Il Nostro Amico Atomo

L'Interludio di Hamilton Luske

Our Friend the Atom è il terzo episodio della miniserie divulgativa conosciuta come Tomorrowland. Andato in onda il 27 gennaio del 1957, all'interno della terza stagione del programma antologico Disneyland, questo nuovo mediometraggio scientifico non rientra nel ciclo spaziale diretto da Ward Kimball, che sarebbe giunto a conclusione poco tempo dopo con Mars and Beyond, ma costituisce una parentesi autonoma. Regista di questo “interludio” è infatti Hamilton Luske, e le differenze di impostazione con il resto della serie sono evidenti: l'irriverente umorismo kimballiano viene infatti momentaneamente messo da parte, e la struttura del programma non prevede più la suddivisione a compartimenti stagni delle sequenze, ma un unico discorso organico e fluido. Il progetto di Walt sull'atomo non si esauriva con questo programma televisivo ma procedeva in parallelo con l'uscita (avvenuta in realtà qualche mese prima) di un libro con lo stesso titolo, scritto dallo scienziato Heinz Haber. Questa volta il libro non era un adattamento del film, quanto piuttosto il contrario.

Il Libro e lo Show

La scena iniziale del programma è un omaggio a 20.000 Leghe Sotto i Mari di Jules Verne, che Walt Disney aveva felicemente adattato in una straordinaria pellicola live action del 1954. Immagini del Nautilus e citazioni delle parole del Capitano Nemo scorrono sullo schermo, sottolineando le attinenze tra la fonte di energia da lui scoperta e quella atomica, che sarà il tema dell'episodio. Successivamente entra in scena Walt Disney che introduce l'argomento con il suo consueto entusiasmo. Walt illustra al pubblico la natura del progetto multimediale, presentando il libro in uscita e spiegando che la sua realizzazione è avvenuta simultaneamente allo show. L'autore del volume, Heinz Haber, che aveva già collaborato con lo studio in occasione di Man in Space (1955), il primo episodio del ciclo di Tomorrowland (la sequenza dedicata alla “space medicine”) diventa adesso l'uomo chiave del nuovo progetto. Uscito di scena Walt, sarà proprio Haber a prendere la parola e a mantenerla fino al termine dell'episodio, ripercorrendo la storia dell'atomo sulle pagine del proprio libro.

Il Pescatore e il Genio

Come lo stesso Disney dice all'inizio del programma, gli artisti del suo studio non sono scienziati ma narratori. Lo storytelling disneyano da sempre si distingue per semplicità, chiarezza e capacità di arrivare ad un pubblico il più vasto possibile. Per spiegare agli spettatori la natura dell'atomo si ricorre quindi ad una fiaba, un breve sketch animato di pochi minuti, che diventerà però la metafora a cui verrà fatto riferimento per tutto l'episodio. Si tratta della storia conosciuta come Il Pescatore e il Genio, tratta da Le Mille e una Notte: un povero pescatore si ritrova tra le mani una giara da cui esce un temibile genio, che minaccia di uccidere il suo liberatore. Grazie alla sua arguzia, l'uomo riesce a raggirare il mostro, imprigionandolo nuovamente e portandolo ad esaudire i suoi desideri. Quella che poteva costituire una terribile forza distruttiva viene quindi resa inoffensiva e in un certo senso “amica”. L'intera scenetta è un gioiello di stilizzazione, graziata da un uso intelligente dell'animazione limitata. Lo stile non è esagerato come quello di Kimball, ma leggermente più classico. Tra gli animatori è presente John Lounsbery, che molto probabilmente si è occupato del genio malvagio, la cui gamma di espressioni è davvero impressionante.

La Teoria di Democrito

Sebbene in Our Friend the Atom sia presente molta altra animazione, questa comprende prevalentemente immagini statiche, schematiche o fortemente stilizzate. La storia del pescatore rimane dunque la sequenza animata più elaborata, e infatti verrà più e più volte tirata in ballo nel corso della dissertazione di Haber per illustrare meglio alcuni concetti. Lo scienziato spiega infatti che l'uranio è il minerale che rappresenta idealmente il genio cattivo, e che il nostro compito è capire come sia possibile farcelo amico, allo stesso modo del pescatore. È del tutto normale che Disney ricorresse a questo tipo di metafore per rassicurare un pubblico che aveva ancora bene in mente quanto successo a Hiroshima e Nagasaki poco più di un decennio prima. Successivamente si passa a raccontare la storia del rapporto tra l'uomo e l'atomo. Si comincia chiaramente nell'antica Grecia con Democrito, il primo a teorizzare l'esistenza di particelle indivisibili, vera e propria materia prima dell'universo. A causa dello scetticismo di Aristotele, le idee di Democrito sarebbero state ignorate per molti secoli, almeno fino al 1803, quando lo scienziato John Dalton le riportò in auge, formulando la sua teoria atomica.

