Viaggio nei Walt Disney Studios

Uno dei nostri utenti – Francesco Ciaramella – ci ha inviato un bel reportage del suo viaggio ai Walt Disney Studios di Burbank, in California. Non potevamo non dare spazio alla scoperta del luogo da dove la magia Disney si diffonde da quasi 90 anni (Walt Disney realizzò gli edifici di Burbank nel 1940, grazie ai guadagni di Biancaneve e i Sette Nani. In precedenza la sede erano gli studi di Hyperion Avenue). In fondo trovate anche una ricca galleria fotografica.

Quest’anno per me è stato davvero speciale: ho avuto la fortuna di sposarmi e di organizzare il viaggio di nozze dei miei sogni in California, tra canyon mozzafiato, slot machine scintillanti, Alcatraz e la Walk of Fame. Chi mi conosce sa bene quanto sia grande la mia passione per Disney (e per Walt stesso) e per tutto ciò che ha saputo costruire nella sua vita. Non potevo certo rinunciare a prenotare il tour ai Walt Disney Studios, a Burbank, cuore dell’animazione Disney. Ed è proprio di questo tour che voglio parlarvi.

Il tour ha inizio alle 13.30 del 14 ottobre 2025 al 500 S Buena Vista St, proprio davanti all’insegna degli Studios. Con ampio anticipo mi presento lì alle 12.30, ma la guardia all’ingresso ci dice di ritornare alle 13.00. Quale migliore occasione per andare a dare un’occhiata ad un altro edificio? Sto parlando del Roy E. Disney Animation Building, noto anche come hat building, per via del famoso cappello a punta di Topolino in Fantasia, costruito nel 1994, oggi sede dei Walt Disney Animation Studios. Una strada separa questo edificio dai “vecchi” studios costruiti da Walt. Purtroppo non è visitabile, neanche con il Tour, essendo un edificio in piena attività produttiva. Ci accontentiamo di una foto.

Con gli occhi pieni di gioia faccio ritorno all’ingresso e alle 13 la guardia ci consegna il lasciapassare A38 (cit.)

Siamo dentro!

Esterni

Il tour ha inizio, e a guidarci è Kristina che, vestita a tema Disney, comincia a raccontarci la storia degli edifici: “I Walt Disney Studios di Burbank, inaugurati tra il 1939 e il 1940 grazie ai profitti di Biancaneve e i Sette Nani, rappresentano la storica sede operativa della Walt Disney Company. Progettato da Kem Weber sotto la supervisione di Walt e Roy Disney, il complesso fu concepito per ottimizzare l’intero processo di animazione: al centro sorgeva il grande Animation Building, circondato da strutture dedicate ai reparti tecnici e creativi, tutte collegate da tunnel per proteggere i materiali. Il campus include anche un teatro, una mensa e un cinema interno.”

Nel frattempo, durante questa interessante introduzione, ci dirigiamo verso il “Pluto’s Corner”, uno dei luoghi più iconici dei Walt Disney Studios. Qui, all’esterno dell’Animation Building, si possono vedere tre impronte di Pluto impresse sull’asfalto accanto a un idrante: ne manca una, a suggerire ironicamente che il cane abbia “marcato il territorio”. Poco distante si trova il celebre cartello all’incrocio tra Mickey Avenue e Dopey Drive, rimasto come simbolo del vecchio studio. Installato nel 1941 per il film The Reluctant Dragon, doveva essere un semplice elemento scenografico, ma non fu mai rimosso.

Compagnie animali

Insieme a Cip e Ciop, che ci accompagneranno per tutto il tour, ci avviciniamo all’edificio con l’insegna “THEATRE”. Qui la guida ci spiega che la sala conta 419 posti e ospita le anteprime dei film Disney per dipendenti e ospiti. Modernizzato nel tempo, è anche utilizzato per il missaggio audio, già impiegato nel 1940 per Fantasia. L’acustica è progettata per simulare un teatro quasi pieno, garantendo la massima qualità sonora.  Ai tempi di Walt, queste erano chiamate “sweatbox”, dove venivano proiettati i test di animazione e le riprese giornaliere dei film live-action per la sua approvazione.

Mentre la guida spiegava, i miei occhi erano puntati su un altro edificio: l’ANIMATION BUILDING. Si tratta dell’edificio più importante e prestigioso di tutto il complesso. Walt Disney supervisionò personalmente il design a “doppia H”, pensato per garantire luce naturale in ogni ufficio.

