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[WDAS #40] Le Follie dell'Imperatore

E' lo studio d'animazione più antico ma anche il più vitale. Tutto comincia da qui, e continua ancora oggi portando l'arte dell'animazione verso nuove frontiere. La mancanza di un nome riconoscibile ha portato per anni il grande pubblico a confonderne le opere con quelle delle altre filiali Disney, ma adesso tutto è cambiato. Benvenuti nel Canone Disney.

[WDAS #40] Le Follie dell'Imperatore

Messaggioda Valerio » giovedì 08 dicembre 2005, 21:31

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The Emperor's New Groove di Mark Dindal inaugura il nuovo millennio e con esso il periodo Disney sperimentale: mentre prima la Disney in ogni suo lungometraggio cercava di mantenere l'equilibrio tra i generi in modo da ottenere filmoni ipercompleti e adatti a tutta la famiglia, adesso decide di rompere quest'equilibrio. Il numero di classici prodotti all'anno sale a due, e differenziazione diventa la parola d'ordine: i lungometraggi animati prodotti si sbilanciano verso un genere sempre diverso, che sia l'avventura o la commedia, e questo delude le aspettative di molti. In sé per sé la cosa non ha niente di negativo però, per quanto la scelta sia probabilissimamente dovuta agli scarsi risultati dei recenti "classici a tutto tondo", e anzi è l'occasione per gli artisti Disney di cimentarsi in nuovi progetti, cercando strade nuove e proponendo strani ibridi, che vedono l'animazione Disney adattarsi a contesti che un tempo erano propri del live action, delle serie televisive. Certo, siamo pur sempre in un periodo di crisi, in cui dopo i bagordi degli anni 90 ci si ritrova a non aver più idea di cosa vuole il pubblico, che sebbene sia un po' stanco del musical menkeniano non è comunque pronto per tali innovazioni: è già tanto che ci siano state però, se si considera che di lì a pochi anni, anche per colpa della sovraesposizione del marchio, l'animazione tradizionale sarebbe stata spazzata via da Eisner con tutto quello che ne sarebbe seguito.
Il film in questione è un film esclusivamente comico, cosa inedita nel corpus Disneyano, e in quanto tale è riuscitissimo. Certo, non è sempre stato così, e prima di un contrordine dall'alto il titolo doveva essere The Kingdom of the Sun, e i toni assolutamente epici. Sting aveva inoltre composto un gran numero di canzoni per quel che avrebbe dovuto essere un altro dei tanti film in stile anni 90. Come sarebbe dovuto essere il film non lo sapremo mai, e forse ci siamo persi una grande occasione, eppure la storia non si fa con le ipotesi ed è pur vero che ciò che ci ritroviamo tra le mani è una bomba comica, un film fantastico nel suo essere inedito, un cartone animato con la C maiuscola. Quindi non ci si può proprio lamentare. La storia dell'arrogante imperatore Kuzko, trasformato in lama dalla consigliera Yzma e redento ad opera del semplice contadino Pacha è infatti il pretesto per proporre un delirio di colori e situazioni ambientate nell'America precolombiana. L'umorismo è alle stelle e aumenta man mano che la storia procede, per esplodere in un completo nonsense durante l'ultimo atto: eppure pur essendo molto vicino anagraficamente al boom dei cartoni Dreamworks, lo humor delle Follie non ha niente a che vedere coi vari Shrek moderni a tuti i costi, ma non per questo è antiquato, anzi pur rinunciando alle trovate pop cattura-pubblico, riesce ad essere assolutamente folle e fuori dalle righe in ogni minuto della sua durata, sperimentando in modo intelligente il delirio più totale. Graficamente prevalgono gli spigoli, le stilizzazioni e il minimalismo: un 2d nel 2d che si presta ottimamente allo stile narrativo ma che non rinuncia ad essere sofisticatissimo e sontuoso all'occorrenza. Gran parte del merito di tanto splendore va dato anche ai doppiatori italiani: Adalberto Maria Merli, Anna Marchesini, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglou offrono interpretazioni brillanti e aumentano di molto l'aria da cabaret che si respira, senza aver niente da spartire con la moda dei comici improvvisati doppiatori che di lì a poco sarebbe esplosa, e anzi é un vero peccato che non siano stati riconfermati per il sequel Le Follie di Kronk prodotto dai Toon Studios tempo dopo. Sarà solo nella serie di direct to video dedicati a Trilli che sarà possibile riascoltarne le voci.
Infine un elemento distintivo che caratterizzerà questa nuova generazone di film è la mancanza di canzoni. A parte My Funny Friend and Me di Sting nei titoli di coda e l'ironica Perfect World all'inizio, non ci sono altri brani cantati, e questi due appartengono molto probabilmente al materiale che Sting aveva realizzato per la precedente versione seria del film. La sfiducia verso il genere musical, di matrice puramente eisneriana, genere che è sempre stato nel dna Disney è forse l'unico vero difetto di questa fase creativa meravigliosa e irripetibile, che sono stati i primi anni del nuovo millennio.
Ultima modifica di Valerio il lunedì 30 gennaio 2006, 04:52, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda Bender l'Esoterico » domenica 11 dicembre 2005, 01:54

