Il Sollazzo Chiede

Intervista Buffacchiotta a Casty

Casty è un nome noto tra gli appassionati di fumetto Disney: da circa dieci anni ormai l’autore (al secolo Andrea Castellan) ha intrapreso un personale percorso autoriale che l’ha visto dapprima solo sceneggiatore, e poi anche disegnatore, sempre al servizio della narrazione e dei personaggi.
Le sue storie, quasi sempre con protagonista Topolino, vanno a riprendere l’essenza originaria dei personaggi, attualizzandoli ma senza tradirne lo spirito.
Il racconto ritrova conseguenzialmente il respiro avventuroso e avvincente che caratterizzava un certo modo di intendere il fumetto Disney, che trova in Floyd Gottfredson il proprio pionere e in Romano Scarpa colui che ha saputo sviluppare e continuare quel modo di raccontare Mickey Mouse.

Noi della Tana del Sollazzo abbiamo deciso di intervistarlo, cercando come sempre di approfondire determinati temi che partono dal lavoro dell’autore e dalle sue esperienze, per espandere poi i concetti su una scala più generale.
Il risultato è un “botta e risposta” simpatico, dove l’autore ha risposto con la verve che gli è propria, ma entrando sempre nel merito delle domande e sapendo offrire dei contenuti che, crediamo, possono generare interessanti riflessioni.

Casty: Oh, è la prima volta che rispondo a una interCista per cui vado sperando che funzioni più o meno come una classica intervista…
…ah ah se ssò spiritoso….:-)))

IL SOLLAZZO CHIEDE: INTERCISTA A CASTY

[NdR: il titolo del file inviato all’autore conteneva questo errore di battitura… e Casty non ha mancato di trollarci bonariamente al riguardo 😛 ]

Sollazzo: Casty, qual buon vento!

Casty: Colgo l’arguzia di questo così particolare saluto. Ciao a te e a tutte le birbe immatricolate che popolano il Sollazzo.

Sollazzo: Passiamo al sodo: puoi definire la tua visione dell’universo Disney? Intenti, preferenze e speranze alla base del tuo manifesto autoriale. Insomma, parlaci del Mickey Mouse secondo Andrea Castellan.

Casty: Potrei dilungarmi per ore, ma preferisco sintetizzare il mio manifesto d’intenti in un ….volantino:
dunque,

  1. Scrivere delle belle storie.
  2. Queste belle storie devono essere fruibili principalmente dai bambini.

cos’è questo botto?

Sollazzo: È esploso Valerio.

Casty: Ah, ok. Allora, specifichiamo: non è che scrivere PER i bambini significhi automaticamente scrivere scempiaggini. Anzi, ci sono vagonate di esempi di storie “per bambini” che sono molto, ma moooolto più profonde e articolate di storie cosiddette “per grandi”. Pensa solo all’abisso concettuale che c’è tra “Wall-E” (per bambini) e “Sharknado” (per grandi).
La storia, quindi, dev’essere innanzitutto e imprescindibilmente “bella”.

Sollazzo: Definisci “bella”.

Casty: Deve (e dico “deve”: non è un optional) avere una trama solida, articolata, interessante: non ci devono essere incongruenze, forzature, allungamenti di brodo, o empasse risolti con…facilonerie. E i personaggi devono agire in modo da rispettare il proprio carattere: per dire, Topolino non si libererà di un energumeno alto due metri stendendolo a colpi di judo, ma farà valere la propria astuzia o la propria agilità.
Nel momento in cui tu riesci a integrare tutti questi elementi ottieni, come minimo, una storia “bella”: se poi il mistero è particolarmente intrigante, le battute sono incredibilmente buffe e divertenti e la risoluzione è addirittura geniale, puoi ottenere financo una storia “bellissima”.

Ah, e se sei riuscito a fare tutto questo, considerato che maneggi personaggi buffacchiotti come Topolino, Pippo, ecc, ecco che avrai anche automaticamente ottenuto una “bella storia per bambini” che però può piacere anche ai grandi.

Sollazzo: Andiamo nello specifico. Hai scritto storie di svariati generi: gialli, avventure, commedie, spesso basate su idee molto efficaci, in grado di stuzzicare la nostra fantasia (Marea dei Secoli, Quandomai) o di farci immedesimare in una situazione (Topesio). Come funziona il tuo generatore d’idee? Hai metodi particolari?

Casty: Ho la fortuna che le idee… mi fioccano. Fioccano di qua, di là, da tutte le parti. Che è una fortuna, in quanto di lavoro faccio l’autore, ma un po’ anche una disdetta perchè poi tutto ‘sto fioccare lo devi far smettere e devi scremare le idee buone da quelle pessime, razionalizzare le “ideone genial” che in testa ti sembravano appunto geniali e che invece poi ti accorgi che non stanno in piedi.

