La Spada nella Roccia

Bill Peet, Professione Sceneggiatore

La Spada nella Roccia era nei piani di Walt sin dagli anni 40, quando per la prima volta si cominciò a discutere di un adattamento dell'opera di T. H. White. Lo scrittore inglese aveva realizzato una serie di romanzi in cui reinterpretava il ciclo arturiano, focalizzandosi sulle lezioni che Merlino avrebbe impartito a Re Artù, e il primo di questi, The Sword in the Stone, era ambientato nel periodo precedente alla sua incoronazione. In quegli anni agli studios l'ex animatore Bill Peet aveva acquisito presso Walt un certo credito, dato il magnifico lavoro che stava facendo come storyman su corti e lungometraggi. L'influenza di Peet fu decisiva perché un adattamento di quel romanzo entrasse finalmente in produzione. Dopo che i lavori su La Carica dei 101 (1961) furono finalmente conclusi, lo studio si era infatti trovato davanti ad un bivio: realizzare La Spada nella Roccia oppure Chanticleer, un film di animali antropomorfi con protagonista il celebre gallo del folklore popolare. A quest'ultimo progetto lavorarono a lungo alcuni dei migliori artisti dello studio, tra cui Ken Anderson, Marc Davis, Milt Kahl e Wolfgang Reitherman, tuttavia al momento di presentarlo a Walt le cose non andarono per niente bene.

Fu proprio Bill Peet a esprimersi negativamente sull'idea, portando acqua al proprio mulino e convincendo così Walt a optare per La Spada nella Roccia, con notevole sconforto dei suoi colleghi. Il film venne quindi sceneggiato interamente da Peet, e diretto dallo stesso Reitherman, diventando così il primo lungometraggio disneyano con un solo regista e un solo sceneggiatore. Per Reitherman questa fu una svolta importante: da quel momento in poi si sarebbe sobbarcato la regia di tutti i successivi lungometraggi animati, che in precedenza era solito dirigere in team. Peet dal canto suo decise di affrontare il lavoro diversamente dal solito: anziché passare direttamente alla fase di storyboard preferì scrivere prima una sceneggiatura da sottoporre a Walt per fare ordine sulla vicenda. Le attenzioni di Disney in quella fase della sua carriera però erano maggiormente indirizzate sulla sua opera della maturità, Mary Poppins (1964), per cui non fu granché coinvolto nella lavorazione. Tutto questo è paradossale se si pensa che il successivo Il Libro della Giungla (1967) avrebbe invece suscitato l'interesse di Walt, al punto che le sue interferenze avrebbero portato Peet a lasciare gli studios.

La Filosofia di Merlino

Il film è uno dei pochissimi dell'era xerografica ad avere come protagonisti degli esseri umani, anziché degli animali. The Sword in the Stone conserva però alcune caratteristiche che lo fanno rientrare pienamente nello stile che aveva l'animazione disneyana negli anni 60: il registro narrativo è infatti molto leggero, e la vicenda conserva una natura fortemente episodica, composta di singoli sketch collegati tra loro da un filo conduttore. La natura epica del ciclo arturiano viene dunque messa totalmente da parte: lungi dal voler raccontare le leggendarie imprese di Re Artù, la pellicola ne descrive invece il tirocinio al fianco del mentore Merlino. Siamo nella fase adolescenziale di Artù, momento sicuramente difficile in cui vive con una famiglia adottiva di rudi castellani che lo soprannominano Semola (Wart) e cercano di trasmettergli la loro visione limitata della vita. Merlino decide di salvarlo da quel tipo di mentalità e così si autoinvita al castello e impartisce al ragazzo una serie di magiche lezioni, trasformandolo di volta in volta in animali diversi ed espandendo così il suo punto di vista sul mondo.