In origine, l’edificio ospitava i reparti creativi e amministrativi: al piano terra lavoravano animatori, contabili e legali (tra cui i celebri Nine Old Men); al secondo c’erano i registi e gli artisti di sfondi; al terzo, il reparto sceneggiatura e le sale dei compositori, più gli uffici personali di Walt.

L’Animation Building

Oggi l’Animation Building originale non ospita più la produzione dei film d’animazione, ma viene utilizzato principalmente come sede di uffici per produttori cinematografici e televisivi che hanno accordi di distribuzione con la Walt Disney Company.

Durante la visita, la guida ci ha indicato una finestra al terzo piano, spiegando che lì si trovano gli sceneggiatori, impegnati in quel momento sullo sviluppo di Frozen 3 e Frozen 4.

Walt!

L’Animation Building

Appena entrati, oltre alla bellissima foto di Walt qui a fianco, si trova un elenco aggiornato ad oggi di tutti i lungometraggi dei Walt Disney Animation Studios. La guida ci informa che, dei 64 film realizzati, soltanto quelli da Dumbo a Red & Toby (più Taron e la Pentola Magica) furono prodotti in questo edificio. Dopo Taron e la Pentola Magica, il dipartimento di animazione si trasferì temporaneamente a Glendale, dove nacquero i film del cosiddetto “Rinascimento Disney”, per poi tornare a Burbank, nella nuova struttura vista all’inizio dell’articolo, nel 1994.

In questo edificio era vietato registrare video, ma era consentito scattare fotografie, con l’eccezione delle porte, che non potevano essere riprese. Una di esse era decorata in modo speciale: mostrava, in movimento, le sagome di diversi personaggi Disney che apparivano come silhouette. Peccato non aver potuto immortalarla.

La lista dei classici WDAS!

Proseguiamo poi verso il corridoio centrale, che attraversa l’edificio dividendolo in due ali distinte. Qui, lungo entrambe le pareti, sono esposti quadri, schizzi, disegni preparatori e interi storyboard che illustrano passo dopo passo l’evoluzione di un film d’animazione.

Ogni tavola racconta una fase diversa del processo creativo: dalle prime idee abbozzate su carta alle scene chiave già composte, fino ai momenti più iconici ormai vicini alla versione definitiva. Camminare in quel corridoio permette di entrare nel cuore pulsante della produzione artistica, come se si potesse osservare la nascita di un mondo animato direttamente dalle mani degli artisti.

La parte degli effetti speciali all’interno del processo creativo di un film d’animazione

A metà del corridoio la guida ci ha fatto scendere una rampa di scale e ci ha portato nei sotterranei. Per gli animatori di oggi si tratta di un luogo inquietante e poco utilizzato, ma in passato serviva per trasportare disegni, storyboard, cel e altro materiale da un edificio all’altro senza rischiare che venissero danneggiati dagli agenti atmosferici.

La guida ci ha anche raccontato che molti hanno “paura” di attraversarlo da soli, ma per fortuna un distributore, situato all’inizio del tunnel, permette di acquistare snack e bevande per distrarsi lungo il percorso. Ironia americana, tutti hanno riso forte, tranne io e mio marito e qui la guida ci ha guardato male!!

Dopo di che saliamo al secondo piano, dove ci accoglie una lista contenente tutti i film fatti da Walt Disney in vita e un lungo corridoio con tutti i poster (non originali) dei suoi film.

La lista dei film prodotti da Walt

Al centro del corridoio c’è una bacheca con otto finestre: la guida ci spiega che fu realizzata dagli animatori su idea di Walt Disney per facilitare la spiegazione della realizzazione dei film animati alla stampa e ai visitatori. Si tratta di diorami, piccole scenografie tridimensionali che rappresentano il processo di produzione dei film d’animazione Disney negli anni d’oro dello studio. Ogni finestra mostra un reparto diverso della catena produttiva, con personaggi Disney che interpretano i lavoratori dell’epoca, offrendo una ricostruzione storica accurata di come si realizzavano i cartoni prima dell’arrivo della tecnologia digitale.Ecco cosa rappresentano, in ordine:

Saliamo poi al terzo piano, quello più importante, quello dedicato a Walt e alla sua persona. Veniamo qui accolti da una sua foto gigantesca, che personalmente non avevo mai visto.

Tutto il terzo piano è, anche questo, un lungo corridoio pieno di fotografie di Walt, dalla nascita fino agli ultimi giorni. L’emozione era palpabile: in quel corridoio, ogni giorno, Walt in persona passava per raggiungere il suo ufficio. E ogni giorno collaboratori, artisti e personaggi famosi attraversavano quello stesso spazio per parlare di affari, progetti e nuove storie da creare.

