell'episodio precedente apparentemente il caso Caspere si sarebbe chiuso, i detective sono costretti a tornare alle proprie mansioni abituali... anche se la tipa è in realtà declassata per le accuse sessuali e Velcoro si è dimesso per mettersi a fare la guardia privata di Frank. Visto che però lo Stato non è convinto dell'esito del'indagine e vorrebbe vederci chiaro anche nel malaffare della cittadina di Vinci, recluta il mitico terzetto per una task force che risolva il garbuglio.
Un può anche dire "figata" leggendo questa sinossi, ma la realtà è che tutto ciò occupa una minima parte della puntata, che per la stragrande maggioranza svicola, temporeggia e si concentra sui drammi economici di Frank, su Velcoro che rischia di non vedere più il figlio etc. Boh, ci si sta perdendo troppo?

Il 2x06 ci ricorda che mancano pochissimi episodi alla resa dei conti... ma la quinta marcia non viene messa comunque, ci si è assestati sulla terza e non ci si muove di più. L'indagine va avanti, si scoprono alcune cosette in più, ma la sensazione è che tutto avvenga in modo estremamente lento e troppo diluito.
I tre momenti topici sono il dialogo serrato iniziale tra Frank e Velcoro, al tavolo della cucina del primo, ciascuno con una pistola e atmosfera tesissima... l'esplosione di rabbia e follia di Velcoro che pippa, si ubriaca e spacca mezzo suo appartamento... e infine, ovviamente, l'infiltrazione di Bezzerides nel festino (qualcuno lo definirebbe "cena elegante") della villa dei ricconi, dove amava intrattenersi anche Caspere. La tanto promessa e ventilata orgia in cui partecipano anche vere pornostar alla fine non è niente di che, qualche spiraglio di nudo integrale, un paio di ammucchiate viste con la coda dell'occhio ma nulla di sbattuto in faccia: la cosa è giustificata dal punto di vista della poliziotta, drogata prima di entrare e preda anche di ricordi di violenze subite nell'infanzia. L'atmosfere di quell'ultimo quarto d'ora è resa benissimo, anche grazie alla regia, e nella festa viene rinvenuta anche una ragazza scomparsa citata qualche episodio fa... ma l'impressione è sempre quella: ci si sta muovendo poco.
E manca molto poco tempo per salvare il salvabile.
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Re: [Nic Pizzolatto] True Detective (HBO)

Messaggioda Bramo » martedì 11 agosto 2015, 13:00

Spoiler come se piovessero che non ho voglia di coprire nei singoli casi: se non avete visto le ultime due puntate di True Detective, non leggete!

Il 2x07, andato in onda settimana scorsa, è l'episodio che inizia a ingranare, che dà la scossa a tutto l'impianto e che al contempo mi schiaffa in faccia la mia inadeguatezza a seguire questa serie. Quindi, forse e dico forse, la conclusione logica è che le critiche che ho disseminato negli scorsi post non sono poi così del tutto imputabili al prodotto ma a me. Alcune, perlomeno.
L'indagine fa grossi passi in avanti, grazie soprattutto ai documenti trafugati dai tre protagonisti durante la retata al festino avvenuta nell'episodio precedente. Il collegamento che si conferma è quello con una rapina del 1992 ad una gioielleria in cui erano stati coinvolti il defunto agente Dixon, il capo della polizia di Vinci Holloway e il suo braccio destro Burris... insieme a Caspere! La connivenza tra criminali e poliziotti, e i diamanti frutto della rapina, avrebbero dato il via alla scalata al potere di questi individui nelle forze dell'ordine e nella politica locale che sfocia ora nell'affare del tunnel ferroviario in cui cercava di entrare anche Frank Semyon.
Sono dunque stati Holloway e Burris ad uccidere Caspere? Bezzerides non ne è molto convinta...

