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[WDAS #22] Le Avventure di Winnie The Pooh

E' lo studio d'animazione più antico ma anche il più vitale. Tutto comincia da qui, e continua ancora oggi portando l'arte dell'animazione verso nuove frontiere. La mancanza di un nome riconoscibile ha portato per anni il grande pubblico a confonderne le opere con quelle delle altre filiali Disney, ma adesso tutto è cambiato. Benvenuti nel Canone Disney.

[WDAS #22] Le Avventure di Winnie The Pooh

Messaggioda Valerio » giovedì 05 gennaio 2006, 06:03

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Winnie The Pooh è attualmente il principale personaggio Disney. Gran parte del merchandising che viene sfornato dalla casa del Topo riguarda proprio l'orsacchiotto di pezza. I bambini lo conoscono grazie ai mille cd-rom o giochi col suo logo, gli adolescenti lo conoscono come l'orsacchiotto travestito che si attacca al cellulare e i genitori ne donano i gadget ai figli con una certa aria di sufficienza. Pochi però sanno da dove il fenomeno Winnie Pooh è partito.
Winnie the Pooh è l'ultimo personaggio creato da Walt prima di morire e rappresenta il congedo definitivo dal mondo dell'infanzia. Winnie Pooh era infatti l'orsacchiotto di peluche con cui giocava il piccolo Christopher Robin, figlio dello scrittore Milne. Il papà, per fargli un regalo, mise per iscritto le avventure immaginarie che il piccolo viveva in compagnia dei suoi pupazzi, creando un mondo particolare, il Bosco dei 100 Acri, in cui ogni suo peluche abitava e su cui sorgeva l'albero/casa di Christopher, portale che collegava questo mondo immaginario alla sua ben concreta cameretta. Questi racconti furono poi raccolti in due volumi, illustrati dal tratto sporco e "artisticamente approssimativo" del disegnatore Shepard, il cui stile ben si sarebbe adattato al feeling ruvido della tecnica xerografica, da poco inventata. Walt rimase rapito dall'umoristica trasposizione del linguaggio infantile, dai numerosi giochi di parole presenti nei libri e dal semplice modo di ragionare dei personaggi di MIlne, animali adulti i cui comportamenti però tradivano il loro essere animati dalla mente di un bambino.
Le Avventure di Winnie the Pooh, uscito nel 1977, è il ventiduesimo Classico Disney, nonchè la più grande eccezione della storia delle classificazioni filmografiche: è infatti un lungometraggio fittizio, composto in realtà dal montaggio dei tre mediometraggi sull'orsetto usciti nel corso del precedente decennio. Quel che basta per togliere ad un simile prodotto il rango di film a episodi e a donargli la becera etichetta di compilation di materiale già edito. E invece non solo Le Avventure di Winnie the Pooh è stato distribuito nei cinema americani, ma è stato addirittura accolto tra i "figli legittimi" dei Walt Disney Animation Studios, nella famigerata lista dei Classici Canonici. Il perchè di questa insolita scelta viene spiegato nel making of presente nel dvd del venticinquesmo anniversario del film: Walt aveva concepito il progetto Winnie Pooh come unitario. Il Classico avrebbe dovuto contenere i migliori episodi raccontati nei libri, mantendendo intatta l'impostazione libresca negli stacchi tra una scena e l'altra e non modificando per niente il character design di Shepard. Walt si era reso conto ben presto però che proporre un film a episodi su dei personaggi completamente sconosciuti al grande pubblico e per giunta inseriti in un contesto così poco universale, quello della prima infanzia, avrebbe potuto essere una mossa avventata. Decise così di produrre il lungometraggio "a rate", facendone uscire una alla volta le componenti per abituare gradualmente gli spettatori al mondo di Milne, con l'intenzione di ricongiungerle solo dopo un po' di anni, a progetto ultimato. Purtroppo morì l'anno dopo l'uscita del primo dei tre mediometraggi e non riuscì mai a vedere il progetto compiuto. Ma gli artisti coinvolti, per onorare la memoria di Walt, decisero di continuare il progetto così come era stato impostato, riunendo il materiale nel montaggio definitivo del 1977, e favorendo così l'ingresso di Pooh nella famigerata lista dei Classici (anche se i maligni sostengono che sia stato fatto questo favoritismo solo per far risultare Taron e la Pentola Magica venticinquesimo).

