I clichè dei film d'animazione

Disney sovrana, ma anche la nuova concorrenza hollywoodiana, gli anime, i corti, i lunghi, gli stop motion... e tutto ciò che da fermo magicamente si muove!
  • Lorenzo Breda
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    If you couldn't find any weirdness, maybe we'll just have to make some!
    Hobbes, Calvin&Hobbes

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  • Questo significa che saremmo costretti a sorbirci tutti le stesse storie per chissà quanto tempo? Magari pure con dei sequel?
    (Mettiamo in chiaro che a me piacciono. Però vorrei pure qualcosa di diverso, ecco)
    Le persone dimenticheranno quanto detto, quanto fatto, ma non dimenticheranno MAI come le hai fatte sentire (cit.)
  • Cartoonmania ha scritto:Questo significa che saremmo costretti a sorbirci tutti le stesse storie per chissà quanto tempo? Magari pure con dei sequel?
    No, perché su quei cliché si possono elaborare infinite storie, che danno emozioni e messaggi profondamente diversi tra loro. Dell'arte vanno godute e apprezzate le emozioni che trasmette, il mezzo e la tecnica sono robe fredde e limitate, a confronto.
    (Mettiamo in chiaro che a me piacciono. Però vorrei pure qualcosa di diverso, ecco)
    Vedi cose che non siano fiabe.
    Lorenzo Breda
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  • Decidiamoci

    Se la Disney fa storie classiche... copia se stessa
    Se fa storie innovative... va contro la tradizione

    Pocahontas non era una fiaba, quindi ha fatto flop.
    Red E Toby, Taron, Atlantis ecc. ...non seguivano i dettami di Propp e quindi sono stati dei fallimenti, però se alla disney fanno "Rapunzel" o "Come d'incanto" allora "che noia, che barba, che barba che noia, sempre le stesse cose..."

    Decidersi, una buona volta, pare brutto?
    La mia gallery su Deviant Art (casomai a qualcuno interessi =^__^=)
  • Anche se ammetto di trovare un pò esagerata la presenza di "Big hero 6" (è vero che c'è il "Balalala" lì, ma non l'ho trovato preponderante nel film, quando ce ne sono altri votati solo a scene comiche), ho letto con interesse l'articolo. La situazione è attualissima per quanto riguarda certi filoni di film (come "Cattivissimo me") anche se la Dreamworks, che per un periodo si è appoggiata a questo tipo di comicità a parer mio, si è già notevolmente smarcata per quanto riguarda i suoi film di punta (i due "Dragon Trainer", per esempio). Comunque queste scenette comiche sono appannaggio di case di produzione che continuano a seguire la comicità "shrekkiana-scrattiana" per motivi di comodo, è più facile da emulare una formula di cui si sa già che può avere successo e che permette di realizzare un guadagno facile, sono come quelle case che producevano film che tentavano di imitare quelli Disney durante il "Rinascimento", a parer mio.
  • Ma direi che è un po' tardi per protestare contro le scenette comiche, proprio ora che l'ondata "rivoluzionaria" dei film Dreamworks ha finalmente perso la sua inerzia e sta crepando come merita. Nel mio inguaribile ottimismo, direi che le scenette sono solo il residuo di quella fase del 2000, e che i tempi sono maturi per andare oltre,verso ere più dignitose.
    <Grrodon> Sì ma a 15 anni è troppo vecchia
  • E' un articolo interessante e a suo modo intelligente.

    Un po' allarmista per certi versi, però. Quanto ha realmente senso preoccuparsi delle hashgag oggi? Abbiamo visto ben altre tipologie di film sbancare, Frozen appunto. E ormai l'uso ruffiano delle hashgag è appannaggio di case minori come la Illumination, mentre la stessa Dreamworks sta tramontando.

    Sono cose che andavano annunciate e fatte notare prima, forse.

    Quanto ai Minion (e a Scrat), il loro è un umorismo semplice ma efficace. A me personalmente fanno ridere, anche se chiaramente ne sgradisco fortemente l'uso eccessivo che se ne sta facendo, e il fatto che nel marketing Cattivissimo Me 2 non ci fosse traccia di Gru.

    Quello su cui ha ragione il tizio è il fatto che il cinema d'animazione ha totalmente perso la sua funzione "educativa". Dove per educativo non parlo di insegnare qualcosa ai bambini, ma abituare il pubblico al bello e all'ambizioso, dimostrando che questo medium non è solo intrattenimento ma una forma d'arte. E sicuramente stiamo assistendo ad un impoverimento culturale in tal senso, specialmente qui in Italia (ma non soltanto), per cui ci ritroviamo realtà come i WDAS o la Pixar letteralmente ostaggio della Company di cui fanno parte. Che il balalala fosse un'ingerenza lì per lì non lo pensai, perché l'ho trovata una ruffianata caruccia, ma in effetti a ben vedere il suo ricorrere negli spot ne svela la natura.
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