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[WDAS #30] La Bella e la Bestia

E' lo studio d'animazione più antico ma anche il più vitale. Tutto comincia da qui, e continua ancora oggi portando l'arte dell'animazione verso nuove frontiere. La mancanza di un nome riconoscibile ha portato per anni il grande pubblico a confonderne le opere con quelle delle altre filiali Disney, ma adesso tutto è cambiato. Benvenuti nel Canone Disney.

[WDAS #30] La Bella e la Bestia

Messaggioda Valerio » venerdì 23 dicembre 2005, 16:35

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Chiusa la parentesi Bianca e Bernie nella Terra dei Canguri, si ritorna alle fiabe classiche. La Bella e la Bestia prosegue infatti il progetto di rinascita iniziato con La Sirenetta, raccontando una cupa storia d'amore ambientata in un castello incantato in cui tutti gli abitanti sono stati trasformati in oggetti. La sfida era quella di riuscire a conferire un'atmosfera festosa ad un contesto tanto claustrofobico e inquietante. L'obiettivo viene felicemente raggiunto facendo coincidere l'elemento magico (e potenzialmente pauroso) con quello umoristico, dando così' vita a importanti comprimari come Lumière e Tockins, la cui popolarità li porterà poi ad essere raffigurati nel merchandising sempre e solo in versione oggetti.
Uno dei più grandi successi della storia degli studios, La Bella e la Bestia evolve ulteriormente gli ingredienti che avevano decretato il successo della Sirenetta, sfruttando i progressi tecnici già sperimentati con Bianca e Bernie nella Terra dei Canguri, l'anno prima. E' una Disney che diventa adulta, non solo concettualmente ma anche tecnicamente. Infatti, a dispetto di alcune animazioni piuttosto rudimentali che riguardano i personaggi di contorno, il comparto grafico risulta assai migliorato rispetto ai film del periodo Xerox: le animazioni virtuose della Bestia di Glen Keane o quelle del Gastòn di Andreas Deja si accompagnano alle colorazioni computerizzate, conferendo all'insieme un appeal che sarà poi la firma dell'animazione Disney di quel decennio. Il film presenta inoltre uno tra i primi e migliori esempi di compenetrazione tra animazione tradizionale e computer grafica nella scena del ballo in cui i personaggi si muovono all'interno di un set tridimensionale mentre una Mrs Brick con la voce di Angela Lansbury canta Beauty and the Beast, il romantico tema principale.
La colonna sonora di Alan Menken e del compianto Howard Ashman a cui viene fatta una dedica al termine dei titoli di coda, ha ancora una volta uno stile teatrale: Belle e Gaston servono ad introdurre i due rispettivi personaggi, e un'impronta da musical di Broadway viene conferita anche a Something There ed a The Mob Song. Be our Guest poi è uno spettacolino vero e proprio, mentre il sovracitato tema principale fa della gestione degli spazi scenici la sua principale virtù. Non è un caso quindi se una canzone a suo tempo scartata ed inserita poi nel musical di Broadway ispirato al film, sia stata reintegrata e animata in occasione dell'edizione Platinum del dvd, senza apparire troppo fuori posto: si tratta dell'ottima Human Again che collega Something There a Beauty and the Beast in un terzetto di canzoni che si succedono senza soluzione di continuità. L'integrazione del pezzo è buona anche se la qualità dell'animazione in alcuni punti scade (vedi espressioni di Tockins), per poi riprendersi alla grande nella poetica scena in cui Belle insegna a leggere alla Bestia, disegnata tanto bene da far quasi sfigurare le apparizioni "originali" della coppia. Il pezzo ha poi il pregio di stemperare la tensione mostrando per la prima volta il castello sotto un'ottica nuova, quella degli oggetti, e sia la storia che le atmosfere, prima opprimenti e adesso più ariose, ne hanno giovato. Human Again ha inaugurato la tendenza della Disney a editare i propri maggiori successi aggiungendo qualcosa di nuovo, la stessa cosa che sarebbe avvenuta poi col Re Leone e Pocahontas.
La Bella e la Bestia, primo film diretto dalla coppia Gary Trousdale e Kirk Wise, che avrebbero in seguito firmato anche Il Gobbo di Notre Dame e Atlantis, fu, dopo La Sirenetta, un'importante riconferma per una Disney avviata verso uno dei periodo più rosei della sua storia. Non c'è da stupirsi quindi che dopo uno spettacolo teatrale, una ridistribuzione Imax e un'edizione estesa, sia stata nuovamente scelta questa pellicola per sperimentare per la prima volta il Disney Digital 3D su un lungometraggio in animazione tradizionale.
Ultima modifica di Valerio il lunedì 30 gennaio 2006, 04:38, modificato 4 volte in totale.
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Messaggioda Quackmore » venerdì 23 dicembre 2005, 18:58

