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[Topolino] Annata 2016

Gottfredson, Barks, Scarpa, Rosa, la scuola italiana, con un occhio di riguardo anche ai Disney spillati. Perché ricordiamo che il Sollazzo nasce qui, grazie a un certo papero mascherato...

Re: [Topolino] Annata 2016

Messaggioda La Redazione » lunedì 24 ottobre 2016, 14:56

Speciale Il Raggio di Atlantide


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Casty: OoOh, benvenuti a questo bott' e rispost': questa volta i monelli del Sollazz' sono stati più pertinenti che impertinenti e quindi ho risposto volentieri, anche perchè le sapevo tutte :-)
Iniziamo!



Valerio, Topolino sbarazzino: Il ciclo di Atlantide nasce nel 2005 con Topolino e il Colosso di Rodi. Ma quando è stato concepito questo progetto e come si è evoluto nel tempo? Cosa è successo in questi dieci anni e cosa succederà in futuro?

Casty: Tutto parte circa dieci anni fa, subito dopo Il Dono di Xamoc, allorché proposi all'allora vicedirettore Ezio Sisto di mettere in continuity le successive avventure con Eurasia, che avrebbero avuto come fulcro la ricerca di Atlantide. Misi giù un progetto dettagliato, piacque, e si partì con Il Colosso di Rodi. Purtroppo da lì a poco accaddero un paio di cose imprevedibili: ci fu Sisto che ebbe un grave incidente e lasciò la direzione, e cambiarono pure vertici e strategie dell'azienda. Il ciclo di Atlantide non fu quindi riconfermato (ma son cose che accadono comunemente, eh!) e tutto finì in un cassetto.
Dieci anni dopo, il vento è nuovamente girato e c'è questa nuova occasione per ripartire: alcune cose del progetto originale sono cambiate (anche perché il mondo è cambiato: dieci anni fa non erano d'uso comune smartphone, google maps, ecc), ma nella sostanza l'ossatura delle avventure è la stessa che avevo progettato a quel tempo.



Portamantello: Ricollegandomi alla domanda precedente, parliamo un po' del piano del diabolico Casty per questo ciclo. Hai già in mente il punto di arrivo di questo lungo viaggio di Eurasia? Ovvero: hai già definito il "mistero" di Atlantide e le avventure che vi ci porteranno o vai più a braccio? Anche se la continuity tra le varie avventure è abbastanza lieve, o almeno non prevaricante, possiamo aspettarci che in un futuro gran finale vedremo convergere tutti gli "elementi" delle storie passate come Trevegean, l'oricalco, l'Occhio di Fuoco ecc.? Non chiedo spoiler, ovviamente, voglio solo sapere quanto hai già definito e se, quando pensi al tuo masterplan, esplodi in risate malvagie.

Casty: Che bello, mi fa piacerissimo che ricordi Trevegean, perchè è uno dei punti delle "Miniere" che al tempo non ho potuto sviluppare (eh, me la chiusero di botto) e che, anche così, faceva comunque intuire che i "colossi" in uso ad Atlantide erano più d'uno.
Sì, il masterplan (muaa ah ah) c'è, e c'è dai tempi di Rodi, ma ovviamente molte cose sono cambiate/possono cambiare in corso d'opera: considera infine che se il ciclo piace avremo molte storie, se invece no magari chiudiamo alla prossima :-) Io sono pronto per qualsiasi evenienza.



Giordanduck: Sì, però… Atlantide, nelle storie di fantasia, è stata scoperta un numero infinito di volte. Cosa si può davvero ancora aggiungere a questo filone?

Casty: Eh sì, anzi addirittura i francesi a Euri gliel'han già fatta scoprire assieme a Minni(?!?!) e quindi il tema è tutt'altro che originale.
Diciamo che questo ciclo si propone di aggiungere una certa plausibilità scientifica al tutto, utilizzando un tono abbastanza "serio" (serio per Topolino, intendo), integrando anche le scoperte fatte negli ultimi anni.



Giordanduck: La tua storia si legherà a qualcuna classica della Disney?

Casty: No, non si collegherà ad alcuna storia Disney precedente, nè tantomeno ad altre continuity: troppo facile sarebbe, per esempio, chiedere l'aiuto della Macchina del Tempo di Zapotec!


Valerio: In effetti come mai Topolino, Paperino, Pippo e Fantomius trovano Atlantide tante volte ed è sempre diversa? E' per via delle colonie? Mi puoi spiegare un po' meglietto, come se fossi solo un coniglietto sciocco? Dai…

Casty: Eh, ma se spiego tutto poi rovino la sorpresa... :-)
Diciamo che la grossa impresa è quella di riuscire a scrivere una serie di storie avventurose, fruibili anche singolarmente (come questa), che però alla fine, messe assieme, abbiano una loro coerenza.



cianfa88: Tra le mille ipotesi su Atlantide, come mai ha scelto proprio questa sul lago interno africano?

Casty: Per questo "reprise" di Euri, a cinque anni dall'ultima storia, volevo che per i lettori nuovi fosse ben chiaro che si tratta di una serie avventurosa, nella quale vedremo posti esotici e scopriremo monumenti e città perdute: l'Africa è da sempre il set più caratteristico per questo genere, e quindi (ri)cominciamo da qui.
Poi ovviamente ci saranno avventure in altre parti del mondo, e alcune avranno magari più un tono da thriller o da intrigo internazionale.



Topolino sbarazzino: Da quali miti di Atlantide nello specifico hai preso ispirazione per questa storia? Quali sono state le tue fonti?

Casty: Per l'intero ciclo di Atlantide ho raccolto (e tuttora raccolgo) tutto il materiale interessante che mi capita sottomano: e non cerco solo notizie mysteriose, ma anche fatti di cronaca, eventi storici ecc. che poi magari riesco a relazionare. Per questa storia in particolare lo spunto partiva da una intrigantissima immagine, che era più o meno questa:

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da lì è iniziata una ricerca che mi ha portato a sapere di Antinea, di Esperia e di tante altre cose.
Fondamentale un bellissimo articolo sul misterioso "Shamir", che nella storia è diventato l' "Occhio di fuoco".

<<Lo shamir, secondo la mitologia ebraica, fu forse, quindi senza certezza per la traduzione, una sorta di "verme" leggendario che tagliava le pietre per il Santuario. Altre fonti ebraiche indicano con quel nome un mistico strumento usato da re Salomone per la costruzione del tempio, al posto degli strumenti di ferro.>>
Ecco un link, per chi vuole saperne di più.

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Topolino sbarazzino: Ci sono invece alcune di queste informazioni che non hai potuto inserire nella versione definitiva della storia?

Casty: Sì, anzi, è più la roba che è rimasta fuori che quella che effettivamente è stata inserita.
C'era per esempio un bellissimo articolo su una "Stonehenge" in Marocco, che s'incastrava a perfezione con l'argomento della storia e si ricollegava pure alle vicende delle Miniere di Fantametallo (eccola qua)

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oppure c'era tutto il discorso sulla misteriosa tribù dei Dogon e le loro inspiegabili conoscenze dell'astronomia.

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..o anche queste misteriose sculture in pieno Sahara:

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Però alla fine non puoi mettere tutto, in una singola storia: per cui ...cernisco, e uso solo quello che mi serve.



Portamantello: Espandiamo un attimo quest’ultimo punto. Come si "trasforma" questa mole di informazioni dalla fase di ricerca al prodotto finito? Come riesci a trovare in fase di sceneggiatura l'equilibrio tra le info da includere e quelle invece da tagliare fuori?

Casty: Si parte dal fatto che hai una storia, UNA, da raccontare e devi quindi mettere solo e soltanto le informazioni necessarie al suo svolgimento: anzi, dove possibile, si cerca addirittura di "elidere" lasciando al lettore il compito di fare alcuni collegamenti.
Considera che su
Topolino lo spazio non abbonda, e non c'è quindi la possibilità di divagare per il gusto di farlo.


Portamantello: Ma non c’è il rischio, con tutto questo testo e queste info, ci si lasci un po’ prendere la mano? Non è che poi, se l’autore si diverte troppo in fase di ricerca, finisce con l’appesantire l’avventura?

Casty: Uh, mi piace rispondere a Portamantello perché è sempre incline a ..."perdere la fede"(ah ah!) e devo quindi ogni volta rassicurarlo sul fatto che (per il momento) non mi sto ancora rimbambendo... :-))
Nel merito, questa non è un'avventura "al cardiopalma" (ti ricordi, tipo, la Marea dei Secoli? Lì appunto dicesti che tutto avveniva troppo freneticamente): nel Raggio c'è un clima (all'inizio) estremamente sereno, anzi addirittura pare che i nostri se ne vadano a fare una tranquilla gita sul fiume: si parla, si scherza, ci si gode il tramonto... E' una storia che, come si suol dire, "si prende i suoi tempi".



Dapiz: Insomma, abbiamo capito che le tue storie sono colme di riferimenti a teorie storiche o scientifiche più o meno strampalate, ma tu fino a che punto credi a quelle più "fringe"?

Casty: Be', l'Uomo ha -DA SEMPRE- la presunzione di essere a un punto in cui ormai sa TUTTO, e scrive enciclopedie e trattati con toni molto assertivi su questo e su quello e su quell'altro. Specialmente sulla Storia. In realtà io credo che non si finisca mai d'imparare e di scoprire, anzi, credo che abbiamo appena incominciato e suppongo che fra un paio di secoli i nostri discendenti sorrideranno vedendo come veniva raccontata la Storia oggi.

Dapiz: E c'è una qualche lettura o visione che consiglieresti a chi vuole farsi un'idea su queste tematiche?

Casty: Ehm no, non mi sento di consigliare nulla anche perchè il rischio -spessissimo- è di incappare in articoli/libri fuorvianti e sensazionalistici, che hanno l'unico scopo di far colpo sfruttando la credulità della gente. Io di solito procedo cercando info in rete su un argomento, poi ne cerco le varie versioni, da quella più strettamente scientifica fino a quella palesemente farlocca, e cerco di farmi un'opinione. Poi, ovvio, in quanto autore mysterioso prediligo la versione più fantasiosa, ma questo non significa che ci credo. Ho in programma anche una storia sulle scie chimiche, per dire :-))


Topolino sbarazzino, Capitan Amelia: Continuiamo con le ispirazioni! L'idea di Demopolis stessa, una città di scienziati con lo scopo di rivoluzionare l'urbanistica ci ha ricordato vagamente il progetto EPCOT, tra l’altro già alla base dell’idea dell’Avangard City di Darkenblot.

Casty: Si', anche EPCOT, ma diciamo che Demopolis in fondo è l'ennesimo, eterno sogno di costruire una città "perfetta": è un tema ricorrentissimo fin dai tempi antichi, tanto che per esempio proprio il racconto di Platone su Atlantide è considerato l'archetipo di quelli sulla "società ideale".

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Dapiz: Anche di città tecnologicamente all'avanguardia ma nascoste agli occhi del mondo è piena la narrativa, però la collocazione africana di Demopolis mi ha fatto tornare alla mente un'altra città ipermoderna, sempre perduta ma per altre ragioni: Wondercity. Ti dice nulla?

Casty: Uh, adesso sì! Era un fumetto di qualche anno fa, di cui ho visto gli screenshots che però non ricordo di aver mai letto... Mi sembrava molto bello, in effetti.


Vii: A proposito, l’ispirazione a Demopolis è dovuta solo alla fantasia di idee e temi come quelli citati o è esistito davvero qualcosa di simile, in Africa o altrove, dopo la II Guerra Mondiale?

Casty: Che mi risulti, non è esistito nulla di simile.


The Blue Thunder: A me, invece, la città per la comunità, fondata da grandi menti e lontano dal mondo esterno, ha ricordato la fittizia Rapture della celebre trilogia di videogame Bioshock, soprattutto per le tecnologie all'avanguardia rispetto ai tempi, i metodi alternativi per immagazzinare energia, la politica etc etc. mi spingo forse troppo in la con la fantasia?

Casty: Uh no, anzi.
Mi sono imbattuto in immagini di Rapture mentre cercavo ispirazione per le architetture di una città utopica sottomarina e...ne sono rimasto fulminato. Tutto (TUTTO!) nei due Bioshock sottomarini è assolutamente geniale, dall'idea di base al design, ecc.
E quindi...


The Blue Thunder: A proposito, che il celebre Castellan ogni tanto prenda il mano il joypad? Come è il tuo rapporto con la ludicità, che al Sollazzo piace tanto?

Casty: ...non ho potuto fare a meno di giocarci! Io sarei potenzialmente un gamer appassionato, ma purtroppo mi manca il tempo: pensa per esempio che ho giocato solo l'anno scorso a Syberia (il primo!!!), dopo anni e anni che ce l'avevo sul desktop.
Il prossimo che vorrei fare è appunto Bioshock 3.
Negli spensierati tempi passati invece son riuscito a farmi tutti i Tomb Raider (compreso l'ultimo, il reboot) e sono (ero) poi un grande appassionato di Caesar (3 e 4).