Ho trovato molto spassoso questo film.
Davvero insopportabile l'imperatore, prima della sua redenzione.

La storia della trasformazione mi ha ricordato un po' il romanzo latino "Le metamorfosi" di Lucio Apuleio. Sia il romanzo latino che il film voglino raccontare dell'animo umano che, peccando di presunzione, viene umiiato ad una condizione inferiore per poi ritrovare la pace.
Se Apuleio voleva osannare i culti misteici, la Disney esalta la forza dell'Amore. e di questo è sempre maestra.
Questa notte non andare via
cadono le stelle giù, cadono le stelle
e va bene resterò un po’ qui
ti racconterò della neve blu
che cade sulle case in estate
ma ogni mille anni è solo in un posto
e non si sa quale, non si sa dove
è sempre diversa, è una magia dell’universo
e quando cade i sogni sono veri
se i sogni, se i sogni, i sogni sono veri

(Neve Blu, Francesco Tricarico)
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Re: Classico Disney #39: Le Follie dell'Imperatore

Messaggioda DeborohWalker » giovedì 15 dicembre 2005, 10:29

Le follie dell'imperatore è uno dei mie film Disney preferiti, forse per il fatto che vedendolo al cinema, mi aveva sorpreso l'impostazione fuori dagli schemi e la presenza di un umorismo diverso dalle solite gag Disney. Qui si fa' un gran uso di sarcasmo, elemento raramente utilizzato, forse ritenendolo di difficile comprensione per un pubblico infantile. Ma fortunatamente questo film trasuda sarcasmo soprattutto nel protagonista, come in molti film PIXAR.
Storia semplice, ben strutturata, un design originale e un ottimo doppiaggio.

Grrodon ha scritto:Gran parte del merito va dato anche ai doppiatori italiani: Adalberto Maria Merli, Anna Marchesini, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglou offrono interpretazioni brillanti e aumentano di molto l'aria da cabaret che si respira. é un vero peccato che non siano stati riconfermati per il sequel Le Follie di Kronk che arriverà prossimamente anche da noi.


Oh mamma.
No!
Per caso sapete i nomi dei doppiatori del seuqel?
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Messaggioda Valerio » giovedì 15 dicembre 2005, 17:57

Purtroppo no. ma mi auguro che facciano il possibile per non farci pesare questo grave handicap voluto dalla buena vista.
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Messaggioda Rainboy » domenica 18 dicembre 2005, 01:56

Molto molto bello. Che altro si può dire?

Mi pare di capire che non sono l'unico in questo: io ho sempre considerato Kronk il vero protagonista del film. Lui è il ponte di collegamento fra l'ironia sarcastica (destinata ad adolescenti e adulti) e la pura comicità (dedicata ai bambini); questo mix, che poi è la formula vincente dei film multi-target di impianto moderno, direi da Toy Story 2 della Pixar in poi, è una scelta insolita (forse del tutto nuova?) ma proprio per questo graditissima in casa Disney. Non ricordo particolari esperimenti Disney nati sull'onda da questo, anche se l'impianto in questione lo si può ritrovare, con tutte le varianti del caso, anche in molti film ben meno comici come Nemo, Gli Incredibili e così via, produzioni dove ha prevalso l'impronta della Pixar.
Quello che invece temevo non sarebbe più stato rirpreso, era il nonsense pazzesco cui era votato l'intero film; non che ne sia mai stato un cultore, ma qui era gestito troppo superbamente per non impressionarmi e la notizia (per me assolutamente nuova) dell'arrivo di un sequel dedicato a Kronk è una piacevole sorpresa!

