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[WDAS #25] Taron e la Pentola Magica

E' lo studio d'animazione più antico ma anche il più vitale. Tutto comincia da qui, e continua ancora oggi portando l'arte dell'animazione verso nuove frontiere. La mancanza di un nome riconoscibile ha portato per anni il grande pubblico a confonderne le opere con quelle delle altre filiali Disney, ma adesso tutto è cambiato. Benvenuti nel Canone Disney.

[WDAS #25] Taron e la Pentola Magica

Messaggioda Rebo » sabato 31 dicembre 2005, 11:27

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Film passato quasi inosservato alla sua uscita in Italia ed insuccesso commerciale tra i più pesanti mai subiti dalla Disney, Taron e la Pentola Magica (The Black Cauldron, 1985) è tuttavia un'opera fondamentale nel processo di "transizione generazionale" tra la "vecchia guardia" degli animatori disneyani e le nuove leve già impegnatesi in Le Avventure di Bianca e Bernie e soprattutto in Red & Toby.
Il progetto di Taron giunse in un momento difficile per la Disney. Nella prima parte degli anni '80 la casa di produzione passò nelle mani di un nuovo gruppo dirigente, capitanato dall'ormai famigerato Michael Eisner, con Frank Wells alla guida di quella che sarebbe diventata la "The Walt Disney Company". Un'illuminata decisione affidò il reparto animazione direttamente a Roy E. Disney, cosa che secondo molti fu alla base della rinascita anni '90.

Durante questi tumulti dirigenziali Taron era in piena lavorazione. La fresca ambizione dei giovani animatori, che finalmente erano autorizzati a sentirsi liberi da timori reverenziali nei confronti dei "grandi vecchi", non fu sostenuta da un'adeguata pianificazione produttiva. Come risultato, i vari team di artisti comunicarono male e scarsamente tra di loro; e gli apporti di talenti come Andreas Deja, Tim Burton e John Lasseter (giusto per far capire vagamente quali fossero le potenzialità artistiche in campo) si persero in un fumoso mare d'incomprensioni e disguidi.

Quali rappresentanti della nuova dirigenza, Katzenberg e Disney vollero visionare la pizza di produzione di Taron prima di iniziare la distribuzione. Si misero le mani nei capelli. Disney era sconvolto: giudicò la storia tetra, con un secondo tempo sconclusionato che portava ad un finale insoddisfacente. Katzenberg prese in mano la situazione e rimontò personalmente la pellicola. Ma alla fine tagliò solo due o tre minuti di film, senza poter effettuare altre modifiche sostanziali.

Tratto dai libri de "La Saga di Prydain" dello scrittore Lloyd Alexander, Taron segnò comunque un'importante incursione disneyana nel genere fantasy. Nonostante una certa stereotipicità e mancanza di spessore dei personaggi, il film ha senz'altro un appeal visivo che dimostra chiari segni di evoluzione di stile: ad esempio nella compiutezza del segno grafico, decisamente meno appesantito dal processo Xerox, nell'oscura suggestività delle ambientazioni, nei tocchi quasi horror delle situazioni legate al re Cornelius e al suo castello. Appare inoltre per la prima volta la CG, che la Disney aveva precedentemente sperimentato in maniera pervasiva nel film "live action" Tron. Prima degli ingranaggi del Big Ben in Basil, una delle prime creature sintetiche dell'animazione disneyana fu la "pallina" di Eilonwy...

I problemi di sceneggiatura e coordinamento non passarono inosservati, venendo castigati dalla fredda accoglienza da parte di publico e critica. Il pesante insuccesso fu tuttavia forse un'importate "lezione" per le nuove menti della Disney, in vista della pianificazione di nuovi progetti e della scelta di nuove storie. E non è certo un caso che il film successivo, Basil, brilli proprio per la sua leggerezza e la sua semplicità, qualità legate ad una suggestività d'ambientazione finalmente ben sposata con le esigenze di sceneggiatura. Le energie creative erano state calibrate: era aperta la strada per i successi del decennio successivo.