The Blue Thunder: Ma tornando alle ispirazioni… I riferimenti a cose e persone del nostro mondo NON sono casuali? Personalmente ho trovato alcuni punti in comune tra Abelard Monk III e un noto italico cavaliere del nord…

Casty: Uh, argh, per carità, non tiriamo in ballo il Berluscon' che poi succede come per gli Ombronauti... No, non c'è assolutamente nessun riferimento a qualcuno in particolare: anzi, io dico sempre che i riferimenti ce li vediamo NOI, ADESSO, ma tra vent'anni magari uno leggerà di Monk e dirà: "Toh, è UGUALE a XXX che governa adesso, Casty profetico ecc..." Perché in realtà è tipico di chiunque ambisca a dominare il mondo prendere il monopolio dei media: e Monk, per conto suo e delle Lepri Viola, lavora in questo senso.


Mark: Invece il nome “Monk” è ispirato all'omonimo telefilm giallo degli anni '90 o l'omonimia è una casualità?

Casty: No, non conosco la serie di cui parli ed è quindi una coincidenza.


Jeda: Mentre leggevo la seconda parte de Il raggio di Atlantide, mi è tornato in mente il film Atlantis - L'impero Perduto: ho notato alcune somiglianze, al di là dell'argomento principale. Questa è una mia lettura personale:

Miss Wanda = Kida
Abelard Monk III = Rourke
Occhio di fuoco = Cuore di Atlantide

Anche lo svolgimento mi è sembrato simile. E' stato un caso o... un'ispirazione?
P.S. Sono la ragazza che ti ha offerto un mochi alla fragola alla fiera di San Donà!


Casty: Ciao! :-)
Ho visto Atlantis al tempo della sua uscita e mi è piaciuto tantissimo: in particolare la colonna sonora, assolutamente meravigliosa.
Da allora non l'ho più rivisto. Ci possono essere dei punti in comune, sicuramente, ma non sono intenzionali: nelle storie di questo genere ci sono spesso degli elementi "classici" che ricorrono.



Paperlallo: Casty, confessi: a cosa si è ispirato per il combattimento nel deserto con la dinamite?

Casty: Be', i nostri non portano armi, e nella storia si trattava di riuscire a fermare un sommergibilone corazzato: esclusa l'ipotesi di risolvere la cosa a ...mitragliate, arriva quasi spontanea l'idea di utilizzare arco, frecce e candelotti. Era comunque una scena un po' forte, per i canoni di Topolino, e quindi ho cercato dove possibile di sdrammatizzare (per esempio, i candelotti fanno "BUM!", onomatopea un po' buffa e retrò): non è stata una sequenza facile da realizzare.


Valerio: Ma tutto quel ghiblume? Laputa? Conan? Mononoke? Nausicaa? I bambini nella nella foresta? Il sottomarino delle sabbie? Cosa fai, plagi? Ti ispiri? Dai, mappaci tutto il tuo pacchetto riferimenti ghiblosi, che la gente deve sapere!

Casty: Eh? Uhm, io non ci trovo dello "specifico" ghiblume (nel senso di palese plagio), in questa storia: c'è molto "spirito Ghibli" sì, ma sono appunto temi che ho a cuore da sempre. La sfida è infatti sempre quella di riuscire a trovare dei modi diversi e ugualmente appassionanti per raccontare quella che in fondo è sempre la stessa storia, ovvero la sfida tra piccoli e coraggiosi eroi e perfidi nemici dotati di grandi mezzi.
Poi, ok, io sono un grande appassionato delle storie che citi: mi piace, giusto per fare un esempio nel merito, il fatto che quando nelle storie di Miyazaki un robottone tira un raggio contro un carrarmato si vede sempre che i soldati ne escono, prima che esploda, e non muore nessuno.
Di palo in frasca, vedo poi che alcuni si "lamentano" del cliffhanger finale: be', la storia in realtà finisce con la vignetta della lavata di capo. L'ultima pagina va vista un po' come hai presente al cinema quando aggiungono un pezzettino dopo i titoli di coda? Oppure come nelle storie del Gott, quando nell'ultima vignetta accadeva una cosa che avrebbe portato all'avventura successiva.



Topolino sbarazzino: Oltre al mondo della fantasia, mi sembra tu abbia attinto anche da molti fatti realmente accaduti. Giusto?

Casty: Sì. La vicenda degli scienziati scomparsi è ispirata tra l'altro alla misteriosa sparizione, nel 1938, di Ettore Majorana e alla (fantasiosa?) ipotesi che fosse in possesso del Raggio della Morte.
C'è poi tutto il racconto sul Diluvio, in bilico tra leggenda e realtà, la Dama di Elche, i fiumi scomparsi del Sahara.


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Capitano Amelia: A proposito di Storia, si allude a qualche evento in particolare quando vediamo alcuni scienziati preoccupati a tal punto da decidere di tornare nelle proprie patrie?

Casty: Eh, questo me l'han già chiesto molti in privato e allora ecco la versione originale:

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. ..ah ah, no scherzooo eh!
La risposta ti sarà chiara (spero) leggendo la risposta alla domanda seguente.



Paperlallo: Facciamo un po' di conti: considerando che il progetto Demopolis risale probabilmente agli '20 o '30 (anzi, qual è all'incirca la data di nascita del progetto?) e dato che in quel periodo Miss Wanda era all'incirca ventenne, bisogna quindi considerarla adesso ultracentenaria e uno dei personaggi Disney più vecchi insieme a Zio Paperone e Nonna Papera?

Casty: Nella versione originale della storia tutti gli eventi erano datati con precisione: si è però poi scelto, d'accordo con la reda, di sorvolare su questo aspetto per evitare complicazioni di sorta, anche in prospettiva di future ristampe.
A ogni modo, ecco qua: miss Wanda è del 1920, e ha quindi 96 anni, più o meno come l'inossidabile Angela Lansbury.
Considera però che ho ideato la storia circa dieci anni fa (e quindi ne avrebbe avuti 86) e che quando verrà ristampata (tipo tra dieci anni) ne avrà 106: come dico sempre, il tempo è relativo, nei fumetti.
Nel 1938 gli scienziati lasciano l'Europa e vanno in Africa.
Nel 1939 (ripeto: 1-9-3-9) accade nel mondo QUALCOSA DI MOLTO TERRIBILE che la radio annuncia con TANTI PUNTI ESCLAMATIVI TREMOLANTI che fa sì che molti tornino MOLTO TRISTI e PREOCCUPATI alle proprie patrie.
Nel 1942 arriva l'armata viola alle porte di Demopolis.


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Topolino sbarazzino: A proposito! Una critichina: Wanda, da anziana, è praticamente indistinguibile dalla sua versione giovanile: giusto per il colore dei capelli.. anche questo fa parte dei segreti di Demopolis? :P

Casty: Ah ah, no, qui faccio un po' come i jappi in cui riesci a distinguere la madre dalla figlia SOLO dal fatto che la vecchia ha una (UNA) rughetta sotto l'occhio. Comunque esistono donne che invecchiano benissimo, guarda per esempio Ann Margret, bellissima negli anni '60(!) e ancora affascinante donna oggi, a 70 e passa anni. E' un po' il modello a cui mi sono ispirato per miss Wanda.

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Portamantello: Passiamo al merito della tua mitologia atlantidea. Possiamo supporre che il diluvio provocato dal frammento di Luna sia collegato non solo alla rottura degli argini del Lago Tritonide, ma anche al misterioso maremoto che s'ipotizza abbia spazzato via Atlantide e contro il quale era stata approntata la barriera di oricalco vista nelle Miniere di Fantametallo? Se si tratta di due eventi separati, quanto puoi dirci?

Casty: Sì, è lo stesso evento: il frammentone è cascato e ha provocato il maremotone (oltre al diluvione).
Attenzione però che non viene detto DOVE è cascato... :-)
A proposito della seconda Luna, beccatevi intanto questa...

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...e pure questa:

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Portamantello, Capitano Amelia: Ma l'iconografo, esattamente, a che serviva agli abitanti di Esperia? C'è un motivo per cui si sono presi la briga di tramandare le vicissitudini di cui poi veniamo a sapere?

Casty: L'iconografo era una sorta di infopoint, anzi potremmo addirittura definirlo l'iMac degli Atlantidei: tu ci disegni col dito (vediamo anche uno scriba, là dove Antinea sta per lasciare il palazzo allagato), fai "salva", e gli ingranaggi memorizzano il disegno. Era utile per memorizzare mappe, per l'insegnamento ai bambini o anche per caxxeggiare :-).
Gli Esperidi vi lasciano la storia della loro città perchè...sì: io abito in un paesino di 500 abitanti (di antica origine romana) e nella piazzetta c'è una sorta di bel pannello tipo l'iconografo che ne racconta tutta la storia.
Figurati se gli Esperidi, dinanzi alla più grande catastrofe dell'umanità, non mettono giù due righe... :-)



Capitano Amelia: Eh, ma come fa l'iconografo a raccontare gli ultimi giorni di Esperia se tutti gli abitanti erano fuggiti ? Qualcuno rimasto apposta per poter tramandare la loro storia lo ha impostato?

Casty: Nella penultima vignetta di pagina 129 scorgiamo sullo sfondo uno scriba che sta probabilmente terminando di disegnare il racconto. Dopodichè Antinea indosserà galosce e mantello, lasciando l'abito regale sopra l'iconografo, dove verrà trovato da Miss Wanda (11.500 anni dopo, stoffa resistente, eh! :-))


Portamantello: Il Progetto Demopolis ricorda molto da vicino quello del Mondo Che Verrà: un pool di brillanti scienziati che collabora per un utopico futuro migliore, le cui intenzioni vengono sistematicamente distorte dagli avidi di turno. Non farò il nerdone che ti chiede se i due progetti sono in continuity (aaaaanche se tecnicamente qualche scienziato avrebbe potuto partecipare ad entrambi, dopotutto quello del Mondo nasceva "più di trent'anni fa" ed è chiaro come quello di Demopolis sia precedente... eh? eeeh?), piuttosto parlaci di come e perché questo tema "tecnologico" -come anche quello dell' "utopia ecologica"- ti sia tanto caro e di come tu riesca a declinarlo in modo diverso in tante altre tue storie.

Casty: Questa cosa della città/società ideale mi è sempre piaciuta: l'importante è non ripetersi, e cercare di caratterizzare in modi diversi le peculiarità di queste società ideali. Nel Mondo Che Verrà si voleva cambiare (letteralmente!) il pianeta, a Robopolis l'obiettivo è sviluppare macchine al servizio dell'uomo, qui infine si mira a costituire una comunità di popoli, e la tecnologia impiegata non è poi così all'avanguardia (anzi) rispetto a quella usata comunemente nel mondo.


Portamantello: Ma se le Lepri Viola sono ovunque, hanno gli agganci e le risorse, possono permettersi corazzate ed altri gadget tecnologici... perché non smettono di cercare armi ancestrali e conquistano direttamente il mondo? :P
Seriamente: puoi dirci se hai in mente qualcosa in più sulle origini di questa organizzazione ed i suoi moventi o se intendi lasciarli nel mistero, anche per non offuscare Eurasia e le sue ricerche?


Casty: Eh, il pianone delle Lepri è molto complicato e...variegato, nel senso che ognuno dei Maestri tende innanzitutto a realizzare i propri personali interessi e tra loro non sono certo una comitiva di amiconi. Ne sapremo di più sulla Società nel corso del ciclo: intanto, per esempio, nel Raggio abbiamo scoperto che erano già attivi e potenti negli anni '40...


Bramo: Però davvero, se le Lepri Viola hanno a disposizione capitali e tecnologie tali da finanziare spedizioni e macchinari tali, c’era davvero bisogno di trovare un antesignano del raggio laser per distruggere i satelliti? Il motivo è solo la capacità di nascondere meglio la fonte del danneggiamento, o semplicemente il piano del grande capo delle Lepri Viola mira a qualcosa di più grosso, sfruttando i “piccoli desideri” di chi si affilia a loro?

Casty: Be', un "innocente" anellino da portarti in giro e con cui se vuoi puoi far a fette la Statua della Libertà (o ciò che più ti aggrada) senza farti notare credo faccia comodo, no?


Bramo: In che cariche è strutturata la società delle Lepri Viola? Tra sovramaestri e maestri semplici mi sono un po’ perso…

Casty: C'è il Sovramaestro delle Lepri Viola (l'1) che comanda i Maestri delle Lepri Viola (dal 2 al 10), ognuno dei quali comanda le Lepri Viola semplici. E poi ci sono un sacco di "simpatizzanti" civili...


Mister Mxyzptlk: Hai pensato fin dall'inizio le Lepri Viola con una specifica scala gerarchica con al vertice il Sovramaestro. Oppure il cattivo de Il Colosso di Rodi inizialmente doveva essere l'unico Maestro della Società?

