Man and the Moon

Il Secondo Step

Con Man and the Moon la miniserie Tomorrowland giunge al suo secondo episodio. Come il precedente Man in Space, anche questo mediometraggio viene trasmesso nell'ambito del programma televisivo antologico Disneyland, come quattordicesimo episodio della seconda stagione. Si tratta dell'anello centrale della trilogia spaziale di Walt Disney, che andrà a completarsi nel 1958 con Mars and Beyond, e di conseguenza le similitudini con gli altri due episodi sono evidenti. Viene proseguito in modo organico quel discorso iniziato l'anno precedente sul futuro prossimo del genere umano, ormai proiettato verso la conquista dello spazio. Dopo essere riuscito a raggiungere l'orbita del pianeta Terra, si suppone infatti che l'uomo rivolga le proprie attenzioni alla Luna, prima di esplorare altri pianeti. Esattamente come il predecessore, anche questo Man and the Moon si rivela una testimonianza fondamentale del grande impegno di Walt sul fronte divulgativo, in un'epoca in cui tali conoscenze non erano affatto alla portata di tutti. Ancora una volta a comporre la musica troviamo George Bruns, mentre nel ruolo di sceneggiatore, regista e persino presentatore del programma ritorna Ward Kimball.

Una Struttura Lunatica

È bene ricordare lo spiccato senso dell'umorismo di Kimball, uno dei più estrosi animatori del team di veterani conosciuti come i nine old men, qualità che lo rese l'uomo giusto a cui affidare un compito così gravoso. L'idea di Walt era infatti quella di prendere per mano il pubblico, usando come guida qualcuno che non fosse addentro alla materia, ma che in compenso fosse in grado di alleggerire l'anima didattica di questi documentari con la sua irriverente animazione. Si può dire che la confidenza di Kimball con questo suo nuovo incarico, giunto a metà del percorso, fosse decisamente aumentata, dato che in Man and the Moon il geniale animatore offre una performance ancora migliore rispetto all'anno prima. Di contro si può dire che, a differenza di Man in Space, questa seconda uscita sia assai più sbilanciata, dato che concentra la sua anima più faceta tutta all'inizio, abbracciando nel resto del programma tutt'altro tono. Anche questa volta è presente una brevissima introduzione di Walt Disney, all'epoca molto coinvolto nelle sue produzioni televisive. Ben presto la parola passa a Ward Kimball, il quale presenta l'argomento, dando inizio alla prima delle tre macrosequenze che compongono l'episodio.

Miti e Leggende Lunari

Si comincia con un segmento interamente animato, che prende in esame il rapporto tra il genere umano e la luna, ripercorrendo secoli e secoli di storia. Il nostro satellite è sempre stato un enigma sin dagli albori dell'umanità, quando si credeva che fosse un globo luminoso trovato sottoterra e poi cresciuto fino a raggiungere il cielo. Uno dopo l'altro vengono ripercorsi tutti i tentativi dell'uomo di spiegarne la natura, inventando favole e miti di ogni tipo, storielle che possiamo oggi considerare precursori del genere sci-fi. Dall'ispirata matita di Kimball prendono così vita le divertenti avventure sulla luna narrate nel corso degli anni da illustri personalità quali Keplero, Francis Godwin, Cyrano de Bergerac o lo stesso Jules Verne. L'animazione ridotta si rivela l'ideale per accentuare il senso di straniamento di fronte alle bizzarrie di queste surreali storie, popolate da creature improbabili poste in circostanze del tutto folli. Dopo aver passato in rassegna i vari racconti, ci si sposta nel campo della superstizione e, con uno stile ancor più sintetico, ci vengono illustrate le diverse credenze che riguardano la luna: c'è chi pensa che il nostro satellite sia fatto di formaggio, chi lo ritiene il posto in cui vanno a finire le cose perdute, chi è convinto che le fasi lunari siano in grado di portare fortuna o sfortuna nello svolgimento di determinate attività.

La Follia Canora

In questa rassegna culturale non manca il campo artistico, in cui le opere ispirate alla luna si sprecano. Vengono presi in esame i testi di William Shakespeare, le più famose filastrocche infantili e persino la musica leggera. L'intera sequenza animata dura una ventina di minuti e costituisce uno dei più intelligenti e accattivanti utilizzi dell'arte della limited animation. A risplendere non è soltanto la felicissima sintesi grafica dei personaggi, ma il ritmo sincopato delle gag e i relativi tempi comici, che segnano un punto di arrivo per l'umorismo disneyano. L'esempio più fulgido di questo nuovo approccio alla risata è la scenetta musicale che chiude questo primo segmento, un vero capolavoro.

  • Ah, See the Moon! - Si tratta della parodia di una vecchia canzone firmata da artisti di Tin Pan Alley, centro musicale che all'epoca aveva un gran successo. Ad esser presa in giro è la tipica canzoncina popolare romantica. Il testo è folle e totalmente venato di nonsense, con parole a caso che vengono tirate in ballo solo per far rima con “moon”. Ma è nelle immagini che Kimball spinge sul pedale della follia, osando come mai prima d'ora. Queste sono infatti del tutto scorrelate dal testo della canzone e bombardano lo spettatore con una mitraglietta di gag folli e velocissime, in cui vediamo personaggi di ogni tipo fare piccolissimi movimenti, ma dall'effetto comico dirompente.