L’ispirazione arriva da film visti (anche brutti o bruttissimi, eh: c’è un gusto particolare nel prendere una -bella- idea da un film terribile e trarne magari una bella storia), o da notizie scientifiche o d’attualità trovate su internet. O anche da esperienze personali, eh.
Se mi lobotomizzassero domani avrei comunque un archivio di idee, soggetti, addirittura sceneggiature con cui campare di rendita da qui alla dipartita.
Il vero problema è invece che alcune idee, a forza di languire in un cassetto, possano poi risultare superate.
Un’altra cosa che ci tengo a dire è: non è che le idee devono essere per forza tutte… “ideone geniali”. Allo stato attuale ho credo almeno una dozzina di soggetti in cui Topolino salva il mondo da scienziati pazzi, catastrofi spaziotemporali, invasori xenomorfi e -contemporaneamente- sventa intricatissimi piani criminali, ma se facessi una storia così al mese ben presto verrebbero a noia.
Mi piace quindi pensare che, tra un’avventurona e l’altra, Topolino e amici si trovino a vivere situazioni più ordinarie, come ad esempio le scaramucce con Topesio. O i furti alla Spiffony.

Sollazzo: Dopo l’idea viene la costruzione. Le tue storie spesso presentano intrecci complessi, svariati colpi di scena e soluzioni non scontate. Qual è il metodo di lavoro che usi per strutturarle?

Casty: Eeeh… se te lo dico poi mi copiano.

Sollazzo: No dai che non ti copiano.

Casty: Ok, io più o meno …”ribalto” la storia. Ovvero, una volta messa giù un’idea di base, parto dalla fine, dalla risoluzione del mistero. Poi torno all’inizio e “imbastisco” il mistero, lo infittisco, coerentemente con la sua spiegazione. Questo mi consente di evitare le incongruenze o di dover cercare delle soluzioni inverosimili per spiegare determinati accadimenti.
È anche una questione di “onestà” verso il lettore, con cui faccio tacitamente una specie di patto: “Ok, io te le sparo grosse grossissime per tutta la storia, ma tu fidati e vedrai che poi tutto si spiega”.
Talvolta, specialmente in certi fantathriller americani, assistiamo a una ridda di misteri che vanno ad accavallarsi, poi arriva la fine e… le cose non tornano. Ma proprio per niente, eh. Oppure …non spiegano, lasciano alla eh interpretazione dello spettatore. Grrr, quando incappo in storie del genere mi viene il nervosone, perchè mi sento preso per i fondelli.

Sollazzo: Uh, ho visto uno che prendeva appunti su ‘sta cosa che hai detto.

Casty: Eh, ti avevo detto che mi copiavano.

Sollazzo: Nelle tue storie hai inventato nuovi personaggi, spesso ricorrenti. La maggior parte di loro però sono delle belle “tope” che accompagnano Topolino nelle sue avventure, dandosi il cambio come le companion del Dottore. Minni cosa ne pensa? Non sei un po’ troppo spinto per uno che si chiama Casty?

Casty: Minni non deve pensare pensarne niente, deve solo stare a casa a fare la calza e ringraziare ogni giorno il cielo che ha un fidanzato bravo bello e buono come Topolino.

Sollazzo: Questa risposta potrebbe scontentare la platea femminile, che è comunque consistente…

Casty: Uff, vabbè, ok: Minni sappia che non ha nulla da temere, #stiaserena che tanto Topolino le altre non le guarda e ama solo lei.

Sollazzo: Ok, cambiamo opportunamente argomento: parlando di comprimari, negli ultimi anni non sono poche le “vecchie glorie” che hanno fatto capolino sul settimanale. E uno dei fautori di questi ripescaggi sei stato proprio tu. C’è chi pensa che siano solo feticci da nerd e chi invece ci vede del buon potenziale. Spiegaci il tuo punto di vista.

Casty: Topolino con Pippo forma una coppia formidabile e ben affiatata, ma è anche vero che certe dinamiche possono a venire a noia, se ripetute quasi identiche settimana dopo settimana. Così come la rivalità con Gambadilegno, tant’è che per scampare a questa routine si è talvolta giunti al paradosso delle… “larghe intese” tra Mickey e Gamba.