Nel bel mezzo del corridoio ci sono anche delle vetrine, dove sono custoditi i libri usati da Walt Disney (come il libro di Lilli e il Vagabondo autografato), libri originali usati per i film degli studi Disney (Fox, Marvel, ABC inclusi) e libri memorabilia del passato.

Gli Uffici di Walt: Dentro la Leggendaria Suite 3H

Entriamo ora nella parte più affascinante del tour: la Suite 3H, il vero e proprio quartier generale di Walt Disney. Lo spazio comprendeva cinque stanze, tra cui due uffici affiancati: quello formale, usato da Walt per contratti e incontri ufficiali, e l’ufficio di lavoro, dove sviluppava idee con i suoi collaboratori. In quest’ultimo era presente anche una piccola cucina nascosta dietro pannelli retraibili, che Walt utilizzava per pranzare direttamente alla scrivania.

Prima di accedere all’area, la guida ci accompagna in una stanza dedicata dove ci viene chiesto di riporre zaini, borse e qualunque oggetto che possa accidentalmente danneggiare gli ambienti. Veniamo inoltre invitati a camminare esclusivamente sul percorso plastificato predisposto e a evitare di toccare qualsiasi oggetto, per preservare la straordinaria delicatezza dello spazio.

Qui la guida ci spiega che dopo la morte di Walt Disney, avvenuta nel 1966, la Suite 3H venne chiusa e lasciata intatta. Per quattro anni nessuno vi mise piede, mentre tutti i suoi effetti personali venivano accuratamente catalogati e archiviati. Negli anni successivi, molti di questi oggetti furono esposti in mostre e installazioni museali, spesso all’interno dei resort Disney, che ricreavano fedelmente gli ambienti di lavoro del fondatore.

Il vero capitolo decisivo arrivò però nel 2015, quando i Walt Disney Archives avviarono un progetto di restauro senza precedenti. L’obiettivo era riportare la Suite 3H allo stato originale, ricostruendo ogni dettaglio — dall’arredamento all’atmosfera, fino agli elementi più quotidiani — esattamente com’era quando Walt la lasciò. Il lavoro diede vita a una ricostruzione meticolosa e filologica, resa possibile grazie al recupero e alla conservazione di numerosi oggetti autentici.

Il 7 dicembre 2015, il CEO della Walt Disney Company, Bob Iger, inaugurò ufficialmente il restauro, definendolo un ritorno simbolico al cuore creativo degli Studios. L’anno successivo, nel 2016, la suite restaurata venne aperta per visite esclusive rivolte ai dipendenti dello studio, a ospiti selezionati e ai membri del fan club Disney D23.

Attraversiamo la prima porta, accessibile solo tramite passepartout, ed entriamo in un corridoio. Alla nostra destra scorrono fotografie di Walt, mentre sulla sinistra si apre una stanza: una ricostruzione fedelissima, arricchita da oggetti originali, che mostra esattamente come lavoravano gli animatori ai disegni e all’animazione dei classici Disney.

Vi lascio la traduzione del cartello, che vedete in foto, che spiega ciò che abbiamo visto:

Uffico dell’Animatore

Questo ufficio rappresenta il tipico spazio di lavoro di un animatore dei Walt Disney Studios negli anni ’40 e ’50. Gli animatori lavoravano a grandi scrivanie di legno progettate appositamente per il disegno, con piani inclinabili che permettevano di sfogliare rapidamente i fogli e controllare il movimento dei personaggi. Molti degli oggetti presenti nella stanza — model sheet, schizzi, maquette di riferimento e mobili — sono originali dell’epoca o riproduzioni fedeli basate su ricerche d’archivio.

Walt Disney credeva molto nell’importanza di offrire agli artisti un ambiente creativo che stimolasse l’innovazione. Per questo gli animatori decoravano spesso i propri spazi con oggetti personali, modelli dei personaggi e materiali dei film in produzione.
Le maquette presenti qui erano utilizzate come modelli tridimensionali di riferimento per permettere agli animatori di visualizzare i personaggi da ogni angolazione.

Questo ufficio restaurato mostra come poteva apparire lo spazio di un animatore durante la realizzazione di classici come Pinocchio, Fantasia, Peter Pan e La Bella Addormentata.
È stato ricreato dai Walt Disney Archives utilizzando mobili, strumenti e documenti originali provenienti dall’Animation Building.

