Lo Sputasentenze

Il Nuovo Film della Pizzar

Disney+ UK on Twitter: "Go on an unforgettable ride through Portorosso this  summer in #PixarLuca, streaming June 18 only on #DisneyPlusUK. 🛵… "

Luca è promosso.

Non che ci fossero molti dubbi, del resto. Lo si capiva dal trailer che genere di film era, cosa voleva raccontare e come. Sotto questo punto di vista, nessuna sorpresa. Nemmeno narrativa, è davvero un film lineare e di poche ambizioni. Funziona bene perché è semplice, è onesto ed è spontaneo.

E funziona bene perché… ehm… è italiano. Enrico Casarosa ha confezionato il primo Pixar nostrano, nella stessa vena del corto “La Luna”, che ci aveva deliziati nel 2012. Lo stile è quello, il suo, solo ingigantito. E la sua Liguria anni 60 è un ricco campionario di pennellate “caratteristiche” e caricaturali, che vanno dalla presenza di canzoni di Mina, Bennato, Pavone e Morandi, arrivando a quella buffa parlata angloitaliana con cui si esprimono tutti i personaggi (e che è possibile cogliere solo con la visione in lingua originale). Nelle epoche future tutte queste pennellate saranno considerate stereotipi e a un certo punto qualcuno si offenderà e saranno cavoli. Ma non è questo il giorno. Credo.

Luca (2021) - IMDb

Inoltre funziona bene perché è giapponese. Non nei fatti, ma nello spirito sì. I riferimenti a Miyazaki e allo Studio Ghibli si sprecano, specialmente a quella fase “disimpegnata” dello studio: il coprotagonista vestito come Conan, quel sapore nostalgico stile Kiki e Porco Rosso, di cui la cittadina di Portorosso richiama il nome, l’idea stessa della cronaca di un’estate che ricorda Totoro e Marnie o il delizioso tocco di stile del narrare l’epilogo attraverso illustrazioni sparse nei credits.

Non è un film ambizioso, non è un kolossal, non è rivoluzionario né troppo originale: è un film intimo, personale e per certi versi “piccino”. E in quest’ottica forse possiamo inquadrare meglio la scelta di Disney di sacrificarlo buttandolo in piattaforma senza troppi complimenti. La sua assenza dalle sale però la rimpiangeremo a lungo. Anche perché è già il secondo Pixar dopo Soul che fa questa fine.

Ma a ben vedere è anche il terzo Pixar di seguito a conservare una certa impronta “autoriale”. Non era chiarissimo con Onward, difatto un po’ minore, o con Soul la cui cifra stilistica era anche quella di Docter, nuovo capo della Pixar. Ma il Luca di Casarosa è palesemente un “pet project” che sbandiera fieramente la sua anima indie, forte di uno stile più “esotico” rispetto alla media americana. E forse potrebbe essere questa la strada per dare finalmente alla Pixar un’identità distinta dallo studio di Walt, avvicinandosi in qualche modo alla risoluzione di quel fastidioso conflitto di interessi che per troppi anni ha mescolato i loro due percorsi.

Why is Pixar's 24th film titled 'Luca' & New Images and Artwork From the  Film (Il Venerdi Magazine) | Pixar Post