Penso quindi sia giusto variare il più possibile partner e antagonisti di Topolino, in modo da creare avventure e situazioni sempre diverse.
Per fare una buona storia, così come un buon film, serve un buon cast.
Eta Beta e Flip, Gancio e Gancetto, Atomino ed Enigm sono tutti personaggi molto ben caratterizzati, tanto da determinare con la loro presenza lo svolgersi della storia e addirittura il tono della intera vicenda. Proprio per questo motivo, e non per “integralismo nerd” come malignava qualcuno un tempo, mi è piaciuto ripescarli progressivamente tutti. Lo stesso discorso vale per gli antagonisti: se sono validi (come per esempio la Spia Poeta e Topesio), e se la storia richiede proprio quel tipo di personaggio, be’, ben ritornino.

Sollazzo: Parliamo del rapporto col tuo pubblico. Non sono pochi gli autori che provano un certo disagio nei confronti del web e delle realtà forumistiche, dalle quali consigliano di stare distanti. Tu sei molto apprezzato in questi ambienti, pur non intervenendo direttamente. Qual è la tua posizione in merito?

Casty: Mah, non capisco proprio, secondo me il Sollazzo è il più bel sito del mondo.

Sollazzo: E il Papersera?

Casty: il secondo.

Sollazzo: Sul Papersera avevi detto che il loro era il più bel sito del mondo e che noi eravamo secondi. E mi sembra che hai il naso più lungo.

Casty: Eeeer…
Ooooh, ok, lo ammetto, mi piacciono tutti e due i siti e li seguo spesso.
Però non mi va di intervenire sia perchè non ho proprio il tempo materiale per farlo, sia perchè sono un po’… all’antica, e mi piace parlare solo con persone che conosco personalmente.
Poi tutta ‘sta cosa dei nick, dei multinick, ecc… come faccio a sapere che sto discutendo con uno che ha massacrato la mia storia perchè effettivamente non gli è piaciuta o che invece è il mio vicino che è arrabbiato con me perchè il mio gatto gliela fa nelle aiuole?
Devo dire che comunque alle volte la tentazione c’è stata, specialmente in casi dove assistevo a clamorose sparate di balle.
Fondamentalmente, apprezzo moltissimo che si sia creata una così forte comunità di appassionati Disney e per molti di noi autori è una cosa fantastica poter sapere cosa pensano i lettori delle storie che facciamo.
Poi, ovvio, ci sta che ci siano anche le critiche, ma d’altronde sta a noi cercare di evitarle… facendo delle belle storie.
Io per esempio non mi sono mai arrabbiato per una critica.

Sollazzo: Il tuo naso ora è lunghissimo, ma mi fa piacere che la pensi così perchè ad esempio la tua ultima storia con Atomino non mi è piaciuta tantissimo.

Casty: Coooos’!?!? Mapporklimortaccitua chitammuertevaff #*%$&§**%$***ti mandountrojanfallatuseseicapace!!

Sollazzo: Più volte hai detto di apprezzare serie come “Lost” e “Doctor Who”. E disneyanamente i tuoi punti di riferimento sono Gottfredson, Scarpa e Cimino. Puoi allargare il campo e parlarci delle tue altre fonti d’ispirazione? Per esempio, segui l’animazione?

Casty: Sì, intanto che rispondo, apri la email che ti ho mandato e clicca sull’allegato.

Sollazzo: Windows mi dice di non aprire, chè può essere pericoloso.

Casty: Dicevo, sì, seguo l’animazione. I Pixar e simili, naturalmente, e poi mi piacciono molto i film di Miyazaki e la sua scuola. Mi piacciono molte altre cose giappo, tipo “Ghost in the Shell” e “Appleseed”, mentre non sono proprio un estimatore delle cose coi robottoni.
Apprezzo in genere racconti contenenti idee inaspettate o atmosfere molto originali che possono portare all’ispirazione per certe storie. Cito su tutte la serie “Ai confini della realtà”, di cui anche l’amico Faccini è grande fan.
Molto del mio background si basa tuttavia sui quintali di libri letti da giovane: Urania, Salgari, Verne, Wells, Lovecraft e un sacco di gialli per ragazzi. Fortuna che ho letto molto a quei tempi, perchè ormai è da anni che (vergognosamente) non apro un libro.
Ultimamente, la cosa che più mi ha sbalordito è stato ehm un videogioco: “Bioshock” (1 e 2), che volevo provare perchè mi piaceva il design della città sottomarina e che sono finalmente riuscito a fare lo scorso inverno. Una storia stupenda, che mi ha impressionato e che mi ha stimolato a ripescare il personaggio di Estrella Marina, specialista in misteri abissali.

Sollazzo: Hai messo mano al mondo di Topolinia, e hai mostrato come questi personaggi funzionano secondo te. E Paperopoli? Indipendentemente che tu abbia intenzione o meno di tornare a scrivere di Paperi, come ti piacerebbe usarli? Pensi di poter applicare a Paperopoli il corrispettivo del tuo lavoro su Topolinia?