Interessante, anche se non sempre al massimo delle potenzialità dell'autore, la colonna sonora di Elmer Bernstein, compositore poliedrico già allievo di Aaron Copland. Da sottolineare l'assoluta mancanza di canzoni.
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Messaggioda Valerio » martedì 03 gennaio 2006, 02:55

Era il 1998 quando finalmente affiorò dalle nebbie del passato il Classico Disney maledetto. La maggior parte delle persone che comperarono la videocassetta si stupirono del fatto che nessuno ne avesse mai parlato e che Taron e la Pentola Magica fosse stato accuratamente occultato per tredici lunghi anni. Il motivo è presto detto: Taron rappresenta per la Disney l'insuccesso più doloroso. Su Taron si era puntato molto, avrebbe dovuto essere una grande produzione che avrebbe mostrato al mondo di cosa era capace la nuova generazione di talenti disneyani, che erano rimasti finalmente da soli dopo il passaggio del testimone avvenuto con Red & Toby. E invece fallì. La "prima volta da soli" fu un completo disastro, sia perchè il talento dei nuovi artisti non era ancora giunto completamente a maturazione, sia perchè la Disney stava attraversando, dirigenzialmente parlando, uno dei suoi periodi più burrascosi. Il flop fu pesante e causò un rallentamento della Grande Rinascita che sarebbe stata rimandata a quattro anni dopo, la "ferita morale" della Disney non si sarebbe rimarginata tanto presto, e sarebbe dovuto giungere il periodo dei grandi ripescaggi (che riguardò anche film come Tanto Caro al mio Cuore o Le Avventure di Winnie the Pooh) perchè il film incriminato venisse editato in vhs. Tutt'oggi Taron viene timidamente citato soltanto nell' House of Mouse, serie tv celebrativa che cita anche gli aspetti più reconditi del mondo Disney.
The Black Cauldron nasce come un ripiego. Per decenni Walt Disney aveva corteggiato Tolkien affinchè gli concedesse i diritti per realizzare un lungometraggio sulla Terra di Mezzo, ma lui glieli aveva sempre rifiutati, disgustato dall'animazione Disneyana. Li aveva avuti invece Ralph Bakshi che nel 1977 aveva prodotto la sua versione dell'opera di Tolkien. Il Signore degli Anelli animato sarebbe dovuto uscire diviso in due parti, ma dopo un primo film che narrava per intero La Compagnia dell'Anello e buona parte de Le Due Torri il progetto si interruppe bruscamente. I soldi erano finiti e i deboli incassi di questo primo episodio condannava per sempre la saga di Tolkien a non essere ripresa se non un quarto di secolo dopo da Peter Jackson. La Disney aveva fatto proprie alcune finezze presenti nel film di Bakshi quando ripiegò sui primi due volumi de Le Cronache di Prydain di Lloyd Alexander, ambientate anch'esse in un mondo fantasy: già dal prologo, narrato da una voce solenne tra le cupe nebbie che avvolgono la sagoma del nero calderone, si respira quella cupezza, quel senso di angoscia opprimente, eppure paradossalmente gradevole, che avvolgeva lo spettatore nel film di Bakshi. Sensazione che non accenna a sparire nemmeno nelle assai più allegre scene successive, sia che si svolgano in foreste lussureggianti che in grotte incantate abitate da folletti. La musica di Bernstein contribuisce non poco ad accrescere questa gradevole cupezza: non sono infatti presenti canzoni in Taron e la Pentola Magica, per la prima volta in un film Disney, ma la colonna sonora offre dei brani di tutto rispetto che spaziano dal cupo al bucolico in un atmosfera magica e medioevale (diversamente da quanto farà Shore, nella trilogia di Jackson, con una colonna sonora più improntata all'epico che al magico) e che verrà ripresa forse solo dal compositore nipponico Koji Kondo nelle primissime fasi di gioco di The Legend of Zelda: Ocarina of Time.
Cosa non funzionò allora in questo florilegio di peculiarità? Essenzialmente il terzetto di protagonisti. Taron e la principessa Ailin, oltre ad essere graficamente alquanto stereotipati (anche se mai quanto Evi, la maialina), vengono ulteriormente penalizzati da una recitazione molto affettata. La fresca estetica disneyana, discriminante che avrebbe differenziato Basil e Oliver dall'animazione coeva firmata Don Bluth, qui sembra scomparire per far posto a dialoghi disarmonici e alle gag poco divertenti del menestrello Sospirello, spalla comica poco riuscita. Un peccato che i personaggi peggio caratterizzati siano anche i protagonisti, perchè tutti gli altri comprimari da Dalben a Gurgi passando per il re dei Folletti (con la voce del Grande Puffo :D) e le streghe risultano invece assai simpatici.
Un altro elemento che stonò e che venne poi usato come capro espiatorio per occultare il film è la componente horror, secondo alcuni eccessiva. Non si può negare infatti che la scena in cui l'esercito della pentola prende vita, nonché le fattezze conferite al personaggio di Re Cornelius siano quanto di più inquietante la Disney abbia realizzato dopo Una Notte sul Monte Calvo. Se però proprio vogliamo trovare una nota stonata e poco Disney, bisogna cercarla negli atteggiamenti grossolani che sfoggiano gli sgherri nella scena del convivio, con tanto di ballerina grassa che danza sui tavoli. Una scena che, ridimensionata, avrebbe avuto il suo corrispettivo in Basil L'Investigatopo.
The Black Cauldron vanta ben due primati all'interno dei Classici Disney: Innanzitutto è il primo film a fare uso di CG per il personaggio della pallina luminosa, in secondo luogo con i suoi credits "artistici" e per certi versi simili a quelli di Pomi d'Ottone e Manici di Scopa, inaugura la tradizione dei titoli di coda in luogo di quelli di testa. Secondo film, dopo La Spada nella Roccia, dell'epoca xerox con protagonisti umani, Taron è realizzato in Cinemascope, formato panoramico già utilizzato in Lilli e il Vagabondo e La Bella Addormentata nel Bosco, accorgimento che ne valorizza notevolmente i curatissimi fondali e gli spettacolari effetti di cinepresa soprattutto nella sequenza della fuga di Evi dai due draghi.
Taron e la Pentola Magica, grazie alla sua fama di Classico nascosto, è adesso un piccolo cult. La Disney se n'è guardata bene dal farne produrre un sequel ai suoi Toon Studios, il che è stato un vero peccato considerando che i diritti per le Cronache di Prydain li detiene ancora e che gli ultimi tre libri avrebbero potuto confluire comodamente in un direct-to-video di media lunghezza.
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Messaggioda Bender l'Esoterico » martedì 03 gennaio 2006, 09:35

