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[Shorts] Three Little Pigs

E' lo studio d'animazione più antico ma anche il più vitale. Tutto comincia da qui, e continua ancora oggi portando l'arte dell'animazione verso nuove frontiere. La mancanza di un nome riconoscibile ha portato per anni il grande pubblico a confonderne le opere con quelle delle altre filiali Disney, ma adesso tutto è cambiato. Benvenuti nel Canone Disney.

[Shorts] Three Little Pigs

Messaggioda Valerio » mercoledì 05 maggio 2010, 13:04

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Quando nel 1933 Walt Disney lancia The Three Little Pigs il successo è travolgente. Gli viene subito chiesto di fare altri cortometraggi con i porcellini, la gente li ama e Gimmi, Timmi e Tommi in compagnia di Ezechiele diventano subito delle stelle, generando un infinità di merchandising. Pur non volendo ripetersi ed essendo contrario ai sequel senza motivo alcuno Walt decide di accontentare il pubblico e concedere (oltre a svariati cameo in altri corti, come Mickey's Polo Team e Toby Tortoise Returns) nel 1934 e nel 1936 altri due cortometraggi con i porcellini, crossoverandoli però con altre celebri storie, in modo tale da far mantenere all'operazione un suo perché. The Big Bad Wolf e Three Little Wolves sono infatti oltre che dei sequel, la versione ufficiale Disney delle fiabe di Cappuccetto Rosso e del pastorello che gridava sempre "Al lupo! Al lupo!". Ma al pubblico, che tende ad affezionarsi ai personaggi più riusciti, tutto questo non basta e così nel 1939 esce il quarto e ultimo cortometraggio del ciclo. Le Silly Simphony sono però oramai in chiusura, l'anno prima era uscito Mother Goose Goes Hollywood e quest'anno è imminente l'uscita di The Ugly Duckling, ultima Silly che però già non ha più il logo tradizionale: il risultato è che The Practical Pig pur venendo ovunque classificato come Silly Simphony, esce in realtà con un logo tutto nuovo raffigurante il trio. Se ci fosse la volontà di renderlo il pilota di una nuova serie che avrebbe dovuto proseguire per tutti gli anni 40, o un semplice escamotage burocratico non è dato saperlo: quel che è certo è che The Practical Pig è l'unico corto di questa singolare serie e che, a parte alcune apparizioni in animazione sponsorizzata del periodo bellico, non si sarebbero visti più i porcellini per molti anni ancora, esclusa la carta stampata. Più o meno fino alla loro apparizione nella celebre marcia di Topolino negli anni 50 e la loro straordinarissima partecipazione nel 1963 al film non Disneyano Cri-Cri El Crillito Cantor in cui sarebbero stati nuovamente protagonisti del misconosciutissimo segmento Los Conchinitos Dormilones. I quattro cortometraggi classici (cioé le tre Silly e questa sorta di pilota abortito), sono stati tutti inclusi nel Treasures Silly Simphony Vol.1, uscito anche da noi, anche se The Practical Pig è presente come easter egg, ed è ben nascosto (basta andare nel menu sottotitoli e selezionare il bimbo acquatico). Certo è che la penuria di materiale renderebbe parecchio fuoriluogo questo thread, e così ho deciso di utilizzarlo per riportare le recensioni di un po' tutti i corti del ciclo dei porci, e non solo per l'ultimo (e per il film messicano).

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I Tre Porcellini (Three Little Pigs) 1933