Uno dei miei film preferiti, non aggiungo altro!
A presto,
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Messaggioda Francesco F » venerdì 23 dicembre 2005, 21:42

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Messaggioda Valerio » venerdì 23 dicembre 2005, 21:55

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Messaggioda Francesco F » venerdì 23 dicembre 2005, 22:00

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Messaggioda Valerio » venerdì 23 dicembre 2005, 22:08

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Messaggioda Francesco F » venerdì 23 dicembre 2005, 22:18

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Messaggioda DeborohWalker » lunedì 11 settembre 2006, 08:57

Da piccolo ero un accanito lettore di qualunque cosa mi capitasse sotto mano, e trascorrevo intere giornate in biblioteca. Potrete immaginare l'amore a prima vista che ebbi nei confronti di Belle, che rimane tuttora uno dei miei più grandi amori Disney, eguagliato solo da Jasmine e Megara.

Il film inizia con un'affascinante introduzione che narra i presupposti della trama, attraverso degli incantevoli mosaici su vetro, che rivestono la medesima funzione che nei Classici Disney del passato aveva il libro che si apriva e sul quale vedevamo i primi accenni di vicenda (Robin Hood su tutti)
Nel corso de "Il racconto di Belle", viene presentata la protagonista in una solare canzone da musical, che viene interrotta da Gaston, il personaggio più maschilista della storia della Disney; disgustoso proprio per questa sua caratteristica, e proprio grazie a lui notiamo il lato "anticonformista" di Belle, che altrimenti potrebbe sembrarci una brava ragazza come tutte le altre. Avrà il suo momento con "La canzone di Gaston", una manifesto della sua sbruffonaggine e del servilismo del buffo LeTont.
Poi la tragedia, il padre smarrito nel bosco (una curiosità: quando Maurice si perde nella foresta e arriva ad un gruppo di cartelli, quello più in basso indica "Anaheim", la località californiana dove si trova Disneyland) che poi giunge nel palazzo della Bestia, dove dovrà rimanere prigioniero, fino all'arrivo di belle che si sacrificherà per lui, sostituendosi nella prigionia. Ma questa detenzione sarà allietata dall'accoglienza degli oggetti, che si manifesterà nella strabiliante, dal punto di vista coreografico, Stia con noi, dove tutti gli oggetti che hanno preso vita, si esibiscono in una scena degna del miglior musical di Brodway. Tra gli oggetti che hanno preso vita spiccano Tockins e Lumière, l'impaggiato orologio e il seducente candelabro, componenti di una coppia comica irresistibile, a mio parere ineguagliata nei film Disney.
Gli oggetti saranno l'unico sollievo per Belle, prigioniera della scontrosa Bestia; il rapporto tra prigioniera e "carcerierie", col tempo passerò da odio ad amicizia, e poi in amore. E questa trasformazione complicatissima da rendere in molti film, qui con una maestria unica viene rappresentata nel giro di due sole canzoni: "Uno sguardo d'Amore" dolce canzone attraverso la quale passa il tempo e le stagioni, e "La Bella e la Bestia", brano portante del film, che può vantare di un meraviglioso testo, a mio parere addirittura migliore nella versione italiana.
A queste canzoni se ne aggiunge una terza, posizionata tra le due, che mostra la vita degli oggetti all'interno del palazzo, con l'aggiunta di qualche scena che approfondisce il rapporto tra Belle e Bestia: tutto ciò è stato creato appositamente per la rimasterizzazione IMAX del film e per la successiva edizione Speciale del DVD, ma nonostante questo le animazioni non sfigurano rispetto al resto del film.
Ma la gioia e la tranquillità sono interrotte dal piano di Gaston, che fomenta la folla contro la Bestia; dopo la canzone "Uccidiamo la Bestia" c'è una sequenza di lotta fra gli oggetti e i popolani che ho sempre trovato un po' fuori luogo, rispetto al resto del film... Non so perchè, ma mi ha sempre fatto un effetto "Mamma h perso l'aereo"...
Ma il livello drammatico del film si innalza drasticamente con il duello tra Besita e Gaston, che culmina nel finale migliore e più commovente di tutti i Classici Disney.
Alla fine, come lieto fine esige, e per soddisfare la curiosità degli spettatori tutti si ritrasformano, così che possiamo osservare le versioni umane di tutti i personaggi: Belle, intanto, scopre di aver fatto l'affare del secolo ad innamorarsi di Mr.Palla ddi Pelo rabbiosa, ritrovandosi ora con un figaccione con gli occhi azzurri... E proprio qui sta l'unico dubbio della morale: se il film vuole comunicare che "Le apparenze non contano", perchè alla fine, perchè ci sia un lieto fine, Bestia deve diventare un gran figo? Mh, forse questo è un po' troppo scontato, ma la Disney avrà modo di rifarsi ed essere più coerente qualche anno dopo con Il Gobbo di Notre Dame .
Da notare come l'animazione finale di Belle e il principe che danzano nel salone è stata "riciclata" pari pari da La Bella Addormentata nel bosco.

