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L’E3 2021 di Nintendo

Si esce dall’ultimo Nintendo Direct con un senso di straniamento. Da una parte, non si può dire che sia stata una brutta conferenza. Il ritorno di Advance Wars non se lo aspettava nessuno, quello di Metroid 2D con Metroid: Dread in pochi e un nuovo WarioWare fa sempre piacere vederlo. Lato terze parti Shin Megami Tensei V si è finalmente mostrato, si è visto qualcosa di più di Monster Hunter Stories e l’arrivo della serie di avventure grafiche giapponesi di Danganronpa farà piacere a molti. Eppure… Eppure è mancato qualcosa. Nessun nuovo gioco sviluppato internamente da EPD. Silenzio radio da Monolith. Metroid Prime 4 e Bayonetta 3 ancora non pervenuti, così come non è stato mostrato niente di nuovo su Splatoon 3, Pokémon Legends o i prossimi episodi di Kirby e Pikmin (giochi che sappiamo essere in sviluppo, di cui di tanto in tanto qualcuno di Nintendo parla, ma che formalmente ancora non esistono proprio). Breath of the Wild 2 è chiaramente interessante, ma è sembrato più un contentino a fine conferenza che una vera dimostrazione della direzione che sta prendendo il seguito di uno dei giochi più amati degli ultimi 20 anni. E comunque uscirà nel 2022.

Come uscirà nel 2022 Mario + Rabbids: Sparks of Hope, gioco made in Italy che è sembrato particolarmente interessante, modificando radicalmente le meccaniche del primo capitolo, proponendo un approccio inedito al genere (laddove Kingdom Battle risultava un po’ derivativo da X-Com). Chiunque avrebbe proposto un seguito diretto con le stesse meccaniche. Il team Ubisoft di Milano, capitanato da Davide Soliani, ha seguito invece la linea Nintendo: non dare niente per assodato e sperimentare costantemente con il gameplay dei propri giochi. Chapeau!

Il Natale 2021 di Nintendo è però così letteralmente sguarnito di un titolo di alto profilo. Da una parte questo significa che avremo un altro Direct relativamente a breve (Settembre?), dall’altra… be’, questa conferenza in qualche modo va giudicata e complessivamente ci ha lasciato un po’ freddi.

La conclusione della The Metroid Saga

Un discorso a parte, più approfondito, merita però il nuovo Metroid, annunciato a schermo con un titolo programmatico: Metroid 5. Sì, dopo 17 anni sapremo cosa è accaduto a Samus Aran dopo gli eventi di Metroid Fusion. Il creatore della serie Yoshio Sakamoto ha poi affermato nero su bianco che Metroid: Dread va inteso come la conclusione dell’arco narrativo iniziato nel 1986 dal primissimo Metroid e focalizzato sulla relazione fra l’eroina Samus Aran e i Metroid. Il gioco in uscita l’8 ottobre (fra meno di 4 mesi!) ha il gravoso compito di farci leggere retroattivamente Metroid, Return of Samus, Super e Fusion come quattro atti di un’unica grande storia… un po’ il ruolo che aveva The Rise of Skywalker con gli Episodes di Star Wars (a questo punto potremmo vedere la serie Prime e Other M come degli approfondimenti su aspetti specifici dell’universo di Metroid – delle Metroid Stories, contrapposte alla grande The Metroid Saga).

Ci riuscirà? Al di là di questa velleità narrativa che a molti fan di Metroid interessa relativamente poco (ma che il creatore della serie ha evidentemente a cuore), il gioco pare per il momento molto interessante. E’ sviluppato da Mercury Steam, lo stesso team di Samus Returns per Nintendo 3DS. Se Samus Returns risultava esteticamente molto derivativo dai Metroid Prime, Dread ha invece una propria estetica, che potremmo definire cinerea. Samus si trova su un pianeta sconosciuto dove a dominare è il colore bianco, braccata costantemente da dei robot della Federazione Galattica, anch’essi bianchi. Questa asetticità di fondo ci ha ricordato un po’ la serie Portal (il design di alcuni robot pare quasi identico).

Il Dread del titolo si riferisce alla sensazione di terrore incombente che dovrebbe caratterizzare il gioco: quando meno ce lo aspettiamo, i robot della Federazione potrebbero apparire e iniziare a braccare Samus. L’idea di fondo ricorda un po’ SA-X (Samus-X) di Fusion (un nemico ricorrente e invincibile) e la parte finale di Zero Mission (Samus nella sua Tuta Zero che fugge dai pirati spaziali). L’obiettivo del gioco sembra essere destabilizzare il personaggio di Samus: da eroina invincibile e cacciatrice di taglie, ci viene mostrata come preda di questi robot, costretta costantemente alla fuga.

La carne a fuoco è tanta, sia dal lato narrativo che da quello prettamente ludico… Ad Ottobre avremo modo di giudicare se la conclusione della Metroid Saga sarà all’altezza delle (alte) aspettative.