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Winnie Pooh Orsetto Ghiottone o Winnie Pooh e l'Albero del Miele (Winnie the Pooh and The Honey Tree) 1966
Prodotto nel fiore degli anni '60, introduce alla perfezione lo spettatore nel Bosco dei Cento Acri, dapprima con una sequenza live-action che mostra la cameretta di Christopher Robin coi corrispettivi reali dei personaggi del cartone, e poi facendo entrare fisicamente lo spettatore nel libro di Milne. Ecco quindi la mappa tratteggiata da Shepard, riprodotta fedelissimamente dagli animatori Disney, prendere vita per presentare uno ad uno i personaggi. La canzone introduttiva Winnie the Pooh ritornerà poi nelle introduzioni degli altri mediometraggi ma verrà nel film proposta solo una volta, la prima, collegando con interstitials (ma senza tagliare nessuna animazione) i due mediometraggi successivi. Winnie Pooh e l'Albero del Miele è a sua volta un mediometraggio a episodi, e racconta (con uno stacco abbastanza netto) due capitoli del libro originale. La prima parte è alquanto infantile e vede Winnie Pooh impegnato a procurarsi del miele: abbondano le canzoncine/filastrocca rielaborazioni dei versetti presenti nel libro e qui musicati dai fratelli Sherman, capisaldi della musica Disney anni '60 e '70: Up, Down, Touch the Ground, Rumbly in my Tumbly, Little Black Raincloud sono sciocche canzoncine, parto della sciocca mente di un orsetto sciocco, come recita il celebre tormentone inaugurato da Christopher Robin. Durante la prima metà oltre al protagonista appaiono Christoher Robin, Uffa, Ih-Oh, Kanga e Roo. E' assente invece Tappo, che apparirà nella seconda, esilarante parte in cui Pooh rimane incastrato nell'uscita della sua tana. Anche De Castor, personaggio destinato a una grande fortuna nella serie tv per poi venir del tutto accantonato nei sequel ufficiali dei Toon Studios, fa alcune apparizioni. Il mediometraggio si chiude con la corale Heave-ho!.

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Troppo Vento per Winnie Pooh (Winnie The Pooh and the Blustery Day) 1968
Due anni dopo esce la seconda parte, in assoluto la migliore, la cui morbidezza delle animazioni e il processo Xerox usato in maniera assai carezzevole la rendono meritevole dell'Oscar come miglior corto animato. Anche questa featurette è divisa in due parti distinte: la prima racconta di una giornata molto ventosa e introduce il personaggio di Pimpi mentre la seconda, incentrata sulla nottata molto piovosa, presenta agli spettatori il personaggio più istrionico del gruppo: Tigro.
La musica è sempre dei fratelli Sherman, che firmano una nuova filastrocca sciocca di Pooh, Blustery Day, collocata all'inizio ma sopratutto le splendide The Wonderful Thing About Tiggers, che verrà ripresa in versione estesa per il lungometraggio T come Tigro, e Heffalumps and Woozles. Quest'ultima è una stupenda sequenza onirica, l'incubo di Pooh, che ricorda molto da vicino la Pink Elephants on Parade di Dumbo. La trasfigurazione infantile, verbale e visiva, dell'elefante e della donnola sono uno dei particolari più interessanti e allo stesso tempo meno sfruttati del libro. La sequenza aiuta così a tingere di dark (pur nei limiti del possibile) il mondo di Pooh, dando così corpo anche a una delle componenti meno celebrate dell'essere piccoli: l'angoscia.
Ma dopo l'ora più buia della notte viene l'umida alba, ed è con è con The Rain, Rain, Rain Came Down, Down, Down che l'atmosfera si rilassa, mostrandoci Pimpi impegnato a salvarsi dai fiumi di acqua che hanno allagato il suo piccolo mondo.
Chiude il tutto l'ingenua e festosa Hip-Hip Pooh-ray!.