Un film che adoro, in un certo senso.
Forse perché è un fantasy spruzzato d'horror al punto giusto.

Gli anni '80, in casa Disney, hanno portato molto un bel po' di paranormale.
Se Taron è l'esempio nell'animazione, Nel fantastico mondo di Oz, Qualcosa di sinistro sta per accadere, Navigator e Il Diavolo e Max lo sono nei Disney Live Action.

Tornando al film, l'esercito degli scheletri guerrieri che si rialzano dalle tombe per combattere ispirò l'horror demenziale di Raimi, L'armata delle tenebre, che è il vero sequel de La Casa 2.

Le tre streghe credo abbiano ispirato molto le tre "befanone" del film "Hocus Pocus".
Questa notte non andare via
cadono le stelle giù, cadono le stelle
e va bene resterò un po’ qui
ti racconterò della neve blu
che cade sulle case in estate
ma ogni mille anni è solo in un posto
e non si sa quale, non si sa dove
è sempre diversa, è una magia dell’universo
e quando cade i sogni sono veri
se i sogni, se i sogni, i sogni sono veri

(Neve Blu, Francesco Tricarico)
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Messaggioda Valerio » martedì 03 gennaio 2006, 21:52

Dimenticavo di aggiungere un particolare rilevante: la lista dei classici come la conosciamo è proprio nata con Taron. Bisognava pubblicizzarlo come 25esimo classico disney e così vennero resi noti i numeri di tutti gli altri film.
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Messaggioda DeborohWalker » mercoledì 08 febbraio 2006, 12:58

