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[Shorts] Winnie the Pooh

E' lo studio d'animazione più antico ma anche il più vitale. Tutto comincia da qui, e continua ancora oggi portando l'arte dell'animazione verso nuove frontiere. La mancanza di un nome riconoscibile ha portato per anni il grande pubblico a confonderne le opere con quelle delle altre filiali Disney, ma adesso tutto è cambiato. Benvenuti nel Canone Disney.

[Shorts] Winnie the Pooh

Messaggioda Valerio » domenica 22 luglio 2012, 18:51

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Il ventiduesimo Classico Disney è un po' un unicum nel corpus Disneyano visto che viene considerato un autentico lungometraggio, pur essendo composto da tre mediometraggi usciti singolarmente in precedenza. Il perché di questa particolarità va ricercato nelle intenzioni di Walt che aveva da sempre concepito Pooh come un nuovo film, decidendo solo dopo di farlo uscire "a rate" per fidelizzare il pubblico a questi nuovi personaggi. In questo thread sono presenti le recensioni dei mediometraggi singoli che compongono il film, con in più il quarto mediometraggio prodotto a posteriori.

1966


Winnie Pooh Orsetto Ghiottone o Winnie Pooh e l'Albero del Miele (Winnie the Pooh and The Honey Tree)

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Il primo dei tre segmenti che compongono la pellicola e stato prodotto nel fiore degli anni '60 e introduce alla perfezione lo spettatore nel Bosco dei Cento Acri, dapprima con una sequenza live-action che mostra la cameretta di Christopher Robin coi corrispettivi reali dei personaggi del cartone, e poi facendo entrare fisicamente lo spettatore nel libro di Milne. Ecco quindi la mappa tratteggiata da Shepard, riprodotta fedelissimamente dagli animatori Disney, prendere vita per presentare uno ad uno i personaggi. La canzone introduttiva Winnie the Pooh ritornerà poi nelle introduzioni degli altri mediometraggi ma nel montaggio del Classico verrà proposta solo una volta, la prima, collegando con interstitials (ma senza tagliare nessuna animazione) i due mediometraggi successivi. Winnie Pooh e l'Albero del Miele è a sua volta un mediometraggio a episodi, e racconta (con uno stacco abbastanza netto) i primi due capitoli del libro originale. La prima parte è alquanto infantile e vede Winnie Pooh impegnato a procurarsi del miele: abbondano le canzoncine/filastrocca rielaborazioni dei versetti presenti nel libro e qui musicati dai fratelli Sherman, capisaldi della musica Disney anni '60 e '70: Up, Down, Touch the Ground, Rumbly in my Tumbly, Little Black Raincloud sono sciocche canzoncine, parto della sciocca mente di un orsetto sciocco, come recita il celebre tormentone inaugurato da Christopher Robin. Durante la prima metà oltre al protagonista appaiono Christoher Robin, Uffa, Ih-Oh, Kanga e Roo. E' assente invece Tappo, che apparirà nella seconda, esilarante parte in cui Pooh rimane incastrato nell'uscita della sua tana. Anche De Castor, personaggio destinato a una grande fortuna nella serie tv per poi venir del tutto accantonato nei sequel ufficiali dei Toon Studios, fa alcune apparizioni, pur non essendo parte del libro, come lui stesso ricorda. Il mediometraggio si chiude con la corale Heave-ho!. L'animazione è qualcosa di sconvolgente e porta la tecnica xerox allo stato dell'arte sposandola benissimo con lo stile dei disegni di Shepard e con lo spirito del film, creando un cocktail travolgente. Qui, qui e qui.


1968


Troppo Vento per Winnie Pooh (Winnie The Pooh and the Blustery Day)

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Due anni dopo il mediometraggio d'esordio esce la seconda parte del progetto Pooh, in assoluto la migliore, la cui morbidezza delle animazioni e il processo Xerox usato in maniera assai carezzevole la rendono meritevole dell'Oscar come miglior corto animato. Peccato che Walt, che era stato letteralmente conquistato dal progetto negli anni passati, non riuscì a vivere abbastanza a lungo per vedere questa seconda parte arrivare sul grande schermo e vincere un Oscar. Anche questa featurette è divisa in due parti distinte: la prima racconta di una giornata molto ventosa e introduce agli spettatori il personaggio di Pimpi mentre la seconda, incentrata sulla nottata molto piovosa, presenta con una sequenza indimenticabile il personaggio più istrionico del gruppo: Tigro. La storia che ne risulta è un collage di di ben cinque capitoli differenti tratti da entrambi i libri di A. A. Milne, eppure la cosa funziona e parecchio bene.
La musica è sempre dei fratelli Sherman, che firmano una nuova filastrocca sciocca di Pooh, Blustery Day, collocata all'inizio ma sopratutto le splendide The Wonderful Thing About Tiggers, che verrà ripresa in versione estesa per il lungometraggio T come Tigro, e Heffalumps and Woozles. Quest'ultima è una stupenda sequenza onirica, l'incubo di Pooh, che ricorda molto da vicino la Pink Elephants on Parade di Dumbo. La trasfigurazione infantile, verbale e visiva, dell'elefante e della donnola sono uno dei particolari più interessanti e allo stesso tempo meno sfruttati del libro. La sequenza aiuta così a tingere di dark (pur nei limiti del possibile) il mondo di Pooh, dando così corpo anche ad una delle componenti meno celebrate dell'essere piccoli: l'angoscia.
Ma dopo l'ora più buia della notte viene l'umida alba, ed è con è con The Rain, Rain, Rain Came Down, Down, Down che l'atmosfera si rilassa, mostrandoci Pimpi impegnato a salvarsi dai fiumi di acqua che hanno allagato casa sua, tingendo d'avventura un mondo altrimenti serafico e tranquillo. Chiude il tutto l'ingenua e festosa Hip-Hip Pooh-ray! con la quale i personaggi ancora una volta sfilano, finalmente al completo, ora che l'intero cast è stato presentato. Qui.