Un film eccellente, di sicuro da elevare tra i migliori in assoluto della Disney, che diede una conferma ulteriore alla strada che la casa stava percorrendo a partire dalla Sirenetta, con una struttura musical che qui è stata perfezionata. Il film è infatti stato poi trasporto sul palco di Brodway, inaugurando l'usanza Disney di creare musical teatrali dai propri film animati. Oscar anche per la colonna sonora e , per la prima (e mi pare ancora unica) volta al mondo, nomination all'Oscar come Miglior Film.
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Re: Classico Disney #30: La Bella e la Bestia

Messaggioda Francesco F » mercoledì 19 novembre 2008, 10:34

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Messaggioda DeborohWalker » mercoledì 19 novembre 2008, 11:32

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Re: Classico Disney #30: La Bella e la Bestia

Messaggioda Valerio » mercoledì 19 novembre 2008, 11:35

Bé il corto dato in 3d prima dei Robinson, Working for Peanuts (che però da me non fu proiettato), poteva fungere da assaggio di questa treddizzazione postuma del 2d.
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Re: Classico Disney #30: La Bella e la Bestia

Messaggioda DeborohWalker » mercoledì 19 novembre 2008, 11:45

Ah, fu treddizzato pure quello?
Beh, a 'sto punto stiamo a vedere...
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Re: Classico Disney #30: La Bella e la Bestia

Messaggioda Valerio » mercoledì 19 novembre 2008, 11:48

Non solo fu treddizzato ma per le proiezioni non in 3d venne del tutto rimpiazzato dal corto Boat Builders, rimasto in 2d. Quindi era proprio una cosa mirata.
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Re: Classico Disney #30: La Bella e la Bestia

Messaggioda Morgan Fairfax » domenica 28 dicembre 2008, 23:54

Riesumo il 3d con intenti più che polemici nell'intento di sembrare sufficientemente cattivo e finire alla gogna (ai tempi dello sbonk forum alla gogna mi ci mettevo praticamente da solo, ma tant'è! :omg: ).

Insomma, la sera di Santo Stefano mi son rivisto con il mio fratellone il dannatissimo "The beauty and the beast" e...

...sarà che quand'ero bambino l'ho visto talmente tante volte da aver perso ormai ogni attrazione...
...sarà che complice il raffreddore ho passato più tempo a soffiarmi il naso che altro...
...sarà che la visione del post-moderno Enchanted e dei più prosaici cartoni drìmuorcs mi ha fatto perdere l'innocenza...

...sarà per tutti sti motivi ma labellaelabestia non è un film che funziona alla perfezione.