Proseguiamo lungo il piccolo corridoio e ci troviamo nell’ufficio della sua segretaria, con esposti numerosi premi (molti erano riproduzioni, gli originali sono al Walt Disney Museum a San Francisco). Qui la guida ci mostra un video dove spiegano e mostrano tutto il restauro degli uffici. Una lacrimuccia è scesa sul viso.

Dopo il video, la guida apre la porta del primo ufficio di Walt, quello formale, e subito alla vista la scrivania di Walt domina l’ambiente.  Sulla scrivania tanti oggetti personali, tra cui i posacenere sono sempre presenti.

L’ufficio formale con il pianoforte

All’interno troviamo il pianoforte, suonato anche dai fratelli Sherman, dove venivano presentati e suonati i progetti in lavorazione agli studios. Su questo piano Walt ascoltava spesso“Feed the Birds” prima di andare a casa. Ad oggi, come ci ha detto la guida, a nessuno è permesso suonare il piano, gli unici che l’hanno potuto fare erano proprio gli Sherman durante eventi importanti.

Ci ha raccontato anche che la posizione dei libri non è casuale, perchè durante il restauro, hanno recuperato foto per posizionarli come li aveva Walt. I libri sono tutti originali. Una “fitta” al cuore quando la guida ci fa notare uno dei libri di Mary Poppins.

La scrivania formale di Walt

Essere lì è stata un’esperienza divina, era come aver fatto letteralmente un salto nel passato, ed attendevi solo che Walt entrasse da un momento all’altro.

Tra tanti souvenir che Walt collezionava spicca tra tutti una gabbia con un uccello che, attivato tramite una molla, si muove. Questo souvenir ha ispirato l’attrazione Tiki Tiki Room a Disneyland.

Entriamo poi nella stanza accanto, il “working office”, e basta varcarne la soglia per percepire che è lì che la magia prendeva davvero vita. In quel luogo raccolto e silenzioso, Walt si chiudeva a leggere sceneggiature, a riflettere, a immaginare, dando l’approvazione finale ai progetti che avrebbero plasmato Disneyland.

Lo sguardo viene subito catturato dagli oggetti che raccontano la sua quotidianità: i posacenere, la borsa da viaggio con il monogramma, la sua iconica sedia cinematografica. Alle pareti, i progetti di Disneyland e le sceneggiature originali di idee che non hanno mai visto la luce, ma che testimoniano un processo creativo instancabile.

È come entrare in uno spazio-tempo sospeso. Tutto è rimasto esattamente com’era nel dicembre del 1966, quando Walt ci lasciò. La guida ci spiega che ogni oggetto presente nella stanza si trovava lì già allora: persino le matite e le penne nel portapenne sono quelle originali, le stesse che un tempo scorrevano tra le sue dita e che sembrano conservare ancora, in silenzio, il tocco di Walt.

Dove nasce la magia

Di fronte troviamo un piccolo cucinino dove Walt si fermava per pranzare e mangiare il suo cibo in scatola preferito. Sul bancone sono disposti i bicchieri originali che lui usava.

Usciamo da queste due stanze e ci ritroviamo in un piccolo museo dove sono esposti vari cimeli usati da Walt. Qui la guida ci dà una curiosità strana: gli animatori amavano prendere il sole durante le pause nudi sopra ai tetti degli studi.

Uscire dall’ufficio di Walt è stato forse il momento più difficile dell’intero tour. Si ha davvero la sensazione di lasciare qualcosa di vivo alle spalle. Non è un museo freddo, non è una ricostruzione sterile: è un luogo che conserva energia, idee, silenzi e intuizioni. È il posto dove Walt Disney ha pensato, sbagliato, immaginato e deciso.

All’uscita delle stanze siamo stati omaggiati di spille commemorative e depliant.

Il tour prosegue poi all’esterno, tra gli altri edifici storici degli Studios, mentre la guida risponde alle ultime domande e il gruppo comincia lentamente a realizzare che quell’esperienza sta per concludersi. Io, personalmente, ero ancora completamente immerso in ciò che avevo appena visto. Ogni angolo, ogni corridoio, ogni dettaglio aveva aggiunto un tassello in più alla comprensione di chi fosse davvero Walt Disney: non solo un genio creativo, ma un uomo estremamente concreto, metodico, visionario e profondamente innamorato del suo lavoro.