1974


A Tu per Tu con Winnie the Pooh (Winnie the Pooh and Tigger Too!)

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Il terzo atto e conclusivo atto del progetto Winnie the Pooh viene prodotto ben sei anni dopo dal precedente segmento: non siamo più nei tempi d'oro dell'animazione xerox ma la differenza nella qualità dell'animazione è minima, certo che in alcuni punti si sente qualche sbalzo stilistico, visti gli improvvisi ingrassamenti di Pooh. Da notare anche che stavolta Wolfgang Reitherman figura solo come produttore, mentre il regista è un altro dei nin old men, John Lounsbery. Il protagonista della vicenda, anzi delle due vicende è Tigro, che tutti gli altri cercano di "sbalzare", cioè di far tornare nelle righe vista l'eccessiva esuberanza del suo carattere: la storia viene ricavata abbinando (e invertendo) due distinti capitoli tratti dal secondo libro di Pooh, The House at Pooh Corner, interponendo tra i due un terzo capitolo, tratto stavolta dal primo libro, in cui Tigro non c'era ancora e i protagonisti erano Winnie e Pimpi che si ritrovavano a seguire le tracce di sé stessi credendo di star cacciando una Noddola (nel film un Giagularo). Va notato che un Tigro protagonista si sarebbe visto poi anche in T come Tigro, di cui vengono poste qui le basi nel suo crescente rapporto di amicizia col piccolo Roo.
Il mediometraggio stranamente non presenta alcun numero musicale se si esclude il reprise di The Wonderful Thing About Tiggers, ed è possibile che il motivo risieda nella fine della collaborazione coi fratelli Sherman, avvenuta poco tempo prima. Il suo venire subito dopo la seconda featurette corrisponde ad una sorta di anticlimax, che lo rende forse il meno significativo dei tre, tuttavia è un problema che si avverte solo vedendolo all'interno del Classico, mentre il mediometraggio preso da solo rimane comunque assai gustoso, e va ricordato anche per l'inedita interazione personaggi/narratore che vedrà la risoluzione della vicenda proprio grazie ad un espediente metanarrativo. Qui, qui e qui.


1983


Il Compleanno di Ih-Oh (Winnie the Pooh and a Day for Eeyore)