Sebbene a prima vista possa sembrare un film piuttosto semplice e dal contenuto volatile, La Spada nella Roccia è uno dei lungometraggi animati Disney più intelligenti e originali. È un film che serba una morale fino a quel momento inedita, togliendo il velo illusorio su un medioevo troppo spesso idealizzato come romantico: l'ottusità del codice cavalleresco viene messa totalmente in burletta, e si esalta invece il valore salvifico della cultura. Nelle tre sequenze principali che costituiscono lo scheletro della storia vedremo Semola esplorare nell'ordine il mondo dei pesci, degli scoiattoli e degli uccelli, imparando le leggi che governano la natura e come l'astuzia, l'amore e il sapere prevalgano immancabilmente sulla forza bruta. Il vero protagonista della vicenda è Merlino, che viene qui rappresentato come un viaggiatore del tempo, espediente utilissimo che gli conferisce quell'ampiezza di vedute necessaria a ricoprire il ruolo dell'illuminato. La sua natura di crononauta, poi, autorizza tutta una serie di gag e citazioni che hanno a che fare con elementi del nostro tempo, anticipando di trent'anni l'altro grande anacronista disneyano: il Genio di Aladdin (1992). Il suo rapporto con il gufo parlante Anacleto (Archimedes) infine rappresenta il cuore del film: i continui battibecchi tra i due non solo vivacizzano la vicenda, ma delineano in maniera impeccabile la personalità del volatile, un vero e proprio burbero dal cuore d'oro.

L'Arte della Magia

Con The Sword in the Stone lo studio realizza il suo secondo lungometraggio animato in xerografia. La tecnica Xerox era stata per la prima volta utilizzata tre anni prima nella featurette Goliath II (1960) e successivamente impiegata ne La Carica dei 101 (1961). La sua invenzione aveva permesso agli studi Disney di continuare a produrre animazione, in un momento in cui economicamente questa forma d'arte stava diventando troppo gravosa. Ideato da Ub Iwerks, il processo xerografico consisteva infatti nel fotocopiare direttamente sulle cel i disegni degli animatori, risparmiando sull'inchiostrazione, motivo per cui il film conserva il tipico stile “schizzato” dei bozzetti a matita. La direzione artistica di Ken Anderson fa in modo che gli splendidi fondali del film si adeguino a quest'impostazione volutamente “sporca”, senza però raggiungere gli eccessi de La Carica dei 101, i cui sfondi fin troppo stilizzati non erano piaciuti a Walt. Fra gli animatori al lavoro sul film troviamo alcuni degli artisti migliori dell'epoca, appartenenti al gruppo dei nine old men: Frank Thomas, Ollie Johnston, John Lounsbery, Milt Kahl e Eric Larson. A loro si aggiunge ovviamente Wolfgang Reitherman anche se soltanto come regista.

Molti degli artisti all'opera sul film erano gli stessi che avevano lavorato a Chanticleer prima della sua cancellazione, tuttavia Marc Davis non salì a bordo di questo nuovo progetto. Dopo aver raggiunto il suo apice artistico con Crudelia De Mon, intraprese infatti la carriera di imagineer, dedicandosi alle attrazioni di Disneyland. La bravura del team di animatori si vede tutta nella meravigliosa sequenza del duello di magia, che Merlino disputa con la sua rivale Maga Magò (Madam Mim): i due si trasformano in differenti tipi di animali ma rimangono sempre perfettamente riconoscibili, mantenendo costanti i loro tratti distintivi. A fronte di tanta genialità visiva, La Spada nella Roccia rappresenta anche l'inizio di un periodo improntato al riciclaggio di materiale già animato. Pur non raggiungendo gli eccessi di Robin Hood (1973), è facile accorgersi di quanto materiale sia stato ricalcato da altre produzioni come La Carica dei 101 e soprattutto The Truth About Mother Goose (1957), da cui viene presa di peso la sequenza del torneo medioevale. Infine va segnalato che la pellicola è la prima a esser stata realizzata come open matte, ovvero concepita nel tradizionale formato 4:3, ma con accorgimenti tali da poterla proiettare anche in 16:9 senza perdere dettagli fondamentali ai bordi dell'immagine.