Scritto così, tutto bel chiaro e lineare, sembrerebbe semplice. Il problema è che non lo è, il problema è che di questi diamanti e dei fatti del '92 si era parlato già alcuni episodi prima e io non lo ricordavo, riuscendo così a cogliere godimento dalla ricostruzione del puzzle solo a posteriori, aiutandomi con Internet.
Quindi sì, la colpa è mia che non sono riuscito a mettere in moto attenzione e celluline grigie a sufficienza per tenere a mente i vari particolari di eventi e personaggi coinvolti, ma continuo ad affibiare un po' di colpa anche alla scrittura di Pizzolatto comunque, che non ha lesinato in giri strani e troppo poco lineari per essere apprezzabili in una serie televisiva da un episodio alla settimana.

Al di là dell'indagine in sé, poi, apprezzo lo status quo dei personaggi a cui si è arrivati: Velcoro ricercato per l'omicidio della federale che li aveva arruolati per continuare le indagini, la Bezzerides ricercata per effrazione... entrambi senza uno straccio di autorità che possa parar loro il culo. Due anime perse, e lo erano già dall'inizio, ma l'abilità di Pizzolatto è stata quella di riuscire a farle sprofondare ancora di più: Ray Velcoro con la scoperta che il tizio ucciso anni prima non era lo stupratore di sua moglie e il dubbio sulla paternità di suo figlio, Ani Bezzerides con il riemergere dei traumi infantili sempre sepolti. Due persone così sole e così annegate nel loro dolore, che non potevano che trovare un simulacro di pace tra le braccia l'uno dell'altra. Alcuni spettatori hanno storto il naso a quella scena, io l'ho trovata logica e disperata, quindi adattissima.
Intanto il motociclista dei sogni bagnati di tutte le ragazze, nonché gay e ex John Carter, viene attirato e ricattato con alcune foto strategiche da Holloway e poi ucciso nell'ultima, drammatica ed intensa scena dell'episodio.

Non c'era modo migliore per cominciare il 2x08, episodio finale di questa sofferta stagione: Ray e Ani che confidano vicendevolmente i propri demoni mentre Woodrough ne è stato sopraffatto e punito irrimediabilmente.
Lunghezza speciale di un'ora e mezza per districare una matassa che, per quanto riguarda lo risoluzione del caso, aveva già dato consistenti indizi sull'assassino di Caspere: non convincevano i poliziotti corrotti come colpevoli, e quindi l'unica alternativa (già suggerita settimana scorsa) erano i bambini rimasti orfani durante la rapina del '92, cresciuti col rancore. La teoria trova qui conferma, e questo porta ad una bellissima scena in cui Ray cerca di mettersi in mezzo alla faccenda per salvare il culo al ragazzo fallendo nel tentativo.

Ma di bellissimo non c'è solo quella scena, in questo episodio: è una conclusione lirica, triste, un grido disperato e senza fine, senza speranza.
Il difetto di una trama eccessivamente ingarbugliata rimane, così come di un caso non molto chiaro in alcune sue parti che riesce ad assumere un senso solo a posteriori e con qualche ricerca di supporto, ma una volta chiariti quei passaggi ne risulta un giallo/thriller con i controcoglioni.
E, lasciando da parte l'indagine, sono proprio i personaggi la forza di questa stagione, forse ancora di più che nella precedente in cui sì, i due protagonisti erano carismatici e iconici anche più dei 4 di quest'anno, ma erano anche supportati e immersi da e in una trama più accattivante.
Qui la trama può lasciare perplessi in più punti, ma i personaggi mai, anche grazie a delle interpretazioni sempre convincenti, da parte di tutti e 4 (nonostante le critiche mosse spesso a Vince Vaugh, che io ho invece trovato sorprendentemente bravo in un ruolo inusuale per lui).
La lunghezza dell'episodio infatti non serve per spiegare in modo rilassato la soluzione del caso che, come già detto, sostanzialmente era stata introdotta e suggerita con alcune basi importanti già nella puntata precedente: infatti lo scontro mortale tra il ragazzo orfano e Holloway si risolve attorno al quarantesimo minuto. Il resto del minutaggio serve a mostrare il termine della parabola delle pedine in gioco, cioè dei nostri cari protagonisti.
E, manco a dirlo, sono parabole miserevoli e definitive. Come già il biker nel cliffhanger di settimana scorsa, ecco che il drammatico finale mostra la morte sia di Frank, vilmente accoltellato da alcuni malviventi, e di Ray Velcoro, braccato da Burris e da alcuni suoi fedeli determinati ad ottenere i documenti trafugati e vendetta che, puntualmente, arriva sotto forma di pallottole.
Sopravvivono le donne di True Detective: Ani, la moglie di Frank e la proprietaria del bar dove Frank e Ray si incontravano, tutte evacuate all'estero e al sicuro, pronte a far conoscere tramite la stampa la verità dietro gli intrighi di Vinci. Ma anche da viva, la Bezzerides non può certo dire di essere fortunata, sempre con l'ansia di avere qualcuno alle costole e, ancora una volta, irrimediabilmente sola, come se fosse il suo ineludibile destino, ineludibile per lei come lo era per gli altri.

