L'Osservatorio

Pikappa non ci scappa

E venne il giorno.

Il giorno in cui, dopo 12 anni di attesa, speranze, invocazioni e petizioni, PK è tornato.

Ma paradossalmente, alcuni potrebbero arrivare a chiedersi se è davvero sensato il ritorno di PK nel 2014. Perché se l’obiettivo fosse solo quello di fare una storia esclusivamente citazionista, che strizzasse l’occhio ai fan e dal sapore amarcord, senza ritrovare quel gusto per la narrazione sperimentale e senza riprendere il discorso da dove era stato interrotto, il risultato sarebbe solo uno sterile compitino, o al più un simpatico esercizio di stile.

Alla luce del primo episodio (di 4) di Potere e Potenza, la lunga storia che segna il ritorno di Pikappa, possiamo ben dire che Francesco Artibani ha saputo fugare ogni dubbio al riguardo.

Artibani infatti si è dimostrato attento verso tutti gli elementi fondamentali di PKNA e PK2:

Il Respiro. PK è sempre stato narrazione di un certo respiro. L’esperienza del mensile spillato di 60 pagine non era ripetibile in questo momento, e così il problema è stato aggirato con una maxi-storia ripartita in più settimane…ma di 160 tavole! Mica male.

Il Linguaggio. Il registro usato da PK è stato da molti definito adulto, più maturo o ad alto target. In una recente intervista Artibani ha affermato che semplicemente si tratta di un linguaggio narrativamente più complesso, uno dei tanti registri che i personaggi Disney sono in grado di supportare. E come tale non si è fatto problemi a riproporlo su Topolino, senza la minima edulcorazione.

La Continuity. Per quanto questo concetto possa essere stato a lungo demonizzato o evitato, un fumetto seriale si basa sulla memoria storica delle avventure, che vengono in questo modo valorizzate, fidelizzando il lettore. PK era un fumetto seriale e quindi fortemente legato alla sua continuity, troncata nel 2002 per far posto ad un reboot che avrebbe notevolmente confuso le idee riguardo agli aspetti narrativi della serie. Artibani ha deciso di onorare questi aspetti ponendosi nel solco delle prime due serie, nel pieno rispetto della loro continuity. Anche solo in questo primo episodio lo sceneggiatore romano dimostra di aver guardato con attenzione all’epopea pikappica, e di aver ragionato con grande cura per arrivare a capire quali personaggi potessero permettere ulteriori sviluppi. L’obiettivo era realizzare una storia capace di porsi come naturale evoluzione di quanto letto in passato, rimanendo comunque pienamente fruibile anche dai neofiti. Potere e Potenza sembra quindi centrare l’obiettivo, costruendo un nuovo starting point perfettamente coerente con quanto già vissuto da Paperinik.

Il tutto con la preziosa collaborazione di Lorenzo Pastrovicchio (il cui ruolo creativo non si è limitato al disegno!), che pur offrendo tavole assai ricercate e dal taglio moderno, è riuscito ad adattarsi splendidamente al formato pocket di Topolino.

Insomma, centro completo. La vera terza serie di PK può finalmente iniziare, portando ancora una volta il fumetto disneyano verso una nuova frontiera narrativa.

Bentornato, Pikappa. A quanto pare, hai ancora da dire molte cose!

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