Compositori Divisi

Il film segna l'entrata in scena di Richard e Robert Sherman come compositori di canzoni per i lungometraggi animati, ruolo che avrebbero ricoperto per molti anni. I due fratelli fino a quel momento avevano lavorato al reparto live action, componendo svariati brani per alcune pellicole tra cui Il Cowboy con il Velo da Sposa (1961), I Figli del Capitano Grant (1962) o Magia d'Estate (1963). Sul fronte dell'animazione avevano collaborato solo alla featurette A Symposium on Popular Songs (1962), in cui Pico de Paperis passava in rassegna la storia della musica pop. La Spada nella Roccia segnò in un certo senso il loro “battesimo”. La partitura strumentale venne scritta da George Bruns, presenza fissa in ogni produzione coeva, che regalò al film la sua inconfondibile impronta. A dire il vero, un problema che affligge La Spada nella Roccia è che, se si esclude l'ouverture dei titoli di testa, il lavoro di Bruns e quello degli Sherman non si mescola mai, privando la colonna sonora di tutti quei rimandi e temi ricorrenti che da sempre rendono organico un musical. Ben altro effetto lo darà invece l'arrangiatore Irwin Kostal in Mary Poppins (1964) e Bedknobs & Broomsticks (1971), capace di valorizzare incredibilmente l'opera dei due fratelli.

  • The Legend of the Sword in the Stone - Il primo brano degli Sherman è molto distante dallo stile abituale dei due fratelli, rivelando la loro grande versatilità. Si tratta di uno splendido e malinconico canto medioevale che ricorda la musica dei menestrelli, narrandoci l'antefatto della vicenda. La solennità di questa sequenza introduttiva verrà smentita quasi subito, con la comica entrata in scena di Merlino.
  • Higitus Figitus - Questa divertente canzone altro non è che una brillante presa in giro del “latinorum” cui all'epoca si associavano le formule magiche. Buona parte delle parole è inventata infatti, caratteristica molto in linea con lo stile degli Sherman. La divertente sequenza fornisce il pretesto per mostrarci alcune meravigliose gag visive, legate al trasloco improvvisato da Merlino. Avrà inoltre un divertentissimo reprise nella parte centrale, in cui lo vedremo utilizzare lo stesso sistema per automatizzare le pulizie di casa.
  • That's What Makes the World Go Round - La prima delle canzoni “didattiche” del film, accompagna la sequenza in cui Merlino e Semola si trasformano in pesci. Si tratta di un altro brano molto grazioso, il cui scopo è spiegare al ragazzo che ciò che fa girare il mondo è proprio la sua stessa varietà, e che essere astuti è meglio che essere forti.
  • A Most Befuddling Thing - Attraverso la trasformazione in scoiattolo, Merlino impartisce a Semola la sua seconda lezione. Questa volta l'oggetto è l'amore, un sentimento “più forte della gravità”. Musicalmente viene fatto un leggero passo indietro, tuttavia la sequenza in cui i due vengono braccati dalle rispettive spasimanti riesce ad alternare umorismo e malinconia in modo davvero superbo.
  • Mad Madam Mim - Questo divertente siparietto altro non è che la pazzerella autopresentazione del personaggio di Maga Magò. Semola incontra il personaggio quando è trasformato in uccello, e per la prima volta si scontra con una scuola di pensiero opposta a quella del suo mentore. Il personaggio nel film ha un ruolo risicato ma avrà un grande successo, al punto che la ritroveremo nei fumetti.
  • The Oak Tree - I fratelli Sherman avevano composto questo brano per farne il manifesto programmatico della mentalità medioevale, ma la sequenza venne tagliata. Nel film tuttavia ne è rimasta una breve strofa, nel quale la famiglia adottiva di Semola esalta lo stemma del proprio casato.

Un Futuro per Maga Magò

La Spada nella Roccia è in definitiva uno dei lungometraggi disneyani più brillanti. Ricco di scene memorabili, e di personaggi di un certo spessore, all'epoca pagò tuttavia lo scotto del suo non essere una fiaba tradizionale. La pellicola si comportò bene ai botteghini, ma la critica non fu altrettanto tenera, accusando il film di avere una trama piuttosto esile. Altri lungometraggi maggiormente seguiti dallo stesso Walt come Mary Poppins o Il Libro della Giungla incontrarono maggiormente il gusto del pubblico, lasciando un po' in ombra l'epopea didattica di Semola e Merlino. È curioso infatti che la Company non abbia mai sfruttato adeguatamente questa sua proprietà. Sebbene il ciclo arturiano, per sua stessa natura, si prestasse a sequel e approfondimenti, a La Spada nella Roccia venne risparmiato il trattamento di mungitura che invece subirono altri franchise. I DisneyToon Studios non progettarono mai un “cheapquel” che proseguisse le vicende di Artù, né venne realizzata una serie televisiva. Ci si limitò al “solito” remake live action, e ad inserire Merlino e soci nella quinta stagione della serie televisiva Once Upon a Time.