Non riesco comunque ad immaginarmelo con una voce diversa da quella a dir poco azzeccata che aveva ne "Le follie dell'imperatore"... incrociamo le dita.
A proposito, quand'è esattamente che dovrebbe arrivare il film?
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Messaggioda Valerio » domenica 18 dicembre 2005, 02:12

18 gennaio in dvd.
Per una recensione dettagliata e se te la cavi con l'inglese ti rimando a: http://www.ultimatedisney.com/kronksnewgroove.html
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Messaggioda DeborohWalker » domenica 18 dicembre 2005, 13:40

La trama e gli screenshot non mi attirano per nulla.
Temo di ritrovarmi davanti a qualcosa sullo stile di "Provaci ancora, Stitch" :cry:
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Messaggioda Valerio » domenica 18 dicembre 2005, 14:02

Io sono fiducioso invece. Provaci ancora stitch era il sequel della disney television e aveva la funzione di introdurre la serie tv. Qui ci sono i toon studios a rendere appetibile il prodotto. E i toon studios stanno riscattandosi ampiamente dopo i lavoroni Lilo & Stitch 2 e Il Re Leone 1 e !/2 di qualità quasi pari ai classici.
Io mi fido.
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Messaggioda DeborohWalker » mercoledì 22 febbraio 2006, 14:56

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Siamo nel 2000 e la Disney decide di provare nuove strade con i suoi Classici, abbandonando i suoi musical Menken-style che tanto successo avevano riscosso nel passato decennio, e provando a fare di tutto un po’.
Decide così di cambiare rotta ad uno dei film in progettazione: "Il regno del sole" avrebbe dovuto essere un epico film ambientato in Sud-America che riprendeva la storia del Principe e il Povero, con un sacco di canzoni di Sting ad accompagnare il tutto. Ma il film vira drasticamente, diventando "Le follie dell'imperatore": una commedia permeata da un senso dell'umorismo basato sull'ironia e sul sarcasmo, e con un design visivo stilizzato, affascinante e originale.
Per la prima volta la Disney si cimenta esclusivamente col genere comico, riuscendo ad ottenere un film fresco e divertente, come non riusciva a fare dai tempi di Aladdin.

Ambientato in un'ipotetico paesaggio Incas/Atzeco, vede l'egocentrico imperatore Kuzco trasformarsi in un lama per un sortilegio fatto dalla malvagia Izma che vuole prendere il suo posto sul trono. Nel suo viaggio si farà accompagnare dal buon Pacha, per cercare di rimpossessarsi del trono. E durante il viaggio, si troverà un amico

Il film è un frenetico susseguirsi di battute e gag fisiche con personaggi che cadono, cozzano tra di loro, vengono sballottati ovunque e si fanno male nei modi più impensabili; il tutto con un umorismo paragonabile alle prime coppie comiche, come Stanlio e Ollio, e alle gag quasi "infantili" (non in senso negativo) di scene del cinema come le battaglie a suon di torte in faccia.
E sono proprie due coppie comiche il perno del film. Da una parte abbiamo i "buoni", con Kuzco l'egoista egocentrico, e Pacha il burbero generoso. Dall'altra ci sono Izma la malvagia isterca e Kronk il buon tontolone.
L'equilibrio è fantastico, sia tra i due personaggi all'interno di ogni coppia, sia tra le coppie all'interno della storia, con un'alternanza nelle scene che ci vengono mostrate, estremamente funzionale allo sviluppo della trama, su due piani paralleli.
La regia, pur essendo pulita e tendente al minimalista, regala ottime inquadrature che riescono a concentrarsi sui personaggi pur mostrando meravigliosi paesaggi intorno a loro.
In tutto ciòva aggiunto un elemento di comicità meta-cinamatografica, con Kuzco che narra la storia rivolgendosi spesso agli spettatori stessi, cercando di mostrare loro il proprio punto di vista, come se volesse farli passare dalla propria parte.
La colonna sonora, pur non essendo un musical, è a suo modo perfetta! Tutto comincia con una sfolgorante sigla che imposta alla perfezione il ritmo mostrando le caratteristiche del film e gli atteggiamenti del dinoccolato protagonista, sulle note di "Perfect World" cantata da Tom Jones, nei panni dell'Uomo-sigla.
Per tutto il resto del film si susseguono motivetti incalzanti, melodie d'atmosfera e tanti altri sottofondi musicali che riescono a ricalcare l'originalità dello stile grafico e della storia.
La bella canzone "My funny friend of me" che scorre durante i titoli di coda si adatta con il tema dell'amicizia che fa da filo conduttore all'intera vicenda: peccato per la versione italiana, che risulta un vero obbrobrio. Qualcuno dovrebbe spiegare a Sting che non tutti riescono ad adattare le proprie canzoni in altre lingue come fa Phil Collins...