Uscendo dall’Animation Building ci si trova subito di fronte al Michael D. Eisner Building, e diventa evidente come l’animazione resti ancora oggi il fondamento dell’intero universo Disney. I Sette Nani che ne sorreggono la struttura non sono un semplice elemento decorativo, ma un riferimento esplicito alle basi creative su cui la compagnia è nata. Attualmente l’edificio ospita l’ufficio di Bob Iger e la sala del consiglio di amministrazione, configurandosi come uno dei principali centri decisionali della Disney.

Amici…

Alla base dell’edificio si estende la Legends Plaza, uno spazio sobrio ma di grande valore simbolico. Al centro si trova la statua Partners, con Walt Disney e Topolino, che sintetizza in modo diretto il legame tra il fondatore e la sua creazione più rappresentativa. Attorno, le targhe dedicate alle Disney Legends rendono omaggio a figure chiave che hanno contribuito in maniera concreta allo sviluppo e all’evoluzione dello studio.

Oltre alla statua Partners, nella Legends Plaza sono presenti altre sculture che completano il racconto visivo della storia Disney. La più significativa è quella dedicata a Roy O. Disney, raffigurato accanto a Minnie Mouse.

Altro edificio che visitiamo è il Frank G. Wells Building, intitolato appunto a Frank G. Wells, storico presidente e COO della The Walt Disney Company tra il 1984 e il 1994. Questo è il quartier generale degli animatori dove si riuniscono tutti per lavorare, condividere informazioni o prendersi un caffè allo Starbucks presente in sede.

Bibliografia disney

Cosa più importante è che qui sono presenti i Walt Disney Archives ed è qui che la guida ci fa entrare. Lo spazio per i visitatori è ridotto principalmente ai primi cinquanta metri, dove troviamo vetrine espositive di tutti i gadget dei parchi, dei libri che affrontano il tema Disney e le pale della posa della prima pietra dei parchi Tokyo e Shanghai.

La guida ci dice che ogni prodotto targato Disney, dalle mutande alle statue è conservato negli archivi. Il materiale custodito è così vasto e prezioso che si potrebbero tranquillamente trascorrere ore ad esplorarlo, se hai i permessi speciali. Qui sono conservati anche le statuette degli Oscar vinti dallo studio, e la guida ci fa tenere una statuetta in mano per una foto speciale. (Piccola curiosità, la statuetta pesa tantissimo).

Stage 2

Per finire abbiamo visitato diversi teatri di posa degli studios. Uno di questi, lo Stage 3, è conosciuto come Julie Andrews Stage, dove sono stati girati Mary Poppins e The Princess Diaries. Abbiamo inoltre camminato vicino alla torre dell’acqua, progettata con sei gambe per apparire più imponente rispetto alle altre torri degli studios. Al momento della visita Tim Allen era sul set per girare la seconda stagione di “Quel Uragano di Figlia” disponibile su Disney+. Visitiamo inoltre l’esterno degli archivi cinematografici Disney, dov’è conservato tutto il materiale cinematografico dello studio Disney e affini.

Ed è qui che si conclude ufficialmente il tour, la guida ci lascia davanti allo store ufficiale Disney dello studio dove facciamo un po’ di shopping esclusivo.

Visitare i Walt Disney Studios di Burbank non è solo un’esperienza per fan Disney: è un viaggio dentro la storia della creatività, dell’industria dell’intrattenimento e del valore delle idee. È la dimostrazione concreta che dietro la magia c’è sempre lavoro, dedizione e una visione incredibilmente chiara.

Se amate Disney, se amate la storia del cinema o semplicemente se credete nel potere delle idee, questo tour non è una semplice visita: è un privilegio.

CONSIGLI PER IL TOUR:

  • Il tour è prenotabile per tutti i membri D23 iscritti sul sito anche nella versione gratuita al costo di 159$ + 3$ di commissione (prezzo 2025).
  • Qui trovate un video promozionale realizzato da D23.
  • Le date per il tour vengono rese disponibili circa due mesi prima dell’inizio del trimestre di riferimento. Di conseguenza, se prevedete di andare a ottobre, le date dei tour verranno aperte indicativamente verso metà agosto.
  • Il tour è completamente in inglese, quindi se siete poco esperti della lingua vi consiglio di documentarvi su ciò che vedrete prima di accedere al tour, in modo da avere una panoramica chiara e precisa di ciò che vedrete. Oppure portatevi un esperto come me, sono disponibile per altri tour xD.
  • I tour vengono effettuati di lunedì, martedì, giovedì e venerdì e occorre presentarsi con passaporto e biglietto.
  • La guida farà tante battute, ridete e, anche se non capite nulla, ridete.