Il Ritorno di Wernher von Braun

Concluso questo excursus, il programma entra nella sua seconda parte, dal registro totalmente opposto. L'animazione scompare completamente, e al massimo si fa uso di artwork o immagini schematiche. È ancora una volta Ward Kimball a prendere la parola, per spiegare in termini scientifici alcuni aspetti molto importanti del nostro satellite. Si parla della sua origine, vengono spiegate le fasi lunari e come la gravità influenzi il moto delle maree. Inoltre viene chiarito molto bene il motivo per cui la luna ha un lato oscuro, che a noi rimane celato, e che cosa invece ci sia in quello visibile. Successivamente Kimball lascia la parola a Wernher von Braun, lo scienziato tedesco già apparso nel precedente Man in Space. Si tratta sicuramente della sequenza più tecnica dello show, per ovvi motivi. Von Braun spiega che il raggiungimento della luna è solo il secondo step della conquista dello spazio, ma che per poterci arrivare serve prima costruire una base spaziale che possa rimanere in orbita e fornire quindi un valido appoggio agli esploratori. Il suo intervento è sotteso a spiegare come sia possibile trasportare nello spazio, pezzo per pezzo, tutto l'occorrente per montare quest'immensa base circolare.

Ricostruire il Futuro

A introdurre la terza e ultima sequenza di Man and the Moon è nuovamente von Braun, che presenta al pubblico il modellino del razzo che dovrebbe riuscire a portare l'uomo fino alla luna. Come per Man in Space, anche qui viene messa in scena un'ipotesi di come potrebbero andare le cose quando l'uomo sarà in grado di fare questo passo. Questa volta però la rappresentazione non è più in animazione limitata, bensì in live action. Più che ad una ricostruzione siamo di fronte ad una fiction a tutti gli effetti, in cui alcuni attori interpretano il ruolo dell'equipaggio che andrà per la prima volta a scoprire la luna. È interessante notare come all'epoca non fosse previsto alcun allunaggio, ma uno studio a debita distanza di ciò che il nostro satellite offre. Il razzo infatti girerà attorno alla luna, scattando foto e studiandone addirittura il lato oscuro. Si tratta sicuramente di una sequenza affascinante per l'epoca, ma piuttosto soporifera per lo spettatore moderno. Il ritmo è infatti molto lento e i personaggi per tutto il tempo non fanno altro che darsi istruzioni tecniche mentre maneggiano le apparecchiature della nave, senza conferire alla narrazione una componente emotiva.

Prima di Marte, l'Atomo

Un punto molto interessante del segmento è l'esplorazione del lato oscuro, durante la quale gli astronauti si imbattono in una fonte di radioattività e scorgono di sfuggita alcune antiche rovine. Su tale bizzarria i personaggi glissano, eppure in questa breve parentesi è possibile riscontrare una tenue traccia di sci-fi. Tredici anni dopo l'uomo sarebbe arrivato per davvero sulla luna, in circostanze leggermente diverse da quanto mostrato qui. Nel frattempo Man and the Moon verrà replicato nuovamente in tv nel 1959, ma con un titolo diverso: Tomorrow the Moon. Sebbene al giorno d'oggi questo secondo episodio si riveli il più ostico del trittico, dato il mancato amalgama dell'anima leggera con quella didattica, all'epoca la featurette fu accolta molto bene, e venne prontamente adattata anche su carta, prendendo il suo posto all'interno di quel grandissimo progetto multimediale tanto caro a Walt. Sebbene al termine dello show ci fosse un riferimento diretto alla successiva conquista dell'uomo, la scoperta di Marte, l'ultimo episodio del ciclo spaziale di Kimball si fece attendere per ben due anni. Prima di Mars and Beyond il pubblico avrebbe invece visto uscire Our Friend the Atom, appartenente anch'esso al ciclo di Tomorrowland, ma diretto da Hamilton Luske e incentrato sull'energia atomica.

di Valerio Paccagnella - Laureato in lettere moderne, è da sempre un grande appassionato di arti mediatiche, con un occhio di riguardo per il fumetto e l'animazione disneyana. Per hobby scrive recensioni, disegna e sceneggia. Nel 2005 fonda “La Tana del Sollazzo”, piattaforma web per la quale darà vita a diverse iniziative, fra cui l'enciclopedico The Disney Compendium e Il Fumettazzo, curioso esperimento di critica a fumetti. Dal 2011 collabora inoltre anche con Disney: scrive articoli per Topolino e Paperinik, e realizza progetti come la Topopedia e I Love Paperopoli.

Scheda tecnica

  • Titolo originale: Man and the Moon
  • Anno: 1955
  • Durata:
  • Produzione: Ward Kimball
  • Regia: Ward Kimball
  • Storia: , ,
  • Cast: Frank Connor, Walt Disney, Richard Emory, Frank Gerstle, Ward Kimball, Wernher von Braun
  • Musica: George Bruns
  • Animazione: Jack Boyd, Chuck Downs, Joe Hale, Con Pederson, Art Stevens, Julius Svendsen

Credits

Nome Ruolo
Frank Armitage Layout
William Bosche Storia
Jack Boyd Animazione
George Bruns Musica
Frank Connor Cast (Rocket Ship Crew)
Walt Disney Cast
Chuck Downs Animazione
John W. Dunn Storia
Richard Emory Cast (Rocket Ship Crew)
Frank Gerstle Cast (Rocket Ship Crew)
Joe Hale Animazione
Ub Iwerks Effetti Speciali
Ward Kimball Cast; Produttore; Regista; Storia
Eustace Lycett Effetti Speciali
Kendall O'Connor Layout
Con Pederson Animazione
Art Stevens Animazione
Julius Svendsen Animazione
Wernher von Braun Cast; Consulente scientifico