In definitva un film brillante, con un umorismo originale e più maturo degli standard Disney. Ottimi personaggi, animazioni e storia semplci ma che funzionano alla perfezione. Una piacevole sorpresa rivolta ad un pubblico più maturo. Ebbrava Disney!
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Messaggioda Valerio » mercoledì 22 febbraio 2006, 20:11

DeborohWalker ha scritto:"Il regno del sole" avrebbe dovuto essere un epico film ambientato in Sud-America che riprendeva la storia del Principe e il Povero, con un sacco di canzoni di Sting ad accompagnare il tutto.


Sono l'unico a cui piacerebbe che il progetto venisse ripreso in mano? Magari differenziandolo totalmente, sono sicuro che sulle atmosfere de La Strada per El Dorado (ma con una migliore sceneggiatura) il film sarebbe ottimo.

Per la prima volta la Disney si cimenta esclusivamente col genere comico, riuscendo ad ottenere un film fresco e divertente, come non riusciva a fare dai tempi di Aladdin.


Dai, su...Hercules non me lo consideri?

Il film è un frenetico susseguirsi di battute e gag fisiche con personaggi che cadono, cozzano tra di loro, vengono sballottati ovunque e si fanno male nei modi più impensabili


Mah...personalmente credo che l'umorismo delle Follie risieda più nei veloci scambi di battute piuttosto che nelle gag slapstitck che pure ci sono in gran numero ma più come "rimepitivo".

Qualcuno dovrebbe spiegare a Sting che non tutti riescono ad adattare le proprie canzoni in altre lingue come fa Phil Collins...


E IMHO non ci riesce manco lui.
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Re: Classico Disney #39: Le Follie dell'Imperatore

Messaggioda Bramo » domenica 13 gennaio 2008, 11:26

Le Follie dell'Imperatore fu una piacevole sorpresa, quando lo vidi in cassetta per la prima volta... capii subito che era qualcosa di nuovo per la Disney, che anche se l'umorismo c'è sempre stato nei classici Disney non era mai il centro della vicenda, il sottofondo perenne, e quuesto era innovativo e piacevole... mi sono squartato dal ridere in molte scene, e in effetti appoggio Grrodon sul fatto che il sarcasmo migliore lo si raggiunge proprio negli scambi di battute tra i protagnonisti (su tutti, le frasi ciniche di Kuzko a Pacha e quelle isteriche di Yzma a Kronk)...
La trama in sè è bella, scorre, ma il filo conduttore sono la follia delle vicende, le già citate battute fulminanti, e la caratterizzazione dei 4 personaggi, di cui i miglori sono proprio Kuzko e Kronk, grazie anche a un doppiaggio perfetto da parte di Luca e Paolo... quando Kronk gioca alla corda con i figli di Pacha cantando "99 scimmie saltavano sul letto, una cadde a terra e si ruppe il cervelletto" è solo un esempio dell'assurdità delle vicende...
Veramente veramente bello!
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Re: Classico Disney #40: Le Follie dell'Imperatore