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Se si dovesse scegliere una Silly Simphony che rappresenti l'intera gloriosa serie sarebbe senza dubbio questa. Con questo corto viene lanciato un microcosmo che avrebbe avuto negli anni un grosso successo, contravvenendo alla regola intrinseca della serie, di avere personaggi one shot, ma anzi avendo ben tre sequel e svariati camei all'interno della filmografia di quegli anni. E pensare che Walt ebbe il suo bel daffare a convincere gli animatori a realizzarlo, visto che i più non erano affatto convinti della sua idea (che va detto prevedeva originariamente però la presenza di due soli porcellini di carattere opposto). Ma una volta realizzata il successo fu incredibile, superiore ad ogni più rosea aspettativa, e il corto rimase in programmazione per mesi e mesi ovunque. E i motivi di un successo tanto enorme sono vari: il primo è sicuramente la metafora alla base del corto che insegna a superare le avversità prendendo le giuste precauzioni, concetto che in piena Grande Depressione diede conforto agli animi degli americani. Il secondo motivo è che con questo cortometraggio si ha il secondo grande successo discografico Disney, la canzone Who's Afraid of the Big Bad Wolf composta da Frank Churchill che spopolò, affiancandosi al Minnie's Yoo-Hoo nel patrimonio musicale Disney. E il terzo è che era stato compiuto un nuovo grande step nella storia dell'animazione, conferendo a tre personaggi apparentemente uguali, Timmi, Tommi e Gimmi e al loro villain Ezechiele Lupo delle caratteristiche diverse, e un temperamento ben preciso, che sarebbe rimasto ben impresso nei cuori degli spettatori e sarebbe sopravvissuto in svariati media. Insomma rendere un mito Topolino, protagonista seriale di qualsiasi cosa e di storielle di ogni tipo, era stato sicuramente più semplice che fare lo stesso con personaggi nati per essere one shot, e si può quindi individuare in questo corto la nascita del metodo Disney per delineare alla perfezione i classic characters, quelli dei lungometraggi, opposti al pantheon degli standard chatacter, ricorrenti per propria natura. A questo piccolo capolavoro sarebbero poi seguite le Silly Simphonies The Big Bad Wolf e Three Little Wolves, per non parlare di The Pratical Pig sorta di pilota di una serie animata abortita completamente dedicata ai porcellini, che anche grazie all'inedito Lupetto avrebbero invece spopolato più tardi nei comic book, conoscendo una seconda giovinezza. Qui il corto originale, mentre qui il doppiaggio italiano, precedente a quello attuale presente nel Treasure, e secondo alcuni pure più bello. Va segnalato che la scena in cui il lupo si traveste da ebreo, completamente ridisegnata in USA è invece presente nell'edizione italiana.


Il Lupo Cattivo (The Big Bad Wolf) 1934

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Cappuccetto Rosso incontra i tre porcellini. Disney era stato sempre contrario ai sequel, ma dopo un anno di lettere che gli chiedevano "ancora porcellini" riuscì a trovare un modo intelligente di dare un seguito alla sua grande hit dell'anno precedente. Il modo migliore era integrare questo seguito con un qualcosa di non ancora fatto e questo qualcosa era Cappuccetto Rosso la cui fiaba si sposa benissimo con l'idea di un sequel dei porcellini, visto che il lupo può benissimo essere lo stesso (e beccarsi gli onori del titolo) e Gimmi incarnare ottimamente il ruolo del cacciatore. Timmi e Tommi servono a metterla sulla cattiva strada, la scorciatoia per la foresta e il meccanismo narrativo è così ben avviato. Si inaugura così questo breve filone, con il lupo che per tentare le sue prede si traveste regolarmente da donna: inoltre in questo e nei prossimi corti saranno presenti citazioni, richiami, l'immancabile reprise del famoso tema e soprattutto un po' di sana continuity, con Gimmi stavolta occupato a costruire un'ala alla sua casa di mattoni che possa ospitare gli sciocchi fratelli. E anche lo stile grafico progredisce rapidamente, per giungere sempre più a quel capolavoro stilistico che sarà The Pratical Pig. Qui.


