Botta e Risposta

Topolino e L’Impero Sottozero

Su Topolino #3092 e #3093 è stata pubblicata la lunga storia di Casty Topolino e l’Impero Sottozero, e per l’occasione abbiamo chiesto agli utenti del nostro forum di porre all’autore domande o curiosità sulla realizzazione dell’avventura e sugli sviluppi della trama.

Casty si è infatti reso disponibile a rispondere alle domande che sono state puntualmente poste sul topic dedicato a Topolino.

Siamo lieti di presentarvi le sue risposte, e cogliamo l’occasione per ringraziarlo nuovamente della disponibilità.

Ebbene, eccoci qua per il botta e rimbrotta con le birbe del Sollazz’, grazie al tramite del pertinace Bramo.

Dal numero esiguo di domande deduco che la storia è risultata bella, altrimenti se era brutta ci sarebbe stata una salva di “eh ma peeeerchè quest’ e ah ma peeeeeerchè quell’ “

… ah ah scherzo ovviamente, comunque visto che le domande sono tutte buone, anche le risposte saranno buone e non vi faccio gli scherzetti.

Zontar: Come mai la protagonista Tabìa e la cattiva Aljoska sono quasi umane, ancorché bellissime, con solo un accenno di tartufetto (o ogni tanto no)… e poi il conte alla fine è totalmente umano!! C’è un motivo?
Come si configura dentro l’universo disneyano, dove tutti sono animaletti antropomorfizzati??

Casty: Aljoska è un animaletto antropomorfizzato, giacchè ha sempre il tartufetto. Piccolino e a punta, ma comunque ce l’ha. Tabìa invece ce l’ha “dipinto”, per celare la sua natura Crion: e anche dopo essersi struccata, un po’ di nero le resta (considera inoltre che, nelle vignette piccole, appare comunque nero).

Il conte è invece totalmente umano proprio per sottolineare la differenza che c’è tra i Crion (una razza DIVERSA) e gli “animali antropomorfizzati” che oggi abitano la Terra.

Zontar: Atlantide???Siiiii ti prego!! Che già siamo orfani di “Indiana Jones and the Fate Of Atlantis” (bellissimo, ma solo un gioco…), non toglierci anche questo!

Casty: Eh, ad Atlantide Topolino ci andrà ma… non con Atomino e Nat. La prossima avventura di Topolino e Atomino avrà infatti tutt’altro tono. È invece probabile che si ricomponga il trio Topolino-Pippo-Eurasia, che avevamo lasciato proprio con la promessa di ritrovare Atlantide.

Topolino Sbarazzino: Qual è stata la vignetta più difficile da disegnare?

Casty: So che tutti pensano a quelle con le architetture e i panorami, ma in realtà… la più difficile è stata questa pagina: fatta e rifatta un sacco di volte, fino a che non sono riuscito ad azzeccare tutte le espressioni e le pose.

Topolino Sbarazzino: Quali sono state le maggiori fonti di ispirazione per questa storia?

Casty: Oltre a quelle citate nei redazionali sul giornalino (misteri e leggende varie), c’era alla base l’idea di fare una “fiaba moderna”, che contenesse quindi gli elementi tipici delle fiabe (principi e regine, animaletti magici, mostri etc.) e che però fossero tutti ricondotti a una logica razionale e scientificamente plausibile.

Se devo citare la “scintilla” che ha dato il via a tutto ciò: direi… i titoli di testa del film Nausicaa.

Ogni tanto me li riguardo perché hanno una potenza evocativa incredibile, in 4 minuti raccontano una storia spaventosa e allo stesso tempo affascinante. Nel mio piccolo, ho cercato di fare qualcosa di simile nelle pagine in cui Nat racconta la scomparsa degli Iperborei.

Topolino Sbarazzino: Su quali temi si è voluto concentrare maggiormente nella stesura di questa storia?

Casty: Su Topolino ho risposto “il tema dell’amicizia”, ma qui posso essere più specifico: mi interessava mostrare come, nei conflitti, ci siano “i buoni e i cattivi” da entrambe le parti, e la ragione non sta mai da una parte sola. E, soprattutto, che si può e si deve convivere pacificamente, utilizzando il poco tempo che ci è dato per costruire e non per distruggere.

Apro il giornale e leggo di guerre, crimini e polemiche… Pensa se tutta questa smisurata”energia negativa” venisse incanalata in qualcosa di positivo: la Terra diverrebbe un paradiso.

Topolino Sbarazzino: Ma Aljoska… Algioska.. Algida… quella tipa lì e i suoi uomini che fine hanno fatto?

Casty: Ho letto anche sul Papersera che tutti desideravano un finale più… degno, per Aljoska. E invece l’ho fatto apposta: Aljoska è cattiva, ma talmente cattiva cattiva e carognetta, che non merita nemmeno un duello finale! Anzi, fuori dalle balle, ‘chè la scena è di Dragpo e Tabìa.