Sebbene The Sword in the Stone non sia mai riuscito a imporsi effettivamente come franchise, i personaggi del film rimasero comunque scolpiti nella memoria del pubblico venendo riciclati in altre produzioni. Si ricorda ovviamente la serie tv celebrativa House of Mouse (2001), ma anche il grande ruolo avuto da Merlino nella serie videoludica Kingdom Hearts firmata Square. La vera star comunque si rivelò essere Maga Magò, che finì per diventare una presenza fissa nei fumetti Disney americani. Il personaggio venne infatti riposizionato nell'attuale Calisota, l'universo narrativo degli standard character, per diventare una sorta di controparte di Amelia, ma in alcuni casi si ritrovò alleata dei Bassotti e di Gambadilegno, o ad avere a che fare con Zio Paperone e Moby Duck. Inoltre, il suo carattere si addolcì, e le venne dato spesso e volentieri il ruolo della spasimante di Macchia Nera e Capitan Uncino, dimostrando quindi di avere un debole per i cattivi. Non si sarebbe certo trattato di un futuro roseo per il personaggio, imprigionato all'interno di una produzione fumettistica di dubbio valore.

di Valerio Paccagnella - Laureato in lettere moderne, è da sempre un grande appassionato di arti mediatiche, con un occhio di riguardo per il fumetto e l'animazione disneyana. Per hobby scrive recensioni, disegna e sceneggia. Nel 2005 fonda “La Tana del Sollazzo”, piattaforma web per la quale darà vita a diverse iniziative, fra cui l'enciclopedico The Disney Compendium e Il Fumettazzo, curioso esperimento di critica a fumetti. Dal 2011 collabora inoltre anche con Disney: scrive articoli per Topolino e Paperinik, e realizza progetti come la Topopedia e I Love Paperopoli.

Scheda tecnica

  • Titolo originale: The Sword in the Stone
  • Anno: 1963
  • Durata:
  • Produzione: Walt Disney
  • Regia: Wolfgang Reitherman
  • Basato su: The Sword in the Stone di T.H. White
  • Cast: Norman Alden, Barbara Jo Allen, Sebastian Cabot, Fred Darian, James MacDonald, Junius Matthews, Alan Napier, Robert Reitherman, Rickie Sorensen, Karl Swenson, Ginny Tyler, Martha Wentworth
  • Musica: Richard M. Sherman, Robert B. Sherman
  • Supervisione dell'Animazione: Ollie Johnston, Milt Kahl, John Lounsbery, Frank Thomas

Credits

Nome Ruolo
Norman Alden Cast (Sir Kay)
Barbara Jo Allen Cast (Scullery Maid)
Hal Ambro Animazione
Dale Barnhart Layout
Jack Boyd Effetti d'Animazione
Jack Buckley Effetti d'Animazione
Sebastian Cabot Cast (Sir Ector, Narrator)
Eric Cleworth Animazione
Fred Darian Cast (The Ministrel)
Basil Davidovic Layout
Al Dempster Fondali
Walt Disney Produttore
Vance Gerry Layout
Don Griffith Layout
Donald Halliday Direzione Artistica
Ralph Hulett Fondali
Ollie Johnston Animatore principale
Homer Jonas Layout
Milt Kahl Animatore principale; Progettazione Personaggi
Hal King Animazione
Eric Larson Animazione
Bill Layne Fondali
John Lounsbery Animatore principale
Dick N. Lucas Animazione
James MacDonald Cast (The Wolf)
Junius Matthews Cast (Archimedes)
Fil Mottola Fondali
Alan Napier Cast (Sir Pelinore)
Cliff Nordberg Animazione
Bill Peet Progettazione Personaggi
Walt Peregoy Fondali
Robert Reitherman Cast (Wart)
Wolfgang Reitherman Regista
Anthony Rizzo Fondali
Sylvia Roemer Layout
Richard M. Sherman Canzoni
Robert B. Sherman Canzoni
John Sibley Animazione
Rickie Sorensen Cast (Wart)
Karl Swenson Cast (Merlin)
Frank Thomas Animatore principale
Ginny Tyler Cast (Little Girl Squirrel)
Martha Wentworth Cast (Madam Mim, Old Lady Squirrel)
T.H. White Storia Originale (The Sword in the Stone)