Lo Sputasentenze

Questa Strana Moda delle Mini Console…

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Sugli scaffali dei negozi è finalmente tornato il Nintendo Classic Mini, per gli amici Mini Nes, che aveva fatto capolino alla fine del 2016, inaugurando la linea delle console in miniatura. Il Mini Nes ora non sarà più a tiratura limitata, ma verrà regolarmente distribuito, come accaduto col suo fratellino Mini Snes, segno che Nintendo ha capito (tardivamente) la bomba che aveva tra le mani. E non l’ha capito solo Nintendo, dato che nel frattempo sono arrivati anche l’Atari, il C64 e il Sega Mega Drive con le stesse identiche modalità. Perché queste mini-ristampe di vecchie console non sono soltanto una cosa carina di per sé, ma sono straordinarie per quello che implicano, per la filosofia che si portano dietro. Si è capito che il retrogaming non è fatto solo di rom, emulatori da pc, Virtual Console e software assortito sparso qua e là: è fatto anche di hardware. Giocarsi nel 2018 un giochino del NES non è (solo) un atto ludico, ma anche filologico, celebrativo e persino feticistico: aveva perfettamente senso iniziare a spostare l’attenzione del pubblico dai giochi antichi alle loro console di provenienza, riproducendone il feeling, rispettandone il design, celebrandone il parco titoli e offrendo inoltre un modo efficace per archiviarne i contenuti. Una mossa commercialmente geniale, dato che permette di lucrare sulla nostalgia, far cultura aziendale e… rendere decisamente comoda la vita dei giocatori più appassionati. Io personalmente le console Nintendo le possiedo tutte, e da collezionista mi sono reso conto da tempo che la loro dimensione e deperibilità poteva rivelarsi un problema sul lungo termine. Anzi, stava già accadendo: cartucce con batterie tampone sempre più deboli, collegamenti ossidati, scomodità assortite e qualche ingombro di troppo. Serviva un sistema per risolvere queste noie, senza rinunciare all’estetica, alla fisicità, alla poetica Nintendo del “giocattolone”. E questo sistema è arrivato. Ora ho entrambe le prime console Nintendo allineate sul mio scaffale e sono uno spettacolo a vedersi: piccine, omogenee, cariche di storia videoludica archiviata digitalmente e ordinata per generazione. Le loro sorellone originali le ho ancora in armadio, riposte con cura, pensionate ma felici di lasciare spazio alle loro eredi. Ora sono un collezionista appagato e per questo dico “Grazie, Nintendo!”.

Ah, faccio outing. Non mi sono fatto problemi a modificare le console in questione, aggiungendo titoli e riordinando quelli preinstallati secondo i miei criteri. Non mi sento minimamente in colpa, e Nintendo non ha fatto niente per rendere la cosa impossibile agli hacker. Anzi, secondo me il prossimo passo da parte di Nintendo sarà mettere direttamente in commercio dei pacchetti per permettere anche al resto del pubblico di espandere e personalizzare l’archivio. Dopotutto l’hanno detto pure loro che la linea Mini prende il posto della Virtual Console!
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