"Taron e la pentola magica" è uno strano film Disney.
E' strano perchè le atmosfere sono piuttosto diverse dai film Disney: pur essendoci già stato nelle scuderie del Topo un Classico "fantasy" (La Spada nella Roccia), questo lungometraggio è molto più cupo ed horror di quanto si sia mai visto in casa Disney.
Essendo una trama "di ripiego" del Signore degli Anelli, dato che Tolkien non aveva concesso a Disney i suoi diritti, "Taron e la pentola magica" lo ricorda molto, richiamando il film animato di Balski o altre opere fantasy come il Dragon's Lair di Don Bluth.
La storia è piuttosto povera, con molti (troppi) elementi già presenti in altre opere fantasy, Signore degli Anelli in primis. I personaggi non sono caratterizzati a dovere, sia dal punto di vista caratteriale, che nel tratto grafico. Le personalità e le relazioni tra i protagonisti sono piuttosto approssimate: non capiamo perchè una principessa salti fuori all'improvviso dal nulla, perchè un esserino peloso si leghi troppo velocemente a Taron. I protagonisti sono i più piatti che si siano mai visti in un film Disney, emotivamente parlando. Difficilmente ci si può affezionare a macchiette come quelle il cui compito dovrebbe essere di sostenere l'intera storia del film. Per la prima volta la Disney crea un nemico "non caratterizzato", presentandolo più come un'oscura minaccia, qualcosa di sconosciuto ed ignoto, coerentemente con i canoni fantasy.
Alcune sequenze sono troppo affrettate (come quella dei folletti volanti) e sembrano inserite solo per aggiungere qualche archetipo della categoria fantasy che non può mancare in un film del genere.
I disegni e le animazioni sono di buon livello, con qualche scena sottotono, ma anche qualche picco qualitativo: stupenda la scena in cui vediamo per la prima volta la principessa, e la sua pallina luminosa volante crea ombre dei personaggi in movimento sbalorditive.
E' triste che uno sforzo produttivo del genere, che ha visto la Disney sfornare il budget più alto mai concesso fino a quell'anno (escluso Pinocchio), si sia concentrato su una storia piuttosto superficiale. Un ottimo esercizio di stile Disney, anche perchè per la prima volta si decide di non inserire nessuna canzone nel film, allontanandosi dal musical per tentare di creare Classici di un'altro genere cinematografico (come la Disney cercherà nuovamente di fare in futuro ad esempio con Atlantis). Pur non essendoci brani cantati, la colonna sonora è di ottimo livello, riuscendo a creare una buona atmosfera più di quanto facciano alcuni sfondi.

Dubbio: Perchè mai la Disney Italia ha deciso di cambiare il nome de protagonista da Taran a Taron?
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Messaggioda Valerio » mercoledì 08 febbraio 2006, 14:23

Bè quoto parecchio di quanto hai detto sopra tranne quando dici che la storia è povera. Secondo me non solo non lo è affatto ma è così ricca che non si è stati in grado di semplificarla e adattarla alle dinamiche di un film Disney inserendone gli elementi sbagliati. Se allungavano di parecchio il film il tutto avrebbe potutto essere gestito meglio, ma bisogna ricordare che è il primo film di una disney giovane e inesperta e qindi più di tanto non bisogna aspettarsi. Quel che è certo è che pur con i suoi difetti risulta più fresco e disneyano di tanti prodotti di altri studios del periodo.
Penso che il film meriterebbe un sequel, visto che i diritti delle Cronache di Prydain la Disney ce le ha ancora ben stretti.
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Messaggioda DeborohWalker » mercoledì 08 febbraio 2006, 18:01

Grrodon ha scritto:Bè quoto parecchio di quanto hai detto sopra tranne quando dici che la storia è povera. Secondo me non solo non lo è affatto ma è così ricca che non si è stati in grado di semplificarla e adattarla alle dinamiche di un film Disney inserendone gli elementi sbagliati.


Forse mi sono espresso male. Non intendo che la storia è povera di fatti che si avvicendano nella trama. E' povera di giustificazioni: perchè accade questo, perchè compare questo personaggio e così via... Un evento o l'inserimento di un personaggio senza costruirci attorno elementi sufficienti a dargli rivelanza che giustifichino la sua presenza della storia è inutile, anzi danneggia anche la storia.
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Re: Classico Disney #25: Taron e la Pentola Magica

Messaggioda Vito » domenica 26 luglio 2009, 04:30

Di solito ho sempre parlato entusiasta dei film Disney animati, e bene o male posso dire che mi siano piaciuti tutti o quasi.
Ma dopo la visione di Taron, senza voler scatenare flame o altro ci tengo ad affermare di averlo trovato assurdo. Più guardavo il film più desideravo trovare qualcosa di buono che me lo facesse apprezzare per poter cambiare giudizio, ma nulla da fare.
Sicuramente il peggior film che abbia mai visto della Disney e tra i lungometraggi d'animazione più scadenti in generale.
I difetti non sono nelle animazioni o nelle musiche, che personalmente ho trovato anche molto buone, ma la sceneggiatura e la storia in sé.