Insomma, c'è qualcosa nella costruzione temporale della storia che non funziona.
Il mio dilemma è: ma quanto tempo rimane Belle al castello? Una giornata sola?
Sì, perchè tra il ritorno di Maurice al villaggio dopo la "scarcerazione" ad opera della bestia e l'attacco della folla di valligiani inferociti guidati da Gastòn sembra passare davvero poco, pochissimo tempo. Mentre invece la crescita del rapporto di Belle e della bestia sembra svolgersi in un arco di tempo più lungo, molto più lungo. Insomma, certi percorsi di crescita e redenzione mica si compiono in una mezza giornata o poco più... O forse si è davvero compiuto tutto in una giornata?
Cerco di ricostruire gli eventi così come li ho recepiti io...

MAURICE VA AL CASTELLO
BELLE LO RAGGIUNGE GRAZIE AL FIUTO DEL CAVALLO TORNATO A CASA
SCARCERAZIONE DI MAURICE
MAURICE RITORNA AL CASTELLO E VIENE DERISO
MAURICE SI RIMETTE IN VIAGGIO A PIEDI ALLA VOLTA DEL CASTELLO

A questo punto possiamo anche fare finta che Maurice, non andando a cavallo, impieghi molto tempo a raggiungere il castello. In più: essendo vecchio il freddo lo fiacca e stramazza al suolo, rimanendo svenuto per un bel po'.
Ora la mia domanda è: quanto a lungo può essere rimasto svenuto al suolo? Immagino non più di un giorno... E in un giorno non solo la bestia cambia ma Belle se ne innamora? Ok, è una fiaba ma... Cavolo, ci vuole un minimo di coerenza interna, no? In un giorno non si può mica verificare tutta questa grande evoluzione...
Forse sono pippe mie ma l'evoluzione degli eventi alla luce della ristrettissima linea temporale coperta dalla narrazione non mi convince per nulla... Sarei curioso di conoscere le vostre opinioni.

Infine: nelle storie in cui i personaggi non possiedono un nome sarebbe accortezza del narratore non farlo notare mai con scaltri espedienti... Ma allora perchè quando Belle cerca di sfuggire dalla cantina dove Gastòn l'ha rinchiusa per impedirle di avvisare il suo amato dell'attacco al castello, Belle non può fare a meno di dire l'orribile frase "devo andare ad avvisare la bestia?". Diamine, ci deve essere un modo più carino per permettere alla pulzella di riferirsi al suo "uomo".
"Bestia" è una denominazione che sta bene in bocca a un Gastòn, al padrone del manicomio, agli abitanti del villaggio spaventati... Ma non in bocca a Belle, dai! Ok, lo so, è un dettaglio e io mi attacco ai dettagli ma la cosa non ha mancato di darmi molto fastidio... Sarei curioso di sapere se negli script originali era presente una battuta analoga.

Ok, lo ammetto, sono un emerito rompipalle, il film per tutto il resto è STUPENDO ma... Ste cose che ho appena scritto mi sembrano incongruenze notevoli... Voi che ne pensate? :)
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Re: Classico Disney #30: La Bella e la Bestia

Messaggioda Icnarf » lunedì 29 dicembre 2008, 00:34

Oh, finalmente qualcuno se n'è accorto... è stato il raffreddore?

Il punto è: sono sottigliezze, il film funziona emotivamente parlando.

Più che altro Belle è una sognatrice, svampita con la testatralenuvole etc.... eppure per tutta la durata del lungometraggio non fa nulla di strambo a parte non dire nulla di evidentemente interessante, la sua figura ci è nota solo attraverso la canzone iniziale dove la si scopre grande lettrice (di favole?).

E...

Ma quando ca.. è stato trasformato il principe in Bestia? Se alla fine ha appena compiuto solo 21 anni come è possibile che il castello aveva ragnatele più fitte di quelle presenti nelle mutande di zia Elmira? Come è possibile che nella scena aggiunta non sappia quasi più leggere?


Per la cronaca: in 3D ci stavano meglio Il Re Leone o La Sirenetta che offrono panoramiche più vaste.
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Re: Classico Disney #30: La Bella e la Bestia

Messaggioda Valerio » lunedì 29 dicembre 2008, 00:57

Ma La Sirenetta è graficamente brutto :P

Quanto alle incoerenze: visto quanto ci hanno ricamato sopra con sequel, midquel etc l'incoerenza diventa mostruosa. Secondo la Bella e la Bestia - Un Magico Natale, non solo hanno passato insieme le feste, ma c'è stato il tempo per far entrare (e uscire) nella storia personaggi e eventi disparati. E poi c'era pure la serie tv, abortita al quarto episodio, per motivi legati a questa incongruenza.