Casty: L'idea era quella della gerarchia fin dall'inizio, ma sarebbe stato prematuro e fuori luogo esporre tutto già nella storia del Colosso. E' anche una questione tecnica: metti che magari il Colosso faceva flop, la saga finiva lì, e io avrei perso tavole preziose per spiegare una cosa che poi non sarebbe servita.


Bramo: Perché l’uso del raggio indebolisce a tal punto Antinea? Attinge alla forza vitale di chi lo usa?

Casty: Sì, o meglio, quanta più potenza si intende produrre, maggiore è lo sforzo fisico richiesto. Con un tiro così lungo e prolungato, la povera Antinea quasi ci resta...


Portamantello: A proposito dell’Occhio di Fuoco, c’è qualche relazione tra questa tecnologia offensiva e quella difensiva dell’oricalco delle Miniere di Fantametallo? Che l’Occhio servisse anche, in qualche modo, a lavorare quel materiale altrimenti indistruttibile se non allontanato dalle leyline?

Casty: No, le due cose non sono collegate. Magari gli atlantidei lavoravano l'oricalco fuori dalle leyline, va'ssaperlo, e una volta modellato ce lo piazzavano sopra. Comunque anche l'adamantio è indistruttibile, eppure in qualche modo ci han fatto lo scheletro di Wolverine, eh... :-)


Bramo: Un sottomarino sotto il deserto: idea spettacolare ed esaltante, ma occorre assumersene la responsabilità :P… come fa muoversi attraverso la sabbia, da dove è partito? Puoi raccontarci qualcosa di più di questo mezzo?

Casty: La trivella... trivella, appunto, e incanala la sabbia nella "bocca" del sottomarino. La sabbia viene convogliata da potenti motori diesel nel sottopancia, ad altissima pressione, ed emessa dal retro, funzionando da propulsore.
Il sottomarino era nascosto in una base Viola in Algeria, ed è costruito su progetti risalenti addirittura agli anni '30. Si racconta che nel '42 fosse l'arma segreta con cui le Afrika Korps intendevano vincere la guerra sul fronte nordafricano, ma fortunatamente non fu mai completato.

....uh, ehi, è tutta roba di fantasia, eh! :-)



Andrea87: C'è mai stato un punto durante la progettazione della trama in cui hai avuto la tentazione di far unire al terzetto anche Zenobia, che di regni nascosti in Africa ne dovrebbe essere la regina? Tra l'altro la sua "storia" era basata sul romanzo avventuroso L'Atlantide del 1919, uno dei precursori del genere... insomma, chi meglio di lei?

Casty: No, è tutt'altra continuity narrativa, per cui poco ci azzeccherebbe con questo ciclo.


Mason: Ma se sono le persone come Wanda che cambiano il mondo, significa che per cambiare il mondo dobbiamo scappare nella giungla e non condividere le nostre scoperte scientifiche con nessun altro?

Casty: Eh eh, no: significa che OGNUNO, nel suo piccolo, può fare qualcosa per cambiare le cose. Mica cose epiche, eh: fare la differenziata, per esempio, o piantare un albero, o andare a votare, o ...spegnere la tv.
Pensa come queste quattro semplici cose, moltiplicate per 60 milioni di persone che ci sono in Italia, potrebbero cambiare radicalmente il Paese.



Mason: Sempre seguendo lo stesso ragionamento, perché Demopolis, una città fondata da scienziati che volevano far del bene a tutta l'umanità, si tiene nascosta? Per proteggere l'Occhio? Perché hanno effettivamente scoperto tecnologie potenzialmente troppo pericolose? O è puro misantropismo causato dalle esperienze passate?

Casty: Più che nascosti, i Demopolitani se ne stanno ..."per i fatti loro", consapevoli (soprattutto miss Wanda) che Demopolis è un'utopia irrealizzabile nel mondo ("... un mondo che pare non cambiare mai, purtroppo.."). Passata con gli anni la paura per un ritorno delle Lepri, hanno comunque ancora il latente timore che qualcuno possa ricordarsi che da quelle parti è nascosto l'Occhio di Fuoco...


Andrea87: Io invece mi chiedo: la vita nell'utopia africana non è un po' "monotona"? Capisco tutti gli intenti pedagogici, ma una società ferma agli anni '40, che però riceve continuamente notizie dal mondo attraverso la radio... insomma, che effetto fa sui bambini di Demopolis sentire parlare di mousenet, squitter, pokemon go, ecc.?

Casty: A me sembra che quei bambini si stiano divertendo un sacco lo stesso, giocando in mezzo alla natura :-)

Andrea 87: Che poi la "leaderessa" (illuminata, eh) non si fa problemi a tornare alla civiltà per prendere i nuovi film che piacciono a LEI…

Casty: M-ma mica prende SOLO i film con Top Cruise, eh! :-))) Sicuramente avrà preso anche qualche Pixar per i bambini, o anche qualche Guerre Stellari. Credo nessun cinepanettone, però :-)

Andrea87: (il che implica che esistono persone nel mondo esterno che è a conoscenza dell'utopia stessa, no?),

Casty: ...sì, ovviamente lì nei paraggi qualcuno lo sa ma... che gliene importa? Per i "vicini", i demopolitani sono solo una città di gente tranquilla che se ne sta per i fatti suoi. Considera quante tribù vivono isolate nella giungla o, ancora, quante comunità vivono isolate, negli States, senza per questo essere "nascoste"...

Andrea87: …facendo quindi uno strappo alla regola, e i poveri cristi devono vivere come gli hamish? Al mio paese questa è comunque una dittatura, per quanto Miss Wanda possa essere illuminata :P

Casty: Però decidetevi :-): o ci sono "tecnologie avanzatissime", oppure "vivono come gli hamish":-)))
Nessuno è prigioniero, a Demopolis, anzi. Tutti sono liberi di andarsene quando vogliono e anche di tornare, se cambiano idea. A me sono sembrati TUTTI molto felici dello stile di vita che hanno SCELTO.



Dapiz: Io invece mi sono un po' stufato di questa tecnologia rivoluzionaria per cui il mondo non è ancora pronto. Non pensi che sarebbe ora che Demopolis e tutte le altre città all'avanguardia si coalizzassero e marciassero sul mondo per imporre la legge del giusto? Viva la dittatura, se funziona!

Casty: No, no, il mondo non è pronto, e mai lo sarà. Hai visto cosa è successo a dargli in mano l'iPhone già adesso? :-))


Portamantello: Alla ricostruzione di Eurasia, Topolino esclama "Tutto torna!". Ma a me... qualcosa non torna. Passiamo quindi ai chiarimenti vari ed eventuali!
Viene detto esplicitamente che Antinea ed il suo popolo fuggono verso est, portandosi dietro l'occhio di fuoco. Ma Wanda trova l'occhio di fuoco proprio nelle rovine di Esperia! Mi sono perso qualcosa io, te lo sei perso tu oppure è abilissimo foreshadowing di rivelazioni future?


Casty: Eeer... credo te la sia persa tu, perchè nella prima puntata si racconta appunto che l'Occhio (da Antinea) passò di mano in mano, fino A RITORNARE a Esperia ("...non trovando alcun uomo meritevole, l'ultimo possessore lo riportò al luogo d'origine").


Andrea87: Io invece mi chiedo perché le Lepri, pur sapendo dove si trovava Demopolis, devono aspettare e sfruttare Topolino&Co. per mandarli in avanscoperta. Perché?

Casty: Ehm, no, NON LO SAPEVANO al tempo (Monk III dice "Il nonno non riuscì mai a scoprire DOVE era stato girato il filmato") e non lo sanno adesso.
L'unica cosa che Monk III sa è che è stato girato "da qualche parte", si presume in Africa nordoccidentale.


Andrea87: 1) hanno paura del "Raggio di Atlantide"; 2) pensano che un gruppo di esploratori senza secondi fini potrebbero avere più successo; 3) dobbiamo credere che hanno perso le coordinate del tentativo di invasione di mezzo secolo fa (cosa che spiegherebbe il gps nella telecamera)? forse un misto delle 3 spiegazioni?

Casty: In sintesi: non lo sapevano, e hanno fatto affidamento sull'abilità investigativa di Euri (e Topolino!) per scoprirlo.

Andrea87: E Topolino e amici non trovano la colonia abbastanza a culo? Il fiume Niger non è mai stato navigato interamente, ci sono miliardi di affluenti che passano per infinite grotte sotterranee... e loro beccano giusto giusto quella che li porta a destinazione?

Casty: Loro sono diretti al monte Dudentoni, che si trova NEI PRESSI di Demopolis. Sono quindi già più o meno sulla strada giusta, devono solo trovare la via per arrivarvi attraverso il dedalo di canali.


Portamantello: Ma alla fine Demopolis rimane segreta? Capisco che Monk debba restare fedele al suo alibi, ma pare un po' strano che lasci in pace Wanda e la sua potenzialmente succosa tecnologia... oltre lo scoop per le sue reti!

Casty: Demopolis resta... per i fatti suoi. Vedo che più di qualcuno ha un po' frainteso il senso di Demopolis, che era una città tecnologicamente all'avanguardia 70 ANNI FA, ma oggi non ha nulla di particolare: usa il fotovoltaico, l'energia idroelettrica e fa la differenziata...
Non ci sono tecnologie che possano ingolosire nessuno, men che meno le Lepri, e i grandi scienziati son tutti ehm morti.
E poi Monk credo che avrà qualche problemino con la parrucchiera da risolvere, prima... :-)



Mason: Eh appunto, ma la "lavata di capo" è una semplice punizione o questa è l'ultima volta che la gente sentirà parlare del buon Abelard Monk III? :P

Casty: Ultima volta? :-) No, uno shampoo fa mica tanto male, dai.... :-)


Paperlallo: Già che siamo in argomento, Monk mi ha un po' ricordato il cattivo delle Miniere di Fantametallo, infatti entrambi sono dei mattacchioni che si fingono ingenui. Scelta artistica consapevole o semplicemente il primo le era cosi tanto piaciuto che ne ha voluto ricreare un altro?

Casty: Be', il conte Zoox appariva come un grande ingenuo (e sciocco: e effettivamente lo era), con 'sta cosa dello stuzzicadente fenicio ecc... Monk invece fa il simpaticone, ma non è certo un babbeo.


Portamantello: In effetti speravo in qualcosina in più per Monk… e per il suo maggiordomo, che come red herring era davvero poco convincente.

Casty: Eh, il red herring son dovuto andarmi a vedere che cos'è perché mica lo sapevo :-)
Ok, hai ragione, però... attenzione: non siamo in un giallo, tant'è che nella stessa vignetta in cui Euri lo introduce, Topolino obbietta subito sulla limpidezza di Monk.
Inoltre che il Leprone era lui l'hai capito tu che sei una vecchia volpe, ma magari il lettore di otto anni che (come me) non sa che cos'è un red herring, no :-)
Però che "l'ambiguo finanziatore" era suo nonno, non l'avevi capito subito, dai... :-)



Mark: Io non ho capito se la storia raccontata dall’iconografo è la distruzione di Atlantide o di Esperia…

Casty: Di Esperia. Ma, come spiega anche una didascalia nella storia, è lo stesso identico evento che va a cambiare "...la geografia e la storia della civiltà", e quindi lo stesso che colpì la colonia in Cornovaglia e ...Atlantide, naturalmente.


Mister Mxyzptlk: Io avrei voluto vedere di più Demopolis e le sue meraviglie!

Casty: Anch'io!!!
...però mi rendo conto che sarebbe stato noioso per coloro a cui non interessano, e quindi ho soprasseduto. Magari farò qualche tavola di design a parte, casomai la storia uscisse su un volume dedicato :-)



Andrea87: Uhmmm… ho trovato un paio di passaggi un po’ accelerati. Per esempio, un pezzo di storia si basa sul fatto che ne' Miss Wanda, ne' gli esploratori si rivelino a vicenda il finanziatore!

Casty: Sì ma ehm perché, per logica, avrebbero dovuto "rivelarselo"? Cioè, perché quando Wanda parla dell'"ambiguo finanziatore" Euri avrebbe dovuto chiedere "Come si chiamava?" Wanda non fa i nomi di NESSUNO, nel suo racconto, sarebbe stata una forzatura specificare proprio quello, secondo me.


Portamantello: Il trio di protagonisti ha davvero bisogno della lettera sul finale per rimettersi in viaggio? Perché a questo punto una capatina alla Dama della Roccia in Guinea sarebbe abbastanza logica...

Casty: Eh sì, questo è vero. Però pensa che ANCHE NELLA REALTA’ nessuno si è mai preso la briga di andare a vedere se è davvero una statuona o una bizzarria della natura...

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Portamantello: Oh, a proposito, quella lettera finale è proprio sadismo, dai!