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A Tu per Tu con Winnie Pooh (Winnie The Pooh and Tigger Too) 1974
Il terzo atto viene prodotto ben sei anni dopo, la differenza nella qualità dell'animazione è minima, ma in alcuni punti si sente, visti gli improvvisi ingrassamenti di Pooh. Il protagonista della vicenda, anzi delle due vicende è Tigro, che tutti gli altri cercano di "sbalzare", cioè di far tornare nelle righe vista l'eccessiva esuberanza del suo carattere. Un Tigro protagonista si sarebbe visto poi anche in T come Tigro, di cui vengono poste qui le basi nel suo crescente rapporto di amicizia col piccolo Roo.
Il mediometraggio non presenta alcun numero musicale se si esclude il reprise di The Wonderful Thing About Tiggers, è possibile che il motivo risieda nella fine della collaborazione coi fratelli Sherman, avvenuta poco tempo prima.
Il suo venire subito dopo la seconda featurette corrisponde a una sorta di anticlimax, che lo rende forse il meno significativo dei tre. Il mediometraggio rimane comunque assai gustoso, e va ricordato anche per l'inedita interazione personaggi/narratore che vedrà la risoluzione della vicenda proprio grazie a un espediente metanarrativo.

Pochi sanno che esiste anche un quarto mediometraggio di Winnie the Pooh, uscito nel 1983 e quindi troppo tardi per essere inserito nell'opera definitiva ma incluso come extra nel dvd del 25esimo anniversario. Si tratta di Il Compleanno di Ih-Oh (Winnie The Pooh and a Day for Eeyore) che non raggiunge certo il livello dei primi tre, anche per colpa di un'animazione non realizzata direttamente dalla casa madre, ma prodotta su commissione da un differente studio.
L'orsacchiotto ispirerà una vasta produzione tra cui la serie televisiva degli anni '80, assai ben realizzata, e sarà poi protagonista di un vero e proprio rilancio dal 1997 in poi con la produzione di un vasto numero di sequel per l'home video e per il cinema.
Tutto a discapito della compiutezza di tale opera: il finale di Le Avventure di Winnie The Pooh consiste infatti in una poeticissima sequenza inedita, creata apposta per questo montaggio, che chiude idealmente tutto il ciclo: il distacco da Christopher Robin. Col sopraggiungere della scuola e la conseguente crescita si ha la fine del rapporto di Christopher col suo mondo di fantasia: è un addio molto soft, peraltro neanche del tutto capito da Winnie Pooh, anche perchè il film lascia intendere che avverrà gradualmente. Christopher non dice che lascerà il bosco ma che lo frequenterà meno, e promette all'orsetto che gli rimarrà sempre amico, anche quando avrà cent'anni. L'orsetto gli chiede "Quanti ne avrò io allora?", e si sente rispondere Novantanove, sciocco di un orsetto!". Con questo messaggio di sudditanza, e con un anticipo di vent'anni anni sui pixariane vicende di Woody e Buzz, si chiude il primo film visto con l'ottica di un giocattolo.
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Messaggioda Valerio » sabato 09 dicembre 2006, 02:03

Lo volete? (no, Elik, a te non lo chiedo)
Sorrisi ve lo dà col prossimo numero a soli 12 euro. Lo consiglio ovviamente, almeno questo.
Però non è il solo, infatti settimana scorsa c'è stato Tempo di Regali, una compilation, e le settimane prossime dovrebbero uscire uno ad uno i restanti film. Di questi consiglio caldissimamente (forse anche più del classico, ma anche no) l'ottimo T Come Tigro.
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Messaggioda DeborohWalker » martedì 01 gennaio 2008, 23:40