Quanto al nome della Bestia, in originale è ancora peggio. Addirittura nella scena finale in cui Belle lo raggiunge e grida "sono qui!", in inglese diceva "beast!"...

Quanto alla scena aggiunta, forse non sapeva leggere neanche prima...
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Re: Classico Disney #30: La Bella e la Bestia

Messaggioda Morgan Fairfax » lunedì 29 dicembre 2008, 19:08

'azz, vedo che le incongruenze non si contano :P

Icnarf ha pienamente ragione, il film emotivamente funziona e questo fatto non viene minato dalle evidenti sfasature temporali che non disturbano gli spettatori più piccini... Ma questo vuole purtroppo dire che è uno dei pochissimi classici Disney fruibili senza problema alcuno più da bambini che da persone più grandicelle... E questo mi addolora un po'! :(

Per quanto riguarda la caratterizzazione di Belle io l'ho trovata molto azzeccata... Gli autori, effettivamente, non si sono certo sprecati nel delineare la sua personalità in lungo e in largo ma questo la rende un personaggio tutt'altro che poco profondo, merito anche di un character design che, a differenza delle principesse del periodo pre-xerox, di suo già basterebbe per esaltarne quei due/tre tratti della sua indole necessari per lo sviluppo della storia (non chiedetemene neanche il motivo ma per me è così, poi non so voi! Una Cenerentola qualsiasi sembrava prelevata di peso da un libro di fiabe, qui siamo a ben altri livelli secondo me).
E poi: Belle, prima ancora (o forse molto più) di una Mulan qualsiasi dimostra il proprio spirito indipendente, il coraggio e lo spirito di sacrificio ed è molto più interessante a parer mio di una Ariel (in fondo solo un'adolescente sognatrice) o di una Jasmine (che in fondo desidera solo la propria libertà e la libera scelta del moroso).

E comunque: Belle nell'abito da gran sera è una delle cose più belle mai partorite dalla Disney!!!
E comunque, Gastòn è un personaggio azzeccatissimo e caratterizzato ottimamente! Quest' arrogante e presuntuoso che genuinamente crede di essere uno dei migliori e per davvero non immagina quale sia il motivo per cui Belle lo respinge, questo bel gagà che fa tutto con le migliori intenzioni ma preso da un infantilismo mai superato.
Insomma, mi fa morire di risate! :LOL:
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Re: Classico Disney #30: La Bella e la Bestia

Messaggioda Francesco F » lunedì 29 dicembre 2008, 23:38

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Messaggioda DeborohWalker » martedì 30 dicembre 2008, 07:26

Sulla questione "sfasamento temporale" è ovvio che tutto non avviene in un giorno, essendoci addirittura l'alternarsi delle stagioni, nevicata, ecc. quindi l'incongruenza sta appunto in un errata narrazione della storia di Maurice; potremmo ipotizzare dei "non detti", con micro-storie in cui Maurice nella foresta trova riparo nella casa di marzapane della strega, poi incontra un cerbiatto e lo insegue per due settimane, poi viene invitato al banchetto dei folletti fatati, e solo dopo torna al villaggio, ma effettivamente per com'è raccontata la sua vicenda sembra svolgersi in qualche giorno. Ora, la relazione tra Belle e la Bestia è l'elemento principale (e più riuscito) del film, quindi preferisco continuare a ritenere "sbagliata" la sottotrama di Maurice.

Per quanto riguarda l'appellativo "Bestia" per quanto suoni ridicolo, non lo ritengo sbagliato. Mi immagino scene di Belle che chiede alla Bestia quale fosse il suo nome da umano e lui le risponde con un grugnito scontroso, perciò non avendo nessun altro nome ufficiale Belle ha dovuto trasformare "Bestia" in una sorta di nome proprio.
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Re: La Bella e la Bestia

Messaggioda Bramo » domenica 30 gennaio 2011, 23:00

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