La trama è imho piena di carenze e buchi narrativi che non arrivano a una spiegazione... tanto per cominciare, ancora mi domando il senso della presenza della principessa Ailin (principessa? di che cosa?) e della sua pallina misteriosa in CG...
E poi vogliamo parlare dell'inutile menestrello che non faceva ridere, di Gurghi che non si capisce cosa sia, della ridicola scena di litigio tra Ailin e Taron che dopo due secondi fanno pace, dell'ancor più ridicola fine del Re che muore in un modo che più banale non si può (anche se la sequenza animata è bellissima), della sua mega-cattiva-invasione durata 10 secondi, della malriuscita scena delle streghe che ridanno Gurghi al gruppetto perché mezzo provocate, di Taron che dopo tutto questo popo' resta un fallito che non ha trovato sé stesso né ha contribuito a qualcosa nel film, ma il tutto finisce a tarallucci e vino coi 3 che se ne vanno allegri e felici, degli inutili folletti (anche se dotati di un certo appeal, e lol il Grande Puffo e Doli con la voce di Paperone), del patetico bacio dei due dato a casaccio solo per inserire forzatamente la sequenza amorosa, della ridondanza eccessiva del termine "guardiano di porci" che alla quarta volta che lo senti in due minuti già ti sei rotto, o del fatto che non venga minimamente accennato del perché la maialina abbia quei poteri?
Si salvassero i personaggi, ma nemmeno quelli, imho caratterizzati uno peggio dell'altro, con in primis il protagonista che viene offuscato da tutto il resto... un ragazzino che sogna di diventare guerriero, fa un guaio dopo l'altro, non salva manco la situazione perché a buttarsi nella pentola è Gurghi (bella mossa poi, dopo che le streghe avevano parlato del sacrificio di un essere UMANO :P), e alla fine.... glom, si bacia??? Wow!

Mi dispiace essere così stroncante, anche perché io sono di solito poco critico e mi limito perlopiù a giudicare con impressioni emotive e a caldo più che con l'occhio nerd, però questo Taron non ha lasciato in me una minima speranza di salvezza, facendomi giungere a comprendere appieno il suo flop (a differenza di tanti altri film).

Come sottolineato da Grrodon, un film nato in tempi assai difficili e questo può essere una parziante scusante per aver prodotto un film così fiappo, ma se in un'ora e un quarto di film l'unica cosa a rimanermi impressa è stata la bonaggine della ragazza, allora c'è da pensare davvero.

----------------


Alcuni commenti lol trovati in rete, inseriti puramente a scopo cazzeggio:

L'unica cosa bella era quella spece di cane amico di Taron..... e il maglialino magico!!!!


l'ho rivisto ieri sera per forse la 100esima volta , è una figata soprattutto xkè nn ci sono stupide canzoncine che t fanno cascare le balle.

Quando uno dice una cosa positiva poi spara la cavolata dall'altra parte...

nn ho mai capito niente di sto film


Ne ho visto solo un pezzo, però mi faceva cagare...


forse la gente non ne è rimasta colpita alla sua uscita perche non si tratta di un classico


:LOL:

(Alla luce di ciò, mi trovo d'accordo con Deboroh, per quanto lui ci sia andato più leggero)
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Re: Classico Disney #25: Taron e la Pentola Magica

Messaggioda Valerio » domenica 26 luglio 2009, 09:58

E' un capolavoro solo per gli occhi di chi lo so guardare, gné gné gné.
Guarda Lost.
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Re: Classico Disney #25: Taron e la Pentola Magica

Messaggioda Vito » domenica 26 luglio 2009, 13:58

Conosco persone che potrebbero dirti lo stesso di Tiramolla... :asd:
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Re: Classico Disney #25: Taron e la Pentola Magica

Messaggioda Icnarf » domenica 26 luglio 2009, 20:40

Non è da intendersi "capolavoro" un film solo perchè è Disney...

Da piccola mi piaceva perchè mi sembrava trash assai, un pò come le persone che trovano gusto a scaccolarsi forse, ma le critiche di Vito&. ci stanno tutte.