Le Avventure di Winnie The Pooh più che un lungometraggio, sembra un vero e proprio piano programmatico, anche se inconsapevole, di ciò che diverrà Winnie Pooh: un universo (la Foresta dei Cento Acri) in grado da essere sfruttato per numerosi altri lungometraggi e serie tv, grazie alla sua ambientazione fiabesca e ai personaggi straordinari che la popolano.
Il primo lungometraggio dell'orso di peluche infatti non narra una vera e propria storia, ma attraverso sei cortometraggi porta sullo schermo altrettante storielle, piuttosto semplici, che hanno il merito di riuscire a gettare le fondamenta di tutto ciò che sarà costruito a riguardo.
Tutti gli animali sono adorabili, ognuno con caratteristiche ben definite, ed è incredibile come il cast di questo film sarà poi sufficiente per tutte le future incarnazioni, senza la necessità di altri personaggi aggiunti (ogni riferimento alla serie di lilo&Stitch è puramente casuale). In particolare Pimpi e Tigro sono quelli che ne escono più simpatici.
Particolare l'uso della musica, la quale non presenta vere e proprie canzoni come nella tradizione Disney, ma tante piccole filastrocche, prese dai racconti: le più riuscite sono quella di Tigro e quella sugli Efelanti, la quale introduce un personaggio protagonista di un lungometraggio futuro, e che mi è sembrato avesse molte somiglianze con Pink Elephants on Parade, da Dumbo.
Intelligente anche l'utilizzo del libro originale; ovviamente mi riferisco al finale metanarrativo dell'ultima storia, ma anche aala scelta di mostrare alcune pagine, come quella in cui "e aspettarono. E aspettarono. E aspettarono" è scritto in modo particolare nel testo, per rappresentare lo scorrere del tempo, riuscendo ad ottenere lo stesso effetto anche nel film, quando si sarebbero potuti usare altri stratagemmi più idonei a un media basato sul movimento, ma forse meno originali.
Ah, è una mia impressione o il castoro è identico a quello di Lilli e il Vagabondo?
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Re: Classico Disney #22: Le Avventure di Winnie The Pooh

Messaggioda Valerio » mercoledì 02 gennaio 2008, 03:14

Lo è. Cosa che tralaltro viene spiegata anche nel CAPOLAVOROSO making of presente nell'OTTIMO dvd di questo classico.
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Re: Classico Disney #22: Le Avventure di Winnie The Pooh

Messaggioda Giona » martedì 15 gennaio 2008, 16:28

Nella pagina di Wikipedia su Winnie the Pooh c'è un link ad un articolo semiserio (in inglese) sulla "patologia neuropsichiatrica del Bosco dei 100 Acri", pubblicato su una vera specialistica rivista di medicina. Leggetelo e fatevi quattro risate.
http://www.lavasurfer.com/100akerpathology.pdf
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Re: Classico Disney #22: Le Avventure di Winnie The Pooh

Messaggioda Bramo » venerdì 14 maggio 2010, 19:12

Mi sono Poohizzato!
Un po’ di giorni fa ho visto insieme a Minnie – complice il suo acquisto del dvd – questo Classico.
Molto carino!
Non dico che mi ha conquistato o che ho visto la luce, di certo non lo metto tra i miei Classici favoriti, ma di certo è un film molto valido, nonostante la struttura a episodi che ai miei occhi lo penalizzava prima di vederlo.
Invece scopro che questa è proprio uno dei punti di forza della pellicola: infatti trovo a dir poco geniale, oltre che tenero e buffo, che i personaggi transitino da un capitolo all’altro del libro che racconta le loro avventure in senso proprio fisico, come se fossero consci di essere chiusi in un mondo – che è il libro di fiabe racconti – ma ci stessero comunque bene, anzi si divertono a giocare con la struttura portante del loro universo. E così Pooh salta sulle lettere e attraversa le pagine, Tigro salta letteralmente fuori dal libro e la pioggia disgrega le frasi. L’ho trovato un modo di narrare fortemente affascinante, senza per questo perdere il suo lato giocoso e spensierato: una forma di metanarrativa intelligente nella sua semplicità.
Le storie raccontate mi sono piaciute, qualcuna più e qualcuna meno: carino l’inizio con le api, molto buona quella di Pooh incastrato nella tana di Tappo, bellissima Troppo Vento per Winnie The Pooh (soprattutto per la sequenza degli Efelanti e Noddole), mentre mi ha un po’ annoiato l’ultimo episodio, anche se la pellicola si riscatta alla grande col commovente finale che già citava Grrodon.
Bello vedere l’animazione Xerox sui personaggi di Milne, e decisamente orecchiabili e adatte le canzoni degli Sherman.

