Recensioni

Star Wars: Last Shot

Uscito qualche mese fa nella collana Mondadori Oscar Fantastica, Last Shot è fra le letture più soddisfacenti a tema Star Wars che la casa editrice abbia proposto fin qui. Il romanzo faceva parte in origine del set di prodotti che avrebbero dovuto accompagnare l’uscita di Solo, ovvero materiale narrativo che in qualche modo tira in ballo le versioni giovanili di Han e Lando viste di recente sullo schermo, tuttavia il tomo firmato da Daniel José Older si propone di essere ben più di questo.


L’ambizione di Last Shot è quella di raccontare una storia in grado di dipanarsi lungo la timeline della saga e quindi di mostrare i protagonisti in epoche differenti. Il risultato è un curioso andirivieni narrativo, in cui passato e presente si alternano in modo non lineare. Esiste quindi una linea narrativa con un Han più giovane, alle prese con Sana Starros, personaggio nato sulla testata a fumetti ammiraglia e qui al suo esordio nel medium romanzesco (e non sarà l’unica compenetrazione interessante). Poi ne esiste una ancora precedente per il Lando di Donald Glover, in cui lo vediamo accompagnato dalla droide attivista L3. E ancora più indietro nel tempo ci sono i capitoli in cui assistiamo al percorso del villain che i due dovranno affrontare. La parte del leone però è rappresentata dai capitoli al presente, ambientati nell’epoca della Nuova Repubblica, in cui i due amiconi si ritrovano a dover dipanare la matassa e a fare i conti con gli agi e le responsabilità della vita da canaglie sistemate. E il vero punto di forza del libro è esattamente questo.


La trama “verticale” ovvero quella relativa all’indagine che i due dovranno affrontare infatti non è gran cosa. L’idea del Phylanx, un congegno in grado di soggiogare droidi e macchine ha un suo perché e si lega tematicamente al percorso di riscatto che gli artificiali stanno facendo all’interno della saga, in cui li vediamo sempre più “indipendenti”. Tuttavia il doverla ingarbugliare apposta per creare una narrazione a più strati, finisce per togliere fluidità e immediatezza alla lettura. Ma il libro recupera alla grandissima nella gestione dei due personaggi protagonisti: Han e Lando ne escono proprio bene, e sembra davvero di veder tornare in scena una versione matura di Harrison Ford e Billy Dee Williams. Dialoghi, battute e comportamenti dimostrano come Older sia riuscito a padroneggiare alla perfezione i due mattatori, rendendo omaggio ai loro particolari caratteri senza però appiattirli o renderli pupazzetti.

 
In patria il libro è uscito con una doppia cover, ognuna dedicata ad un protagonista. Nell’edizione italiana questa caratteristica si è persa, e Mondadori ha optato per la sola cover di Lando. Un po’ un peccato… ma fino a un certo punto. Perché tra le due canaglie è sicuramente Lando a dominare e ad affrontare il percorso di maturazione “inedito”, che lo porterà a mettere finalmente la testa (e il cuore) a posto. Se questa caratteristica si rifletterà nel Lando di Episodio 9… vorrà dire che Last Shot sarà da considerarsi qualcosa di più di un simpatico esercizio di stile, ma un tassello importante di questo gigantesco mosaico multimediale che è il canone galattico.


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