P.S. mi faceva ridere più Rospus del Menestrello.
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Re: Classico Disney #25: Taron e la Pentola Magica

Messaggioda Valerio » lunedì 27 luglio 2009, 01:38

Ma infatti chi ha mai detto che è un capolavoro? Ma da qui a rovesciarci letame in quel modo ne passa, su. Le critiche di Vito sono fondatissime, ma non bastano a farne un tale orrore. L'atmosfera è pregna, le musiche sono ottime, i personaggi fanno cacare, ma la trama in sé per sé non è che non stia in piedi, è solo poco approfondita. Di motivazioni assenti, comportamenti incorenti e raffazzonamento vario spesso e volentieri sono pieni pure i film di Miyazaki, ma lì chi si lamenta è eretico, ovviamente. Un sequel che desse un maggior senso all'opera originale ci sarebbe stato benissimo, a mio parere, magari con quello zinzino di esperienza in più che avrebbero guadagnato dopo pochi anni gli studios. Perché non dimentichiamo che è il primo film della Nuova Disney, e che erano presi malissimo e sconquassatissimi all'epoca. Di attenuanti ne ha.

E cmq mal che vada rimane sempre quel perversissimo fascino vintage in puro stile anni '80 :asd:
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Re: Classico Disney #25: Taron e la Pentola Magica

Messaggioda Vito » lunedì 27 luglio 2009, 03:57

Non è che ho voluto farne un'orrore, a ben vedere sono i toni che possono essere risultati abbastanza seriosi, ma il succo è che imho non è né più ne meno di un film scadente, fatto male e con tanta confusione, ed è la prova che allora c'era un bel casotto di fondo che avrebbe portato all'ottima rinascita poco dopo.
Sulle musiche, animazioni e sulla atmosfera ti ho ben concordato fin dal principio, e non lo nego, ma l'impressione che si ha è di un pesante soffitto che non riesce a reggersi supportato solo da un paio di paletti... Per dirla, anche "Dragon Lords" di atmosfera e di disegni sbavosi ne aveva a palate, imho, ma è stata comunque criticata ferocemente... Il sequel di Taron purtroppo (?) non c'è stato, e ciò che ne rimane è un film davvero strambo che lascia a fine visione una sensazione di vari perché irrisolti a dir poco fastidiosa (e non sono mica i perché obbligatori del tipo "quale sarebbe il trucco che Zio Paperone nella Disfida dice di usare per tuffarsi nelle monete?", ma proprio dubbi dovuti tantissime cose, che manco elenco poiché ben ampliato sopra). E comunque la mia criticona è a vantaggio di tutto il resto che ci ha sfornato la Disney, che a ben vedere ci ha proprio abituati alla grande con i suoi immani capolavori, tanto che poi a una visione di Taron risulta quasi lecito che uno ci rimanga così.

Grrodon ha scritto:E cmq mal che vada rimane sempre quel perversissimo fascino vintage in puro stile anni '80 :asd:

Ecco bravo, quindi una martellata sulle dita a te che mi dirai cacca in futuro sulle DuckTales... :martel:
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Re: Classico Disney #25: Taron e la Pentola Magica

Messaggioda Rebo » lunedì 27 luglio 2009, 09:34

Be', sì, Taron è ben lungi dall'essere un film perfetto. E non tenterò mai di scriverci sopra un articolo di sperticati elogi.
Però a me piace riguardarmelo. Così come mi piace perversamente il tanto criticato Bianca e Bernie 1.

Eh sì, sono un adepto di
Grrodon ha scritto: quel perversissimo fascino vintage in puro stile anni '80 :asd:


(Va be', Bianca e Bernie non è anni '80, ma fa lo stesso) :P
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Re: Classico Disney #25: Taron e la Pentola Magica

Messaggioda Alecs Endriu » venerdì 14 maggio 2010, 15:44

Ho rivisto questa piccola perla ieri sera, dopo anni (oserei dire lustri).
Pur confermando tutte le pecche riportate da Vito riguardo questa trama costruita in modo un po' flebile, senza particolari approfondimenti riguardo un po' tutti i personaggi (principessa in primis), che appaiono in qualche modo anonimi o stereotipati, mi ha tuttavia positivamente colpito. Bellissimi i background colmi di dettagli (con quel misto di fantasy e horror efficacissimo) e le atmosfere fosche presenti un po' in tutta la pellicola; apprezzabile la scelta eclettica (anche se - immagino - non voluta intenzionalmente, e dovuta più a probelmi di budget) da parte dei registi di prendere spunto da sequenze e storyboard di altri Classici "medioevaleggianti" (il roveto e il castello del Re Cornelius da "La Bella Addormentata", il protagonista che ricorda Semola, e il cane a guardia del castello, palesemente tratti da "La Spada nella Roccia"...); e non dispiace neanche che alla fine il protagonista resti l'inetto che era (il lieto fine forzato non è necessario).