Capitolo DVD. E’ davvero buono, pur essendo monodisco è appagante. Infatti è molto bello il video musicale di Carly Simon, interessante il corto extra sul compleanno di Ih Oh – che a parte i disegni che non mi sono andati giù ha una trama molto valida e ben sviluppata - , il “canta con noi” che mi dà la possibilità di rivedere e risentire la splendida scena degli efelanti, la ricca galleria di immagini e soprattutto il Making Of, che è davvero ben realizzato. Interviste ai doppiatori, agli Sherman e a chi ha lavorato al film, si ripercorre la storia dietro alla realizzazione, l’importanza che Walt stesso dava al progetto… Insomma, un buonissimo dietro le quinte per un film molto carino e simpatico.
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Re: Classico Disney #22: Le Avventure di Winnie The Pooh

Messaggioda SpecialMongo » venerdì 01 aprile 2011, 20:41

Beh, non saprei cosa dire dopo che molti utenti hanno già parlato a fondo di quello che apprezzavano di questo Classico.
Su forza! Non si parla di questo film da un bel po' di tempo vedo dalla data, rinvigoriamolo! :)
Per ora voglio solo dire: ho guardato questo film ieri sera, forse per la prima volta in vita mia l'ho visto per intero, dall'inizio alla fine e ben sistemato. Insomma, ha personaggi, paesaggi e atmosfere calorosi (non si risente neanche del fatto che è una "cucitura", perché che è un Classico si sente dall'elaborazione - ottima - dei 3 corti già esistenti), come fa Pooh ad avere i suoi detrattori?
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Re: Classico Disney #22: Le Avventure di Winnie The Pooh

Messaggioda FaGian » venerdì 01 aprile 2011, 22:19

Per parte mia trovo il personaggio di Puh (era così che si chiamava nella versione italiana ;) ) estremamente irritante

Il film non l'ho mai visto, ma ho visto i primi tre mediometraggi, con l'audio storico, quindi la voce di Puh era Oreste Lionello, e Tappo Lauro Gazzolo, Pimpi era Isa Di Marzio e il narratore Giuseppe Rinaldi
Già solo questo basta a farmelo apprezzare, per il resto mi è sempre parso un tantinello troppo puerile.
La mia gallery su Deviant Art (casomai a qualcuno interessi =^__^=)
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Re: Classico Disney #22: Le Avventure di Winnie The Pooh

Messaggioda Valerio » sabato 02 aprile 2011, 03:11

In attesa del 51esimo Classico Disney, ti consiglio di riguardarlo col senno di poohi, ma nella versione lungometraggio col montaggio definitivo perché sennò ti perdi la scena più bella :)
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Re: Classico Disney #22: Le Avventure di Winnie The Pooh

Messaggioda NuttyIsa » sabato 16 luglio 2011, 21:59

Ho finalmente visto questo classico, dopo mesi che ne avevo voglia (dovevo però aspettare di arrivarci in ordine cronologico, oh rabbia!! :P ) e che dire, mi pento di non aver avuto modo di conoscerlo prima perchè mi è piaciuto tanto! Anche se il fatto che fosse "a episodi" non mi è garbato molto, però i personaggi sono talmente carini e ingenui che non puoi fare altro che seguirli nelle vicissitudini in cui si ritrovano!
Tra le altre cose che ho apprezzato, oltre ai personaggi (lol Ih-Oh il primo emo della storia :LOL: ), ci sono il motivetto musicale principale che stava sotto al 90% del film (ed era adorabile) e il fatto che i personaggi sapessero di essere in un libro e quindi balzare di pagina in pagina o rischiare di finirci fuori o arrampicarsi sulle lettere...l'ho trovato divertente!

Riguardo la sequenta dell'incubo di Pooh, l'ispirazione da Dumbo è stata proprio evidentissima...purtroppo per Pooh però ho trovato molto più bella la sequenza di Dumbo (sarà che questa mi è saputo di "già vista" appunto)... comunque grande film :) (assolutamente recupererò pure gli altri)
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Re: Classico Disney #22: Le Avventure di Winnie The Pooh

Messaggioda Vito » domenica 31 luglio 2011, 14:40

Rivisto, molto carino.