Messaggioda Donald Duck » domenica 06 febbraio 2011, 22:51

Per quanto sia diverso da tutti gli altri Classici, è sicuramente uno dei più belli, anche se è difficile poter fare un paragone.
La storia è semplice ma ben narrata e costruita, Yzma in particolare è un gran personaggio, e la Marchesini è stata fantastica. Anche Luca e Paolo hanno dimostrato una gran bravura.
La colonna sonora è davvero bella, é molto più adulta (se la si può definire così) rispetto al solito, ha quelle sonorità particolari jazzistiche e un po' esotiche che rimangono in testa... questo è un pezzo fantastico.
Un po' mi dispiace per come è stato tradotto il titolo: in modo letterale avrebbe reso il film, a fine visione, ben più profondo di quello che potrebbe sembrare. Inoltre ha proprio una raffinatezza che in italiano si è persa.
Mi sono fatto l'opinione, però, che purtroppo è stato questo il film che ha portato giù la Disney nel 2000... c'é uno sbalzo enorme dai dieci anni di Classici Disney nel più puro stile. "Atlantis" non ha aiutato più di tanto a ricuperare il pubblico, che si è buttato su Shrek, e il resto lo sappiamo.
Il terzo sequel su Yzma sarebbe stato bello, peccato che l'attrice americana sia passata a miglior vita e si è deciso lasciar perdere, quello su Kronk era carino ma Yzma secondo me poteva dare molto di più, magari basandosi su questa bella canzone.
Timido postatore e finto nerd.

Pure su YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCBsX4Y ... LjrjN8JvEQ.
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Re: Classico Disney #40: Le Follie dell'Imperatore

Messaggioda Valerio » lunedì 07 febbraio 2011, 00:06

Non penso sia stato Kuzko ad affossare la Disney, neanche involontariamente. Anzi, credo che il fenomeno affossamento vada scisso in crisi qualitativa, crisi di pubblico e crisi dirigenziale. La crisi qualitativa secondo me non c'era ancora, questo periodo sperimentale per me è ottimo, e avremmo avuto i primi segni che qualcosa non stava andando per il verso giusto solo tre anni dopo con Koda, che poteva essere fatto meglio, mentre la crisi di pubblico dobbiamo andarla a cercare già nel post Re Leone, mentre è nell'immediato pre Re Leone inizia la crisi dirigenziale quando con la morte prematura di Frank Wells il mediatore gli equilibri tra le personalità di Roy Disney, Katzenberg e Eisner si ingarbugliano.

Poi ovviamente ci sono anche relazioni e circoli viziosi che intrecciano tra loro queste diverse crisi. Ad esempio la crisi di pubblico ha portato una certa ricerca di sperimentazione che trova nelle Follie uno dei migliori esponenti, però è anche a partire da qui che la Disney prende a proporre al cinema due classici all'anno inflazionando l'evento sempre più e peggiorando ulteriormente la sua situazione, dando modo alla crisi dirigenziale di crescere e puntare dritta dritta verso la crisi qualitativa. Insomma riassumendo, direi che per prima cosa viene il pubblico che stupidamente non ha apprezzato molti bei classici anni 90, questo ha portato ad una certa anarchia dirigenziale e creativa che ha poi fatto calare la qualità.
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Re: Classico Disney #40: Le Follie dell'Imperatore

Messaggioda Vito » lunedì 05 dicembre 2011, 22:51

E questo invece è una vera bomba, tra l'altro uno dei pochissimi - ahimé - Classici visionati al cinema durante l'infanzia/preadolescenza.

E' un film che avevo già avuto modo di rivedere abbondantemente durante le molteplici riproposizioni su Disney Channel, ma ancora una volta si conferma un gioiello raffinatissimo. Il film fa ridere come mai nessun Disney ha fatto, usando un umorismo arguto, moderno e frizzante che ammicca agli adulti. E' l'umorismo il punto di forza del film, infatti, e non si può non rimanere estasiati di fronte a certe scene (come la pausa imbarazzante che si crea quando Kronk va a prendere gli sformatini di spinaci, o quando si manifestano le due coscienze che gareggiano a suon di esercizi fisici) che divertono in maniera raffinatissima senza mai scendere nella volgarità.

I personaggi sono TUTTI meravigliosi nella loro unicità (altro che Dinosauri :P), capolavori di estetica e non. Delle atmosfere dei villaggi aztechi non ne parliamo, veramente magnifiche.