Lode e onore, invece, per l'antagonista; un peccato per la superficialità della trama nella quale è coinvolto anche lui, perchè poteva uscirne fuori una seconda Malefica, se ben lavorato. Riguardo ai perchè, non è neanche sgradevole - e anzi, fa tanto "poetica del vago e dell'indefinito" leopardiana - che ci sia questo alone di mistero attorno a pressochè ogni cosa, che imho contribuisce in qualche modo (e anche questo - temo - non sia voluto) a creare l'atmosfera nebbiosa della storia, collocata in questa non ben definita terra, in un tempo e in un epoca imprecisati.

Tra l'altro, non sapevo fosse tratto da un romanzo. Stavo spulciando Wikipedia, e ho notato che questo Lloyd ha scritto parecchie storie fantasy. Qualcuno ne ha letto nulla, per caso?

Piccola postilla (tanto per riportare le critiche allo status quo): osceni i folletti, poco utili ai fini della trama, e pessima la scelta dei doppiatori, sia per questi ultimi, che per il menestrello.
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Re: Classico Disney #25: Taron e la Pentola Magica

Messaggioda Icnarf » giovedì 02 settembre 2010, 20:10

Rivedendolo ho notato due assurdità: la casa delle streghe di Morva prima di volar via all'improvviso si colora di colori psichedelici, ad un tratto ho creduto fosse un fotogramma del cartone dei puffi.
Mentre scappano dal castello in distruzione Taron si tuffa in acqua per spalancare un cancello incatenato; mentre risale sulla barchetta magicamente lo stesso cancello alle loro spalle è ancora chiuso e con la catena addirittura.

Secondo me, ripulito, ha perso un pò del suo fascino...
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Re: Classico Disney #25: Taron e la Pentola Magica

Messaggioda Vito » domenica 31 luglio 2011, 15:24

Alla luce della rivisione di questo film, noto che il giudizio che espressi a suo tempo non è cambiato, quindi è inutile riportare nuove impressioni.

Mi limito a ribadire che abbiamo i personaggi più insulsi della storia disneyana, gag assolutamente sdivertenti e cose che succedono "perché sì" senza un minimo coinvolgimento emotivo.

Comunque l'atmosfera - con musiche annesse - è il solo e unico epic win del film, veramente riuscitissima (ma io adoro locande, boccali di birra, pentole, boschi, capanne e simili).

Taron avrebbe fatto maggior figura se fosse stato realizzato come documentario: una guida avrebbe mostrato i setting del film, fatto ammirare i paesaggi, i disegni, e lo spettatore avrebbe sicuramente apprezzato di più. Senza i personaggi di mezzo, ovviamente. :P
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Re: Classico Disney #25: Taron e la Pentola Magica

Messaggioda FaGian » lunedì 01 agosto 2011, 05:47

Il film venne PESANTEMENTE rimaneggiato in post-produzione
Mi chiedo se sarà mai possibile vedere la directors cut, prima o poi

Sono certo che potrebbe risdervarci non poche sorprese

Per i folletti con le voci dei puffi... non dimenticate che all'epoca il doppiaggio non era più affidato alla CDC, ma al Gruppotrenta, gli stessi che doppiavano i puffi, e che l'anno prima RI-doppiarono "Peter pan" :cazz:
La mia gallery su Deviant Art (casomai a qualcuno interessi =^__^=)
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Re: Classico Disney #25: Taron e la Pentola Magica

Messaggioda Andrea87 » lunedì 01 agosto 2011, 08:29

FaGian ha scritto:Il film venne PESANTEMENTE rimaneggiato in post-produzione
Mi chiedo se sarà mai possibile vedere la directors cut, prima o poi

Sono certo che potrebbe risdervarci non poche sorprese

Per i folletti con le voci dei puffi... non dimenticate che all'epoca il doppiaggio non era più affidato alla CDC, ma al Gruppotrenta, gli stessi che doppiavano i puffi, e che l'anno prima RI-doppiarono "Peter pan" :cazz:


sì, lol... In Oliver & Co. poi riutilizzano tutto il cast di DuckTales!
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Re: [WDAS #25] Taron e la Pentola Magica

Messaggioda Achab » lunedì 17 settembre 2012, 14:53

Salve a tutti, sono nuovo in questo sito che ho scoperto proprio spulciando le varie discussioni in Rete su questo particolare film :) Mi porto dietro il ricordo di Taron dall'infanzia, questo lungometraggio a tratti così cupo ha in qualche modo segnato la mia immaginazione rendendomi affascinato inevitabilmente dalle atmosfere dell'immaginario gotico-fantasy, influenzando così in parte i miei gusti letterari. Così non perdo occasione di presentare la mia opinione, dopo essere rimasto molto interessato dalle vostre.

