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Obi Wan Che Retcon

Obi-Wan Kenobi: Data di uscita posticipata! - POPSPACE.IT

Per essere la generazione che morirà di fungo atomico bisogna dire che almeno ce la siamo spassata.

Se prendessi il me del 2005 che esce dal cinema dopo Episodio III e gli dicessi che un giorno passerà i mercoledì sera spaparanzato sul divano davanti a una tv gigante a guardarsi il ritorno di Ewan McGregor, di Hayden Christensen e di un fottìo di altri attori e personaggi che si ritenevano preclusi per sempre, chissà cosa direbbe. Probabilmente quel me di 21 anni mi riderebbe in faccia, non credendomi. O magari gli starei pure sul cazzo, perché vedrebbe in me e nei miei compari una tendenza al ricapitolare, a non voler mai dire ciao a una storia, riponendola sullo scaffale.

Ecco, potrei fermarmi qui e lanciare un’invettiva a questa nostra grassa pigra generazione di occidentali viziatelli, immaturi e nostalgici. Sarebbe comodo.

Solo che poi ti ricordi che pure quel ragazzo di 21 anni, fan della trilogia prequel, andava spesso in visita della generazione precedente, quella secondo cui SW era una trilogia anni 70 e tale doveva rimanere. Cosa sono dopotutto questi prequel? Cosa sono queste retcon che pretendono di incrementare il senso di cose che non erano state pensate così?

Ed è qui che realizzi che è ciclico. E che di base SW è, era e sarà questo: il giochino della retcon, il giochino degli innesti, il giochino dell’ampliamento infinito di una lore fin dove regge. Tanto qualsiasi cosa si inventino rimarrà vera… da un certo punto di vista.

Dati i punti A e B, quanto puoi riuscire a inserirci nel mezzo, senza invalidarli? Quanto puoi costruirci prima e dopo? E quante volte puoi raccontare A e B cambiando punto di vista? E con quanti medium?

Lo trovo affascinante. Trovo anche che sia questo il motivo per cui SW fa impazzire le persone. Le rende completamente folli, interessate in modo morboso al trasformarsi di eventi e concetti che nessuno sotto sotto vorrebbe veder trasformati, ma allo stesso tempo sì. C’è un momento in cui SW lo recuperi e “credi” ciecamente a quanto narrato fino a quel momento, non importa dove e come. Poi, dopo che ti ci sei sintonizzato cambiano le cose. E ciò che viene aggiunto o cambiato da quel momento in poi lo metti in discussione. Aggiornare il proprio headcanon penso sia la cosa più difficile in assoluto per le persone. Confusione, nostalgia, senso critico, arroganza, tante sono le variabili che entrano in gioco e rendono dura aprirsi alla Fede.

Almeno fino a che non ti accorgi che il senso del gioco era esattamente e precisamente quello. Far finta di crederci. Io ho avuto la fortuna di accorgermene nel 97, quando Lucas ha iniziato ad aggiornare i suoi film, pasticciando con la CGI. Tutti si arrabbiavano, ma io ero molto contento perché vedevo che dietro quelle che parevano scelte a caso c’era tutta una filosofia dietro. Che credo stia emergendo prepotentemente ora. In ogni caso accorgermene nel 97 ha aiutato a viverla così bene, che negli anni successivi penso di essermi goduto ogni follia di Lucas e soci come non mai.

Compresa questa.

La prima cosa che si sapeva di Obi Wan al suo annuncio in pompa magna, con tanto di Ewan e Hayden castati, è che sarebbe stato poco più di un esercizio di stile, fatto per sfruttare la disponibilità degli attori e per creare materiale che cementasse meglio il collegamento tra trilogie. Obi non poteva davvero fare niente di che, per non parlare di Vader. I loro destini erano scritti, il canone non si può rompere ma solo cesellare, lucidare, arricchire con orpelli. Il senso di tutto era ovviamente vedere un McGregor di mezza età e capire in che modo avrebbe potuto aggiungere qualcosa ad una situazione fragilissima senza far casino.

E secondo me se la sono cavata gran bene. Hanno davvero lavorato di fino, su questo aspetto, andando a scavare “di lato”:

Obi che lavora in macelleria e si punzecchia col Java. Il salvataggio di baby Leia, peraltro attrice incredibile, che diventa l’oggetto della missione. Le interazioni con Owen. I momenti in cui vediamo il popolo “accettare” la dittatura, compiacendosene. Il nuovo tema di Obi scritto da Williams che va a completare il set di temi dei personaggi. La connessione mancata con Qui Gonn come tema ricorrente. Quinlan. Tera Sinube. Il flashback con loro giovani durante le Clone Wars. Il nuovo senso dato alla frase “Quando ti ho lasciato ero l’allievo”. Il nuovo senso dato all’appellativo “Darth”. La voce di Anakin che si alterna con quella di Vader, perché la maschera è rotta, giocando col dualismo. Palpatine. Hello There.

Ci sono cose la cui costruzione denota gran finezza. Lo stesso senso dell’opera, che porta Obi a perdonarsi, a scindere definitivamente Anakin e Vader, mentre è lo stesso Vader che in modo perverso lo derensponsabilizza affermando di aver ucciso lui Anakin. Sono tutte cose che difatto portano a rileggere sotto una lente profonda molte cose di Ep4, dimostrando che chi ci ha messo le mani (Andrew Stanton, chi si rivede) questa roba l’ha amata davvero.

Non mi è piaciuta la regia di Deborah Chow, questo lo devo dire. Ho odiato la sua shaky cam continua e insistente, anche su scene che magari erano solo di dialogo. Una scelta, credo, ma una scelta che ho trovato francamente incomprensibile e che mi ha dato diverse noie, facendomi talvolta “uscire” dalla storia. In alcuni casi ho anche sospettato che fossero degli errori, che tipo avessero montato le scene sbagliate. Inoltre molte, troppe scene buie o con luci scarse, con grana etc. Dal punto di vista tecnico era necessario fare di più e di meglio. Reva non è sto personaggione, ma non penso nemmeno che Moses Ingram meritasse quello che ha avuto. Infine, per quel che mi riguarda la caccia agli svarioni tattici, che sono molti, è indice di una mentalità che proprio no. E’ il filtro di chi non vuole realmente entrare nella storia, o cmq si ferma ad un aspetto marginale. Concordo che sarebbe meglio che roba tipo lo Star Destroyer che cambia rotta per inseguire Obi Wan, la fuga col cappottone o Reva rediviva a caso vengano evitate. Ma se ci mettiamo apposta con questo filtro, crolla ogni teatrino.

E per quanto possa essere divertente rompere i giocattoli, specie in un web che ormai ha deciso che è questo lo sport dei fighi, penso che fondamentalmente sia una brutta cosa da fare. Specialmente se alla fine quello che ti ritrovi in mano sono i cocci di un giocattolo che era stato costruito con amore.

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