La struttura episodica non pesa (si tratta pur sempre degli stessi personaggi, il che rende la cosa ben diversa dai Classici a episodi degli anni 40), e tutto sommato fila via bene e annoia poco, però non è il genere che fa per me.
Non fraintendetemi, io adoro la leggerezza, le foreste, le buffaggini, però Pooh possiede quella stucchevolezza e quell'infantilismo (ben fatto, assolutamente!) che difficilmente riesce ad appagarmi come vorrei. Non riesco ad apprezzare più di tanto roba come "ho i crampetti nel pancino", è roba abbastanza lontana dalle mie corde.

Però è surreale, spesso fa ridere ingenuamente, e l'universo dei 100 Acri è ben pensato (come pure i personaggi ottimamente caratterizzati).

Insomma, Pooh è sempre stato fuori dalle mie corde, però non così tanto da impedirmi di poter tutto sommato apprezzarlo. E ora aspetto il 51esimo Classico.
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Re: Classico Disney #22: Le Avventure di Winnie The Pooh

Messaggioda Valerio » domenica 31 luglio 2011, 16:32

Che in effetti durante la prima parte del primo segmento si possa rimanere un po' sconcertati dalla mielosità è cosa vera, ma bisogna anche dire che andando avanti le cose si fanno più ironiche e brillanti, già la sequenza di lui incastrato è proprio buffa, anche per come viene tratteggiata l'interazione tra amico restio vs amico invadente. Però anche gli ultimi residui di dolcezza se ne andranno nel 51esimo classico, che propone un Bosco dei Cento Acri fedelissimo da un lato, ma d'altra parte assai più moderno e attuale nello humor.
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Re: Classico Disney #22: Le Avventure di Winnie The Pooh

Messaggioda Bramo » domenica 04 settembre 2011, 15:37

In un a very Pooh sunday, mi sono rivisto questo film e a ruota ho potuto gustarmi ben preparato il 51° Classico grazie al doppio acquisto dvd fatto in settimana.

L'ho trovato migliore di quanto ricordassi dalla mia unica visione di un annetto fa. Meno pesante. La struttura a episodi mi era pesata abbastanza, e in alcuni punti la narrazione mi sembrava stiracchiata. Stavolta, pur avendo avvertito comunque queste sensazioni, mi sono goduto maggiormente il film, fin dai bellissimi titoli di testa.
Il primo mediometraggio, nella prima parte, era una delle cose che avevo trovato pesanti: ora l'ho digerita meglio, la canzone di Pooh che finge di essere una nuvola nera mi è piaciuta ne controcanto di Christopher Robin e mi ha fatto cambiare idea sul tutto. La seconda parte con Pooh incastrato è geniale per i motivi descritti brillantemente da Grrodon nel post sopra il mio.
Condivido con Grrodon e con l'Oscar il fatto che il mediometraggio centrale sia il migliore: il ventodì è un'idea così ingenuamente dolce e infantile che mi ha fatto rimanere il sorriso per tutto il tempo, per poi arrivare al fenomenale ingresso di Tigro - forse il mio personaggio preferito del cast, e penso che sia una cosa naturale - che già nei primi minuti in cui arriva dà modo di capire le sue formidabili potenzialità. E non si smette di puntare in alto arrivando alla celeberrima e psichedelica scena degli Efelanti e Noddole, davvero affascinante.
Mi è piaciuto molto anche il terzo mediometraggio, forse ancor più del primo: chissà, forse l'essere incentrato su Tigro ha favorito il mio gradimento, ma fatto sta che la missione ideata da Tappo per liberarsi dell'esuberante amico è geniale come come si svolge, davvero la sensazione di ingenuità è gestita in modo meravigliosamente credibile ed è bello vedere che anche personaggi che paiono dimostrare più senno (Tappo) cascano in quegli stessi meccanismi a cui sono soggett Pooh e gli altri. Un po' più deludente la parte di Tigro sull'albero, ma sopportabile.
Lo splendiderrimo finale non lo commento neanche più, quella scena è una delle cose più poetiche, strappalacrime, nostalgiche e sentimentali a cui riesca a pensare, e vista in un giorno di pioggia la cosa si avverte ancora di più.

