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[Ken Liu] Star Wars: Le Leggende di Luke Skywalker

Rispetto agli altri animali l'uomo ha un'utile facoltà: può immaginare cose che non esistono, generando interi mondi fantastici grazie al potere della fantasia. E c'è chi di fantasia ne ha così tanta da non inventare solo storie ma da creare universi che riempiono più e più libri, e che ora sono raccolti in questa cartella.

[Ken Liu] Star Wars: Le Leggende di Luke Skywalker

Messaggioda Valerio » lunedì 08 luglio 2019, 15:31

Mondadori continua sistematicamente a portare in Italia i libri che compongono il Nuovo Canone di Star Wars e di questo non finiremo mai di dire grazie. Sebbene la dimensione letteraria della galassia di Lucas sia poco percepita qui in Italia, ne è da decenni parte integrante: accogliere una concezione più ampia di questa mitologia è il miglior modo per renderle giustizia. Le Leggende di Luke Skywalker, scritto da Ken Liu, rappresenta però un volume decisamente anomalo, rispetto alle precedenti uscite.

Giunto nel 2017, nell’ambito del programma editoriale Journey to the Last Jedi, il libro è stato edito da Disney-Lucasfilm Press anziché dalla solita Del Rey, casa editrice che si occupa dei romanzi destinati ad un pubblico più maturo. Non che questo sia mai stato un problema, libri come Lost Stars, Leia Principessa di Alderaan e Ahsoka condividono questa stessa matrice, e la loro natura young adult non ha mai pesato in alcun modo. Certo, qui le cose sono un po’ diverse, proprio per l’argomento “leggero” di cui il libro tratta, ovvero la percezione di Luke Skywalker per i ragazzi della galassia. Si tratta di un romanzo episodico: sei storielle indipendenti collegate insieme da una cornice in cui un gruppo di marinai minorenni imbarcati in un mercantile diretto a Canto Bight vive una piccola avventura. La trama non è assolutamente niente di che e tradisce una certa edulcorazione di fondo, invece le sei avventure che i ragazzi si raccontano tra loro offrono un maggior numero di spunti.

1. L’Acchiappafandonie. Fra i più leggeri del lotto, una simpatica riflessione sulle fake news e sulla libertà di disinformazione. Luke assiste in incognito ad alcune “sparate” sul suo conto, e decide di lasciar correre, perché smentirle tradirebbe insicurezza di sé. Molte di queste sparate fanno riferimento ad incongruenze e meme del web legati alle diverse versioni dei fatti diffuse dalle edizioni speciali della Saga, in un simpatico gioco metanarrativo.

2. Il Cimitero delle Astronavi. Luke visto dal punto di vista di un imperiale nei giorni seguenti alla battaglia di Jakku. Interessante quanto basta, se non fosse che l’intera vicenda è da ritenersi probabilmente immaginaria. Storicamente non si hanno prove che Luke fosse presente a Jakku, e il riferimento all’ottenimento di una certa bussola, di cui il videogioco Battlefront II dà una diversa origine, dà da pensare.

3. A Pesca nel Diluvio. Il resoconto dei giorni passati da Luke su un pianeta acquatico, per imparare una diversa concezione della Forza (la “Marea”) da un’anziana capovillaggio. Fin qui, il racconto che offre maggiori elementi di riflessione e indizi sul futuro della saga. Ancora una volta si suggerisce il superamento della dicotomia tra i due lati della Forza, e questo è molto importante, alla luce delle rivelazioni che da tempo lo Story Group va seminando in giro.

4. Io, Droide. La storia di come Luke si camuffò da droide per salvare R2 da un’organizzazione di aristocratici schiavisti, e del suo contributo alla ribellione dei robot che ne seguì. Luke ha una mano artificiale e questo ne fa un cyborg o comunque una sorta di androide Jedi, dal punto di vista dei robot della galassia. L’idea del libro è mostrare le diverse percezioni e i mille strati di cui è stata ammantata la sua leggenda, quindi una divagazione come questa ci sta.

5. La Storia di Lugubrious Mote. Luke dal punto di vista di… una zecca che abitava la pelliccia di Salacious Crumb. Il pidocchio racconta l’intera prima sequenza del Ritorno dello Jedi, dandosi un ruolo predominante e dicendo di essere il vero burattinaio dietro le imprese di Luke. Come il primo episodio, un semplice divertissement a cui dare un peso relativo.

6. Grosso Dentro. L’avventura di Luke insieme ad una biologa galattica all’interno di un gigantesco vermone spaziale. Interessante soprattutto per lo sbocco metafisico finale, che purtroppo viene appena accennato, ma che se approfondito a dovere avrebbe offerto nuovi spunti per la mitologia della Saga.

Il punto di forza del libro è mostrarci un affresco di semiverità sul conto di Luke, riflettendo sulla sua figura, frammentandola, stratificandola. Il personaggio interpretato da Mark Hammill è sempre stato un protagonista vittima dello stereotipo che incarna. L’abbiamo conosciuto come l’eroe ingenuo di un’epoca cinematografica più ingenua, poi l’abbiamo messo in ripostiglio per trent’anni e l’abbiamo tirato fuori solo adesso, già cresciuto, evoluto, invecchiato e disilluso. Fuori scena può essergli successo di tutto, può aver fatto di tutto, Luke è diventato tanto archetipico quanto enigmatico. Costruirgli intorno un esercizio di stile come questo ha senso. Ma il maggior punto di forza è anche il punto debole del romanzo di Ken Liu. La sua natura leggendaria e semicanonica gli dà una marcia in meno, fa perdere all’esperienza quello strato “costruttivo” fondamentale che ha sempre reso interessante la crossmedialità di Star Wars. La sensazione di procedere verso qualcosa, di scoprire retroscena effettivi, di ottenere approfondimenti solidi e sensati viene meno, con la scelta di giocare con l’aurea leggendaria di Luke.

Editorialmente parlando però, il libro rappresenta forse il prodotto migliore della gestione Mondadori. Pur presentandosi con lo stesso formato dei suoi predecessori, il volume se ne discosta scegliendo un diverso approccio grafico. Pur rimanendo brossurato, Mondadori ha scelto di includere all’interno le splendide illustrazioni uscite con la versione cartonata americana, un elemento utilissimo nel dare corpo e forma a personaggi e scenari che in Star Wars non possono essere lasciati solo all’immaginazione. Non solo: ogni storia è introdotta da fasi famose tratte da vari film della saga e l’impaginazione è diversa a seconda che accompagni una delle sei vicende o uno degli interludi di raccordo. Un genere di attenzione che sorprende in positivo e dimostra una gran voglia da parte di Mondadori di dare rilevanza alla letteratura galattica.
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