I Tre Lupetti (Three Little Wolves) 1936

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A Walt Disney vengono continuamente richiesti sequel del suo successo I Tre Porcellini. Lui è contrario, se non tramite vari escamotage, e quindi dopo The Big Bad Wolf che oltre ad essere un secondo episodio era la versione ufficiale Disneyana della fiaba di Cappuccetto Rosso, ecco arrivare Three Little Wolves che utilizza il cast dei personaggi amati (già rivisto comunque in Mickey's Polo Team), arricchito dei tre lupetti figli di Ezechiele, per raccontare però un'altra celebre fiaba, quella del pastorello che gridava sempre "Al lupo! Al Lupo!" per poi non essere creduto alla fine, con Timmi e Tommi ovviamente nel ruolo dei falsi allarmisti. Questo terzo episodio del filone è anche superiore al secondo, dal momento che tecnicamente parlando sono stati fatti passi da gigante, i personaggi sfoggiano un'espressività che prima non c'era, e anche lo humor è sempre più graffiante ed esplosivo: fantastico il Lupo che all'inizio del corto canta la celebre canzone Schnitzelbank, con perfetto accento tedesco, storpiandola mentre cerca di insegnare ai figli come si cucina il maiale, bello anche che catturi i porcellini travestendosi da Bo Peep e che loro credano che la pastorella abbia mire "sconvenienti" su di loro. Intrigante il modo in cui la situazione si risolve, sfruttando il celebre soffio del Lupo, e geniale il climax finale con la macchina ammansitrice di Gimmi che riempie di botte il Lupo a tempo di musica con la canzone Who's Afraid of the Big Bad Wolf?. Dopo questa felice interpretazione, che viene promossa sui giornali con un ciclo di tavole domenicali veramente lungo che racconta ben tre storie con protagonisti porci, lupo e relativa figliolanza, questo celebre cast si congederà dalle Silly Simphony per dare inizio a una serie personale che però non andrà mai oltre il primo cortometraggio, trovando maggior fortuna nei comic book dove però il trio di lupetti cattivi verrà rimpiazzato da un unico lupetto buono, che darà modo a Ezechiele di vivere ancora a lungo di questo paradossale spunto narrativo.
Qui la versione originale del corto, mentre qui la versione doppiata presente nel Treasure. Da youtube è purtroppo assente il precedente doppiaggio italiano in cui Ezechiele conservava intatto l'accento tedesco.


Il Porcellino Pratico (The Practical Pig) 1939

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Silly Simphony o non Silly Simphony? Pur essendo stata pubblicizzata come una Silly, con tanto di ciclo di tavole domenicali pubblicato in largo anticipo e locandina riportanti il celebre logo, una volta al cinema gli spettatori si ritrovano davanti un logo tutto nuovo che sembra preludere ad una serie regolare con protagonisti Gimmi, Timmi, Tommi ed Ezechiele. Non si sa, conoscendo Walt, quanto questa idea gli andasse a genio visto che non vedeva di buon occhio i sequel, certo è che d'altra parte trasformare la solita formuletta in un contesto narrativo parallelo a quello dei soliti personaggi poteva essere interessante anche nell'ottica di espandere questo mondo. Ciò non sarebbe stato fatto se non nei comic book, dove grazie all'arrivo di Lupetto, Ezechiele avrebbe goduto di una seconda giovinezza e di un pretesto narrativo molto interessante, e quindi The Practical Pig ad oggi rimane il primo ed ultimo corto appartenente alla serie personale dei porcellini, una serie abortita e quindi per molti storici del cinema una semplice Silly Simphony dallo strano logo realizzata così dato il periodo di congiuntura in cui è uscita. Quel che è certo è che andando a valutare i contenuti del corto, ci si trova davanti ad un upgrade davvero impressionante, rispetto ai corti precedenti: non solo grazie al tocco di Fred Moore la grafica si è arricchita rendendo i porcellini più tondi ed espressivi, ma assai piacevoli sono pure le sembianze e le espressioni del lupo, c'è un maggior approfondimento sui personaggi e una caratterizzazione sempre migliore di ognuno di loro. Anche dal punto di vista degli sfondi si sentono tutti i progressi compiuti in un decennio di Silly Simphony, e il risultato finale è che questo Practical Pig assomiglia più a Pinocchio che agli altri cortometraggi. Certo, la trama è abbastanza classica con il solito rapimento del lupo, e senza neanche un pretesto fiabesco impiantato nella storia, ma il modo in cui il tutto viene rinnovato ha dell'ammirevole. Anche la regia si è fatta più moderna, dinamica, e sente il bisogno di variare la formula: ecco quindi l'erede dell'ammansitore per lupi, la macchina della verità con cui un Gimmi più accigliato che mai tortura Ezechiele con inquadrature frenetiche, brusche carrellate e movimenti di camera impensabili pochi anni prima. Bellissima l'ultima inquadratura del Lupo sparato in aria come un razzo, come anche l'interazione con i tre lupetti alla loro ultima apparizione, e persino le gag sono assolutamente fulminanti, con il Lupo che bugia dopo bugia si fa sempre più male, la lettera di Ezechiele tutta sgrammaticata o Gimmi che nel finale riceve un piccolo scorno che incrina leggermente la sua intoccabilità di saggio. Insomma sarà anche un unicum ma The Practical Pig rimane un gioiello, che dimostra come a livello stilistico il periodo che va a cavallo degli anni 30 e 40 sia assolutamente il migliore. Qui.