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Ed ecco il quarto mediometraggio di Winnie Pooh, quello apocrifo. Quello che è stato prodotto dopo l'uscita del lungometraggio Le Avventure di Winnie the Pooh che raccoglieva i primi tre segmenti e che è quindi stato tagliato fuori. Certo, al giorno d'oggi è possibile trovarlo tra i contenuti speciali del dvd del 22esimo Classico, però a ben vedere ci si accorge che c'è qualcosa che non va, e che anche se fosse stato prodotto in tempo, molto difficilmente un prodotto del genere avrebbe potuto essere montato per figurare assieme agli altri. Questo per un motivo ben preciso: l'animazione non è stata realizzata alla Disney.
Era già successo una prima volta negli anni '30 che, per mancanza di tempo, gli studios concentrati su Biancaneve scegliessero di incaricare uno studio esterno per l'animazione della Silly Symphony Merbabies, e sarebbe successo una terza volta nel 2006, che il progetto The Wild, che inizialmente avrebbe dovuto essere realizzato ai WDAS, sarebbe stato invece affidato con esiti disastrosi allo studio canadese CORE. Questa volta però è di scena lo studio Rick Reinert Productions che già in passato aveva realizzato l'animazione per conto della Disney del corto sponsorizzato/didattico Winnie the Pooh Discovers the Seasons, e che qui viene chiamato a realizzare il quarto Pooh con l'intento di riallacciarsi alla tradizione (o forse per formare una seconda trilogia?). E per quanto riguarda la sceneggiatura questo Winnie the Pooh and a Day for Eeyore alla tradizione ci si riallaccia benissimo: come avveniva per le featurette classiche, vengono infatti qui invertiti e combinati due capitoli tratti dai due libri di A. A. Milne che vedevano protagonista l'asinello Ih-Oh, quello in cui compie gli anni e riceve due regali e quello in cui Pooh inventa un gioco e tutti lo seguono, capitoli che trovano dunque qui il loro adattamento ufficiale. Anche nella forma il mediometraggio cerca di riallacciarsi alla tradizione, mantenendo l'incipit live action nella stanza di Christopher Robin, nonché la presentazione cantata del mondo di Pooh attraverso la mappa presente nel libro. E' quando inizia la parte inedita che ci si accorge che qualcosa decisamente non va: ben lungi dal sembrare un tipo di animazione economica e televisiva, l'animazione del Rick Reinerd studio appare piuttosto grezza e approssimativa. I personaggi sono spesso e volentieri fuori modello e assumono pose e espressioni quasi sempre innaturali: Pooh ballonzola in maniera scomposta, mentre Tigro non sembra neanche lui. Insomma, un tipo di animazione che presenta non pochi problemi di omogeneità, ed è un peccato perché se così non fosse stato molto probabilmente questo Pooh sarebbe potuto esser montato insieme al nuovo materiale nel nuovo film di Pooh, in uscita come 51esimo lungometraggio canonico e concepito come seconda e ultima parte dell'opera di adattamento dei racconti di Milne. E' un peccato anche perché se si prova a chiudere un occhio e si va oltre il comparto grafico ci si accorge che a livello di soggetto e sceneggiatura il mediometraggo è valido, i personaggi sono loro, le interazioni col narratore sono presenti, e c'è pure quel tocco di follia demenziale: vedere Pooh e Pimpi che cercano di festeggiare l'asinello regalandogli rispettivamente un vasetto di miele ormai vuoto e un palloncino scoppiato, e vedere Ih-Oh che è comunque contento perché in questo modo può usare il primo come contenitore per tirare dentro e fuori il secondo è assolutamente esilarante. Insomma, probabilmente la produzione del meraviglioso Canto di Natale di Topolino è andata a scapito di questo Pooh, che è così caduto in una sorta di limbo, a metà strada tra le featurette canoniche e la sterminata produzione pseudotelevisiva di cui Winnie sarebbe di lì a poco divenuto protagonista. Qui, qui e qui.
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Re: [Shorts] Winnie the Pooh

Messaggioda Astrus » sabato 25 agosto 2012, 00:28

Da perfetto profano mi sono accostato al mondo di Winnie the Pooh solo qualche tempo fa, vedendo per la prima volta i primi tre mediometraggi singolarmente e poi il film completo. Devo dire che quello che ho apprezzato di più è stato proprio A Tu per Tu con Winnie the Pooh, certo, il meno poohesco, ma anche quello che presenta una trama unitaria, senza divagazioni di sorta. L'impatto con il primo mediometraggio mi ha lasciato molto perplesso, non avevo mai visto nulla di Winnie the Pooh e venticinque minuti di pellicola che raccontavano di un orso incastrato in un buco mi sembravano un tantinello troppi. Ma la visione del secondo mi ha calato perfettamente nell'atmosfera del Bosco dei Cento Acri, complice anche una visione notturna: lentamente ho iniziato a comprendere la capolavorosità della cosa, a metà tra l'infantile e il genialmente disincantato, e le canzoni hanno completato l'opera, devastandomi il cervello per settimane (penso di aver lasciato perplesse parecchie persone canticchiando per giorni Efelanti e Noddole :P ). Alla luce di tutto questo, ho quindi compreso l'utilità della distribuzione dei tre mediometraggi separati, la cui visione permette di immergersi a poco a poco nel mondo di Christofer Robin e di affezionarsi sinceramente ai personaggi, mentre il lungometraggio completo riesce a mettere la parola fine all'intero discorso con quel poeticissimo finale, tecnicamente ed artisticamente perfetto.
Oh, be', vado a mangiarmi un po' di miele.
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Re: [Shorts] Winnie the Pooh

Messaggioda Valerio » domenica 26 agosto 2012, 19:47

Ma quindi, non ho ben capito, sostieni che l'opera funzioni di più suddivisa in mediometraggi o come film unitario?
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Re: [Shorts] Winnie the Pooh

Messaggioda Astrus » domenica 26 agosto 2012, 22:56

Come lungometraggio funziona benissimo, ma, dopo averli visti singolarmente, ed anche a qualche giorno di distanza l'uno dall'altro, ho notato come il processo di fidelizzazione sperimentato all'epoca funzioni perfettamente. E' ovvio, però, che tutto questo conduca conseguentemente al lungometraggio, il cui finale chiude idealmente il discorso.
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