Una Carrellata di Scienziati

In questa parte del programma vengono passati in rassegna i principali scienziati che nel corso degli anni hanno portato avanti lo studio sull'atomo. Si cita Amedeo Avogadro e la sua teoria secondo cui gli atomi si legano insieme per formare delle molecole, inoltre vengono citate le ricerche di Henri Becquerel e dei coniugi Pierre e Marie Curie sull'uranio e il radio, che avrebbero portato a scoprire la radioattività. C'è infine spazio per una parentesi divulgativa sulla teoria della relatività di Albert Einstein, e su alcune importanti invenzioni come il microscopio. A rimanere impresso è soprattutto l'utilizzo dell'animazione schematica, grazie alla quale lo staff Disney riesce a comunicare concetti anche molto complessi, mostrandoci come gli stati della materia (solido, liquido, gassoso) derivino dal movimento degli atomi in essa racchiusi, e come sia possibile usare il calore per metterli in moto e produrre energia. Viene così fatto riferimento alle macchine a vapore, costruite proprio su questo principio, e alla loro necessità di alimentarsi di continuo con carbone e petrolio, dimostrando di essere ben lontane dal “genio nella giara” tanto desiderato dall'uomo.

Protoni, Elettroni, Neutroni ed Esplosioni

Punto di svolta in questo campo è rappresentato dalle ricerche di Ernest Rutherford sulla struttura interna dell'atomo. Lo scienziato smentì la teoria secondo cui gli atomi erano dei gusci solidi e indistruttibili, svelando come in realtà siano composti da un nucleo fatto di protoni e neutroni, e un'orbita esterna nella quale girano invece gli elettroni. Haber spiega come gli elementi presenti in natura si distinguano proprio a causa del diverso numero di particelle contenute nei loro atomi, e fa una brevissima carrellata dei più importanti, dal più semplice (idrogeno) a uno dei più complessi (uranio). La radioattività dell'uranio viene spiegata proprio in virtù del gran numero di particelle contenute al suo interno, tali da renderlo fortemente instabile e propenso a “sparare” via i neutroni in eccesso. Gli ultimi scienziati della carrellata sono Otto Hahn e Fritz Strassman, che scoprirono che se un neutrone andasse a colpire il nucleo di un altro atomo avrebbe la possibilità di romperlo, innescando una reazione a catena spaventosa ed esponenziale. Per spiegare meglio il funzionamento di un'esplosione atomica, viene mostrata un'intera stanza disseminata di trappole per topi pronte a scattare al solo lancio di una pallina: un esempio efficace per rievocare la liberazione del genio malvagio della fiaba.

L'Ottimismo di Walt

La parabola illustrata da Walt Disney e Heinz Haber ha però un finale decisamente positivo. Come il pescatore della favola anche l'uomo ha trovato il modo di domare la potenza dell'atomo, costruendo reattori nucleari in grado di innescare queste esplosioni, rallentandole e quindi tenendole a bada. L'energia atomica viene così raffigurata come un genio buono, graficamente diverso da quello della fiaba iniziale, ma pur sempre in grado di esaudire i nostri tre desideri. Nell'ultima sequenza Haber li enumera, spiegando che il primo dovrebbe essere ottenere energia pulita, dal momento che carbone e petrolio si stanno irrimediabilmente esaurendo. Il secondo sarà invece cibo e salute, ottenuti usando la radioattività come “tracciatore” da sfruttare in campo medico e agrario, per studiare meglio alcuni fenomeni. Il terzo desiderio, paradossale se si pensa ai futuri incidenti di Chernobyl (1986) e Fukushima (2011), è che l'atomo rimanga per sempre nostro amico. Ancora una volta il visionario Walt si era rivelato ottimista e decisamente avanti rispetto al resto del mondo. Our Friend the Atom divenne uno dei titoli più prestigiosi del catalogo didattico disneyano, allineandosi per qualità alla serie spaziale di Kimball che poco tempo dopo sarebbe tornata, portando finalmente il pubblico su Marte.

di Valerio Paccagnella - Laureato in lettere moderne, è da sempre un grande appassionato di arti mediatiche, con un occhio di riguardo per il fumetto e l'animazione disneyana. Per hobby scrive recensioni, disegna e sceneggia. Nel 2005 fonda “La Tana del Sollazzo”, piattaforma web per la quale darà vita a diverse iniziative, fra cui l'enciclopedico The Disney Compendium e Il Fumettazzo, curioso esperimento di critica a fumetti. Dal 2011 collabora inoltre anche con Disney: scrive articoli per Topolino e Paperinik, e realizza progetti come la Topopedia e I Love Paperopoli.

Scheda tecnica

  • Titolo originale: Our Friend the Atom
  • Anno: 1957
  • Durata:
  • Produzione: Walt Disney
  • Regia: Hamilton Luske
  • Storia:
  • Cast: Paul Frees, Heinz Haber
  • Musica: Oliver Wallace
  • Animazione: Jack Boyd, Jack Buckley, Jack Campbell, Claude Coats, John Hench, John Lounsbery, Cliff Nordberg, Ed Parks

Credits

Nome Ruolo
Milt Banta Storia
Jack Boyd Animazione
Jack Buckley Animazione
Jack Campbell Animazione
Claude Coats Animazione
Marvin Aubrey Davis Direzione Artistica
Walt Disney Produttore
Paul Frees Cast (Old Fisherman, Genie, Aristotle)
Heinz Haber Cast
John Hench Animazione
Ub Iwerks Effetti Speciali
John Lounsbery Animazione
Hamilton Luske Regista
Eustace Lycett Effetti Speciali
Cliff Nordberg Animazione
Ed Parks Animazione
Thor Putnam Layout
Jimi Trout Fondali
Oliver Wallace Musica
Irv Wyner Fondali
Al Zinnen Layout; Direzione di Produzione