Casty: Ah ah sì. :-)

...no, ovviamente c'è ANCHE un motivo tecnico: io NON LO SO, già da adesso, se la prossima me la passano.
E inoltre bisogna anche vedere quale sarà il gradimento di questa storia: se siete tutti contenti, e il Topolino ha venduto, e io mi entusiasmo, si va avanti alla grande. Sennò...no.



Valerio: Già, passiamo in scioltezza ad argomenti più squisitamente tecnici. Oh, ma questo comparto grafico così diverso? Così... fiammante? E queste recitazioni "guizzanti" che ricordavo dal Mondo Che Verrà e che in storie tipo Gli Ombronauti avevo visto appannarsi? Scelta precisa dovuta alla storia stessa? Voglia di sperimentare di più? E quei colori così bulli? Con le ombrette stilose? Quale santo dobbiamo ringraziare?

Casty: Semplicemente, a QUESTA storia serviva QUESTO tipo di disegno. Vedrai che già dalla prossima ritorno alle puccettosità e ai disegnini semplici semplici. Idem per i colori, a me stan benissimo quelli normali perchè di solito per fare Minni che tira un secchio a Topesio non è che servano paesaggi dettagliati e colorati in simil3D. Riguardo l'"appannamento" di cui parlavi prima, è lì invece che vedi gli esperimenti: si prova un diverso tipo di segno, o un tipo di inchiostrazione più sottile, o un modo diverso di far recitare i personaggi. Non sempre gli esperimenti riescono, ma si trae comunque insegnamento su cosa è meglio fare o non fare.


Giordanduck: A proposito di colori, chi è che colora le tue storie? Perché, insomma, girando pagina e andando anche alle altre storie del settimanale lo stacco si sente, lì i colori sono molto più piatti.

Casty: Anche qui, di norma su Topolino c'è la colorazione "normale" a tinte piatte, poi c'è quella "media" con un po' di ombre e infine c'è quella "top", che solitamente è riservata alle storie "top", appunto, con un feeling moderno come per esempio Pk, DD ecc.

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Le mie storie hanno un'impronta piuttosto classica e di solito non necessitano di virtuosismi coloristici, per cui mi sta benissimo la colorazione normale. In questo caso però, come ne L'Impero, il colore giocava una grossa parte nel ricreare le giuste atmosfere e quindi ho partecipato alla colorazione di buona parte delle tavole.



Giordanduck: E che ci dici delle chine, invece? La storia l'hai inchiostrata ancora tu come L'Impero Sottozero? Il tratto sembra essere migliorato ancora di più di prima, ed è minuzioso nei dettaglini piccoli proprio come l'Impero. Mi piace.

Casty: Grazie :-)
Di norma io inchiostro sempre tutti i volti, i personaggi molto piccoli e le vignette a cui tengo particolarmente, per esempio quelle con paesaggi o macchinari strani. Buona parte del lavoro è comunque affidata a Miky Mazzon.



Fabio Gianello: Ma perchè Eusasia ha la testa di Topolino e il corpo goffo di Pippo?
Non c'era proprio modo di farla più caratterizzata, e magari un pizzico più sensuale?


Casty: C'è pur sempre spazio su Deviantart, facci pure una tua proposta grafica lì, dai... :-)

Fabio Gianello: Dopotutto è una parodia di Lara Croft, non di Pippi Calzelunghe. Ci sono vignette in primo piano, in cui non si distingue il topo dalla .... "archeologa", se non per le ciglia.

Casty: Ma pensa, dicono lo stesso di Paperino/Paperina/Paperone, se non per le ciglia o le basette... :-))


Mason: Bellissimi i balloon "spontanei" con la forma irregolare e la calligrafia di Casty al posto del font classico della rivista; qui li hai usati solo per dialoghi particolari come urli o voci in lontananza, ma potresti (e vorresti) realizzare una storia dove tutti i balloon usano questo stile?

Casty: Mi piacerebbe, ma sarebbe un lavoraccio e inoltre, per quelle che sono le direttive riguardo i testi, sarebbe impossibile: i balloon servono vuoti (viene fatto il lettering al computer) per agevolare il lettering nelle versioni straniere e, soprattutto, per consentire eventuali correzioni del testo da fare al volo.


Mason: L'ultima metà è piena di scene di azione su larga scala come raramente se ne vedono sul Topo. Hai avuto problemi particolari nel rappresentare queste scene?

Casty: Intendi graficamente? Sì, rappresentare scene di battaglie/duelli ecc su Topolino è sempre molto difficile, perchè si deve trovare il giusto equilibrio tra ciò che puoi e ciò che non devi far vedere. In questo caso le varie minacce sono piuttosto grosse (rovine che crollano, lava incandescente, il sommergibilone con mitragliatori e cannone), per cui si cerca sempre di sdrammatizzare con delle battute o di alternare i momenti drammatici con inquadrature che alleggeriscano la tensione.


Topolino Sbarazzino: Come mai la scelta di sostituire il "voi" con un più colloquiale "tu"? L'hai già citato in parte nell'intervista, ma magari puoi essere più approfondito. :P

Casty: Eh, Topolino e Eurasia sono persone molto educate: lui ha rispetto per i titoli di lei (che, ricordiamolo, è una professoressa plurilaureata) e lei ha rispetto per ...l'età, soprattutto :-)
Personalmente, io apprezzo l'uso del "lei" (che in Topolino diventa, appunto, "voi"): quando conobbi Cavazzano, per esempio, mi presentai dicendo "Sono lieto di conoscerLa, sig. Cavazzano" mica "Ehilà Giorgione come butta?". Poi, ok, magari si passa al tu, però ecco, un po' di formalità all'inizio non guasta.



Mason: Il ciclo di Atlantide è ancora in pieno sviluppo ed Eurasia ne è la co-protagonista. Parliamo un po’ di lei. Pensi di espandere il suo personaggio nei capitoli futuri o di lasciarla come semplice alleata di turno di Topolino e Pippo?

Casty: Come anticipavo da altre parti, l'idea è di fare una serie avventurosa, ma sicuramente ci saranno degli episodi più thriller, o altri magari più buffi, così come potranno esserci puntate più introspettive, in cui chissà, magari Euri si innamora :-) (...non di Indiana Pipps, però, eh!) E' un personaggio che piace molto anche alla ragazze, per cui... vedremo!


Mister Mxyzptlk: Che fine ha fatto lo zio di Eurasia? Capisco che sia sparito dalle scene per evitare di appesantire la storia per i lettori più giovani o chi semplicemente non aveva letto la prima storia. Ma in-world dove potrebbe essere finito?

Casty: Be', Euri si è emancipata dopo la primissima avventura, e zio Geordie è guarito. Per cui ora Euri vive da sola, in una casetta nuova (che riempirà di animaletti) e lo zio vive nella vecchia casa.


Mister Mxyzptlk: Prima di fare l'avventuriera di cosa si occupava Eurasia? Studiava? Insegnava? Era già ricercatrice? Se non ricordo male nella prima storia diceva di essere alla sua prima spedizione.

Casty: Euri fa tuttora la professoressa, ha tante lauree, insegna, tiene corsi, lavora al Museo. Fino al suo esordio topolinico era comunque una sorta di "topo di biblioteca", anche se poi scopriamo quasi subito che è molto atletica, fortissima e portata per gli sport. La sua ingenuità deriva anche dal fatto che ha sempre studiato molto la Storia e poco le... cattiverie umane.


Mason: Sempre parlando di Eurasia, non hai paura che disegnandola con i capelli slegati i bambini si confondano e vedano due personaggi diversi?

Casty: Mah, in fondo è lo stesso meccanismo di "Clark Kent/Superman" (o Paperino/PK) per cui non credo ci sia questo rischio. Nelle session che faccio ogni tanto per le fiere vedo che Euri piace molto con i capelli sciolti, specialmente alle ragazze, per cui ...non credo sia un problema.


Portamantello: Chiudiamo il capitolo sulla Tost con l a domanda che tiene i lettori con il fiato sospeso da più di dieci anni. Ebbene: che bestia è Eurasia? E dove ha le orecchie?

Casty: E' una topolina, e tiene le orecchie "stirate" sotto i capelli :-) Uh, e non ha neanche la coda, eh!

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manfroze: Pensavate qui ci fosse una domanda seria ed invece ci sono io, manfroze!, ad aprire l’immancabile parentesi buffacchiotta. Il tema ovviamente sarà l'iniziativa editoriale principale e fondante di questi due numeri di Topolino: le gommine.

Topolino n. 3177, gommina di PLUTO
Hai mai valutato l'uso di Pluto in queste avventure? Se sì, c'è un motivo specifico per cui non l'hai usato? È un personaggio che credo sia complicato utilizzare nel fumetto, essendo legato perlopiù all'animazione. Nel caso tu lo abbia usato in qualche avventura che non ho letto chiedo umilmente venia.


Casty: No, Pluto non è previsto in queste avventure: è un personaggio che non può fare la comparsa, ha bisogno di spazio per funzionare, e di solito lo uso in storie che prevedano un bel ruolo per lui. L'ho già usato parecchie volte in storie anche importanti come Il mondo di Tutor e L'isola di Quandomai, per esempio.

manfroze: Topolino n. 3177, gommina di PAPERINO
Evitando il banale "perché non scrivi storie di paperi?", passo a: hai mai scritto soggetti o sceneggiature coi paperi? O pensato dettagliatamente a storie potenziali?


Casty: Ne ho fatte due (una e due), finora, entrambe su richiesta della redazione


manfroze: Cosa ne pensi in generale di PK? Ti è mai passato per la testa, magari anche per scherzo, di fare qualcosa legato a PK ? Da una parte non sembra davvero nelle tue corde ma dall'altra l'idea di una convergenza simile mi affascina.

Casty: Ne penso... bene, nel senso che trovo le storie ben strutturate e interessanti dal punto di vista tecnico. Poi, ok, io non sono appassionato di quel genere di fantascienza, però quando mi capita le leggo volentieri.
Scriverne una? No, hai ragione, è una cosa troppo distante dal mio modo di scrivere.



Portamantello: Ma Monk III si toglie gli occhiali subito prima di usare l'occhio di fuoco per mancare meglio i bersagli? :P

Casty: Ah ah sì.
...vabbe', se li toglie come a dire "Mo' so bitter birds per tutti"...



Portamantello: Ma è più forte il Raggio di Atlantide di Casty o il Raggio Nero di Moldrock? :P

Casty: Sono forti uguali e tutti e due più forti della Cosa :-)


The Blue Thunder: *Ahem* tornando seri e concentrandoci sull’autore, prima di fine anno, quali altre tue storie potremmo leggere sul topo? Saranno disegnate da te, o appalterai nuovamente la matita a Faccini? Mi sembra che il terzo atto di Darkenblot (con la preziosa collaborazione di Pastrovicchio) sia ancora lontano dai nostri radar.

Casty: Di mio/mio ci sarà la puccettosissima storia di Natale che farà intenerire tutte le vecchie pellacce inaridite del Sollazzo.
Il nuovo ciclo di Darkenblot è invece bell'è pronto da un pezzo, e credo che si stia studiando il periodo migliore per farlo uscire dandogli il giusto risalto. Si tratta di un ciclo di storie piuttosto articolato (e lungo), non è un semplice "parte terza".


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Valerio: Già, Darkenblot! con la cosa del "prologo" lungone di DB 3 molti sul web sono rimasti confusi. Ci fai una scaletta per il post-atlantide, su questa ed altre castyate?

Casty: Come già detto, c'è la storia di Natale, che è una storia in cui succedono solo cose buone e belle e quindi non è per voi (del Sollazzo, intendo).
Poi c'è tutto il ciclo(ne) di Darkenblot, che però se vi spiego PERCHE’ è strutturato così vi (e mi) rovino la sorpresa.
Anzi, già dire che c'è la sorpresa rovina la sorpresa :-))
Quindi diciamo solo che c'è pronto, nell'ordine, un Darkenblot 2.1 + una sorpresa + Darkenblot III NEMESIS. A ciò seguirà, a seconda dell'accoglienza e delle direttive, un'altra SORPRESA che però è ancora da fare.
Qui un'immaginina tratta dalle prime bozze del progetto:


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Topolino sbarazzino, Andrea87 e un po' chiunque: Quando uscirà la prossima storia atlantidea? Ci farai aspettare di nuovo cinque anni? Hai già un’idea di quante storie comporranno il ciclo? E invece del ciclo di Atomino che puoi dirci? Quando vedremo la Città Senza Cielo?

Casty: Nell'ordine:
Quanto prima :-)
No, meno :-)
Tre? Sei? Dieci? Dipende da tanti fattori, voi ...piacetevela, comprate il Topolin' invece di scaricarlo aumma aumma, e ci saranno tante altre avventure :-)
Che finisce con la prossima.
Quanto prima anche lei, ma non credo entro l'anno prossimo.



cianfa88: Chiudiamo con eventi di un futuro più imminente. Lucca incombe, ci dici come è avvenuta la scelta delle storie e delle tavole per la mostra a te dedicata?