Taron è senz'altro il Classico Disney più singolare, e a mio avviso possiede delle qualità (o mezze tali) , non trascurabili : le musiche, l'impatto visivo, e la volontà di ricreare un'atmosfera fantasy-medioevale dai toni gotico-romantici. Questo ambizioso progetto però, pur raggiungendo ottimi risultati in alcuni punti (chi non viene soggiogato morbosamente dalle inquietanti atmosfere del castello, o dell'androne dove il Re pronuncia il suo folle monologo? :bat: O semplicemente dai toni più bucolici di Caer Dallben, che sembrano usciti da un racconto di Chaucer? ) crolla al momento di creare compatibilità con una storia credibile. La vicenda presenta infatti lacune e incompletezza :arramp: ; i personaggi principali , parlando soprattutto degli eroi, mancano di carisma e di un deciso taglio psico-caratteriale. Il vero protagonista sono le atmosfere dark del film , firmate Tim Burton, e orchestrate da Re Cornelius. Il problema è che questo capovolgimento non può funzionare. I più piccoli , infatti, che avrebbero magari sorvolato sulla superficialità dei deuteragonisti,(ma non sul livello dell'ironia, buoni in Gurgi ma scarso in Sospirello e nei folletti) ricevono una brutta impressione circa le atmosfere dark ;_; , mentre i più grandi, che avrebbero apprezzato l'estetica del lungometraggio, rimangono inevitabilmente delusi dalla superficialità della vicenda e dei personaggi.
La storia manca di un background convincente, molto importante se si imbastisce una vicenda fantasy in un mondo immaginario. Del tipo : chi è Dallben ? Nonno di Taron ? Un assistente sociale? Perché la pentola si trova a Morva ? Perché alla fine del film questa risucchia e uccide il Re (probabilmente non sapevamo come ucciderlo)?
Molti difetti del film sono da ascrivere ad un mal riuscita trasposizione dei topoi dei bellissimi romanzi fantasy di Lloyd Alexander ( Philadelphia 1924-2007) , principalmente due : la minaccia angosciante di un antagonista apparentemente invincibile , un po' come ne "Il signore degli anelli") e la figura di un eroe giovane che, attraverso un bildungsroman, commette degli errori da cui impara lezioni importanti, arrivando a trionfare ,alla fine, grazie alla determinazione e alla forza di volontà. Nel film questi due elementi vengono aberrati : la presenza del cattivo viene esagerata, divenendo opprimente, superando in carisma, come ho già scritto, la figura degli eroi; l'eroe invece, probabilmente il più imbranato della storia Disney, commette molti errori ma non gli viene data l'occasione di riscattarsi. Da notare infatti che , a parte far fuggire Evy dal castello, Taron non ne combina una giusta in tutto il film , e nemmeno la sconfitta del cattivo è ascrivibile a lui. Bellissimo invece è l'elemento del sacrificio di Gurgi, ciò che più mi rimase impressa del lungometraggio quando ero bambino, a mio avviso la migliore rielaborazione a partire dal framework del romanzo.
Banalissimo il finale, nonché frettoloso e artefatto.

Un'occasione sprecata , perché il ciclo letterario è un vero capolavoro e se ne sarebbe potuta trarre un'opera di grande respiro.
"Secondo me , abbiamo interpretato enormemente male questa faccenda della Vita e della Morte. Secondo me, quella chiamiamo la mia ombra qui sulla terra , è la mia vera sostanza. Secondo me, nel guardare le cose spirituali facciamo troppo come le ostriche che guardano il sole attraverso l'acqua e ritengono perciò quella densa acqua la più sottile delle atmosfere. Secondo me, il mio corpo non è che la feccia del mio essere migliore. Ma se lo prenda chi vuole il mio corpo, se lo prenda pure, ripeto : io non sono quello. E allora tre evviva per Nantucket "

Herman Melville , Moby Dick, capitolo VII
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