1963


Los Cochinitos Dormilones - Inserito all'interno del lungometraggio non Disneyano Cri-Cri El Grillito Cantor.

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E chi se lo immaginava che esisteva un quinto cortometraggio coi tre porcellini, perdipiù realizzato negli anni '60 e inserito in un lungometraggio non Disneyano? Los Conchinitos Dormilones è una scoperta di questi ultimi anni, fatta dal gestore di questo blog. Pare che questo corto, precedentemente assente da tutte le filmografie Disneyane del pianeta, sia stato visto finora solo dai messicani all'interno del film musicale Cri-Cri El Grillito Cantor, presumibilmente una raccolta di brani di repertorio popolare. E infatti proprio una canzoncina in spagnolo accompagna le immagini di questo cortometraggio di pochi minuti dalla storia sinceramente un po' confusa. Il cartone è introdotto da un quadro che rappresenta i tre porcellini addormentati, guardato con interesse da due bambini in carne ed ossa. Gimmi, Timmi e Tommi, dopo una breve sequenza in cui si mostrano i loro sogni, si svegliano (anche se il risveglio sembrerebbe invece l'inizio di un nuovo sogno) e apprendono che la madre rischia di essere sfrattata da Ezechiele. Decidono di racimolare il denaro esibendosi ad una festa, e di botto dopo una breve sequenza riciclata da I Tre Caballeros, inizia uno stucchevole numero musicale. Segue poi il ritorno a casa dei tre, ostacolati dal Lupo, in una sequenza narrata esclusivamente in silhouette, fino al lieto fine, tra le braccia di quella porcona della madre. Però il tutto è sospeso tra sogno e realtà, sicchè non si capisce molto bene e il fatto che sia del tutto in spagnolo non aiuta. Rimangono però le animazioni, alquanto interessanti, perchè si tratta di uno dei pochi casi di animazione Disney anni '60 non xerox. Sinceramente, una volta privato dei toni dimessi tipici del processo xerox, lo stile anni '60 sembra assai più ricco (e forse un po' barocco) rispetto a quello più sobrio degli anni '30 e '40. E sicuramente ben diverso dall'appena tramontata stilizzazione anni '50 che tanto aveva tolto all'animazione Disney. Vedere i porcellini (e loro madre) reinterpretati con questo nuovo stile - di cui già avevamo avuto un assaggio nella Marcia di Topolino - è una delizia, e ancor di più lo è vedere Ezechiele con una gamma di espressioni davvero impensabile. Insomma, una chicca dall'indubbio valore storico, anche se viene da chiedersi perchè la Disney abbia per ben tre volte (le altre due volte erano state nel '34 con The Hot Chocolate Soldiers all'interno del film The Hollywood Party, e la sequenza animata di Servant's Entrance) regalato via così un proprio cartone senza pretendere diritti sul lungometraggio in questione e finendo per dimenticarsene. Bè l'importante è che adesso ce l'abbiamo. Qui.
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Re: Three Little Pigs