A questo proposito mi vengono in mente due film con anomale “uscite di scena del cattivo” (ocio spoiler!): uno è Equilibrium, lì c’è un cattivo tostissimo che si bulla per tutto il film e alla fine Christian Bale lo fa fuori in un nanosecondo, proprio perché non era il duello il fulcro del finale; l’altro è Open Range, e anche lì c’è un pistolero presuntuoso e cattivo che alla fine Kevin Costner stende con un colpo solo mentre sta ancora parlando, proprio perché… indegno di una fine migliore.

I Geloniani, abbiamo visto, se la son data a gambe, abbandonando quindi lo Skiantamura dentro Agarthi: senza la consulenza di Dragpo e senza cristalli non saranno più un pericolo per nessuno.

Topolino Sbarazzino: E quelli del Consiglio che sono stati congelati?

Casty: Se sei piccolo: no no, li stanno scongelando col phon.
Se sei grande: ah ah sì, sono schiattati 🙂

Topolino Sbarazzino: Le sottotrame scartate da questa storia potranno vedere la luce in qualche futura storia o sono destinate a rimanere in un cassetto?

Casty: Eh, questo è un bel dilemma: le sottotrame scartate erano molto carine, ed era molto avvincente anche il what if… quindi, che fare? La cosa certa è che, anche se dovessi trovare il modo di utilizzarle, non avranno mai lo stesso impatto della storia già uscita. Diciamo che, ecco, sarebbe bello, quando sarò vecchio e stanco, riprenderle a corredo magari di una ripubblicazione dell’Impero sottozero.

Una delle più interessanti riguardava l’infanzia di Aljoska, che già da piccola era pestifera, combinava guai e dava la colpa al gatto, guardava i film di principesse Disney e si costruiva una corte di pupazzi di neve che maltrattava, sognandosi regina. Tutto questo pezzo era molto divertente, però sviava molto dalla trama (ed era oltremodo superfluo): inoltre la rendeva simpatica, e io invece volevo che fosse una carogna irredimibile.

Topolino Sbarazzino: La vignetta finale della storia è solo una battuta tanto per, o magari c’è qualcos’altro che bolle in pentola, magari una certa archeologa con le trecce… che hai anche citato nell’intervista relativa alla storia?

Casty: Vedi sopra. Mi piacerebbe davvero un sacco riprendere e CHIUDERE il ciclo di Atlantide.

Topolino Sbarazzino: Quanti anni dovremo aspettare prima di vedere la “Città senza Cielo”?

Casty: Due? Boh, l’idea sarebbe di prepararla per il 2017 ma, si sa, ci sono sempre un sacco di cose da fare nel mezzo…

Bramo:

Casty: Aaah, Bramo, eccolo qua, grr: mi hanno spiato che hai scritto in giro per i forum che i miei personaggi sembrano inamidati. Ok, tu mostrami almeno due vignette in cui sembrano inamidati, e io ti do ragione.

Bramo: Prima puntata, pag 61, quarta vignetta;
Terza puntata, pag 85, quinta vignetta.

Casty: Ah uh acc… ok, hai ragione.

Bramo: Gelonia: dove si trova esattamente questo staterello? Vicino alla Russia, come sembra di intuire dal clima e dal setting della vicenda?

Casty: Ho volutamente omesso precise indicazioni sull’ubicazione proprio per evitare che qualcuno polemizzasse… È comunque abbastanza palese, per chi sa leggere tra le righe, che si tratta di uno staterello dell’ex Unione Sovietica.

Bramo: Perché hai voluto ripescare il personaggio di Nataniele Ragnatele?

Casty: Tecnicamente, mi serviva un “supporto culturale” per Atomino e Topolino: un prof anziano, esperto di storia, e anche… “accondiscendente e al contempo titubante” riguardo la prospettiva di ficcarsi nei guai.
Senza bisogno di andarselo a inventare, Romano Scarpa l’aveva già creato: Nataniele era perfetto per questo ruolo.

Bramo: A cosa ti sei ispirato graficamente per rappresentare l’aspetto di Agarthi? Solo alle immagini che circolavano nelle leggende o anche ad altro?

Casty: Per anni (e secoli, e millenni…) ho raccolto tutte le immagini che trovavo in rete e che più si avvicinavano a quella che era la mia idea grafica di Agarthi, ovvero un mondo bianco e glaciale ma non squallido e desolato, bensì ricco di dettagli, con enormi colonne lavorate, qualcosa che richiamasse l’architettura rinascimentale ma con contaminazioni grafiche di tutte le altre culture. Mi piaceva inoltre l’idea che i Crìon, persone e animali, durante il letargo divenissero quasi tutt’uno con le architetture. Questo serviva anche a creare un’estrema tensione nel momento in cui lo Skiantamura si addentra tra le navate, facendo pensare “brr, e se adesso ‘sti qua si svegliano li fanno fuori tutti!”

Bramo: Come ti sei imbattuto nelle leggende che sono servite come base per l’ “Impero Sottozero”? E quali sono stati i passaggi di “rimasticazione” per utilizzarle in una storia di “Topolino”?