Il mio è un giudizio puramente soggettivo, ma non scherzo nel dire di non riuscire a trovare neppure un difetto a questa pellicola, che per me rasenta quasi la perfezione. E' infatti senza rimorso alcuno nella mia personale top 5.
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Re: Classico Disney #40: Le Follie dell'Imperatore

Messaggioda Vii » lunedì 26 marzo 2012, 22:03

Interessante documentario sulla realizzazione alternativa delle Follie. Vedetelo in fretta, potrebbe scomparire: http://www.badtaste.it/articoli/sweatbo ... imperatore

Sono riuscito a vedere solo la prima mezz'ora, poi il film si è piantato. Merita davero, fatto bene, sono presenti molte canzoni previste per Kingdom of Sun.
Grroddon, per te è una vera chicca, non perderlo.
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Re: Classico Disney #40: Le Follie dell'Imperatore

Messaggioda Vii » mercoledì 28 marzo 2012, 20:52

Finito ora di vedere, dopo un po' di scossoni. In effetti il film mostra la travagliata produzione di un film che nasce come epico musical con molte canzoni di sting, e in corso d'opera viene cambiato fino a diventare un film semplicissimo, fatto di humour e pochi personaggi (e senza Sting).

Ora, il film non è poi così polemico, ma si vede come Sting non fosse soddisfatto del progetto, e come anche il primo regista, Roger Allers, fosse molto deluso dalla bocciatura del suo progetto. Di fatto lo perderà per passare la mano a Mark Dindal. Da the Kingdom of Sun a the Emperor's New Groove. Vediamo come il progetto cambi in toto, e come alcuni ne siano feriti, comprensibilmente. Roy Disney in un commento dice che a volte è necessario cambiare qualcosa, mentre Schumacher parla di progetti che in 3-4 anni devono cambiare per diventare perfetti.

Una storia strana, a volte cattiva, ma perfettamente coerente con delle logiche aziendali. Se un progetto non convince, appare già vecchio o fuori luogo, va eliminato. Oppure modificato fino a diventare quella perla comica che noi conosciamo come le Follie dell'Imperatore.
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Re: [WDAS #40] Le Follie dell'Imperatore

Messaggioda Don Homer » mercoledì 22 gennaio 2014, 08:49

Classico Disney decisamente "atipico", ma godibilissimo. Personaggi simpaticissimi (davvero azzeccata l'idea di due coppie di personaggi cosi simili tra di loro !!), gag memorabili, battute veloci e divertenti (e di norma io sono contro le battute veloci, vedi ultime stagioni de I Simpson), nonostante l'eccessiva modernità, eppure nonostante questo una trama convincente e non stupida (come un qualsiasi altro studio di animazione avrebbe fatto con un film del genere). Sinceramente sono d'accordo nel dire che probabilmente un film come nei progetti iniziali non avrebbe fatto presa sul pubblico.
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Re: [WDAS #40] Le Follie dell'Imperatore

Messaggioda troms » mercoledì 29 gennaio 2014, 00:26

E' un cartone che mi ha sorpreso. L'ho visto per la prima volta in tv da adulto, partendo con l'idea che fosse un prodotto di nicchia poco interessante visto che non ne avevo quasi mai sentito parlare. Invece si è rivelato un film allegro e divertente, caratterizzato da un ritmo indiavolato ed un umorismo slapstick che sembrerebbe più appartenere ai coevi cartoni della Pixar che non ad un prodotto della WDAS. Anche i disegni, nella loro "bruttezza" ed imprecisione, creano un bizzarro effetto straniante che secondo me in questo caso si addice al contesto.
Però non sono d'accordo sul parere che molti hanno espresso riguardo ai doppiatori; se è vero che probabilmente il film si regge in parte anche sul "trasformismo vocale" della Marchesini, che è ovviamente divina (ma d'altronde ha un passato da doppiatrice, quindi non c'è da sorprendersi), ed anche Paolo è più o meno accettabile, trovo che Luca sia stato abbastanza inespressivo e che il personaggio di Kuzco costituisca, forse, una delle prime vittime della fastidiosa mania di far doppiare i cartoni animati a personaggi famosi estranei al mondo del doppiaggio.
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