Casty: Non credo che rimetterò mano al mondo dei Paperi se non su esplicita richiesta, come accaduto per la storia di Simplicius e quella sulle stampanti 3D. Al di là della voglia di cimentarsi con quell’universo, che comunque ci sarebbe, è proprio il tempo che mi manca: in pochi se ne avvedono, ma portare avanti un “progetto” come quello intrapreso col personaggio di Topolino richiede tempo, sinergie e …una grandissima passione che può anche, a volte, portarti a lavorare quasi solo “per la gloria”.
Considera inoltre che sui Paperi lavorano costantemente autori bravissimi ed entusiasti e che quindi i Paperi non hanno assolutamente bisogno di “aiuto”, anzi. Lì tutto funziona perfettamente, godono tutti di grande popolarità sia tra i lettori che tra gli autori. So che sembro un disco rotto, ma è ancora il povero Mickey a necessitare di maggiori attenzioni… e, per quanto mi riguarda, ho pure intenzione di intensificargli la cura.

Sollazzo: E adesso un po’ di malinconia. C’è qualche tua storia di cui non sei rimasto soddisfatto e che vorresti riscrivere?

Casty: Eh sì, ce n’è più d’una che non è venuta …come doveva, e non tanto a causa mia o degli autori, ma proprio perchè una serie di contingenze non lo ha reso possibile. C’è stato per esempio un periodo in cui era considerato -ah ah- sacrilegio sforare le trenta tavole, per cui alcune storie di quel periodo risultano compresse, e altre ancora non sviluppano adeguatamente le potenzialità dell’idea di base. Ho pensato comunque che quando sarò (più) vecchio mi autodisegnerò un bel “director’s cut” di quelle tre-quattro che son venute troppo …diverse da come erano state pensate.
Anzi, toh, sfido le birbe a trovare quelle che secondo loro (anzi secondo me) io rifarei!

Sollazzo: Cosa possiamo aspettarci di tuo in futuro? Anticipazioni su progetti disneyani e non?

Casty: Premesso che sono libero fino a un certo punto di decidere cosa fare, diciamo che se potessi ci darei dentro a disegnare le storie che scrivo. Cosa che attualmente sto facendo (sono alla terza consecutiva, mai successo) e che spero di poter continuare a fare l’anno prossimo.
Mi piacerebbe che le prossime storie fossero una sorpresa, per cui su quelle più immediate… non dico nulla.

Sollazzo: Dicci una cosa, però: a suo tempo hai annunciato in diretta mondiale tv che stavi lavorando a una seconda, epica storia con Atomino. Io ho aperto il “Topolino” e ci ho trovato “Topolino, Atomino e -ehm- il mistero delle merendine mutevoli”.
Spiegaci come è cambiato il tuo concetto di epicità dai tempi di “Topolino e il mondo che verrà”.

Casty: Ehm, ovviamente, la storia di questa settimana non è quella di cui ho parlato in diretta mondiale: quella si intitola “Topolino e l’impero sottozero” e posso dirti che è venuta benissimo, che vi spiazzerà tutti e che non so ancora quando uscirà (inizio 2015?).
Ci sarà poi sicuramente un Darkenblot III, appena slegheranno il Pastro dalle cose pikappiche.
Ah, e se leggerò sui forum che “…eh, l’impero sottozero non è il mondo che verrà” vi faccio Il mondo che verrà uno, due, tre, il ritorno, la vendetta e financo Il mondo che verrà versus Predator e i Transformers.

Sollazzo: Ormai hai una certa esperienza in merito. Hai qualche consiglio da dare per evitare errori e rendere un buon servizio al fumetto Disney di domani?

Casty: Mah, non credo di aver titoli per dare consigli: che poi li darei pure sbagliati, visto che alla fine ciò che io faccio su Topolino non è propriamente …”mainstream”, anzi.
Per cui l’unica cosa che mi sento di dire a un aspirante autore, da lettore di Topolino, è di leggersi un sacco di Barks-Scarpa-Gottfredson-Cimino e poi fare le cose che dicevo prima nella domanda sulle “belle storie”.
Hai aperto l’allegato?

Sollazzo: Sì, ma cosa diav ?!?…. aaaargh, un viru#¶@•…–[[]&£$£$£$3$

Casty: Ah, ah, Bramo ha avuto ciò che si merita.
Fine dell’intervista, ciaoooo a tutti!

Sollazzo: A presto!
P.S. Comunque lo sapevamo cos’era l’ornitorinco!

Casty: Seee, solo perché ve l’ho detto io nella didascalia! 🙂

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