
Torna Star Wars al cinema ed è uno spasso.
The Mandalorian & Grogu è un film che trasuda calore, umorismo, capacità di tenere alto il ritmo e una forte cultura della mitologia della saga. C’è cura e tanto amore: nella scrittura, poi nel rapporto tra i personaggi, forse è fra i più caldi in assoluto.
E’ anche una consacrazione per Filoni, che 18 anni fa portò al cinema un brutto film tratto da una serie animata incentrato sul salvataggio del figlio di Jabba neonato, e oggi lo rifà con la controparte live-action, adulta e ipertrofica. Ne ha fatta di strada Rotta the Hutt, e ne ha fatta Filoni. Per tacer di Zeb.
Ma al netto di ciò, è o non è, come dicono tutti, un episodione?
Madonna se lo è, anzi sono due episodioni di un’immaginaria quarta stagione, e si vede persino la cesura.
Truffa quindi? Il ritorno di Star Wars al cinema si porta dietro dunque un retrogusto televisivo?
Uhm nì. Avete presente quando nel 2019 uscì The Mandalorian prima stagione, e tutti rimasero a bocca aperta perché aveva annullato le distanze tra piccolo e grande schermo? Ecco, la cosa funziona nei due sensi. Se esce al cinema un film che sa di tv che però sa di cinema, bisognerebbe prendere atto che la linea è blurrata, e non da oggi. In teoria, niente di male.
Solo in teoria, però. Perché all’atto pratico non ho mai sentito in giro così poco entusiasmo in decenni. La verità è che non è stato sbagliato questo film in sé, ma l’esperienza Star Wars in generale. Non punterò il dito sulla qualità dei prodotti, perché penso che non sia il punto, di roba splendida ne è uscita eccome. Saturazione e caos sono stati i veri nemici della saga (e non solo di questa). Ci si è accorti troppo tardi che un tale livello di mungitura non era sostenibile sul lungo termine, e che il giochino delle diverse serie tv intrecciate, tanto intrigante su carta, avrebbe solo alimentato confusione. E così ecco uscire fuori tempo massimo una produzione ibrida, che poggia su una serie amatissima, ma si fa scrupoli a portare davvero avanti la storia per paura di dover rispondere a un pubblico che non è stato al passo.
Al momento il “mandoverse” andrebbe ordinato così: Mando 1, Mando 2, Boba Fett, Mando 3, Ahsoka 1, Skeleton Crew, questo film, Ahsoka 2. Ci sarebbe in teoria un progetto che punta da qualche parte, ma che tende a modificarsi in tempo reale, a seconda delle fluttuazioni dirigenziali. E che ad oggi si è chiaramente sfilacciato.
Se davvero ci si ostina a puntare tutto su saghe e franchise seriali, tocca iniziare a riesaminare il concetto di esperienza, e guidare il pubblico attraverso percorsi chiari e brevi, dosando aspettative e attenzione in modo calibratissimo. Il metodo comics è superato e alle lunghe fa danni: e continuare a far vedere che tutto rifluisce in tutto, ma solo finché conviene, porta solo a perdere pubblico. Nessuno ha più voglia di essere messo all’ingrasso. Perché la gente ormai ha poca pazienza, poca attenzione e basta un po’ di malanimo per buttare via il Grogu con l’acqua sporca.