Casty: D'accordo con gli organizzatori abbiamo deciso di fare una sorta di "greatest hits" che comprendesse tutto l'arco della mia carriera Disney. Ci sono quindi anche tavole di Cavazzano, De Vita, Faccini e Pastrovicchio, e c'è pure Bonfatti. Ho scelto personalmente le storie. Ci dovrebbe essere anche un sacco di materiale di preparazione, per cui credo che alla fine sia venuto fuori qualcosa di davvero completo e interessante.





Mboh, non so, e che volete di più? Un amaro? Magari offritelo a Casty se lo beccate a Lucca, come ringraziamento per l'enorme disponibilità dimostrata. Alla prossima!
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Re: [Topolino] Annata 2016

Messaggioda La Redazione » lunedì 24 ottobre 2016, 16:07

Casty: PS...ah, visto poi che anche Gumi e Piccolobush ce l'han su col pulsantone da telequiz che nessuno STRANAMENTE ha MAI pigiato, aggiungo questo, che mi pare importante:

Il pulsante (che è in bella vista perchè l'iconografo era comunemente usato dagli Atlantidei) potrebbe essere stato pigiato SOLO da:
1) L'ultimo possessore, che riportò l'Occhio di Fuoco a Esperia. Non sappiamo chi fosse, nè se l'abbia pigiato o meno, magari sì, e si è guardato tutta la storia del diluvio. O magari no, non gli interessava. Cambiava qualcosa? Ehm no :-)
2) Wanda e colleghi, nel '38: ma, come dice Wanda, lì sopra era poggiato l'abito regale. E poi, "non siamo archeologi" dice, magari hanno guardato l'iconografo di sfuggita perchè loro erano invece ansiosi di trovare L'Occhio. Ma se anche l'avessero pigiato, e avessero visto i bassorilievi, cambiava qualcosa? Ri-Ehm ri-no :-)
3) I nostri oggi: che, appunto, lo pigiano. Ok, ho voluto fare lo sketch di Pippo, ma se non lo premeva lui, sicuramente quel perfettino di Topolino avrebbe detto: "Ehi, ma solo io ho notato che si dovrebbe notare che lì c'è qualcosa che somiglia a un pulsante?" Cambiava qualcosa? Sì, che tutti avreste detto: "eeeee ridaje con Topolino che le cose le nota solo luiiiii!" :-)))

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Re: [Topolino] Annata 2016

Messaggioda Andrea87 » lunedì 24 ottobre 2016, 17:58

lo so che non risponderà più Casty, però qualche altro dubbio mi è rimasto...

Andrea87: Io invece mi chiedo perché le Lepri, pur sapendo dove si trovava Demopolis, devono aspettare e sfruttare Topolino&Co. per mandarli in avanscoperta. Perché?

Casty: Ehm, no, NON LO SAPEVANO al tempo (Monk III dice "Il nonno non riuscì mai a scoprire DOVE era stato girato il filmato") e non lo sanno adesso.
L'unica cosa che Monk III sa è che è stato girato "da qualche parte", si presume in Africa nordoccidentale.


quindi 70 anni fa le Lepri Viola sono arrivate a 2 passi da Demopolis (perchè i bambini ci vanno a giocare nel luogo del combattimento, ergo non è poi così lontano) vagando alla cieca nel deserto? senza tenere un diario o qualsiasi altro appunto?

seriamente, pensavo fosse più un "se riandiamo noi (come Lepri Viola) ci fanno un culo così, tanto vale che mandiamo una squadra al di sopra di ogni sospetto che ci faccia da apripista..."
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Botta & Risposta: Duckenstein di Mary Shelduck

Messaggioda La Redazione » martedì 25 ottobre 2016, 08:40

Speciale Duckenstein di Mary Shelduck


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Halloween si avvicina e, come di consueto, il terrore è l'anima della festa, anche in casa Disney.
Per l'occasione l'autore Bruno Enna ci propone un’altra parodia da brividi: "Duckenstein di Mary Shelduck", affidando ancora una volta i disegni al talentuoso Fabio Celoni. Così facendo, i due artisti formano una vera e propria trilogia horror, iniziata nel 2012 con “Dracula di Bram Topker” e proseguita nel 2014 con “Lo strano caso del Dr. Ratkyll e di Mr. Hyde”.
La prima parte della storia verrà pubblicata sul numero 3179 del settimanale Topolino, meritandosi una cover variant metallizzata da urlo!
Come di consueto, il Sollazzo si rimbocca le maniche ed è pronto a dare vita ad un Botta e Risposta veramente mostruoso. Enna & Celoni, infatti, si sono nuovamente resi disponibili a rispondere ai vostri quesiti, grazie al topic dedicato sul nostro Forum e allo spazio commenti (utilizzando il vostro account Facebook) in calce all’articolo.

Avete tempo fino alle ore 20:00 di sabato 5 novembre per porre le domande e consumare i vostri dolcetti di Halloween.
Date vita… date vita alla nostra creatura!!!
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Re: [Topolino] Annata 2016

Messaggioda PORTAMANTELLO » mercoledì 26 ottobre 2016, 15:10

Bella questa prima parte, ho apprezzato soprattutto un umorismo più marcato rispetto a quello che mi ricordo in Ratkyll. Forse le "solite" dida sono un po' pesanti (maledetti romanzi epistolari! :P), ma credo che Enna le gestisca bene, utilizzandole in parallelo (e non in mera sostituzione) a quanto accade nelle vignette: il crescendo nella psicologia di Duckenstein è riuscito e convincente, complici anche trovate registiche come il montaggio parallelo tra il risveglio di Growl e Paperino che lo raggiunge od il flashback da brivido alla statua di Daisy.

'namo con un paio di domande, dai! Prima ad Enna (occhio, SPOILER):

-Già con Dracula e Ratkyll ti sei abilmente destreggiato con "sostituzioni" di concetti o passaggi incompatibili con il mondo Disney. Da questo punto di vista è evidente come, in questa storia, il punto più problematico giri attorno al mostro di Frankenstein ed alla sua natura. Ci racconti come sei partito dai pezzi di cadavere per arrivare alla surreale trovata del cartone animato? Ci sono state idee scartate sul come adattare il mostro al mondo Disney e, se sì, ce le puoi illustrare?

-Tralasciando la domanda banale sul casting ("come hai scelto personaggio x per ruolo y"), ti chiedo invece come mai tu abbia optato per NON utilizzare uno standard character nell'interpretare Growl. Semplicemente nessuno era adatto per personalità o physique du role? Non si voleva collegare un "volto noto" ad una forma di vita artificiale e "controversa"? Puoi dirci di più, spoiler permettendo?


Ed ora a Celoni:

-Per creare atmosfera in queste storie "horror" sceneggiate da Enna ti abbiamo visto abbondare nell'uso di tratteggi ed ombreggiature, che si aggiungono al tuo tratto ricco e dettagliato. Qual è il segreto per mantenere la leggibilità nonostante tutto, soprattutto in un formato come quello di Topolino? Quanto aiuta il colore che, in questa storia, ho notato spesso "sfumare" personaggi e sfondi in secondo piano?

-A proposito di colori, questa volta Luca Merli ha dato il cambio a Mirka Andolfo. Puoi dirci di più? Hai collaborato con il colorista come già in Ratkyll?

-Questa è banale ma tocca: l'equilibrio tra disneyanità e "spaventosità". Ti abbiamo già visto gestirlo nella recitazione dei personaggi nelle storie precedenti, mentre in Ratkyll c'è stato lo step successivo dell'inquietante trasformazione topo-papero. Qui invece si tratta di character design: qual è stato il tuo approccio a Growl, per renderlo sia mostruoso che adatto al fumetto umoristico?
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Re: [Topolino] Annata 2016

Messaggioda max brody » mercoledì 26 ottobre 2016, 18:33

Un numero complessivamente bello. Faraci è quello romantico del Colpo da 3000, Sio mi ha sbellicato. Ciccio Never un po' boh, d'altronde con Ciccio non è che si possa osare più di tanto.

Quanto a Duckenstein, devo dire che stavolta ho trovato la *barbabietola* di turno geniale. Le manca un tocco, o forse sono 'tocco' io e ho troppe pretese. Lo chiedo agli autori e via.

Bruno & Fabio: perché Growl non è in b/n? Perché i cartoni sono marroni? Ho l'impressione che avrei goduto a livelli orgiastici se si fosse ricreato l'effetto "cartone animato delle origini". O sarebbe stato un effetto speciale lezioso e incompatibile con quello che volevate raccontare?
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Re: [Topolino] Annata 2016

Messaggioda The Blue Thunder » venerdì 28 ottobre 2016, 12:24

Bando alle ciance, lancio anche io un paio di domande agli autori:

per Enna:
- In termini di tempo, quanto hai impiegato (all'incirca) in totale per sceneggiare questa storia? Ci puoi fare un confronto con le precedenti della trilogia?
- Parliamo di difficoltà legate al soggetto: quale, delle tre opere originali, conoscevi meglio? Ma soprattutto, quale ti ha messo più alle corde in termini di difficoltà di trasposizione?
- Tra il celebre film del 1931, lo Young di Mel Brooks, i fumetti e cartoni animati, gli adattamenti di questa storia (ma soprattutto della creatura) sembrano infiniti. Tra i tanti, senza contare ovviamente il romanzo di Mary Shelley, quale ti ha ispirato di più (e come) per creare Duckenstein?

Per Celoni:
- Nei bozzetti (datati 2015) pubblicati dalla pagina Topolino Magazine, ho notato molte più somiglianze tra una specifica versione di Growl e la creatura interpretata da Boris Karloff (nel celebre film degli anni '30), rispetto al risultato finale apparso sul giornale; soprattutto per quanto riguarda il becco più lungo e stretto, e la testa molto più squadrata e contenuta. Come si è evoluto lo stile del personaggio?
- Ci puoi raccontare qualcosa dello studio sui vari personaggi? In percentuale, per quanto riguarda fisionomia e ispirazioni, quanto è farina del sacco del Dr. Bruno, e quanto di Mr. Fabio?
- Non vorrei sbagliarmi, ma la trovata del ciuffo bianco sulla folta chioma corvina di Duckenstein sembra essere originale, e non legata ad altre opere passate. Cosa ci puoi narrare in merito?
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Re: [Topolino] Annata 2016

Messaggioda Mister Mxyzptlk » venerdì 28 ottobre 2016, 16:15

Lette ora le risposte un grazie al buon Casty per aver risposto anche a una "domanda extra"
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Re: [Topolino] Annata 2016

Messaggioda Mark » domenica 30 ottobre 2016, 14:45

Grazie a Casty per le risposte.

E ora, concentriamoci su Duckenstein.

Le mie domande:

Avete la tentazione di trasformare la trilogia in una tetralogia? Se sì, quale sarebbe la quarta opera da prendere in considerazione.

Ho letto che c'erano altre storie letterarie e cinematografiche che avevate perso in considerazione per la trilogia dell'orrore. Quali sono?

Ho apprezzato moltissimo le vostre parodie ma non ho una grande conoscenza delle opere originali perchè il genere horror è per me molto ostico. Sono uno che si spaventa facilmente ma che non ha vergogna ad ammetterlo. L'unico che ho letto è Dottor Jeckil e Mr. Hide. Da quel che so di Frankeistein, ho sempre avuto e continuo ad avere la sensazione che il "mostro" sia prima di tutto una vittima. Insomma il male inteso come entità astratta è molto più presente in Dracula e in Dottr Jeckil e Mr. Hide. A parte il concetto di morte - abilmente raggirato in tutte le tre opere - c'è qualcosa del genere horror secondo voi che è assolutamente da tener fuori da Topolino? Se sì, tra queste cose da tener distante da Topolino c'è anche il concetto di male (che è ben diverso dalla furfanteria di un Gambadilegno o di un Macchia Nera ma è prorpio sinonimo di crudeltà fine a se stessa)?
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Re: [Topolino] Annata 2016

Messaggioda Mason » lunedì 31 ottobre 2016, 14:34

Toh, già arrivato il momento di un nuovo B&R? Che persone efficienti, queste del Sollazzo!!!!1111 :)

Passiamo alle domande:

Enna: Topi per Dracula, Paperi per Frankestein, crossover per Jekyll. Come hai deciso quale dei due universi usare per ogni parodia?

