The Truth About Mother Goose

Un Taglio Didattico

La seconda produzione animata a giungere sul grande schermo nel 1957 è The Truth About Mother Goose, un film di quattordici minuti nel quale viene ancora una volta preso in esame il corpus di filastrocche intitolate a Mamma Oca, che tanta importanza ricopriva nella cultura anglosassone. Walt Disney aveva già dedicato all'argomento alcuni cortometraggi, fra i quali spiccavano le Silly Symphonies Mother Goose Melodies (1931) e Old King Cole (1933). Se quei due short ci presentavano tali rimette come se fossero parte di un unico mondo fiabesco, vent'anni dopo l'approccio dello staff Disney è ben diverso. La produzione di corti è cessata, e adesso lo studio ha dato il via ad un nuovo filone caratterizzato da opere di durata e respiro maggiore. Inoltre, negli ultimi tempi l'animazione Disney ha acquisito un taglio didattico, assente in origine, per cui il tema viene affrontato da un punto di vista radicalmente opposto rispetto al passato. Lo scopo di The Truth About Mother Goose è infatti quello di ripercorrere alcune fra le più famose filastrocche infantili, indagandone l'origine. Se si guardano i credits si nota come lo staff al lavoro sul film sia lo stesso che più avanti darà vita ai successivi lungometraggi Disney.

Little Jack Horner

Alla regia troviamo, oltre a Bill Justice, il veterano Wolfgang Reitherman, mentre lo sceneggiatore è Bill Peet. Fra gli artisti degli sfondi spicca il nome di Eyvind Earle, mentre a comporre le musiche c'è George Bruns, eclettico uomo di punta delle colonne sonore di quegli anni. Il film è diviso in tre diverse sequenze di lunghezza crescente, che vengono introdotte da un terzetto di giullari che cantano e ballano a ritmo di jazz. La prima filastrocca di cui si svela la storia è Little Jack Horner, che sembra essersi originata dalla bravata compiuta da un funzionario nella Londra del XVI secolo. Tale Jack Horner era stato infatti incaricato di portare in dono al re Enrico VIII una torta natalizia al cui interno era nascosto l'atto di proprietà di una magnifica villa. Non riuscendo a resistere alla tentazione di impadronirsi della sorpresa, Horner forò la superfice della torta con il suo pollice, assicurandosi così una sistemazione per il resto della sua esistenza. Graficamente viene fatto un uso davvero impressionante dell'animazione ridotta: Enrico VIII viene infatti raffigurato come un'enorme massa statica, all'interno della quale si muovono solo la testa e le braccia.

Mary, Mary, Quite Contrary

Il secondo segmento è lungo il doppio del precedente e fa luce sulla drammatica vicenda di Maria Stuarda di Scozia (Mary Stuart), personaggio storico su cui è basata la filastrocca Mary Mary, Quite Contrary. Cresciuta in Francia, la regina scozzese aveva imposto a corte il proprio stile di vita frivolo e irrispettoso dell'etichetta vigente, attirandosi così le antipatie di molti. L'episodio ripercorre la turbolenta e sinistra vita sentimentale di Mary, raccontandoci le sue scappatelle extraconiugali e come questa sua orgogliosa dissolutezza la portò a perdere prima il suo regno, e infine la vita per mano della regina d'Inghilterra Elisabetta I, sua cugina. Il tono dell'episodio, insolitamente dark, viene valorizzato da alcune scelte particolarmente indovinate. Gli atti più dissoluti avvengono in penombra, facendo uso di silhouette, inoltre non manca l'animazione ridotta e persino una sequenza riciclata da Le Avventure di Ichabod e Mr. Toad, in cui vediamo Mary assumere gli stessi atteggiamenti di Katrina Van Tassel. Ciò che rimane impresso è però il look generale di personaggi e scenari, ispirato all'arte medioevale: sicuramente di prova generale per le meraviglie che un paio d'anni dopo vedremo riproposte in grande stile all'interno di Sleeping Beauty (1959).

London Bridge is Falling Down

Il terzo episodio è il più lungo di tutti, e sembrerebbe infatti costituire quasi un cortometraggio a sé. La famosissima London Bridge is Falling Down fornisce l'occasione per ripercorrere la storia dell'antico ponte londinese, la cui costruzione risale al 1176. Nel corso dei secoli vediamo il London Bridge crescere, fino a ospitare edifici, negozi e grandi eventi quali un torneo medioevale. Vengono fatti riferimenti a eventi storici importanti come il Grande Incendio di Londra (1666), a cui il ponte riuscì a sopravvivere, e se ne segue il lento e progressivo declino che porterà alla sua demolizione, avvenuta dopo seicento anni di onorato servizio, per far posto al London Bridge attuale. Stilisticamente ritroviamo ancora una volta molti elementi che richiamano La Bella Addormentata nel Bosco, ma sono presenti anche alcuni echi de La Spada nella Roccia (1963), in cui verrà infatti riciclata la sequenza del torneo. Sebbene il segmento sia in prevalenza composto da immagini statiche, la cosa non pesa affatto grazie allo straordinario storytelling disneyano, inconfondibile anche nella sua declinazione più divulgativa. Con The Truth About Mother Goose, del quale verrà messo immediatamente in lavorazione un adattamento a fumetti, l'animazione disneyana chiude finalmente il conto con le rimette di Mamma Oca, lanciando un seme stilistico che avrà modo di germogliare molto presto.

di Valerio Paccagnella - Laureato in lettere moderne, è da sempre un grande appassionato di arti mediatiche, con un occhio di riguardo per il fumetto e l'animazione disneyana. Per hobby scrive recensioni, disegna e sceneggia. Nel 2005 fonda “La Tana del Sollazzo”, piattaforma web per la quale darà vita a diverse iniziative, fra cui l'enciclopedico The Disney Compendium e Il Fumettazzo, curioso esperimento di critica a fumetti. Dal 2011 collabora inoltre anche con Disney: scrive articoli per Topolino e Paperinik, e realizza progetti come la Topopedia e I Love Paperopoli.

Scheda tecnica

  • Titolo originale: The Truth About Mother Goose
  • Anno: 1957
  • Durata:
  • Produzione: Walt Disney
  • Regia: Bill Justice, Wolfgang Reitherman
  • Storia:
  • Musica: Tom Adair, George Bruns, Bill Peet
  • Animazione: Eric Cleworth, Fred Hellmich, Bill Keil, Dick Lucas, Cliff Nordberg, Ed Parks, Al Stetter, Kay Wright

Credits

Nome Ruolo
Tom Adair Canzoni
Xavier Atencio Layout
George Bruns Canzoni; Musica
Collin Campbell Layout
Eric Cleworth Animazione
Basil Davidovich Layout
Al Dempster Layout
Walt Disney Produttore
Eyvind Earle Layout
Vance Gerry Layout
Fred Hellmich Animazione
Bill Justice Regista
Bill Keil Animazione
Dick Lucas Animazione
Cliff Nordberg Animazione
Ed Parks Animazione
Bill Peet Canzoni; Storia
Wolfgang Reitherman Regista
Al Stetter Animazione
Richard H. Thomas Layout
Dick Ung Layout
Kay Wright Animazione