Casty: Si tratta per lo più di leggende abbastanza note, per cui più che imbattermici ho selezionato e poi approfondito quelle che tornavano utili alla storia. Scremando all’uopo le cose inopportune, giacchè per esempio è cosa abbastanza risaputa che, prima dei Geloniani, Agarthi già attrasse a suo tempo l’attenzione dei nazisti di Hitler. Gli Almas, per esempio, sono ispirati a queste pitture rupestri:

Ho anche un po’… barato qua e là, visto che l’originale pittura rupestre di cui parla Nat è questa, quindi senza gli uomini primitivi:

Altre immagini ispiratrici sono queste, nella pittura rupestre si può intravedere un unicorno (con un po’ di immaginazione):

Bramo: È stato difficile tornare a muovere Atomino? Come si utilizza un personaggio praticamente invincibile, e come ti è venuto in mente lo stratagemma per inibirne temporaneamente i poteri?

Casty: Il problema con Atomino è che, essendo invincibile, lui potrebbe chiudere una storia già alla terza vignetta: due sgherri portano via Tabìa? Ok, lui li fulmina e …finita la storia.

Bisogna quindi giocare sul fatto che Atomino è (perché lo è) un bambino, e un bambino buono, educato e responsabile: quindi non è che fulmina e strafulmina tutti a caso, anzi, riserva i suoi poteri solo per le situazioni d’emergenza.

Il…”raffreddore atomico” mi è stato ispirato da un articolo sul congelamento degli atomi o qualcosa del genere, per cui cascava a fagiolissimo col fatto che Dragpo può manipolare il gelo e congelare le cose.

Non era proprio questo l’articolo, ma eccolo qua.

Bramo: Aljoska è ora l’unica governatrice della Gelonia? L’esperienza vissuta in questa storia ha mitigato i suoi propositi belligeranti?

Casty: No, Aljoska si è trasferita in Italia e sta rapidamente scalando i vertici del partito a cui si è iscritta.

Bramo: Come faccio ad avere un Puki anch’io?

Casty: Occhio che, se d’estate ti piacciono le granite, magari potresti già averne mangiato uno ah ah!

Valerio: Uè, Casty, mi sono accorto rileggendo storie come “Le Borbottiglie di Avaloa” e “Il Mondo Che Verrà” che graficamente… sono un po’ diverse rispetto all’ “Impero Sottozero”. In quest’ultima storia ho infatti visto un chinaggio più marcato, con linee più spesse anche per quanto riguarda i personaggi in lontananza. Al contrario in vignette come quella del volo sul Puka e l’arrivo alle porte di Agarthi il tratto si fa finissimo, puntando ad un effetto a mio avviso spettacolare. Puoi spiegare i motivi per cui abbiamo questa difformità stilistica?

Casty: Dopo innumerevoli scontri verbali e anche fisici con l’amico e inchiostratore Miky Mazzon dovuti al fatto che lui dice che io non so disegnare e io che lui non sa inchiostrare, abbiamo deciso che se voglio le cose fatte “un po’ così e un po’ colà” me le devo fare da solo. Per questo motivo la storia è per buona parte inchiostrata da me, e appunto qua e là si nota una difformità di segno…

Il fatto è che questa è una di quelle rare storie che disegno in cui il tono è abbastanza serioso, per cui qui non funziona la regia “alla Gottfredson” fatta di inquadrature semplici e di gag, ma bisogna un po’ darsi da fare per rendere l’atmosfera “epica”, e quindi meno pupazzettosa del solito.

A mia discolpa posso dire, per chi vede incertezze nei segni e nelle pose, che non è semplice “riprendere la mano” dopo mesi passati a scrivere e sceneggiare: sicuramente acquisirei più scioltezza e sicurezza, e avrei modo di evolvere il segno, se disegnassi più costantemente.

Valerio: Atomino che prende il raffreddore e diventa debole è un omaggio a “Poldino Spaccaferro” di Peyo?

Casty: No, vedi risposta a Bramo.

Valerio: Ma non doveva morire Pippo?

Casty: Eh, tutta la parte in cui Pippo irrompe a Zerograd con un Uzi e fa fuori le guardie venendo però infine congelato e spataccato come il T-mille mi è stata inspiegabilmente censurata, per cui magari la prossima volta, dai. Peccato però, perchè era una uscita di scena molto buffa e divertente, molto in linea col personaggio.

…scherzooooooo ovviamente!!

Casty: Altre risposte a domande che mi sono giunte in privato:

  • No, Dragpo nella grotta è squagliato per colpa del caldo: le avances di Aljoska non c’entrano niente.
  • No, non farò un sequel con Aljoska in bikini esiliata a Cuba.
  • Sì, anch’io tra una biondina piagnucolina tanto buona e che ti ama e che però ti squaglia (e se la squaglia) se le tocchi le sue cose, e una moretta losca che però sai con chi hai a che fare, preferisco la seconda.
  • No, nella seconda vignetta di pag 31 della seconda puntata Topolino NON sta sbirciando.
  • Ok, Manuel the wrestler, mi dispiace che sei rimasto malissimo perché Dragpo e Tabìa non si sposano e quindi ti ho fatto questo disegnino:

Grazie, ciao a tutti!

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