Celoni: Nei tuoi disegni usi spesso angolazioni e giochi di prospettiva che sarebbero visti come insoliti anche in fumetti meno tradizionali di Topolino. Come fai a posare gli standard character, che per definizione usano modelli molto rigidi, senza snaturarli?
<Grrodon> Sì ma a 15 anni è troppo vecchia
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Re: [Topolino] Annata 2016

Messaggioda John Crimes » martedì 01 novembre 2016, 11:18

Avevo scritto una rece di Duckenstein, poi ho schiacciato "invia" ed ero offline e non me l'ha salvata, quindi sono seccato e faccio solo le domande.
(Comunque avevo scritto che mi è piaciuta un sacco e che ho trovato la "barbabietola narrativa" davvero raffinata e originale e Dinamite Bla perfetto e la caratterizzazione della creatura adatta e divertente)

Allora, le domande (sono tutte per Enna, per Celoni non mi è venuto in mente niente se non che è bravissimo e cose simili):
-È voluto che la "barbabietola narrativa", da Dracula Ratkyll a Duckenstein, diventi sempre più raffinata e distante dall'originale?
-Prossime storie?
-C'entri qualcosa con la dichiarazione della De Poli a Lucca sui nuovi autori che collaborano a Pk? Perché se il ciclo delle parodie è finito, qualche altro eventone ce lo lascerai aspettare, no?
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Re: [Topolino] Annata 2016

Messaggioda generalezargon » mercoledì 02 novembre 2016, 14:39

La prima parte della storia l'ho trovata assolutamente geniale! Fedele al libro originale e perfettamente calata nel contesto Disney dove,naturalmente, la violenza e il macabro non possono essere mostrati. Perfetta la descrizione del protagonista con la sua continua ricerca che diventa ossessione proprio come nell'opera originale. Perfetti i dialoghi tra i vari personaggi, Enna è maestro nei ricreare la ricercatezza del parlato ottocentesco pur mantenendo una piena comprensione del testo anche per i più piccoli. I disegni sono a dir poco favolosi!per ora nessuna domanda se non quelle già poste prima di me.
@Enna e Celoni: tornerete mai su pk?
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Re: [Topolino] Annata 2016

Messaggioda Valerio » venerdì 04 novembre 2016, 15:08

Letto Duckenstein e apprezzato, come c'era da aspettarsi.

Celoni ha fatto un altro grande lavoro, che rimarrà nella storia. Enna ha portato a termine in modo azzeccato la trilogia horror giocando su un concetto, quello della creazione... artistica che era lì, pronto per essere ghermito ma a cui nessuno aveva mai fatto caso. Bravo, Bruno!

Ho amato l'idea di Paperino artista. La contrapposizione con lo zione che gli rompe le scatole dicendo di mettere la testa a posto è riuscitissima. Voglio dire, abbiamo visto per anni i due litigare in modo un po' "vuoto", e adesso eccoli diventare i due esponenti dell'eterno dibattito tra "ozio e negozio", vita pratica contro spinta artistica. Questi personaggi non sono solo dei pupazzi, ma dei tipi umani basati su atteggiamenti reali, è bene che storie così ce lo ricordino.

Ho trovato un po' veloce il finale però, e mi sono rimaste delle perplessità che spero che il B&R riesca a fugare.

Bruno: Cosa succede alla fine? La conclusione metanarrativa è simpaticissima, ma non sono sicurissimo di averla capita. In pratica i cartoni animati che Victor ha creato sono in tutto e per tutto "fisici" come Growl? E anche il Calisota è "reale"? Fuoriscena è stato creata dunque una "riserva" per i "cartoni animati"? O il senso è un altro?
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Re: [Topolino] Annata 2016

Messaggioda Bramo » sabato 05 novembre 2016, 14:44

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Causa Lucca, non avevo ancora avuto modo di commentare il Topolino di settimana scorsa.
Ne approfitto allora per fare una recensione complessiva che comprende anche quella attualmente in edicola, atteggiamento tanto più sensato considerando che posso così parlare di Duckenstein nella sua interezza.
La nuova parodia gotica di Bruno Enna e Fabio Celoni è infatti il fiore all’occhiello di questo inizio di autunno fumettistico, e credo potrebbe addirittura essere ora come ora la mia preferita delle tre.
Ha un difetto non da poco, in realtà, che si ravvisa nelle ultime tavole: una certa compressione narrativa e un’eccessiva velocità nel chiudere la storia, che rende un po’ squilibrato il ritmo narrativo complessivo che era molto più rilassato nella prima parte. Ma le atmosfere che i due autori hanno saputo immettere nella storia, alcune tavole (quella in cui Paperino/Victor Duckentesin dissotterra la cassa, quella dove cerca in una disperata notte di tregenda la propria creatura fuggita) sono da capogiro per l’intensità del tratto di Celoni, unito ai colori davvero calzanti di Fabio Merli.
La “barbabietola” di turno è molto sottile e intelligente: dietro alla semplice idea del cartone animato Enna riesce infatti a tracciare un riuscito parallelo tra la creazione della vita e quella artistica, mettendo in luce anche la complessità caratteriale dell’artista stesso, le sue turbe, le sue ansie e difficoltà.
Il fumetto Disney ha una nuova gemma, e dispiace che sia in parte resa opaca da un finale un po’ affrettato, ma resta comunque un’opera fortemente coinvolgente e valida.

Per il botta & risposta... avete già chiesto tutto voi, non ho altre curiosità che non siano già state espresse :)

Per quanto riguarda le altre storie, partendo dal numero di Lucca Comics… è molto ma molto valido. Un cosplayer di troppo poteva essere una storiellina giusto per ridere, e sarebbe anche stata giustificata dal suo essere traino per la fiera, ma Tito Faraci scrive invece un’avventura decisamente ispirata, dove il metafumetto non risulta fine a se stesso ma viene invece incanalato in una trama solida e piacevole, dove abbondano battute divertenti e simpatiche, dove si strizza l’occhio al lettore scafato con le caricature di alcuni fumettisti ma dove, essenzialmente, si parla di Zio Paperone e lo si fa piuttosto bene, con una caratterizzazione adeguata. I disegni di Giorgio Cavazzano fanno il resto, l’artista deve essersi divertito e questo traspare dalle tavole.
Anche l’accoppiata Sio-Ziche funziona alla grande: La spada di ghiacciolo, lungi dall’essere uno sberleffo alla Spada di ghiaccio di Massimo De Vita, è un simpaticissimo divertissement che a mio avviso funziona e diverte, contribuendo tra dialoghi e umorismo surreale a dare freschezza al linguaggio disneyano. L’idea del rendere l’avventura a metà tra sequel e reboot ha senso e viene gestita bene, i disegni della Ziche si confermano una volta di più come lo stile più adatto per tradurre gli storyboard di Sio.
Ciccio Never è la storia più debole del lotto, eppure rispetto ad altre prove di Riccardo Secchi è senz’altro un passo in avanti: siamo di fronte a una trama che fila, con alcune sequenze accattivanti (i robot dalle fattezze di Battista…) e ad un Ciccio meno noioso o inopportuno del solito in avventure del genere. Alcuni elementi di Nathan Never vengono parodiati in maniera forse un po’ ingenua e poco ficcante, ma altri (come il cambio di colore del ciuffo) funzionano abbastanza. Sempre molto buono Perina.

C’è meno da gioire per quanto riguarda il nuovo numero. La storia con QQQ mi sembra un po’ vacua, non ha una vera direzione ma funziona quasi “a tappe” seguendo gli sbagli che i nipotini starebbero per fare e che vengono impediti dall’invenzione di Archimede… per poi sfociare in uno dei topos classici di Carlo Panaro, sceneggiatore della storia, cioè l’intrigo criminale, che appare però staccato dall’invenzione stessa, che dovrebbe rappresentarne il centro.
La “giornata tipo” di Paperino by D’Antona è forse ancora più inconcludente, nel suo essere… niente più di quello, senza particolari guizzi: tutto punto alla battutina finale, che più scontata non si può.
Simpatiche invece, pur senza essere nulla di che, la storia di Manetta e quella di Moscato. La prima ci restituisce Manetta e Rock Sassi in una maniera meno macchiettistica, mostrandoli non solo come babbei e in una tram avventurosa ben scritta, la seconda è davvero divertente: prendere di mira i creduloni del web non è roba nuovissima, forse, ma nel fumetto Disney ha un valore aggiunto. Rendere Paperoga uno di questi tizi è solo la ciliegina sulla torta, in una storia ricca di gag e battute frizzanti.
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Re: [Topolino] Annata 2016

Messaggioda FearTear » sabato 05 novembre 2016, 21:00

In Duckenstein ho avvertito una sensazione di "vorrei, ma mi impongono di non farlo".
Nel senso che, a differenza delle due precedenti parodie dell'orrore, qui non si respira mai il rischio che possa succedere qualcosa di brutto.
In Dracula, la prima parte finiva con Clarabella tramutata in barbabietola (non era morta e nell'episodio successivo sarebbe tornata come prima, ma il dubbio che potesse restare così per sempre c'era).
In Ratkill, la prima parte finiva con lo spaventoso incubo di Pippo e la paura concreta che il personaggio di Donald Hyde trasmetteva.
In Duckenstein, la prima parte finisce con lo scienziato del titolo che, col sorriso sul becco, rassicura Ciccio di non mettersi a piangere, perchè la storia che sta raccontando non finirà in maniera tragica. Insomma, tutta la suspence e la tragicità della vignetta in cui la statua di ghiaccio si scioglie vengono bellamente ammazzate.
E la seconda parte è tutto uno stemperamento, non solo perchè continua ad essere un racconto nel racconto, ma perchè nello stesso racconto c'è un altro racconto che stempera a sua volta la situazione: sto parlando del passaggio a pag. 38 e 39, in cui i tre nipotini e Growl spiegano A LORO STESSI il piano che hanno congegnato e gli effetti che hanno voluto causare. Una scena forzatissima (se sanno già cosa hanno fatto perchè se lo ripetono ancora? hanno problemi di memoria?) che mi aspetterei di leggere da un Panaro o un Marconi, non certo da Enna.
E l'ultima parte del racconto, quella in cui succedono le cose più importanti, non viene nemmeno mostrata, ma sempre raccontata a voce alta da Paperino (pag. 43, 44 e 45), senza nemmeno uno straccio di vignetta-flashback con le parole di Paperino in una didascalia. In un fumetto mi aspetto di VEDERE qualcosa, oltre che di leggere.
Sì, i disegni di Celoni saranno belli, ma su decine di vignette in cui ci sono solo personaggi che parlano fra di loro, e basta, sono sprecati.
Per me quindi Duckenstein è bocciata. Ci si fosse limitati a un flashback, invece che a sentire il racconto a cuor leggero di Paperino, sarebbe stato molto meglio.


Ah, complimenti a Topolino per aver debuttato in fumetteria. Peccato che l'abbia fatto con un numero che contiene Paperino e l'impegno della nullafacenza, la fiera dei cliché delle storie di Paperino senza un briciolo d'innovazione o divertimento. Qualcuno mi spiega come ha fatto questa sceneggiatura ad essere approvata?
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Re: [Topolino] Annata 2016

Messaggioda PORTAMANTELLO » domenica 06 novembre 2016, 13:32

FearTear ha scritto:In Duckenstein, la prima parte finisce con lo scienziato del titolo che, col sorriso sul becco, rassicura Ciccio di non mettersi a piangere, perchè la storia che sta raccontando non finirà in maniera tragica. Insomma, tutta la suspence e la tragicità della vignetta in cui la statua di ghiaccio si scioglie vengono bellamente ammazzate.


Veramente dice di non disperarsi per la morte di Growl. Cioè ci dice che Growl è ancora vivo e si allude al fatto che succederanno cose... pazzesche!!1!, quindi a quel punto puoi benissimo immaginare che il mostro vada a squartare Gastone se è la suspense che preme.


sto parlando del passaggio a pag. 38 e 39, in cui i tre nipotini e Growl spiegano A LORO STESSI il piano che hanno congegnato e gli effetti che hanno voluto causare. Una scena forzatissima (se sanno già cosa hanno fatto perchè se lo ripetono ancora? hanno problemi di memoria?) che mi aspetterei di leggere da un Panaro o un Marconi, non certo da Enna.


Beh intanto se lo ripetono perché Growl ha riserve in merito: anche così rimane un espediente narrativo magari non naturalissimo ma nulla di così sconcertante o stupido al punto da distruggere la sospensione d'incredulità.
Ma soprattutto è tutto filtrato dal racconto di Paperino, che già infatti aveva riportato pov altrui (quello di Growl all'inizio della seconda parte, altrui) per sentito dire e le cui tendenze alla logorrea magniloquente sono stabilite in più punti della storia.


E l'ultima parte del racconto, quella in cui succedono le cose più importanti, non viene nemmeno mostrata, ma sempre raccontata a voce alta da Paperino (pag. 43, 44 e 45), senza nemmeno uno straccio di vignetta-flashback con le parole di Paperino in una didascalia. In un fumetto mi aspetto di VEDERE qualcosa, oltre che di leggere.