Messaggioda Andrea87 » venerdì 07 maggio 2010, 00:47

ma qualcuno sa perchè nella famosa VHS che è uscita anche più volte in allegato con TV Sorrisi & Canzoni intitolata "I Tre Porcellini" inserivano solo 3 cartoni, eliminando di fatto il 2^ capitolo della tetralogia? :???:

Il bello è che poi per riempire l'ora di cassetta inserivano corti a muzzo come "I tre topolini ciechi" -_-
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Re: Three Little Pigs

Messaggioda Valerio » venerdì 07 maggio 2010, 01:04

Irritante stupidità?
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Re: Three Little Pigs

Messaggioda Donald Duck » mercoledì 09 febbraio 2011, 22:14

Secondo me, tutta la sequenza dell'esibizione per raccogliere i soldi è il sogno di Jimmy, dopo quello di essere re e di andare in barca degli altri due porcellini.
Per la storia del quadro, come si può capire qu i bambini sentono alla radio una storia sui maialetti (notare gli immaginoni alle pareti) e l'immaginano/inventano/seguono guardando il quadretto.

Grrodon ha scritto:Rimangono però le animazioni, alquanto interessanti, perchè si tratta di uno dei pochi casi di animazione Disney anni '60 non xerox.

Se era non Xerox aveva un costo piuttosto alto no? Come mai quindi? Vabbé che tra ricicli e silouette...
Comunque Ezechiele, in quelle poche scene che si vede, è una cosa davvero bellissima...

Grrodon ha scritto:quella porcona della madre

Lol!

Grrodon ha scritto:Qui.

:D
Timido postatore e finto nerd.

Pure su YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCBsX4Y ... LjrjN8JvEQ.
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Re: Three Little Pigs

Messaggioda Valerio » giovedì 10 febbraio 2011, 02:11

Magari ha avuto un costo alto, però lo stile segue l'evoluzione maturata fino a quel momento...che aveva potuto progredire a quel modo proprio perché eravamo in epoca xerox.
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Re: [Shorts] Three Little Pigs

Messaggioda Alle » venerdì 01 marzo 2013, 00:04

Dal mio ultimo acquisto su Amazon, The Revised Vault of Walt, scritto da Jim Korkis, qualche notizia in più sui Los Cochinitos Dormilones (traduzione del sottoscritto):

