Lo Sputasentenze

Il Flop di Solo

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Il secondo spin-off di Star Wars ha floppato. Peccato, perché era bello. Un film caldo e ben ritmato, intriso di quello spirito goliardico e avventuroso che faceva onore al personaggio e al cinema lucasiano/spielberghiano tutto. Non per niente era stato scritto da gente che il personaggio di Han Solo l’aveva forgiato, e si vedeva. C’era persino un sostrato mitologico niente male, che conferma il grandissimo lavoro fatto dal Lucasfilm Story Group per portare avanti l’illusione di un universo vivo e strutturato. E invece no! il film aveva già il suo esercito di scettici e hater assortiti da mesi prima della sua uscita. E quando l’ufficio marketing di un film lo fanno le polemiche del web, allora il film nasce morto. E questo ci fa capire che, gira e rigira, della grande visione lucasiana che tutti dicono di amare, di esplorare i dettagli di questo macroscopico universo, di continuare questo gioco di fantasia… al pubblico fottesega. Molto meglio invece il gossip, ficcanasare nei disagi produttivi, diffondere i dettagli sul cambio di registi avvenuto in corsa, creare profezie autoavveranti su quanto il film fosse intrinsecamente sbagliato. Per la gente Star Wars è un gioco, sì, ma al massacro, una guerra di religione, una gara di indignazione, un telefono senza fili in cui lo scopo è diffondere le opinioni più drastiche: avercela con i prequel, avercela coi sequel, avercela con l’Universo Espanso, avercela con Lucas, con la Disney, con Kelly Marie Tran, con Jar Jar o con i Midichlorian. Molti altri prodotti hanno un fandom orrendo e tossico, a dire il vero, ma con Star Wars è sempre la stessa storia: le strilla sono sempre più alte di un’ottava.
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