Considerazioni finali senza spoiler.
E dunque ho capito. Ho capito che il metro di paragone che usavo nella prima metà di stagione era sbagliato, e il paragone con la fenomenale prima stagione non aveva senso di esistere. Cercare a tutti i costi l'elemento esoterico (vero o presunto), un nuovo Re Giallo e un'altra Carcosa, o omicidi legati in qualche modo a culti misterici e ad argomenti del genere significava non aver capito lo spirito e la direzione della serie. Non era quello il cuore di True Detective, bensì un'indagine intricata che coinvolge persone disperate, sole, fallite, miserabili che portano la loro oscurità nell'indagine in cui finiscono per varie ragioni. Era un caso che la prima indagine vista tangesse con elementi da setta oscura, ed è quindi perfettamente accettabile che questo nuovo caso fosse invece immerso nel marciume di corruzione e soldi.
Capito questo, posso rilevare (come già facevo anche prima di questa epifania) che i personaggi sono ancora ottimi in questa loro caratterizzazione crepuscolare, e posso accettare serenamente le tematiche toccate dall'indagine sull'omicidio di Caspere.
Certo, continuo a ribadire che la trama non fila perfettamente liscia e che il gran numero di elementi, fatti e personaggi - mischiato peraltro allo sguardo nelle vite personali dei singoli protagonisti - contribuisca a rendere il racconto confuso, specialmente nella frammentazione settimanale.
Nic Pizzolatto ha l'animo da romanziere, e d'altronde nasce come tale: sono certo che una storia come questa in un libro sarebbe filata molto meglio, con la possibilità di modulare l'avanzamento a seconda del proprio ritmo di lettura e potendo tornare indietro a rileggere certi passaggi. E probabilmente il problema si ovvierà quando deciderò di fare una revisione consecutiva, dove credo che sarà tutto più chiaro nei vari risvolti.
Un minus, quindi, il modo in cui l'autore ha deciso di raccontare la propria storia. Ma resta comunque un affresco che fa proprio della sua complessità e non immediatezza un'arma a suo favore, dotata di innegabile fascino e in grado di far restare ammirato anche (e soprattutto) chi ha arrancato nel corso delle settimane per seguire il filo narrativo.
E quindi, in conclusione, è positivo il voto che do alla seconda stagione. Meno riuscita della prima, senza ombra di dubbio, ma che si pone come un prodotto di una certa sostanza nel panorama televisivo americano.
Poterò con me molto a lungo Ray e Frank :)
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Re: [Nic Pizzolatto] True Detective (HBO)

Messaggioda Daria » giovedì 08 ottobre 2015, 12:11

Niente Bramo, io dopo due episodi ho abbandonato, non mi ha presa e ho preferito dedicarmi ad altro appellandomi al diritto dello spettatore ( :P ) di abbandonare l'opera!
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Re: [Nic Pizzolatto] True Detective (HBO)

Messaggioda Bramo » giovedì 08 ottobre 2015, 21:24

Daria ha scritto:Niente Bramo, io dopo due episodi ho abbandonato, non mi ha presa e ho preferito dedicarmi ad altro appellandomi al diritto dello spettatore ( :P ) di abbandonare l'opera!

:( :( :(
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