Un cartoon Disney dei Tre Porcellini è rimasto praticamente sconosciuto al pubblico statunitense per molti anni. Nell’autunno del 1962, Walt Disney convocò nel suo ufficio Bill Justice e X. Atencio e li presentò a Carlos Amador ed alla moglie di questi, Marga, star del grande schermo. Gli appassionati disneyani conoscono Justice come il principale animatore dei primi cartoni di Cip e Ciop, mentre Atencio è il paroliere delle canzoni delle attrazioni dei parchi Disney Pirati dei Caraibi e La casa dei fantasmi; i loro molti altri progetti per la Disney potrebbero riempire diversi libri.
Amador stava preparando un film sulla vita di un famoso compositore sudamericano; poiché una delle canzoni parlava di tre porcellini, egli voleva usare quelli di Disney in un segmento animato. Disney accettò di partecipare gratuitamente al progetto, per il quale incaricò Justice ed Atencio, perché metà degli incassi del film sarebbero stati destinati a permettere ai bambini messicani più poveri di poter avere un pasto gratuito durante i giorni di scuola; il progetto stava particolarmente a cuore alla moglie del presidente della repubblica sudamericana, ed era a volte l’unico motivo per il quale i bambini frequentavano le scuole. Amador adattò il racconto, e Justice ed Atencio si occuparono della produzione.
Nel film (http://www.youtube.com/watch?v=MhxoDonN5Jk) un bambino ed una bambina nei loro letti guardano un quadro che rappresenta tre porcellini addormentati; il quadro si anima, e vediamo i tre porcellini infilati a letto dalla madre che li bacia. Uno dei tre sogna di essere un re alle prese con un grande banchetto; il secondo sogna di avere una barchetta, ma finisce in acqua e torna a letto piangendo. Il terzo, Gimmi, sogna il Lupo Cattivo che intima alla loro madre di pagare l’affitto l’indomani mattina; la Fiesta de las Flores (rappresentata anche con animazioni già apparse in I Tre Caballeros) permette ai tre porcellini di ottenere la cifra necessaria vincendo una gara nella quale si esibiscono in un numero musicale.
Al ritorno a casa in nottata, sulle note di Chi ha paura del Lupo Cattivo, i tre sfuggono ad un’imboscata dello stesso, che viene anche colpito da una noce di cocco che gli cade in testa, e consegnano alla madre i soldi, venendo da questa abbracciati; il film torna poi a seguire le vicende dei bambini visti all’inizio della scena.
Qualche mese più tardi, dopo che Walt Disney ebbe visionato il materiale e dato la sua approvazione, Amador invitò Justice, Atencio e Gene Armstrong della sezione rapporti con l’estero dei Disney Studios a visitare il Messico per una decina di giorni, insieme alle rispettive mogli. La spedizione fu accolta in maniera regale, accolta all’aeroporto di Città del Messico da una banda mariachi e con bouquets di fiori donati alle signore. In occasione di una cena come ospiti d’onore della first lady messicana Justice ed Atencio ricevettero delle medaglie d’oro per il loro lavoro.
Un comunicato stampa della Disney nell’autunno 1963 annunciò:
“I tre porcellini dormiglioni, un nuovo segmento animato di quattro minuti in lingua spagnola, è stato prodotto da Walt Disney per essere inserito in un film live-action messicano dal titolo Cri-Cri, El Grillito Cantor, o Cri-Cri, il piccolo grillo canterino. Il film narra la vita di Gabilondo Solar (http://en.wikipedia.org/wiki/Francisco_Gabilondo_Soler), famoso scrittore di canzoni sudamericano, ed il contributo di Walt Disney si basa sulla sua popolare canzone Los Cochinitos Dormilones. Gli incassi del film, la cui uscita sugli schermi messicani è prevista a partire da ottobre, saranno devoluti all’Istituto per la Protezione dei Bambini Messicani, organizzazione che gestisce trentadue impianti per l’imballaggio e la spedizione di alimenti a milioni di bambini in età scolastica nell’intero paese.”
Justice ed Atencio tornarono in Messico nel novembre del 1963 per partecipare ad un festival cinematografico internazionale, durante il quale venne assegnato un premio al film. Purtroppo la proiezione fu programmata negli stessi giorni della morte di J.F. Kennedy; i due parteciparono comunque alla manifestazione, ma Justice raccontò in seguito che avrebbe sempre ricordato l’affetto che gli venne espresso da chiunque scopriva che era un cittadino americano.

Il link al filmato YouTube è nuovo rispetto a quello indicato da Valerio nel suo post di presentazione del cartone, visto che quest'ultimo è stato sostituito da una versione ripresa da quella che sembra essere una recita scolastica.
Ultima modifica di Alle il venerdì 01 marzo 2013, 11:20, modificato 1 volta in totale.
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Re: Three Little Pigs

Messaggioda Valerio » venerdì 01 marzo 2013, 01:34

Cavolo, bravissimo Alle. Questo è materiale preziosissimo, che aggiunge parecchio su un campo dell'animazione WDAS totalmente trascurato. Se quel libro contiene altro materiale del genere su corti parimenti sconosciuti ben venga!
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Re: Three Little Pigs

Messaggioda Alle » venerdì 01 marzo 2013, 11:22

Il libro è una raccolta di episodi poco conosciuti della storia personale di Walt Disney e dell'azienda a suo nome; mano a mano che andrò avanti nella lettura se salterà fuori altro di interessante lo segnalerò.
Ho editato il mio messaggio, visto che poco fa ho trovato la pagina Wikipedia in lingua inglese dedicata a Soler.
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