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[Scorsese-Jagger-Cohen-Winter] Vinyl (HBO)

L'America non vive di soli hamburger ma anche di una grassissima infornata annuale di serie tv di tutti i generi, dal tentacolare procedural a piccole grandi epiche.

[Scorsese-Jagger-Cohen-Winter] Vinyl (HBO)

Messaggioda Bramo » lunedì 08 agosto 2016, 23:08

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Ecco una serie televisiva che mi ha conquistato senza avere tematiche fantasy, supereroi o avventure straordinarie.
Qual è quindi il cuore pulsante di Vinyl? It's only rock'n'roll, baby!!!

Serie in 10 episodi prodotta e trasmessa lo scorso febbraio dalla sempre lodata HBO, Vinyl è un progetto nato dalla fervida mente di Mick Jagger - cantante dei Rolling Stones - e dal celebre regista Martin Scorsese, aiutati nella realizzazione degli autori Rich Cohen e Terence Winter.
L'idea di base è molto semplice: seguire le vicende di una casa discografica di New York nei primi anni Settanta, quando il rock si sta trasformando e imponendo e quando iniziano i primi vagiti del punk e, dall'altra parte, della disco music che caratterizzerà poi la seconda metà del decennio.
Per chi, come me, ha gusti musicali affini al rock e al punk-rock di quegli anni, la serie è una benedizione: l'impronta musicale è infatti di vitale importanza per l'intera serie e il tappeto sonoro, fatto di pezzi degli Stooges, dei Led Zeppelin, dei Doors, di Elvis ecc. ecc. contribuisce fortemente ed efficacemente all'atmosfera della storia, e galvanizza molto lo spettatore amante di questi generi.
Ma ancora più di quello, la ragione del mio innamoramento per Vinyl è da ricondurre al protagonista Richie Finestra, interpretato da un magistrale e spettacolare Bobby Cannavale, in formissima e a suo agio nei panni dell'impresario discografico a capo di una casa di produzione in declino.
Cocainomane senza freni ma dotato di grande intuito e orecchio musicali, è dotato anche di una vena autodistruttiva e da una certa dose di sfortuna, che lo portano a rovinare il proprio matrimonio, i proprio affari e a incasinare di brutto la propria vita. L'interpretazione che Cannavale dà di questo personaggio è perfetta, sempre spinto oltre i propri limiti, sempre su di giri e soggetto a sbalzi d'umore per via della roba di cui si fa, ma caratterizzato in maniera talmente istrionica e personaggiosa da entrare nel cuore e risultare simpatico... di più, da spingerti a tifare per lui, nonostante tutto.

Altri pregi sono dati dalla veridicità della situazione descritta, che non fa sconti e non indora un mondo che andava avanti a droga, favori, trucchetti, illeciti e donne. Si respira quell'aria malsana di sudore, cocaina e lustrini che restituisce in pieno l'atmosfera che mi aspettavo di respirare.
Bello seguire, episodio dopo episodio, la "costruzione" di una nuova band che Finestra vuole lanciare, i Nasty Bits, che con il loro suono sporco e dissonante si pongono come alfieri del proto-punk. Bello vedere i protagonisti interagire con icone della musica di quegli anni come i Led Zeppelin, Elvis Preasley, i Velvet Underground, Alice Cooper e altri artisti di quel tipo di scena musicale, sempre interpretati con la giusta misura e rispetto. Bello vedere anche Andy Wharol, icona culturale a tutto tondo di quegli anni e che bazzicava effettivamente il mondo musicale (ricordiamo il legale proprio con i Velvet Underground).
E molto bella Olivia Wilde, che interpreta la moglie di Richie in un ruolo complesso ma dove la sua bellezza non viene mai meno. Del resto anche Juno Temple non scherza sotto questo aspetto :)
Tra i personaggi maschili spiccano Zak, il collega di Richie con il volto di Ray Romano, J. C. MacKenzie nella parte del cantante fattone e scostante dei Nasty Bits e l'orgoglioso Lester, ex promessa del blues interpretato dal valido Ato Essandoh.

Non è tutto rose e fiori, comunque: il pilot di 1 ORA E 50 MINUTI ti spezza oggettivamente le gambe: un'introduzione di grande effetto dove succedono tante cose e dove si pongono bene le basi per la caratterizzazione e l'evoluzione del protagonista, ma che comunque scricchiola sotto la magniloquenza che si è imposto. La regia, in mano allo stesso Martin Scorsese, comunque, aiuta a digerire il tutto, ma capisco che possa sembrare una sboronata e che in alcuni punti annoi.
La narrazione si fa farraginosa anche in altri momenti degli episodi successivi, perché portando avanti più sottotrame legate ai vari personaggi inevitabilmente ce ne sono alcune meno interessanti e altre trattate troppo frettolosamente. Tutto il lato "criminale" in cui viene invischiato Finestra è infatti gestito in modo discontinuo, e risolto nel finale in modo affrettato, per esempio.

Ma resta una serie secondo me molto ben fatta, ambiziosa ma che riesce a reggere il peso della propria ambizione sotto molti aspetti, anche se non sotto tutti quanti.
È quindi un assoluto peccato per me che non ci sia una seconda stagione: annunciata inizialmente dopo la trasmissione del primo episodio, un paio di mesi fa la HBO ha fatto marcia indietro sostenendo che sarebbe costato troppo produrne un seguito, anche a fronte di ascolti non abbastanza alti durante la prima stagione :(
Vinyl resta comunque un prodotto completo, non ha nulla di narrativamente rimasto in sospeso, quindi non c'è rammarico da quel punto di vista: resta però il dispiacere di non potersi immergere nuovamente in queste atmosfere così rock, così genuine e così diverse dall'odierna realtà discografica.
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...

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