Qui invece devo quotare, il finale è decisamente affrettato. Ora, non so se ci volesse il flashback o che altro, fatto sta che finire l'esposizione dei fatti per scoprire immediatamente un attimo dopo che era già tutto risolto è un bel po' destabilizzante e toglie un bel po' di potenza alla vicenda. E a certe scene come quella dei forconi, che a di conseguenza sembra inserita un po' perché "si deve" ma a cui non c'è alcun seguito o riferimento quando scopriamo (a voce) che invece no, Growl è l'idolo delle masse.

Anche perché da quel punto in poi Paperone sparisce del tutto dalla vicenda e non solo vedere la sua opinione su Growl cambiare ci avrebbe magari convinto della cosa più delle parole del solo Paperino, ma inoltre avrebbe aiutato a veicolare il messaggio finale sulla creatività, visto che lo zione ne era stato principale oppositore nel corso della storia. Così invece il messaggio sembra un po' appiccicato in coda, anche perché nella prima parte si spingeva molto di più sul tema della lotta contro la natura, evidentemente di difficile soluzione in una storia Disney ma non di meno rimasto un po' "appeso" ed in disparte a favore del tema creativo, che di certo trova fondamento in quanto mostratoci in precedenza ma che non sembrava essere poi così preponderante, anche perché usato più come "motore" della storia che come effettiva problematica di Duckenstein (che infatti si cruccia per tutt'altro).
Insomma, mi torna comunque e rimane un bel tema, ma il finale affrettatone non contribuisce a farmi percepire il tutto come organico. Il che in una storia di Frankenstein forse ci sta? :P

Peccato comunque, perché il resto della storia l'ho comunque apprezzatissimo tra inventiva e gag, ritmo ed atmosfere, come dicevo in un altro post.


Peccato che l'abbia fatto con un numero che contiene Paperino e l'impegno della nullafacenza, la fiera dei cliché delle storie di Paperino senza un briciolo d'innovazione o divertimento. Qualcuno mi spiega come ha fatto questa sceneggiatura ad essere approvata?


Lol sì, sembra fatta appiccicando insieme stereotipi random, una non-storia.
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Re: [Topolino] Annata 2016

Messaggioda La Redazione » mercoledì 09 novembre 2016, 13:18

Siore e Siori, i gentilissimi Bruno Enna & Fabio Celoni hanno risolto i vostri dubbi per quanto riguarda DUCKENSTEIN e barbabietole varie!

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PORTAMANTELLO, Giordanduck: Già con Dracula e Ratkyll ti sei abilmente destreggiato con “sostituzioni” di concetti o passaggi incompatibili con il mondo Disney. Da questo punto di vista è evidente come, in questa storia, il punto più problematico giri attorno al mostro di Frankenstein ed alla sua natura. Ci racconti come sei partito dai pezzi di cadavere per arrivare alla surreale trovata del cartone animato?
È voluto che la “barbabietola narrativa”, da Dracula Ratkyll a Duckenstein, diventi sempre più raffinata e distante dall’originale?

Bruno Enna: La famosa barbabietola deve scaturire da un’idea semplice, ma il più possibile calzante con quella alla base del romanzo d’origine. La sua raffinatezza è definita da questo e non da elucubrazioni più o meno ricercate. Insomma, dev’essere spontanea, altrimenti rischia di risultare pretestuosa. Per trovare la barbabietola di Duckenstein mi è bastato leggere proprio il romanzo originale, che parlava della creazione della vita e del superamento dei limiti umani. Trasportando tutto al nostro mestiere, mi è sembrato naturale parlare dell’animazione. Chi scrive o disegna “crea” dal nulla e, talvolta, soffre persino di delirio d’onnipotenza.

PORTAMANTELLO: Ci sono state idee scartate sul come adattare il mostro al mondo Disney e, se sì, ce le puoi illustrare?
Bruno Enna: Sono state scartate alcune idee, in effetti, ma credo sia inutile parlarne, un po’ perché non amo piangere sul latte versato e un po’ perché si rischia di discutere di aria fritta. Dopotutto, la storia che avete letto è e resta quella definitiva. Posso però dirti che, a un certo punto, avevo pensato di inserire un “Paperoga/Paper-Igor” (ben sapendo che Igor, nel romanzo, non esisteva), ma, giustamente, la redazione mi ha aiutato a capire che sarebbe stata una scelta sbagliata. Divertente, ma sbagliata (e alquanto inutile ai fini narrativi).

PORTAMANTELLO: Tralasciando la domanda banale sul casting (“come hai scelto personaggio x per ruolo y”), ti chiedo invece come mai tu abbia optato per NON utilizzare uno standard character nell’interpretare Growl. Semplicemente nessuno era adatto per personalità o physique du role?
Non si voleva collegare un “volto noto” ad una forma di vita artificiale e “controversa”?

Bruno Enna: La prima che hai detto. Personalmente, non riuscivo a vedere un papero conosciuto in quel ruolo. Io e Fabio alla fine abbiamo deciso di creare un personaggio originale. Fabio (da quel genio che è) gli ha dato un aspetto spaventoso e amabile allo stesso tempo. Credo sia difficile non affezionarsi a Growl e mi piacerebbe che un giorno -non so come- egli tornasse a farci visita sulle pagine del Topo.

Mason: Topi per Dracula, Paperi per Frankestein, crossover per Jekyll. Come hai deciso quale dei due universi usare per ogni parodia?
Bruno Enna: Sono state le storie a darmi, di volta in volta, il suggerimento giusto. Per Dracula, il personaggio-chiave è stato Macchia Nera: a mio avviso, un vampiro perfetto. Così, l’utilizzo dei Topi è arrivato di conseguenza. Per Ratkyll & Hyde, invece, è stata la “barbabietola” (il Topo che diventa Papero e viceversa) a impormi di usare le due famiglie. Passando a Duckenstein, mi è sembrato logico utilizzare Paperino e company; non solo per completare idealmente la “trilogia”, ma anche perché la trasposizione del romanzo necessitava di un certo taglio umoristico che solo i Paperi avrebbero potuto dare.

The Blue Thunder: In termini di tempo, quanto hai impiegato (all’incirca) in totale per sceneggiare questa storia? Ci puoi fare un confronto con le precedenti della trilogia?
Bruno Enna: Le tempistiche variano a seconda della storia e, ora come ora, non saprei dirti quale mi abbia impegnato di più. C’è poi, in fase di “incubazione”, tutto il lavoro legato alla documentazione: non solo la lettura dei romanzi, ma anche la visione dei film e la ricerca dei saggi legati all’opera narrativa originale. Quindi, è davvero difficile dire quanto tempo in totale mi abbiano preso le singole storie. Di certo, Dracula è stata la prima trasposizione e quindi anche trovare la “barbabietola” si è dimostrata un’impresa. Una volta scovata, però, la scrittura è andata via veloce. Stessa cosa per gli altri due romanzi: risolti tutti i problemi creativi, la stesura di ogni “tempo” mi ha occupato più o meno venti o trenta giorni di lavoro. Dunque, la fase di scrittura vera e propria, per ogni trasposizione, è durata circa due mesi.

The Blue Thunder: Parliamo di difficoltà legate al soggetto: quale, delle tre opere originali, conoscevi meglio? Ma soprattutto, quale ti ha messo più alle corde in termini di difficoltà di trasposizione?
Bruno Enna: Conoscevo abbastanza bene tutti e tre i romanzi, per la verità (certo, “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde” l’avevo letto più volte… per via della sua incisività e, forse, anche della sua brevità). Credo che Dracula mi abbia impegnato maggiormente dal punto di vista ideativo, ma nessuno dei tre romanzi mi ha mai messo davvero “alle corde” (per fortuna).

The Blue Thunder: Tra il celebre film del 1931, lo Young di Mel Brooks, i fumetti e cartoni animati, gli adattamenti di questa storia (ma soprattutto della creatura) sembrano infiniti. Tra i tanti, senza contare ovviamente il romanzo di Mary Shelley, quale ti ha ispirato di più (e come) per creare Duckenstein?
Bruno Enna: Frankenstein Junior è uno dei film che preferisco in assoluto, per questo ho disperatamente cercato di allontanarmene. Non credo di esserci riuscito del tutto: l’umorismo di Mel Brooks è sempre presente, in qualche modo. Va detto che quasi tutte le trasposizioni cinematografiche (fatta eccezione, almeno in parte, per quella di Kenneth Branagh) hanno “tradito” l’opera d’origine. Dunque, a ispirarmi è stato quasi unicamente lui: il romanzo.

Mark: Avete la tentazione di trasformare la trilogia in una tetralogia? Se sì, quale sarebbe la quarta opera da prendere in considerazione.
Bruno Enna: Personalmente, ora come ora, non ho questa tentazione. Mi piacerebbe fare qualcosa di diverso. Io e Fabio ci teniamo sempre contatto e -tenendo conto dei rispettivi impegni- stiamo già cominciando a coltivare alcune… barbabietole. Speriamo che crescano.

Mark: Ho letto che c’erano altre storie letterarie e cinematografiche che avevate perso in considerazione per la trilogia dell’orrore. Quali sono?
Bruno Enna: Non ricordo molto bene, al momento. Di certo si è parlato del “Golem”. Le altre opere, bene o male, sono state offuscate dalle tre più importanti: Dracula, Jekyll & Hyde e Frankenstein.

Mark: A parte il concetto di morte – abilmente raggirato in Dracula, Ratkill e Duckenstein – c’è qualcosa del genere horror secondo voi che è assolutamente da tener fuori da Topolino? Se sì, tra queste cose da tener distante da Topolino c’è anche il concetto di male (che è ben diverso dalla furfanteria di un Gambadilegno o di un Macchia Nera ma è prorpio sinonimo di crudeltà fine a se stessa)?
Bruno Enna: Bisogna dire che esistono diversi tipi di male. Credo per esempio che il male, inteso come malattia (fisica e mentale), vada davvero preso con le pinze. Credo anche però che, con i giusti accorgimenti, su Topolino si possano affrontare un po’ tutte le tematiche, anche le più spinose. Basta solo usare un po’ di buonsenso, d’intelligenza e di sensibilità.

Giordanduck, Generalezargon: Valentina De Poli ha annunciato a Lucca qualcosa come “nuovi autori che collaborano a Pk”. Se il ciclo delle parodie è finito, ci possiamo aspettare qualche altro ‘eventone’ magari legato a PK? Se non sei al momento coinvolto in questo progetto, hai intenzione di tornare sul personaggio e relative storie?
Bruno Enna: Al momento non sono coinvolto, ma mi piacerebbe esserlo (tieni conto che non sarei proprio un nuovissimo autore, avendo scritto episodi praticamente in tutte le serie pikappiche). PK ha significato molto per me e la sua “nuova vita” m’intriga assai. Chissà!

Valerio: Cosa succede alla fine? La conclusione metanarrativa è simpaticissima, ma non sono sicurissimo di averla capita. In pratica i cartoni animati che Victor ha creato sono in tutto e per tutto “fisici” come Growl? E anche il Calisota è “reale”? Fuoriscena è stata creata dunque una “riserva” per i “cartoni animati”? O il senso è un altro?
Bruno Enna: L’idea della riserva mi fa un po’ impressione, per la verità. No, la mia ipotesi è che il mondo stesso sia cambiato (o comunque, cambierà presto) in seguito alla nascita dei cartoni animati. Per me il Calisota è più che reale e i cartoni animati sono fisici, proprio come Growl. La loro vita comincerà lì e in seguito si diffonderà in tutto il mondo. Va poi detto che ognuno può interpretare il finale come vuole; credo sia il bello di certe storie a fumetti.

 
PORTAMANTELLO: Per creare atmosfera in queste storie “horror” sceneggiate da Enna ti abbiamo visto abbondare nell’uso di tratteggi ed ombreggiature, che si aggiungono al tuo tratto ricco e dettagliato. Qual è il segreto per mantenere la leggibilità nonostante tutto, soprattutto in un formato come quello di Topolino? Quanto aiuta il colore che, in questa storia, ho notato spesso “sfumare” personaggi e sfondi in secondo piano?
Fabio Celoni: In queste storie ho utilizzato una “fotografia” (intesa come luci e ombre di scena) piuttosto inusuale su Topolino, che ci ha abituati perlopiù a una linea chiara alla francese. Ma non c’è nessuna regola che imponga questa cifra, in realtà, l’importante è restare disneyani, e Disney non è uno stile (poiché ce ne sono cento) ma uno spirito. L’uso di un intenso tratteggio, come di ombre nette e drammatiche, mi è parso qui necessario per avvicinare le pagine alle atmosfere gotiche da cui sono state ispirate, dandogli suggestioni e drammaticità proprie di un certo cinema e di una certa letteratura. In questo caso ho potuto utilizzare l’esperienza maturata sulle pagine di Dylan Dog, cercando di evitare il rischio di scivolare troppo su un piano che non sarebbe più stato Disney. Questa è stata quindi la parte più difficile, caricare di drammaticità e suggestione le tavole, sfiorando il limite entro il quale si è ancora nel mondo disneyano, senza però caderne fuori. E’ stata una camminata sulla fune davvero complessa, anche perché, come dici, è stato ovviamente necessario anche fare i conti con la leggibilità finale di un formato ridotto come quello di Topolino. Inoltre, bisognava sempre tener presente che le tavole non sarebbero state pubblicate in b/n, ma colorate. Nei casi di queste storie così particolari, il rischio di vedersi il lavoro stravolto negli intenti è stato annullato dall’aver potuto visionare e in alcuni casi condividere il lavoro del colorista, che ha avuto una parte fondamentale nell’impatto finale delle tavole stampate. Per rispondere all’ultima domanda specifica, lo “sfumare” dei personaggi o sfondi che tu citi, e che in realtà è un viraggio delle chine (che diventano quindi più o meno grigie), è un “trucco” utile che il colorista può usare per sottolineare i diversi piani narrativi, specie in vignette molto complesse.

