Shigeru Miyamoto – The Movie

Mamma mia, The Mario Galaxy Movie ripaga ampiamente le promesse.

Il primo mi era piaciuto, sì, ma con qualche riserva. Non amo il concetto di reboot e quindi l’idea di costruire “la continuity dei film” mi metteva a disagio, come anche certe concessioni a quell’umorismo da moderno cartoon occidentale che cozzavano un po’ con la poesia Nintendo. Però queste fisime me le sono ingoiate: quel film era riuscito a fare quello che nessun adattamento videoludico era riuscito a fare, cioé far prendere vita al gameplay stesso. Fisica al ritmo di musica, condita con forme e colori familiari: non stupisce che sia piaciuto.

Nel sequel la sinestesia continua. E si potenzia, perché stavolta c’è più roba ancora. Hanno frullato insieme un po’ di tutto: c’è chiaramente Galaxy che fornisce titolo, personaggi, estetica e struttura portante, con World che ci regala Yoshi come partner fisso. E questo è quello che ci si aspettava: ci si aspettava un po’ meno la riunione dei boss di SMB 2, la parentesi baby di Yoshi’s Island, il villain di Mario Sunshine, la musica di Mario Odyssey e persino una “sorpresa” direttamente da New SMB. Gli innesti extra-Mario, altro discorso ancora. Un film che – ancor più del primo – sembra venir fuori dalla vena di Shigeru Miyamoto, desideroso di far reagire i sensi del giocatore, prima ancora che di far grandi narrazioni.

Eppure, liberi dai doveri introduttivi del predecessore, qui ho trovato personaggi migliori. C’è una bella dose di tenerezza e genuinità, portata dal personaggio di Yoshi, ma che non risparmia nemmeno gli idraulici e… Bowser (!). C’è un bell’umorismo, e una grande animazione, ricca di sottigliezze e sfumature. Tutto ciò che del primo mi era sembrato al servizio di uno sfoggio di coolness, qui mi è parso incredibilmente più caldo. C’è stata ispirazione e voglia di giocare coi personaggi: il teatro dei burattini di Bowser rimane nel cuore, e anche la sequenza con la mappa del regno dei funghi e le relative subquest. E un plauso anche ai sorprendenti cambi di tecnica o stile, come la parentesi anime per Fox, la sequenza con la grafica di Mario World, i credits coi materiali di recupero e via dicendo.

E’ qualcosa di più profondo di un semplice cameo fest, che mostra una gran voglia di mettere in campo tutte le più potenti suggestioni artistiche partorite da Nintendo EPD negli ultimi decenni. Questo film ne affronta un bel po’, ma non tutte. Ma sembra che l’intenzione di Nintendo sia di continuare su questa strada anche con altri suoi franchise, per cui penso proprio che questo suo programma filmico sia da seguire con fiducia. Penso proprio che ne vedremo delle belle.