Tutta la metanarratività dei personaggi che sono coscienti di essere dentro un libro giocando con le lettere e interagendo con il narratore l'ho letteralmente amata ma se mi conoscete un attimino che ve lo dico a fare che queste trovate fanno per me? :P

Un film insomma che pur non diventando uno dei miei preferiti, contiene quel non-so-che che riesce a comunicare molte cose tanto ai bambini quanto agli adulti, cose diverse a seconda dell'età ma sempre godibili e belle in una formula così difficilmente realizzabile ma che un orsetto sciocco e la sua cricca di amici riescono a trasmettere.

Sull'edizione dvd condivido i bei pareri di Grrodon e in sostanza ripeto quanto scrissi l'ultima volta: c'è tutto, senza troppi orpelli inutili. Il making of dura solo 20 minuti ma quel tempo è sufficiente a dire quello che c'è da sapere sulla realizzazione del film, sulle musiche, sulle idee di Walt ecc. Bello il video musicale, bene la galleria immagini e il famigerato Compleanno di Ih Oh, che confermo che graficamente è proprio brutto, mamma mia quel Pooh è lontano milioni di anni da quello visto nel Classico. Come trama è carina, invece, con la trovata del Pooh-legno e l'approfondimento (tra virgolette) della personalità del tristo asinello.
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Re: [WDAS #22] Le Avventure di Winnie The Pooh

Messaggioda Zenox » domenica 10 febbraio 2013, 10:47

Finalmente posso dire anche la mia su questo classico.
Winnie lo conoscevo dalla serie animata che c'era visto che avevo un paio di cassette, e crescendo lo ignorato perché giustamente era un personaggio per i più piccoli, ora che ho trovato questo classico su una bancarella a 3 euro originale, e visto che è l'edizione dei 25 anni, non me lo sono fatto scappare. Che dire, penso che sia uno dei cartoni più belli per un bambino. La cosa che ho apprezzato è che non prendono in giro il bambino. Che voglio dire questo? Di solito programmi, cartoni o cose che sono indirizzate ad un pubblico più giovane, tratta lo spettatore come se fosse un demente o un down, aspettando che risponda a schermo con inquietanti secondi di silenzio, o urlando a caso e saltellando come deficenti. Winnie the pooh non fa questo per fortuna, racconta una dolce storia di fantasia, con un velo di malinconia pure, racconta quando la vita era semplice e la fantasia è la cosa più bella del mondo. Non vuole insegnare cose come la matematica, la grammatica o l'inglese o altro come altri programmi perché pensano di essere educativi. Ma esplora la fantasia e l'allegria delle cose semplici, i personaggi sono fantastici tutti, si vede che sono intepretati da un bambino per le loro azioni e conclusioni, sono diretti e ingenui ed è questo che fa un bambino. La pare finale poi vale tutto il film quando Christopher sa che non può tornare spesso nel bosco e vuole essere sicuro di non dimenticare mai quelle bellissime avventure che ha passato, quel sciocco di un orsetto non verrà mai dimenticato.
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Re: [WDAS #22] Le Avventure di Winnie The Pooh

Messaggioda Don Homer » giovedì 02 gennaio 2014, 10:18

Zenox ha scritto:cut.

Quoto tutto, non avrei mai saputo dirlo meglio. Non capisco perchè tutto questo odio per Pooh e il suo mondo, dopotutto è di un infantilismo buono e genuino, e non irritante e pessimo come molti altri destinati all'infanzia del giorno d'oggi. Detto questo il film è molto gradevole, con toni caldi e pure una vena malinconica sul finale.
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Re: [WDAS #22] Le Avventure di Winnie The Pooh

Messaggioda Pangur Ban » sabato 05 gennaio 2019, 17:54

Non mi ero mai interessato ai personaggi di Alan Milne pur sentendoli nominare da anni. Del film Disney conoscevo solo questa canzone ignorandone il contesto.
Siccome però avevo intenzione di vedere succesivamente il live-action con Ewan McGregor nei panni del piccolo Christopher Robin cresciuto, ho pensato che la visione del classico animato fosse come minimo necessaria e infatti così è stato.
Chissà perché non mi aspettavo che Pooh e i suoi amici fossero tanto infantili, cosa in fondo normale dato che sono i protagonisti di racconti per l'infanzia. Guardandoli con occhi smaliziati sono bei personaggi nella loro dimensione fantasiosa pensata per un bambino. ^_^
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