PORTAMANTELLO: A proposito di colori, questa volta Luca Merli ha dato il cambio a Mirka Andolfo. Puoi dirci di più? Hai collaborato con il colorista come già in Ratkyll?
Fabio Celoni: Entrambi i coloristi con cui ho avuto il piacere di collaborare sono artisti di grande valore, quindi per me è stato un onore poter lavorare con entrambi. Mirka aveva altri impegni e quindi si è reso necessario trovare un nuovo colorista all’altezza delle precedenti opere. Me ne sono occupato personalmente con un casereccio “bando di reclutamento” sulla mia pagina Facebook, a cui hanno risposto quasi 50 persone, molte delle quali di livello davvero alto. Luca Merli è stato quello che, ad avviso mio e della redazione, ha saputo più calarsi nelle atmosfere richieste dalla storia, esaltando al massimo le mie tavole. E’ un valentissimo illustratore oltre che colorista, e ci siamo intesi molto in fretta. E’ stata una lavorazione con tempi stretti ma intensa e proficua, non posso che esserne felice. Come accennavo nel redazionale, gli ho solo suggerito l’impatto che le tavole avrebbero dovuto avere, puntando l’attenzione su quella drammaticità che era a mio avviso indispensabile tirar fuori per alcune sequenze, quindi modificare certe luci, virare alcuni colori, tutte indicazioni che ho dato solo con finalità narrative: quando gli ho proposto di usare dei toni espressionisti nelle scene sotto la pioggia, ad esempio nei cieli che mi sarebbero piaciuti virati al rosso, per aumentare il senso di tregenda e pathos estremo, ha compreso che non doveva essere necessariamente legato a qualche sorta di realismo cromatico, e che poteva spaziare con tavolozze più irreali ed “emotive”, per così dire. E si è divertito come un matto, con un risultato che è sotto gli occhi di tutti.

MAX BRODY: Perché Growl non è in b/n? Perché i cartoni sono marroni? Ho l’impressione che avrei goduto a livelli orgiastici se si fosse ricreato l’effetto “cartone animato delle origini”. O sarebbe stato un effetto speciale lezioso e incompatibile con quello che volevate raccontare?
Fabio Celoni: Beh, Victor usa dei “colori alchemici” per dipingerlo, no? Inoltre, la stessa alchimia tradizionale possiede nel suo simbolismo canonico una determinata gamma cromatica, che corrisponde a stati diversi dell’Opera e della materia. Ma a parte ciò, secondo me il dare corpo e vita a Growl attraverso l’uso dei colori era fondamentale: la vita è colore, la morte è nera, o grigia, o bianca. Lui è “animato”, quindi dotato di anima, un’anima vivente che desidera ardentemente essere in sintonia con il mondo, che ascolta il canto dei passeri e il suono del vento. Lui fa parte del mondo ma dal mondo è considerato diverso per il suo aspetto: a me piace pensare che sia la sua anima a essere colorata e a superare le stupide barriere estetiche, perché il sole sfiora tutte le creature allo stesso modo. Farlo bianco e nero avrebbe significato in questo caso relegarlo anche in un universo di grigiore interiore.

PORTAMANTELLO: Questa è banale ma tocca: l’equilibrio tra disneyanità e “spaventosità”. Ti abbiamo già visto gestirlo nella recitazione dei personaggi nelle storie precedenti, mentre in Ratkyll c’è stato lo step successivo dell’inquietante trasformazione topo-papero. Qui invece si tratta di character design: qual è stato il tuo approccio a Growl, per renderlo sia mostruoso che adatto al fumetto umoristico?
Fabio Celoni: Una premessa: la disneyanità prevede a monte la spaventosità. Pensa a Fantasia, alla notte sul monte Calvo. Pensa a Biancaneve. A Pinocchio. Le grandi fiabe non possono essere separate dall’oscurità che proprio la fiaba deve far comprendere di poter superare. Se non c’è porta, pericolo od ostacolo, non puoi attraversare niente, non c’è neanche viaggio, solo un villaggio turistico. Il rischio di perdersi che diventa esplorazione di sé, del proprio bosco-labirinto interiore, è alla base di ogni vera crescita personale. I bambini inconsciamente vogliono essere spaventati, perché attendono la catarsi finale, l’arrivo della luce salvifica. E’ il loro modo per iniziare a mettersi in cammino. Se non c’è questo passaggio, il racconto diventa finzione. Detto ciò, per parlare del design del personaggio, posso dire di averci davvero lavorato tanto, proprio per cercare di superare la difficoltà di giungere a delle forme che mantenessero l’imprinting orrorifico, ma che fossero diluite con la necessaria sensibilità del fumetto umoristico disneyano. Sono partito da forme-base, cercando – come Victor! – di dar corpo alla mia creatura, un passo alla volta, con mille ripensamenti, sbagli, schizzi buttati e nuove versioni.

THE BLUE THUNDER: Nei bozzetti (datati 2015) pubblicati dalla pagina Topolino Magazine, ho notato molte più somiglianze tra una specifica versione di Growl e la creatura interpretata da Boris Karloff (nel celebre film degli anni ’30), rispetto al risultato finale apparso sul giornale; soprattutto per quanto riguarda il becco più lungo e stretto, e la testa molto più squadrata e contenuta. Come si è evoluto lo stile del personaggio?
Fabio Celoni: Esattamente nel modo che accennavo prima, sono partito da un’immagine interiore, che era una sorta di sedimentazione del mio immaginario di Frankenstein formatosi negli anni, per arrivare a prendere una via karloffiana a metà percorso, quando mi sono reso conto che la maschera di Pierce era imprescindibile. Infine, la creatura ha subito un’ultima e definitiva mutazione, che aveva lo scopo di renderla più disneyana possibile e un po’ meno grottesca.

THE BLUE THUNDER: Ci puoi raccontare qualcosa dello studio sui vari personaggi? In percentuale, per quanto riguarda fisionomia e ispirazioni, quanto è farina del sacco del Dr. Bruno, e quanto di Mr. Fabio?
Fabio Celoni: I personaggi sono sempre gli stessi che conosciamo… anche se cambiano sempre! Victor è Paperino, eppure è Victor. E la gamma della recitazione di ciascun personaggio è sempre quella, adattata ogni volta alla situazione e al contesto. L’unico personaggio “nuovo” è la creatura, che è figlia di entrambi i genitori, ha due babbi. Posso aggiungere per amor di aneddoto che, ritenendo importanti (sul piano dell’immaginario collettivo del personaggio) le viti che il Frankenstein originale ha nel collo, ma non potendo utilizzarle qui per ovvi motivi, ho suggerito a Bruno di trasformarle in… tappi per le orecchie, che semplicemente avrei posto un po’ più in alto. Ma l’impatto emotivo sarebbe stato lo stesso.

THE BLUE THUNDER: Non vorrei sbagliarmi, ma la trovata del ciuffo bianco sulla folta chioma corvina di Duckenstein sembra essere originale, e non legata ad altre opere passate. Cosa ci puoi narrare in merito?
Fabio Celoni: In parte è legata all’immagine de “La moglie di Frankenstein”, il classicone del ’35 di Whale, con Karloff ed Elsa Lanchester, che aveva un ciuffo di capelli bianco nella chioma nera. Ma nella nostra storia ha un senso bel preciso e serve da anello di collegamento, anche per individuare immediatamente i diversi piani temporali in cui vediamo recitare lo stesso personaggio, e sapere subito se sta parlando il Victor di oggi (spaventato dalla creatura) o quello di ieri coi capelli corvini.

MASON: Nei tuoi disegni usi spesso angolazioni e giochi di prospettiva che sarebbero visti come insoliti anche in fumetti meno tradizionali di Topolino. Come fai a posare gli standard character, che per definizione usano modelli molto rigidi, senza snaturarli?
Fabio Celoni: I nostri personaggi sono invece meravigliosamente duttili. Possono fare di tutto. Ma bisogna sapere molto bene come sono strutturati, quale tipo di movimenti possono fare senza perder la loro disneyanità. E’ una cosa che non si può spiegare a parole. Dopo un po’, lavorando molto, capisci che una posa è Disney, e un’altra no, pur se il personaggio è Disney. Anche per questo disegnare Disney è molto, molto difficile. Io mi sono formato, oltre che sui grandi classici del fumetto disneyano, anche sull’animazione. Questo mi ha permesso di osare parecchio nei movimenti dei personaggi, ma c’è da dire che non tutto ciò che si vede in un cartone animato è accettabile in un fumetto Disney. Bisogna appunto imparare quali sono le linee di confine, che in realtà non sono scritte da nessuna parte. Insomma, per imparare ad andare in bicicletta, bisogna provarci e cadere. Pe quanto riguarda la prospettiva a volte estrema, quella è solo tecnica, che va appresa. Per quanto mi riguarda, non la uso mai in maniera pretestuosa, un’inquadratura ha sempre un valore narrativo preciso. Non è per fare l’effettone, ma per raccontare al meglio una scena. E una regia accurata è a mio avviso assolutamente fondamentale.

GENERALEZARGON: Domanda secca e di rito: Tornerai mai su PK?
Fabio Celoni: E’ un augurio costante!
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Re: [Topolino] Annata 2016

Messaggioda Bramo » venerdì 11 novembre 2016, 20:35

PK a parte, il resto di Topolino #3181 non brilla molto. La storiella sui segnali di fumo è un semplice susseguirsi di gag banali, quella di Fontana sulle foglie ha uno svolgimento fin troppo classico e giocato tutto sulla vignetta finale, dal canto suo priva di mordente, e quella di Gambadilegno riesce a strappare giusto un sorriso, per quanto prevedibile.
Si salvano invece Paperino, Gastone e il deviatore probabilistico e Orazio e Eta Beta star dell’elettronica.
La prima è un’avventura urbana a mio avviso piuttosto riuscita: Zemelo ritorna sul cliché della fortuna di Gastone dando però un briciolo di spessore in più al biondo cugino e costruendo una trama ricca di elementi simpatici e divertenti. La seconda è un trip di Giorgio Salati in cui si è immaginato che dietro i caschi dei Daft Punk si nascondessero Orazio e Eta Beta XD XD Scherzi a parte, ho apprezzato l’uso interessate di due comprimari che raramente interagiscono tra loro, e il renderli un duo di musica elettronica è quella classica idea che sulla carta sembra un abominio ma che sviluppata assume contorni gradevoli. Interessante il concetto per cui la “malattia della distorsione elettronica” possa essere curata da strumenti musicali veri ;)
Per questa storia lo sceneggiatore ha scritto un approfondimento sul suo blog, per gli interessati :)

Lato disegni: Zironi è sempre un bel vedere, e Asaro non è male. Certo che però vedere nello stesso numero cosa sanno fare Sciarrone e Zironi stesso e ritrovarsi poi un Mazzarello che pare abbia fatto passi indietro dalle prove più recenti, una Molinari che non capisco cosa le sia successo e un Chierchini dal tratto più arcaico che mai mi strania sempre un bel po’…
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Re: [Topolino] Annata 2016

Messaggioda PORTAMANTELLO » venerdì 11 novembre 2016, 21:22

La Redazione ha scritto:Siore e Siori, i gentilissimi Bruno Enna & Fabio Celoni hanno risolto i vostri dubbi per quanto riguarda DUCKENSTEIN e barbabietole varie!


Ottimo! Grazie agli autori e, senza togliere nulla al collega, in modo particolare ad un Celoni davvero approfonditissimo! :adore:
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Re: [Topolino] Annata 2016

Messaggioda parolealvento » lunedì 05 dicembre 2016, 10:01

Su Topolino 3184 c'è una nuova parodia, Il Principe Duckleto di Giorgio Salati e Paolo De Lorenzi. Davvero complimenti ai due autori, perché dato il tema tragico dell'opera Shakespeare non era facile un adattamento disneyano, senza perderne lo spirito. Umorismo a raffica, zio Paperone gestito in modo ottimo, con un bell'espediente narrativo, e bei disegni. :clap:
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